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Area geografica - Caratteri della rivoluzione industriale - La rivoluzione nei consumi alimentari - La rivoluzione nei consumi tessili - Crescita demografica - Urbanesimo, commercio, comunicazioni

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La rivoluzione industriale


Espressione coniata dagli storici per indicare i mutamenti decisivi ed irreversibili intervenuti in un arco di tempo relativamente breve nel funzionamento di tutte le strutture produttive.


Area geografica:
Il primo paese che realizza una rivoluzione industriale è l'Inghilterra dove l'intero processo delle trasformazioni economico-produttive viene attuato in tempi rapidi. L'inizio di questo processo è fissato nel periodo 1760-1790, anche se tali trasformazioni nell'Europa occidentale erano cominciate molto prima, ma con ritmi assai lenti per esplodere in Inghilterra nella seconda metà del Settecento e diffondersi progressivamente nell'Europa occidentale, negli Stati Uniti e in altre regioni.

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Caratteri della rivoluzione industriale:
1) Ritmo molto rapido nell'aumento della produzione industriale, dovuto all'introduzione di macchine (che moltiplicano la capacità di produzione di un individuo in una determinata unità di tempo) ed all'utilizzo del carbone nelle macchine a vapore (le prime macchine per filare il cotone aumentano la produttività da 25 a 50 volte e riducono da 50000 a 1000-2000 il numero di ore necessarie per produrre 45 kg di filato).

2) Applicazione diffusa e metodica delle conoscenze tecnologiche e addestramento continuo, necessario per l'introduzione e lo sviluppo delle attrezzature produttive (nel 1779 l'operaio inglese Ned Ludd distrugge per protesta una macchina tessile). L'introduzione delle macchine viene considerata causa di disoccupazione; tale convincimento porterà all'inizio del sec. XX alla nascita del "luddismo", un movimento operaio che si oppone all'introduzione delle macchine nel ciclo produttivo).

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3) Progressiva sostituzione della bottega artigiana familiare con la fabbrica e nascita della società per azioni.

4) Continuo spostamento della forza-lavoro dalle attività agricole a quelle che producono beni e servizi. L'abbandono delle campagne avviene sia spontaneamente sia perché i contadini ne vengono cacciati dai proprietari che recingono i terreni (per farli coltivare da affittuari o salariati) ed apportano notevoli miglioramenti nel modo di coltivare la terra di cui vendono i prodotti agli abitanti delle città.

5) Impiego sempre più esteso dei beni-capitale (macchinari e varie attrezzature industriali) per rendere più efficace il lavoro umano o sostituirlo.

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La rivoluzione nei consumi alimentari:
Il '700 vede una notevole rivoluzione nel campo dei consumi legata a fattori diversi: l'incremento delle comunicazioni per terra e per mare, l'espansione demografica, l'importazione di nuovi prodotti dall'America e dall'Oriente.

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Prodotti alimentari:
Si sviluppa la coltivazione del mais utilizzato dalle plebi contadine e del frumento destinato però ai padroni; si diffonde la produzione della patata ed anche del fagiolo e del pomodoro, tutti prodotti importati dall'America;
Mentre il consumo delle spezie resta pressoché invariato, la produzione dello zucchero nel corso del '700 vede un incremento di circa dieci volte rispetto a quella dei primi anni del secolo. Esso non è, però, equilibrato in tutta Europa e risulta particolarmente accentuato in Inghilterra, forse legato all'uso del thè. Si calcola che in quella regione si consumasse il 40% di tutto il thè importato dalla Cina. Comunque in Europa il consumo del thè vede un aumento eccezionale (da 100 a 7000 tonnellate in soli 50 anni).

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Quanto al caffè, il cui uso si era sviluppato in Francia sotto Luigi XIV, esso si diffonde in tutta Europa e vi viene importato da Santo Domingo e da Giava nella misura di 30 o 40 tonnellate annue.
All'uso del caffè si accompagna la nascita di molti locali pubblici che divengono luoghi di incontri e talvolta anche di dibattiti culturali,
Anche la cioccolata, sempre prodotto di importazione, vede l'incremento del suo consumo, ma il suo uso appartiene ad ambienti in generale borghesi e soprattutto aristocratici.
Il consumo del tabacco, che aveva cominciato a diffondersi in Europa nel XVII secolo, vede nel '700 un eccezionale aumento delle importazioni ora provenienti non solo dal Brasile, ma anche da alcune regioni del nord America come la Virginia.
Infine l'alcool, conosciuto da tempo, ma per uso medico, ora diventa una bevanda assai diffusa.nelle più varie forme di distillazione; cognac whisky, grappa ecc.
Ne deriva un grave fenomeno sociale, il diffondersi dell'alcoolismo ,che colpisce soprattutto le classi più povere.

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Prodotti tessili:
Nel XVII secolo prosegue e si sviluppa ampiamente la produzione e l'uso di prodotti tessili di cotone. Esso viene importato dall'Oriente sia dagli Inglesi che dagli Olandesi. Ora però è soprattutto il tessuto proveniente dall'India che invade i mercati europei . Il grande aumento dell'utilizzo del cotone oltre ad incrementare l'industria tessile avrà dei riflessi sul costume incidendovi in modo positivo perché i più frequenti cambi di biancheria e di abiti faranno fare un passo avanti all'igiene delle popolazioni.

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Crescita demografica:
Fino al sec. XVIII l'andamento demografico aveva subito oscillazioni di lungo periodo con punte di aumento o diminuzione della popolazione in dipendenza da carestie, epidemie,guerre anche pluridecennali. Dal '700 l'aumento demografico in Europa ha un nuovo carattere perché è generale ed ininterrotto con costante diminuzione della mortalità e prolungamento della durata della vita.
In altri continenti, come ad es. in Asia, continuano invece a verificarsi oscillazioni a causa di carestie o epidemie.

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Elementi costanti della crescita demografica sono:
1) Trasformazione dell'agricoltura con grande aumento della produzione e quindi miglioramento dell'alimentazione sotto l'aspetto sia qualitativo che quantitativo.
2) Aumento delle nascite.
3) Diminuzione della mortalità soprattutto infantile, quindi aumento della durata della vita media passata dai 30 anni nel 1750 ai 35 anni nel 1800.
4) Progresso della medicina. Si avvia l'inoculazione del vaccino contro il vaiolo e l'assunzione del chinino contro la malaria e altre "febbri". Vengono migliorate anche l'istruzione delle levatrici e la tecnica del parto che da sempre aveva provocato elevata mortalità fra le donne.
5) Migliorate condizioni di igiene pubblica (con costruzione delle fognature e maggiore approvvigionamento idrico) e di igiene personale con la diffusione dell'uso del sapone e della camicia.
6) Rarefazione carestie.
7) Iniziale capacità di isolare e combattere le epidemie fino alla sparizione della peste alla fine del '700.

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Elementi variabili del fenomeno sono:
1) Adozione della "quarantena", periodo di isolamento di 40 giorni di persone colpite da malattie infettive contagiose o sospette tali, provvedimento adottato stabilmente e con rigore dopo la peste di Marsiglia del 1720.
2) Periodiche disposizioni per il contenimento delle nascite, come innalzamento o abbassamento dell'età del matrimonio, in dipendenza da carestie o epidemie; astinenza dalle pratiche sessuali in determinati periodi.
3) Episodica comparsa di carestie ed epidemie in alcune zone.
La popolazione complessiva del mondo dal 1700 al 1800 passa da 558 milioni a 938.

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Dal 1700 in poi l'aumento della popolazione europea ha un carattere costante, mentre in Asia continua ad oscillare a causa di epidemie e carestie tanto che , secondo i censimenti cinesi, la popolazione complessiva sarebbe stata più alta nel 1795 che nel 1800.
In Africa invece la diminuzione o la stagnazione demografica è determinata dalle frequenti razzie di schiavi compiute in quel paese.

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Urbanesimo, commercio, comunicazioni:
La graduale contrazione dell'attività nell'agricoltura e la trasformazione industriale induce masse sempre più numerose della popolazione a spostarsi dalla campagna verso i centri abitati dove si delinea il sorgere delle prime fabbriche o si presentano altre occasioni di lavoro (ad es. attività di servizio).
Gli artigiani con bottega familiare si trasformano in artigiani con botteghe più grosse. Si afferma la figura del mercante-imprenditore che oltre a comprare e a vendere la merce, ne cura la produzione acquistando la materia prima e commissionando il lavoro anche a domicilio a lavoranti salariati. La fabbrica però assumerà grandi dimensioni solo verso la metà dell' Ottocento, quando la classe operaia acquisterà lineamenti più definiti.

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L'introduzione delle macchine ed il continuo aggiornamento tecnologico portano ad alcune conseguenze:
1) Incremento della produzione, quindi espansione del mercato non più rivolto solo al consumo locale, ma diretto anche ai mercati nazionali ed internazionali, oltreoceano compreso.

2) Commercio sempre più intenso, quindi sviluppo delle vie di comunicazione terrestri, marittime, fluviali. Nel commercio mondiale Inghilterra e Francia hanno il primato del tonnellaggio delle flotte: Inghilterra 26,15 %; Francia 21,62 %; Olanda 11,79 %; Danimarca 11,44 %; l'insieme degli Stati italiani ha l'8,74 % del totale.

3) Nascita di nuove classi sociali, in particolare proletariato urbano e capitalisti-imprenditori. Crescita dei redditi medi.

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