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Il dispotismo illuminato
 


Il Dispotismo illuminato

Le monarchie europee, dopo le guerre di successione e dopo una prima fase di riforme rivolte al rafforzamento dell-assolutismo, sviluppano un processo di trasformazione molto piu organico, che lascia intravedere un'indubbia influenza degli illuministi nell'opera dei sovrani. Per questo la definizione di dispotismo illuminato sembra appropriata.

Area geografica delle riforme: Impero asburgico, Prussia, Russia, Stati italiani.

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I settori di intervento:

1) la chiesa cattolica, (con l'abolizione dei suoi previlegi, la confisca dei suoi beni che vengono assunti dal demanio, l'abolizione delle sue istituzioni assistenziali e scolastiche);
2) l'economia, (con opere pubbliche, dalle strade e dalle opere di bonifica all'abolizione dei limiti alla circolazione interna dei grani, col controllo dei redditi e l'imposizione di tributi, ma soprattutto con la creazione del catasto fondiario);
3) l'organizzazione dello stato (con l'abolizione di molti previlegi feudali e con la centralizzazione amministrativa);
4) la società civile (con alcune modifiche al diritto penale, l'affermazione del principio del'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la creazione di scuole pubbliche);

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Le riforme piu radicali sono attuate in Austria da Maria Teresa e soprattutto da Giuseppe II che si ispira al piu rigido giurisdizionalismo.
In Prussia Federico II impone la presenza dello stato in ogni settore della vita pubblica, crea anche fabbriche dello stato, fa del clero riformato dei funzionari dello stato.
In Russia Caterina II, che fa di Pietroburgo una grande capitale con l'intervento di architetti e artisti occidentali soprattutto francesi e italiani, opera alcune riforme; ma enorme è la differenza fra la vita che si svolge attorno alla Corte e all'alta nobiltà e quella delle campagne dove una piccola nobiltà piuttosto povera lascia intatta la struttura feudale e non prende alcuna iniziativa di modernizzazione.

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Gli stati italiani che vedono un'intensa attività riformatrice sono:
1) il Ducato di Milano, in cui è costituito anche il primo catasto fondiario;
2) il Granducato di Toscana, con un acceso giurisdizionalismo, la riforma del codice penale ispirata alle idee del Beccaria, e, nel campo dell'agricoltura, l'istituzone del contratto di mezzadria. Inoltre in Toscana viene fondata l' Accademia dei Georgofili, che svolge sull'agricoltura studi e ricerche.
Tentativi di riforma sono fatti anche negli stati borbonici di Spagna, Napoli e Parma, ma le forze conservatrici hanno presto il sopravvento ed i ministri responsabili di esse sono licenziati.

 

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