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Il dispotismo illuminato
 


L'Illuminismo


La cultura dell'Illuminismo è caratterizzata dall'enciclopedismo; esso deriva dalla convinzione che si debba estendere alle scienze sociali e umane il metodo d'analisi proprio delle scienze della natura. Nasce la figura del "filosofo" nell'accezione che lo definisce come l'intellettuale cultore di tutte le scienze, amante dell'umanità e fiducioso nelle sorti di essa. Per estrazione sociale è ancora spesso un aristocratico, ma per struttura mentale un borghese. Accanto all'intellettuale c'è la figura del mercante (utile ad una società fondata sui traffici e sugli scambi), che fa nascere una nuova morale diversa da quella aristocratica. Dunque l'Illuminismo elabora una concezione nuova e organica dell'uomo.

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Le idee essenziali dell'Illuminismo:

1) Razionalismo (concezione della ragione come unico strumento di conoscenza).
2) Deismo (concezione di un principio razionale della natura conosciuto senza rivelazione).
3) Antistoricismo (rapporto critico col passato, rifiuto di ogni tradizione non sottoposta al controllo della ragione e dell'esperienza).
4) Cosmopolitismo (dottrina che considera l'uomo cittadino del mondo e condanna ogni nazionalismo e provincialismo).
5) Egualitarismo (idea di una società in cui la proprietà sia equamente distribuita e il potere sia fondato sulla partecipazione di tutti).
6) Liberalismo (concezione filosofico-politica che afferma la limitazione dei poteri dello stato in nome dei diritti individuali dell'uomo in quanto tale).
7) Liberismo (dottrina economica fondata sul principio della libertà della scelta del lavoro e degli scambi; produce l'economia di mercato).
8) Fisiocrazia (dottrina fondata sul concetto della superiorità dell'agricoltura perché dà un prodotto netto).

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Elementi costanti del pensiero illuministico:

1) La supremazia della ragione come strumento di conoscenza della realtà e come principio per l'organizzazione della vita individuale e sociale.
2) L'utilità sociale e la ricerca della pubblica felicità come fine ultimo dell'attività dei singoli. Per altro poiché essa fa parte sia dei programmi rivoluzionari che di quelli riformistici dei principi, mantiene un carattere di ambiguità.
3) La distruzione per varie vie del vecchio mondo.

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Variano invece gli atteggiamenti per quanto riguarda:

1) La posizione di fronte alla religione. C'è in generale il rifiuto del dogmatismo cattolico e della sua tradizione culturale, ma diverse sono le dottrine nei vari filosofi e vanno dal materialismo all'evoluzionismo e al deismo.
2) La concezione dello stato per il quale il grande modello è quello del liberalismo inglese. Le diverse articolazioni teoriche trovano le loro più significative espressioni in: Lettere filosofiche di Voltaire; Lo spirito delle leggi di Montesquieu, in cui si afferma che ogni sistema politico non nasce casualmente, ma per motivi storico sociali e in cui si sostiene la separazione dei tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario; Il contratto sociale di Rousseau, per il quale il popolo rigenerato dai vizi della civiltà, deve tornare al principio dell'autogoverno e della spontanea adesione al bene comune.
3) La fiducia nella scienza e l'idea del progresso.

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C'è nei filosofi dell'Illuminismo un forte impegno per il rinnovamento della società, che si traduce in una grande opera finalizzata alla divulgazione del sapere e destinata a creare una rivoluzione negli spiriti: è l'Enciclopedia, opera in 28 volumi diretta da D'Alembert e Diderot.
Lo sfondo storico è quello della progressiva ascesa della borghesia e in questo contesto economico sociale rilevante è il ruolo della scienza e della tecnica.


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