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MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

UFFICIO DEL CONSIGLIERE MINISTERIALE PER L'AUTONOMIA

Roma 25 gennaio 1999

 

Ai dirigenti scolastici delle 1000 scuole prescelte per il monitoraggio dei progetti di sperimentazione dell'autonomia

Oggetto: Comunicazione. Ragioni e metodologie del monitoraggio delle 1.000 scuole prescelte.

 

Il Suo Istituto è stato prescelto dal Provveditore agli Studi , anche a seguito delle indicazioni del Nucleo territoriale di supporto per l'autonomia, tra le 1.000 scuole italiane che, in questi mesi, saranno coinvolte in uno specifico monitoraggio sulla realizzazione dei progetti di sperimentazione dell'autonomia. La scelta è stata effettuata sulla base di criteri di qualità e di originalità dei progetti.

Vengono qui di seguito presentate le ragioni e le metodologie del monitoraggio.

1. La sperimentazione dell'autonomia

Come è noto, con il D.M. 765 del novembre 1997 (poi diluito nel D.M. 251 del maggio 1998), le scuole italiane hanno iniziato a sperimentare ambiti di autonomia didattica e organizzativa.

Con la legge 440/97, e con la sua applicazione attraverso la Direttiva 252/98 e la Lettera circolare 2872/98, si sono poi attribuiti specifici finanziamenti alle scuole che abbiano presentato progetti di sperimentazione per l'anno scolastico 1998/99. Tali finanziamenti hanno previsto una quota standard, sulla base di parametri certi, e una ulteriore quota per i progetti di "particolare complessità", la cui assegnazione è stata affidata alle scelte degli uffici periferici, a seguito del lavoro istruttorio dei Nuclei territoriali di supporto per l'autonomia.

Si è pertanto avviato un processo di sperimentazione dell'autonomia, cui hanno aderito moltissime scuole, con una notevole ricchezza e complessità di esperienze.

La straordinaria esperienza in corso prelude alla messa a regime dell'autonomia, che il Regolamento attuativo di imminente approvazione fissa all'anno 2.000. Si può ben comprendere, quindi, come la sperimentazione abbia a questo punto bisogno d'essere interpretata e compresa.

 

2. Il monitoraggio della sperimentazione: regioni e scopi.

Per le ragioni sopraddette, e in applicazione di quanto previsto dalla Direttiva 252 del maggio 1998 e dalla Lettera circolare 27814, si è attivato un sistema di monitoraggio delle sperimentazioni utile:

- per conoscere gli aspetti principali di innovazioni attivati;

- come ricognizione partecipe e amichevole nonché come comprensione senza filtri dei processi;

- per cogliere le differenze e le analogie tra ordini di scuole, territori, zone;

- per conoscere il differenziale tra la sperimentazione attivata finora e l'autonomia a regime;

- per cogliere le difficoltà, i problemi emersi in questa prima fase di rodaggio;

- per raccogliere le pratiche più interessanti e significative al fine di costruire un archivio di qualità

utile a tutto il sistema scuola, nella prospettiva di una compiuta circolazione delle esperienze;

- come supporto alle decisioni per le prossime importanti scadenze istituzionali (dall'applicazione del Regolamento ai finanziamenti ulteriori e successivi per lo sviluppo dell'autonomia).

 

E' chiaro dunque come il monitoraggio per l'anno scolastico 1998/99 abbia un forte valore strategico per le scelte future e richieda pertanto che le scuole collaborino attivamente alla comune analisi delle esperienze in corso.

 

3. Il monitoraggio della sperimentazione: i soggetti

Sulla base degli obiettivi sopra descritti e delle indicazioni delle circolari sopracitate, si sono predisposte le azioni di monitoraggio che vedono, per la prima volta, agire con una comune azione il MPI, gli IRRSAE, la BDP, il CEDE, i Nuclei territoriali di supporto per l'autonomia, il Corpo ispettivo. L'impegno solidale di diversi soggetti istituzionali è fondamentale per qualificare una vere e propria rete di competenze in positiva collaborazione.

A tale fine si è costituito un Comitato paritetico nazionale che ha definito il piano di lavoro del monitoraggio della sperimentazione. Esso prevede:

a) il monitoraggio sistemico di tutti i progetti presentati per l'a.s. 1998/99. Tale monitoraggio viene svolto dai Nuclei territoriali per l'autonomia attraverso un sistema di elaborazione dati comune, utile a conoscere il panorama complessivo dei progetti presentati dalle scuole nel settembre scorso e teso a individuare le varianti significative delle sperimentazioni, la gamma delle opzioni sperimentali e le differenze emerse;

b) il monitoraggio di un campione di 1.000 scuole, scelte territorialmente sulla base della significatività dei progetti presentati. Esso viene svolto dagli IRRSAE in collaborazione con il Ministero, i Nuclei territoriali, il Corpo ispettivo. Tale monitoraggio - finalizzato a conoscere i progetti nella loro realizzazione concreta - si svilupperà attraverso incontri specifici di conoscenza e informazione che team appositamente formati attiveranno nelle scuole prescelte.

 

4. Il monitoraggio delle 1.000 scuole: le metodologie

Si è visto come lo scopo di questo monitoraggio sia di conoscere e comprendere in diretta come si sta realizzando il progetto di sperimentazione dell'autonomia. La conoscenza delle esperienze in corso maturerà attraverso una relazione interattiva tra il team e gli operatori della scuola. Il team incontrerà gli operatori della scuola per tre volte, in tre momenti successivi, da febbraio a maggio 1999.

Ogni team darà composto da un ispettore tecnico, un operatore scolastico componente dei Nuclei territoriali, un esperto dell'IRRSAE. Come si vede, il team può avvalersi di diverse competenze: è dunque un soggetto "plurale", predisposto cioè ad integrare diversi punti di vista di lettura delle esperienze in corso.

Lo scopo di tale lettura non è valutativo, ma di conoscenza e reciprocità di informazione per intendere dal vivo, in una relazione interpersonale amichevole e produttiva, come la scuola stia agendo, per percepire la vitalità, la complessità, i problemi, le prospettive, emersi in questa prima fase di sperimentazione.

Come è evidente, l'obiettivo non è di "misurare" ogni singola scuola, ma di cogliere nelle 1.000 scuole prescelte le strategie emerse, le dinamiche attivate, i primi segnali di ricaduta sulla qualità dell'offerta formativa, nonché eventualmente raccogliere le esperienze più significative per attivare l'archivio delle pratiche migliori da mettere in circolazione nel sistema scolastico.

A tale scopo i team di osservatori si metteranno in posizione di ascolto, ricavando le informazioni sulle esperienze in atto così come le scuole intenderanno presentarle. Non esiste cioè un "questionario preordinato": questo monitoraggio , infatti, non è un'inchiesta, né un'intervista. Sarà la scuola stessa a far conoscere al team le modalità della propria sperimentazione. I componenti dei team sono stati appositamente formati per operare secondo un rapporto non invasivo, ma di mutua collaborazione.

 

5. Scadenza di lavoro

L'IRRSAE della Sua regione Le comunicherà tra breve i componenti del team che incontreranno gli operatori della Sua scuola, i possibili tempi e le metodologie di lavoro (scadenze degli incontri ecc.)

Sulla base della proposta degli IRRSAE, al fine di favorire la comprensione articolata dell'esperienza in corso, ogni scuola organizzerà gli incontri stabilendo e proponendo al team di osservatori i modi migliori per farsi conoscere, sia in rapporto alle persone da coinvolgere nei tre incontri, sia in rapporto ai contenitori e alle situazioni più interessanti.

I team di osservatori dovranno raccogliere le informazioni, attraverso rapporti utili non tanto dall'analisi della singola scuola, quanto a rilevare le variabili e le costanti presenti nella 1.000 scuole visitate. La scuola potrà a sua richiesta, chiedere al team il rapporto, soprattutto se riterrà che un punto di vista esterno possa costituire uno strumento utile ai fini della comprensione e della lettura della propria esperienza.

Si tenga conto, peraltro, che la sintesi dei rapporti sulle 1.000 scuole, assieme al monitoraggio su tutti i progetti svolto dai Nuclei territoriali, servirà a produrre il "Rapporto nazionale sulla sperimentazione dell'autonomia per l'anno scolastico 1998/99". Esso verrà ampiamente diffuso, assieme al primo archivio delle pratiche più significative emerse, ai fini della circolazione delle esperienze tra le scuole. Le 1.000 scuole sono quindi state chiamate a partecipare da protagoniste alla costruzione dl rapporto nazionale sullo stato della sperimentazione.

 

6. Conclusioni

Al fine di garantire la massima correttezza dello stile di lavoro, sono doverose tre precisazioni.

A) Nel caso la Sua scuola, per qualsiasi ragione, non intenda partecipare al monitoraggio, La preghiamo di comunicare al Provveditore immediatamente la rinuncia. La non obbligatorietà dell'adesione al monitoraggio (un'adesione che peraltro auspichiamo) è a nostro giudizio una condizione indispensabile per garantire una relazione positiva tra la scuola e gli osservatori.

B) Nel caso la Sua scuola offra alcuni aspetti particolarmente significativi (percorsi didattici innovativi, scelte organizzative originali ecc.) questi potranno entrare nel circuito delle esperienze migliori, contribuendo a creare quell'archivio di qualità cui si è sopra accennato. Sarà il team a dare alla scuola tutte le informazioni sugli ulteriori elementi di raccolta dati. La BDP sta infatti predisponendo gli strumenti di lavoro ad hoc, che consentiranno di realizzare entro l'anno il primo archivio delle "best practices".

C) E' appena il caso di sottolineare l'importanza che l'Amministrazione attribuisce a questa peculiare esperienza di monitoraggio. Per queste ragioni La invitiamo a informare in merito gli operatori della scuola e gli organi collegiali, sia al fine di scegliere insieme gli elementi ritenuti più significativi da presentare al team, sia per condividere le modalità e i soggetti da coinvolgere nei tre incontri.

Per qualsiasi problema o ulteriore informazione, gli IRRSAE potranno garantire risposte adeguate.

Anche a nome del Ministro, La ringraziamo vivamente per la partecipazione al monitoraggio, che vedrà la Sua scuola non nella veste di passiva intervistata, ma quale attivo soggetto di analisi e di comunicazione

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