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La musica nel '700 è in buona parte legata alla vita delle Corti dove i musicisti trovano i loro più importanti committenti. L'esistenza dei teatri di corte spiega perché abbia avuto grande sviluppo il melodramma e in particolare quello italiano che diviene famoso in tutta Europa. Esiste anche un teatro pubblico, che però si muove tra grandi difficoltà per quanto riguarda i finanziamenti.

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Il teatro italiano lascia intravedere due tendenze, i tradizionalisti e gli innovatori, e due generi, l'opera seria e l'opera buffa. Per la prima ricordiamo Vinci, Leo, Pergolesi e, fra gli innovatori, Traetta. Pergolesi però crea il suo capolavoro con un'opera buffa, La serva padrona. Per quest'ultimo genere ricordiamo anche Piccinni, Paisiello, Cimarosa.
In Francia il fondatore dell'opera nazionale è Lulli. Importante anche Rameau. Ma con l'arrivo di Gluck a Parigi inizia il declino del teatro aulico francese e prende il sopravvento l'opéra comique.
In Inghilterra domina il teatro italiano.
Alla fine del '600 la Germania, stremata dalle lunghe guerre e divisa in molti stati in parte protestanti e in parte cattolici offre ai musicisti possibilità di committenze solo in qualche corte o nelle chiese luterane (l'unico luogo dove si sviluppa l'opera è Amburgo).

Ma essa dà vita ad una grande figura di musicista, J.S. Bach, Fervente luterano, ritiene la musica un dono di Dio, ma anche scienza, perciò il compositore deve essere sapiente nell'uso dei mezzi tecnici, cioè nell'uso della polifonia che trova nella fuga la sua massima espressione.

Scrive, fra le sue moltissime opere, numerose cantate religiose.
Ricordiamo che negli ultimi anni della sua vita concepisce due opere che potremmo definire astratte, cioè non pensate per particolari strumenti: l'Offerta Musicale e l'Arte della Fuga .

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Contemporaneo di Bach è G.F. Haendel, personaggio assai diverso da lui. Egli si dedica a vari generi , il teatro, l'oratorio, concerti per organo e per orchestra elaborando modelli e stili diversi. La musica strumentale vede una notevole fioritura di autori e di opere, anch'essa trovando spazio nelle Corti come musica di intrattenimento ed anche nei salotti della nobiltà (musica da camera).Nascono nuove forme come il quartetto, la sinfonia. Ricordiamo fra i più significativi esponenti di questo indirizzo musicale il veneziano Antonio Vivaldi, Giambattista Sammartini, Luigi Boccherini, illustre violoncellista, autore di quartetti, quintetti, sinfonie. A Vienna le sinfonie da concerto appaiono intorno al 1740.

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Un discorso a parte merita di esser fatto per la figura di Wolfango Amedeo Mozart, nel quale si convogliano le più diverse esperienze, dallo stile galante a quello contrappuntistico, dallo stile eroico a quello comico del teatro italiano. Egli ha lasciato una quantità innumerevole di opere: 49 sinfonie, 17 sonate e 23 concerti per pianoforte, 29 quartetti e 24 opere teatrali.
Mentre in Francia, in Germania, in Inghilterra diventano via via più numerose anche le sale da concerto pubbliche con esecutori anche dilettanti ma di buon livello, in Italia questo fenomeno manca, perciò spesso i musicisti sono costretti ad emigrare.
Il '700 vede la nascita del pianoforte (prima fortepiano) ad opera di Bartolomeo Cristoforis.


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