L'IRRSAE Toscana ha elaborato un progetto a supporto dell'Autonomia che comprende da un lato le azioni per il monitoraggio regionale, in accordo con gli IRRSAE e il Comitato nazionale per l'Autonomia, dall'altro le iniziative di formazione rivolte ai componenti dei nuclei provinciali per l'autonomia della regione.

Il progetto "Autonomia" Novantanove Duemila

Gli sviluppi

Dopo la presentazione del progetto ai nuclei (Firenze, 22 gennaio 1999) si sono costituti gruppi misti di progetto (Provveditorato e Irrsae) per condividere ed rielaborare le linee teoriche e operative dei quattro moduli di formazione previsti.

Conseguentemente è stata stipulata tra l'Irrsae e i Provveditorati una convenzione per l'attuazione dei singoli moduli di formazione.

I quattro moduli di formazione:

  La convenzione tra Irrsae e Provveditorati

 

 

 

 


IRRSAE TOSCANA

PROGETTO AUTONOMIA

"NOVANTANOVE-DUEMILA"

PARTE PRIMA

Il progetto

A) Monitoraggio dell'Autonomia: Il gruppo regionale di ricerca (GRR)

1) formazione degli osservatori

2) attività di monitoraggio e documentazione

PARTE SECONDA

B) Supporto all'Autonomia: La formazione per l'autonomia dei nuclei della Toscana

1) struttura del progetto

2) i moduli formativi (allegati 1; 2; 3; 4)
Collegialità; Progettualità, Flessibilità, Tecnologie

B 1) Supporto all'Autonomia: le strutture decentrate sul territorio

1) Lab/Dec ( allegato 5)

2) Lisem-( allegato 6)

B 2) Supporto all'Autonomia: l'informazione

1) Dibattiti / convegni a livello Regionale, interprovinciale, provinciale

2) Altre forme divulgative: D.B., siti Internet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Progetto

Il progetto che segue nasce dalla considerazione che i punti focali su cui si snoderà l'intervento progettuale dell'IRRSAE rispetto all'Autonomia riguardano:

Monitoraggio nazionale della sperimentazione dell' Autonomia (con momenti di formazione nazionale e regionale)

Supporto all'autonomia delle Istituzioni scolastiche a livello regionale

Monitoraggio nazionale della sperimentazione dell'Autonomia

Questo ambito di intervento è definito e condiviso in sede nazionale attraverso apposite commissioni di lavoro di cui fanno parte il Presidente, il Segretario e tre tecnici dell'IRRSAE della Toscana.

Nell'ambito di queste attività si prevede:

a) formazione degli osservatori che compongono le equipe per il monitoraggio della sperimentazione dell'Autonomia in sede regionale

b) attività di monitoraggio

c) attività di documentazione delle risultanze del monitoraggio

 

Supporto all'autonomia

Nello sviluppare le attività di sostegno all'autonomia delle Istituzioni scolastiche (come previsto dalla L.59/97 articolo 21) l'Istituto intende:

a) costituire strutture decentrate nel territorio

b) svolgere attività per il supporto, il coordinamento e la formazione dei Nuclei della Toscana per l'autonomia

c) svolgere attività di informazione.

 

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A) MONITORAGGIO DELL'AUTONOMIA: IL GRUPPO REGIONALE DI RICERCA

La Direttiva ministeriale n. 252 del 29 Maggio 1998 sulla sperimentazione dell'autonomia prevede un attività di monitoraggio dei progetti finanziati.

Questa attività di monitoraggio si articola in due fasi:

la prima riguarda tutte le scuole che hanno presentato progetti complessi o meno (monitoraggio analitico); è affidata ai Nuclei provinciali dell'autonomia istituiti presso i provveditorati e raccoglie su supporto magnetico le caratteristiche dei progetti delle scuole: quello che è stato definito il mondo delle aspettative della scuola;

la seconda riguarda un campione di 1000 scuole (su circa 7000 che hanno presentato progetti) a livello nazionale; essa è affidata gli IRRSAE con una convenzione tra Ministero, IRRSAE, BDP e CEDE.

Nella nostra regione le scuole da monitorare sono 70: vengono scelte dai Provveditori, su indicazioni dei Nuclei Provinciali per l'autonomia e sulla base di criteri indicati dal Comitato Paretico Nazionale.

Questa attività di monitoraggio verrà condotta da un Gruppo Regionale di Ricerca (GRR) composto da Ispettori Tecnici, dirigenti e docenti indicati dai Provveditori, tecnici dell'IRRSAE.

I componenti dei GRR hanno avuto un momento di formazione residenziale a Bellaria nello scorso mese di Dicembre.

Il documento di progetto elaborato dal Comitato paritetico e i protocolli messi a punto nell'incontro di formazione nazionale di Bellaria prevedono l'articolazione dei GRR in team di tre componenti - con rappresentanza delle diverse competenze professionali presenti nel GRR.

I team dovranno avere con le scuole tre incontri, elaborare un rapporto e compilare delle schede di rilevazione decise dal Comitato paritetico, sulla base delle indicazioni dei gruppi tecnici e dei lavori di formazione di Bellaria. L'intero percorso di monitoraggio dovrà concludersi con un rapporto regionale, a cura del GRR, e successivamente con un rapporto nazionale a cura del Comitato Paritetico Nazionale.

Per l'attività del GRR si prevedono le seguenti attività

a) momento di formazione regionale residenziale del GRR (Montecatini 25, 26 Febbraio) secondo il programma allegato.

b) conferenze di servizio (due o tre) tra i team e le scuole da monitorare, per presentare l'iniziativa (prima metà di Febbraio)

c) coordinamento dei team dopo il primo o il secondo incontro (Aprile)

d) riunione del GRR per la stesura del rapporto finale (maggio)

e) conferenze di presentazione del rapporto regionale (due o tre) (Settembre)

 

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B) SUPPORTO ALL'AUTONOMIA: LA FORMAZIONE PER L'AUTONOMIA DEI NUCLEI DELLA TOSCANA

 

Il nostro Istituto avanza un'offerta formativa rivolta ai nuclei regionali, forte delle competenze e delle esperienze accumulate in questi anni e potendo contare sul supporto dei tecnici IRRSAE, dei docenti e dirigenti formatisi in questi anni, degli esperti che hanno collaborato con il nostro Istituto, degli esperti inseriti nei nuclei provinciali, della consuetudine a condividere momenti formativi su tematiche di comune interesse, con i 10 provveditorati della regione .

Il passato

I bisogni attuali

Le azioni

I protagonisti

I gruppi

I modi

I tempi

I luoghi

Articolazione dei momenti formativi

 

 

 

 

 

1) Il passato

L'IRRSAE della Toscana ha attivato nel periodo maggio/settembre 1998 una serie di attività seminariali e di incontri di lavoro che hanno avuto come obiettivo la preparazione di materiale informativo di supporto per i nuclei operanti presso i provveditorati e per le scuole chiamate a sperimentare l'autonomia.

All'attività seminariale e agli incontri hanno partecipato i coordinatori provinciali dei nuclei, gli ispettori e i provveditori.

Questa prima fase si è conclusa con una pubblicazione "Quaderno per l'autonomia", utilizzato dai nuclei e dalle scuole come supporto immediato per organizzare il proprio lavoro in vista delle specifiche scadenze.

Tali iniziative si ricollegano ad una serie di progetti realizzati a livello regionale o nazionale (1994/98), che hanno affrontato le tematiche che, oggi, sembrano rispondere ai bisogni di formazione dei componenti dei nuclei per l'autonomia

Inoltre, la realizzazione di questi progetti ha favorito lo sviluppo all'interno dell'Istituto, di una vasta serie di competenze che sono diventate patrimonio dei tecnici Irrsae Toscana che in vario modo(progettando, coordinando, documentando) vi hanno partecipato .

Questa attività progettuale ha creato anche competenze sul territorio, attraverso la messa in formazione di docenti e dirigenti della regione che hanno partecipato alle attività del nostro Istituto.

Realizzare questi progetti ha, inoltre, messo in grado l'Irrsae della Toscana di entrare in contatto e di creare una rete di relazioni con esperti che a livello nazionale rappresentano le punte più avanzate della riflessione teorica rispetto al focus del vari progetti.

Infine, da una prima analisi delle competenze dei componenti dei nuclei delle 10 province della Toscana che l'Irrsae sta raccogliendo con l'intenzione di costituire una banca dati regionale, emerge la presenza di un forte gruppo di esperti che potrebbero utilmente intervenire in situazioni di formazione regionale allargata a tutti i componenti dei nuclei provinciali.

Altro aspetto da sottolineare è l'attività di consulenza, supporto e coordinamento regionale che l'Istituto ha portato avanti in questi anni a livello regionale, attraverso la collaborazione con i provveditorati, instaurando una consuetudine collaborativa e formativa che ha dato ottimi frutti anche nel condividere le medesime modalità valutative dei progetti complessi a livello regionale .

 

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2) I bisogni attuali

Naturalmente i bisogni delle scuole e dei nuclei rispetto al tema "Autonomia" sono di così varia natura e così molteplici che una risposta di solo carattere informativo, sia pure tempestiva, ha rappresentato soltanto una prima opportunità per l'Istituto di offrire un supporto ai nuclei e alle scuole.

In occasione degli incontri di lavoro sono state precisati da parte dei referenti dei Nuclei richieste e bisogni ai quali l'Istituto si propone di rispondere.

 

I bisogni di coordinamento:

Tutti i rappresentanti dei nuclei hanno chiesto che l'Irrsae Toscana continui a coordinare le loro attività con modalità che saranno di volta in volta concordate e articolate attraverso incontri seminariali.

I bisogni di informazione:

La diffusione a livello regionale del "Quaderno per l'autonomia" ha confermato la necessità di offrire momenti e materiali condivisi di carattere informativo, diffusi in tutta la regione e validati dall'IRRSAE.

Rimane aperto il problema delle Istituzioni scolastiche che hanno realizzato esperienze significative in tema di Autonomia e le cui competenze dovrebbero diventare risorse del territorio.

Attualmente l'Irrsae ha proceduto, con l'aiuto dei rappresentanti dei nuclei, ad una primo censimento delle scuole che hanno realizzato esperienze significative.

In collaborazione con i nuclei, si procederà a trasformare queste informazioni in vere e proprie risorse per il territorio, individuando le modalità attraverso le quali le competenze localmente acquisite divengano condivisibili a livello regionale.

Un segmento importante dell'aspetto informativo da realizzare a livello regionale è quello dell'anagrafe delle competenze dei rappresentanti dei nuclei delle 10 province per predisporre una banca dati alla quale attingere per realizzare gli interventi di formazione di cui si individuasse la necessità.

La costituzione di questa anagrafe, a cura dell'Irrsae è stata concordata in occasione del seminario del 27 e 28 agosto, alla presenza di tutti i provveditori, del sovrintendente scolastico della Toscana e di rappresentanti del corpo ispettivo.

I bisogni di formazione

Dai seminari e da tutta l'attività di coordinamento regionale che si è realizzata negli ultimi 3 anni in Toscana, è emersa con forza la richiesta all'Istituto di farsi carico anche di momenti di formazione rivolti ai componenti dei nuclei.

L''Irrsae considera significativo proporsi come agenzia di formazione sul territorio regionale, proponendo temi da affrontare, individuando docenti ed esperti, contenuti e modalità di formazione e realizzando percorsi esemplificativi, documentati e trasferibili.

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3) Le azioni

Per realizzare interventi di coordinamento di informazione e di formazione si prevedono :

· incontri di 1 giorno presso l'Irrsae

· seminari residenziali di più giorni

· incontri di tecnici ed esperti Irrsae presso i vari provveditorati

· raccordi stretti con gli altri progetti sull'autonomia a carattere regionale e nazionale

· pubblicazioni di materiale grigio e non

· documentazione delle esperienze e diffusione sul territorio regionale

· attività di formazione in presenza e a distanza

 

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I protagonisti

· L' IRRSAE Toscana attraverso tutte le proprie componenti e in particolare: il presidente, il segretario generale, i rappresentanti del C.D. nei nuclei per l'autonomia presso i provveditorati, i tecnici Irrsae che coordinano le attività dei nuclei

· I coordinatori provinciali dei nuclei

· I componenti dei nuclei

· Il corpo ispettivo

· I provveditori delle 10 province della Toscana

 

Naturalmente le modalità di intervento e di interazione dei vari protagonisti saranno decise in relazione ai bisogni che via via emergeranno.

Inoltre il progetto di costituire una "Anagrafe delle competenze dei rappresentanti dei nuclei della Toscana" , dovrebbe offrire ulteriori risorse per realizzare una formazione rispondente all'esigenza di fare dei nuclei dei gruppi di eccellenza a livello provinciale per il supporto degli Istituti autonomi.

 

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I temi

Attraverso incontri e confronti tra i componenti del gruppo interno che si occupa di autonomia e attraverso uno spoglio veloce ma esaustivo dei progetti complessi per la sperimentazione dell'autonomia (che tutte le scuole della toscana hanno inviato anche all'Irrsae), sono emerse queste tematiche quali possibili contenuti focali del percorso di formazione diretto ai componenti dei nuclei della Toscana.

· La collegialità (PROGETTO IN ALLEGATO N° 1)

· La progettualità (PROGETTO IN ALLEGATO N° 2)

· La flessibilità / La autovalutazione (PROGETTO IN ALLEGATO N° 3)

· La multimedialità/La documentazione (PROGETTO IN ALLEGATO N° 4)

· I saperi (da attivare successivamente)

· I rapporti con il territorio (da attivare successivamente)

 

Naturalmente, queste ipotesi formative saranno confrontate con i vari attori che dovranno realizzare l'autonomia, primi di tutti i rappresentanti del C.D. dell'Irrsae nei nuclei presso i provveditorati.

 

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I gruppi

Si può prevedere che la consistenza dei gruppi che parteciperanno alla formazione nelle varie aree oscilli da un minimo di 15 ad un massimo di 25 persone:

 

I modi

Per ciascun ambito di formazione si prevede un modulo orario di 80 ore, di cui 40 da erogarsi nel periodo gennaio/giugno 1999, le altre 40 nel periodo settembre/dicembre 1999.

Le modalità operative saranno caratterizzate da momenti formativi e informativi di tipo:

· seminariale

· modulare

· laboratoriale

· con momenti di formazione a distanza

· con intervento di esperti

· con attività di tipo progettuale

· documentati con diverse modalità, cartacea, informatica, multimediale .

La proposta di formazione sarà indirizzata ad almeno 8 componenti di ogni nucleo provinciale.

Una volta scelte le tematiche da affrontare in via prioritaria, in collaborazione con i vari protagonisti, si procederà a specializzare almeno 2 componenti del nucleo su una data tematica, in modo da costituire o rafforzare a livello provinciale nuclei in grado di supportare efficacemente le scuole che intendano realizzare progetti di autonomia.

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I tempi

Entro la fine di dicembre 1998 si prevede di realizzare:

· 1 giornata con i rappresentanti del C.D. nei nuclei provinciali

Questa giornata si svolgerà, presso la sede dell'IRRSAE della Toscana, sul tema: Ruolo e prospettive di lavoro dell'IRRSAE in relazione ai nuclei di supporto dell'autonomia.

· 1 o 2 giornate con i coordinatori dei nuclei e con gli ispettori.

Questa giornata/e, serviranno per concordare e definire le modalità, i tempi, gli esperti per la formazione da proporre ai componenti dei nuclei.

· 1 o 2 giornate di formazione iniziale per gli 80 o più componenti dei nuclei provinciali che seguiranno le attività di formazione specializzate per tematiche.

 

Questo primo momento di formazione potrebbe avere queste caratteristiche:

· durata giornaliera

· nella sede dell'IRRSAE della Toscana

· un momento iniziale, comune, per condividere le linee generali della formazione

· un momento successivo in cui i gruppi si strutturano per ambiti di competenze

Ci preme sottolineare che per la realizzazione di questa attività è necessario prevedere un concorso alla gestione economica del progetto anche da parte dei provveditorati partecipanti.

 

Entro la fine dell'anno 1999 si prevede di :

· continuare le attività di formazione a livello regionale

· intervenire a livello provinciale secondo bisogni locali

· documentare e diffondere le attività svolte

· ricercare a livello inter-regionale e nazionale tutte le modalità di confronto e di scambio sulle tematiche affrontate.

 

Entro la fine del 2000:

Terminare le attività di formazione rivolte ai rappresentanti dei nuclei provinciali

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I luoghi

Per i momenti " informativi e collettivi", saranno contattate strutture pubbliche come la sala della provincia, in via Cavour, a Firenze o altre simili.

Le attività seminariali della durata di 8 ore saranno svolte presso istituti scolastici che, a Firenze o in altra provincia , offrano spazi strutture e tecnologia per realizzare gli incontri dei gruppi che parteciperanno alle attività formative

Le modalità strutturali del progetto

Come premesso, esistono nell'Irrsae della Toscana o in ambito regionale, esperti delle tematiche che saranno oggetto di formazione.

Vista la complessità e il numero dei soggetti in formazione (da 100 a 200), può prevedersi la seguente modalità gestionale:

Individuazione di un Team di Progetto, costituito dal Presidente dell'Irrsae Prof. Scaglioso, dal segretario Generale Prof. Italiano, dal prof. Testi membro del Cd e responsabile del Progetto Autonomia e prof. Viaggi Tecnico Irrsae , che avranno l'incarico, su diversi versanti di tenere le fila del progetto generale, con responsabilità di coordinamento, di supporto e di validazione delle proposte e delle realizzazioni.

Poichè la proposta di formazione è aperta ai suggerimenti e alle integrazioni che perverranno dai vari provveditorati, si prevede che loro rappresentanti facciano parte sia del Team di progetto che del gruppo di progetti di area.

Individuazione di Responsabili di area, (Mirannalti e Del Bono per flessibilità/autoanalisi; Bernardi, De Michele e Viaggi per Tecnologie e Documentazione; Staderini per collegialità; Succi per Progettualità) con il compito di promuovere, proporre e realizzare , documentare i moduli formativi di loro pertinenza.

I compiti dei Responsabili di area saranno quelli di individuare gli esperti, di proporre i contenuti, di individuare le strategie migliori per la realizzazione del proprio modulo di formazione.

Individuazione del team di supporto tecnico/amministrativo con chiara definizione dei compiti e dei ruoli dei componenti.

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Articolazione dei momenti formativi.

Primo incontro

4 ore, pomeridiane, di carattere informativo rivolto a tutti i componenti dei nuclei .

Tema: L'autonomia e la scuola italiana: luci ed ombre

Intervengono:

Ispett. E. Davoli, dirigente Ufficio del Consigliere per l'Autonomia

Prof. Scaglioso Presidente Irrsae Toscana

Prof. Italiano Segretario Generale Irrsae Toscana

Prof. Testi componente Cd e responsabile Progetto Autonomia

Data 22 gennaio 1999

 

Secondo e terzo incontro: 8 ore ciascuno di attività seminariale. In questo caso i componenti dei nuclei saranno divisi in gruppi, a seconda delle tematica scelta.

Data: entro aprile 1999

Quarto incontro: 4 ore pomeridiane: di carattere informativo, rivolte a tutti i partecipanti al progetto di formazione:

Tema: Il progetto

Data: entro aprile 1999

Quinto e Sesto incontro : 8 ore ciascuno di attività seminariali. In questo caso i componenti dei nuclei saranno divisi in gruppi, a seconda delle tematica scelta

Data: entro giugno 1999

Settimo incontro 4 ore pomeridiane : di carattere informativo, rivolte a tutti i partecipanti al progetto di formazione

Tema: La Documentazione in Italia e in Europa: strategie di intervento a sostegno dell'autonomia

Data: entro giugno 1999

Le modalità del progetto di formazione che si realizzeranno nel periodo Settembre/ dicembre 1999 seguiranno le medesime modalità operative.

I temi , rivolti a tutti i componenti dei nuclei, che saranno affrontati nel periodo settembre /dicembre 1999 riguardano:

Tema: Autoanalisi e monitoraggio delle attività in ambiente didattico:

Data: entro settembre 1999

Tema: Il progetto di formazione dei nuclei per l'autonomia in Toscana: bilanci e proposte

Data: entro dicembre 1999

 

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B1) SUPPORTO ALL'AUTONOMIA: LE STRUTTURE DECENTRATE SUL TERRITORIO

L'Istituto si propone di costituire strutture decentrate a supporto delle scuole e dei progetti di Autonomia

· Laboratori decentrati (provinciali o interprovinciali) che si caratterizzino per la presenza di personale IRRSAE e per la stretta collaborazione con i Nuclei provinciali per l'Autonomia. Dal punto di vista dei contenuti, in questa fase i laboratori si occupano dell'utilizzo delle tecnologie in ambiente didattico. Per il dettaglio dell'attività, vedi lo specifico allegato

· Centri per insegnanti operanti in scuole, in reti di scuole, con personale scolastico al quale l'Irrsae offrirà consulenza e supporto.

I Centri per insegnanti dovranno garantire la specificità degli interventi rispetto alle realtà locali, pur mantenendo una unitarietà di visione e di scelte.

I laboratori decentrati dell'Irrsae e i centri per insegnanti avranno i seguenti compiti:

a) censire e conoscere esperienze e iniziative

b) promuovere le attività in rete delle scuole

c) coordinare e valorizzare le esperienze di Autonomia

d) proporre e organizzare attività di formazione

 

 

 

ALLEGATO 1.

LA COLLEGIALITA'

Coordinamento: Maria Giuseppina Staderini

 

Premessa

La pratica della collegialità si pone come carattere strutturale e azione funzionale per un gruppo con compiti di consulenza, supporto e coordinamento ai sistemi organizzati.

Questo principio, descritto nella letteratura sui sistemi organizzati, corrisponde ai caratteri strutturali e funzionali dei nuclei operanti presso i provveditorati per l'autonomia.

Per questo motivo si ritiene importante offrire opportunità formative sulle capacità di praticare la collegialità, di riconoscerla dove viene vissuta professionalmente, di svilupparla quando sia potenziale e carente .

Nell'ambito della formazione sulla collegialità appare anche necessario il collegamento con i temi che riguardano tutto il profilo del nucleo (progettualità, flessibilità, autovalutazione, multimedialità, documentazione) poiché essi costituiscono il contenuto su cui la collegialità viene agita.

 

Proposta

Nell'ottica dei criteri esposti nella premessa si è pensato un modulo di formazione articolato su tre fasi.

La prima, "Enunciazione teorica" ha lo scopo di costituire un terreno comune di conoscenze che fondi su criteri condivisi le attività di produzione previste per le fasi successive. Si propone quindi, la definizione del tema sul piano delle conoscenze e della riflessione teorica. Questa parte si svolge attraverso relazioni e dibattiti sia di esperti dell'IRRSAE Toscana, sia di esperti esterni.

La seconda, "La pratica della collegialità", tende a costruire comportamenti collegiali differenziati secondo le funzioni caratteristiche del nucleo. Così un primo livello si rivolge alla pratica della collegialità nel nucleo stesso, un secondo livello ad individuare la pratica della collegialità nelle scuole e infine, un terzo, a studiare lo sviluppo delle pratiche collegiali nelle scuole attraverso la consulenza e il sostegno da parte del nucleo. I lavori si svolgeranno attraverso esercitazioni coordinate da tecnici dell'IRRSAE Toscana e da esperti esterni.

La terza fase "La riflessione e l'apprendimento", riguarda il momento in cui il gruppo prende consapevolezza dei guadagni ottenuti durante il percorso di formazione sia in termini di organizzazione di conoscenze, sia in termini di acquisizione di strumenti, mezzi e metodi di lavoro di cui il nucleo si può dotare. Queste attività riguardano la messa a punto di quanto è stato presentato sul piano teorico e di quello che è stato prodotto dai partecipanti stessi, l'organizzazione di tecnologie di collegamento e di archiviazione. L'operazione consente ai partecipanti di capitalizzare l'esperienza e di prendere possesso consapevole dei propri comportamenti di collegialità funzionale. Il coordinamento è affidato ai tecnici dell'IRRSAE Toscana.

 

L'itinerario, così scandito, tende a costruire nei partecipanti competenze funzionali ai compiti del nucleo, con strumenti di risposta e di sostegno per l'utenza, che superando le professionalità diverse di provenienza dei singoli componenti, ma utilizzandone i singoli significati si configuri come un profilo professionale di livello e di visione innovativa verso i nuovi bisogni della scuola dell'autonomia.

 

1° fase: Enunciazione teorica

Temi :

la collegialità e l'organizzazione

la collegialità e la relazione

la collegialità e la produttività

Modalità

relazione / dibattito

2° fase: La pratica della collegialità

Temi: Primo livello

Vivere la collegialità:

strumenti e tecniche per la costruzione del gruppo funzionale

Secondo livello

Riconoscere la collegialità:

strumenti di rilevazione e di consolidamento dei gruppi funzionali

Terzo livello

Favorire lo sviluppo della collegialità:

strumenti per la costruzione della collegialità

Modalità

Esercitazioni e lavoro di gruppo

3° fase: La riflessione e l'apprendimento

Temi

definizione delle esperienze svolte nel percorso di formazione

definizione del profilo operativo del nucleo

raccolta dei materiali

organizzazione della documentazione

Modalità

attività di laboratorio per:

Contatti con i conduttori e i partecipanti dei moduli paralleli per la raccolta dei materiali

e l'organizzazione della documentazione

Uso di tecnologie, archivi, strumenti

 

Bibliografia

Ceruti, M., G.Bocchi (a cura di) (1985): La sfida della complessità,

Milano, Feltrinelli.

Crozier, M., A. Friedberg (1978): Attore sociale e sistema,

Milano, etas Libri

Douglas, M. (1990): Come pensano le istituzioni,

Bologna, Il Mulino.

Durkheim, E. (1962): La divisione del lavoro sociale,

Milano, Comunità.

Franchi, G. (1984): L'istruzione come sistema,

Milano, Angeli

Morin, E. (1988): Il metodo. Ordine, disordine, organizzazione,

Milano, Feltrinelli

Olson, M. (1983): La logica dell'azione collettiva,

Milano, Feltrinelli

Scott,R.W. (1985): Le organizzazioni ,Bologna, Il Mulino.

 

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ALLEGATO 2.

LA PROGETTUALITA''

Coordinamento: Valeria Succi

 

Modulo orario di 56 ore totali

28 ore gennaio/giugno 1999

28 ore di FIS su tematica

28 ore settembre /dicembre 1999

28 ore di FIS su tematica

 

Premessa

 

In un sistema scuola che persegua l'unitarietà e la qualità del proprio agire, lo sviluppo di competenze facilitanti la negoziazione si colloca come un approccio metodologico necessario per gestire l'intreccio di competenze azioni e bisogni dei diversi soggetti coinvolti.

La situazione di transizione e la prospettiva dell'autonomia che caratterizzano il sistema scolastico in questi anni richiedono un deciso rafforzamento delle competenze progettuali.

Gli organismi che sono coinvolti a vari livelli decisionali e di gestione devono quindi progressivamente assumere nuovi atteggiamenti funzionali all'identificazione di nuclei problematici, all'elaborazione di strategie, all'assunzione effettiva di responsabilità rispetto alle scelte effettuate.

Si pongono quindi due problemi sul piano della formazione in servizio degli operatori scolastici: l' acquisizione di competenze comunicative e l' elaborazione condivisa di un quadro organizzativo e gestionale di riferimento.

 

Modalità attuative

I fase : Gennaio / Giugno1999

 

· Primo incontro -

data : ; durata 8 ore

"Ripensare a cosa vuol dire progettare e supportare la progettazione" - individuare nei progetti di sperimentazione scelti dai rappresentanti gli elementi caratterizzanti della progettualità - ,

Possibili interventi: Tassinari, V.Succi, E. Cosi, M.G.Staderini, G.Ianni

· Secondo incontro -

data : ;8 ore

"La progettualità nella scuola dell'autonomia",

Possibili interventi: Fassorra, Giuseppina Staderini ,

 

· Terzo incontro -

data: ; 8 ore

"La progettualità nella scuola dell'autonomia"

Giuseppina Staderini, Rossi

· Quarto incontro -

data: ;4 ore su tematica

"Attivare i canali di confronto /comunicazione:

ovverosia superare l'angoscia del comunicare"

Possibili interventi : Giulio Mannucci, Stefano Papini, Giuseppe Di Lorenzo, Liliana Prantoni, Laura Quadalti

 

II fase settembre/dicembre 1999

· Quinto incontro -

data : ; durata 8 ore

"Comprendere le necessità dell'altro e creare un linguaggio comune condiviso"

Possibili interventi : Giovanna Kiferle, Giulio Mannucci, Stefano Papini, Giuseppe Di Lorenzo, Liliana Prantoni, Laura Quadalti

· Sesto incontro

data : ;8 ore

" Facilitazione e potenziamento della progettualità e nella collegialità, nella scuola dell'autonomia, mediante l'assunzione di competenze comunicative"

Possibili interventi : Giovanna Kiferle, Giulio Mannucci, Stefano Papini, Giuseppe Di Lorenzo, Liliana Prantoni, Laura Quadalti

· Settimo incontro -

data: ; 8 ore

"La leadership funzionale"

Possibili interventi : Valeria Succi, Giulio Mannucci, Stefano Papini, Giuseppe Di Lorenzo, Liliana Prantoni, Laura Quadalti

· Ottavo incontro-

data: -4 ore su tematica

"Feed-back e strumenti a supporto della progettualità "

Possibili interventi: Fassorra, Rossi, Cosi, Staderini, Mannucci, Papini, Di Lorenzo, Prantoni, Quadalti, Succi V.

 

Metodologia

· Base conoscitiva assunta come data

· Analisi di progetti realmente elaborati dalle scuole ed individuati come signitificativi dal punto di vista della progettualità dai singoli nuclei

· Attivazione di riflessione e ricerca/azione sulle modalità di offrire consulenza alle scuole

· Approfondimenti teorici

 

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ALLEGATO 3

FLESSIBILITA' E VALUTAZIONE

coordinamento: Bernardo Draghi, Maria Piscitelli

Premessa
(a cura di Secondo Del Bono e Alessandro Mirannalti)

I vorticosi cambiamenti intervenuti e in atto all'interno della società e nei processi di produzione, la globalizzazione vertiginosa dei fenomeni economico-sociali e culturali, la forte differenziazione dei vari contesti e dei relativi bisogni all'interno del territorio nazionale hanno fatto comprendere l'inefficacia, se non l'impossibilità, di un governo centralizzato della scuola ed hanno, anche se a fatica e dopo un lungo dibattito, aperto inequivocabilmente la strada all'autonomia delle scuole, autonomia che significa prima di tutto assunzione di responsabilità nell'adozione di decisioni meditate e congruenti e nell'attivazione di iniziative mirate al conseguimento di determinati risultati come soddisfazione dei bisogni espliciti ed impliciti degli utenti.

Nel quadro complessivo dell'autonomia scolastica - come emerge anche dal "Regolamento", che ne distingue e ne sottolinea i vari aspetti - la posizione centrale è tenuta indubbiamente dall'autonomia progettuale e didattica - come quella che attiene alla determinazione degli obiettivi, dei modi, delle strategie, dei mezzi, dei tempi ecc. dell'attività della scuola - e dal controllo della sua efficacia sui processi di formazione degli alunni; le altre sfere dell'autonomia - organizzazione, amministrazione, reperimento di risorse finanziarie ecc. - appaiono strumentali rispetto al profilo che abbiamo sopra delineato, il quale può decidere o meno l'innalzamento dei livelli di istruzione, di formazione e di educazione degli studenti, e quindi il raggiungimento da parte della scuola delle finalità costitutive sue proprie.

La categoria della diversità dei contesti e, conseguentemente, dei bisogni personali degli studenti sopra accennata richiama fortemente il concetto della flessibilità (articolazione interna, differenziazione, modulazione dei percorsi di formazione e delle modalità e dei tempi di insegnamento/apprendimento). In tale quadro di riferimento concettuale, l'idea di flessibilità si rapporta a sua volta alla prospettiva di una progettazione pedagogica e didattica di tipo ipotetico-sperimentale, cioè all'attivazione di ipotesi di intervento che possono trovare la loro legittimazione solo sul piano della prassi mediante il costante controllo della loro efficacia sui processi formativi; flessibilità quindi anche dei progetti che possono essere modificati in itinere in base ai dati forniti dal monitoraggio degli apprendimenti.

 

 

Le problematiche della flessibilità

La progettazione/realizzazione di percorsi e di processi di formazione internamente articolati e flessibili implica una serie di questioni che ci limiteremo - in guisa di breve analisi del problema - ad indicare sinteticamente:

 

 

Valutazione dei processi formativi e autoanalisi d'istituto

L'esercizio dell'autonomia didattica, che trova il suo centro motore nell'autonomia di ricerca e di sviluppo, richiede - in ambito progettuale, organizzativo, gestionale - l'assunzione della cultura della sperimentazione; si tratta in sostanza di pianificare un'ipotesi di intervento congruo con i bisogni di formazione degli studenti, di prevederne modalità, tempi e strumenti di attuazione, di precisarne risultati di processo e finali in relazione ai tempi preventivati, di controllare i processi innescati attraverso la verifica dei risultati intermedi e di monitorare se la tendenza di realizzazione del progetto va verso le mete previste nell'ipotesi o se invece sono necessari aggiustamenti o radicali cambiamenti di rotta.

La valutazione dell'attività scolastica si fonda sull'armonizzazione dei seguenti aspetti fondamentali:

a) la coerenza e la congruenza del POF con i bisogni culturali e formativi del contesto in generale e dei singoli studenti in particolare

b) l'efficacia delle attività pedagogico-didattiche poste in essere dalla scuola e rilevabili attraverso la verifica del livello di conseguimento dei risultati attesi nel progetto

c) la qualità professionale del servizio pedagogico-didattico prestato che trova la dimensione fondamentale nella sua efficacia in quel contesto e con quegli alunni

d) l'individuazione di possibili ambiti teorici di competenze professionali dei docenti, utili - se condivise collegialmente all'interno della scuola - ad attivare processi di riflessione critica sul servizio erogato (autoanalisi) e di autovalutazione.

Ogni scuola, per poter attivare tali procedure - in attesa di orientamenti univoci per tutto il territorio nazionale che dovrebbero essere forniti dal CEDE a cui è stato affidato il Servizio Nazionale per la Qualità dell'Istruzione -, ha bisogno di strumenti che potrebbero essere costruiti all'interno di una 'rete di scuole' in modo condiviso e negoziato.

Si propongono di seguito alcuni esempi:

a) individuazione di indicatori di tenuta, di coerenza e di congruenza del progetto tra bisogni rilevati e condivisi, azioni poste in essere e risultati che si intende ottenere; individuazione di indicatori di qualità del progetto stesso; costruzione dei relativi strumenti e loro taratura

b) produzione di strumenti per monitorare i processi di apprendimento e di formazione degli studenti in relazione al conseguimento dei risultati attesi mediante le varie attività

c) produzione e taratura di strumenti di testing circa la rilevazione delle conoscenze, delle competenze e delle abilità conseguite

d) definizione di indicatori e produzione di strumenti per controllare l'efficacia didattica degli interventi e per attivare processi di autoanalisi e di autovalutazione.

Articolazione del percorso formativo

Pur se strettamente interrelati tra loro sia a livello teorico che concettuale, si distinguono - ai soli fini operativi e di organizzazione - i due aspetti della flessibilità curricolare e della valutazione _, che danno quindi luogo a due separati moduli di formazione per i componenti dei Nuclei.

Come appare evidente anche dal "Regolamento" relativo all'autonomia, uno dei profili fondamentali dell'autonomia delle scuole è costituito dall'arricchimento, modulazione e flessibilità dei percorsi di formazione degli alunni, percorsi che siano in grado di coniugare il rispetto delle specificità dei contesti e dei bisogni degli studenti con il conseguimento di finalità e obiettivi generali uguali per l'intero territorio nazionale. Ciò implica un approccio progettuale, organizzativo e gestionale delle attività formative internamente ricco e articolato, e la necessità di tenere sotto controllo i processi attivati, di rilevare i risultati intermedi e finali della formazione. L'approccio progettuale si configura come un'ipotesi di lavoro e necessita quindi di un controllo dei livelli formativi e dell'attivazione di procedure di riflessione critica sull'efficienza e sull'efficacia delle attività didattiche poste in essere (autoanalisi e autovalutazione).

 

Modulo flessibilità curricolare:

· 20 ore nel periodo gennaio/giugno 1999 (di cui metà a carattere informativo e l'altra metà prevalentemente dedicata alla ricerca/produzione/messa a punto/condivisione di strumenti di comunicazione, organizzazione, controllo)

· 20 ore nel periodo settembre/dicembre 1999 (con la ripartizione di cui al punto precedente).

Modulo valutazione dei processi formativi e autoanalisi d'istituto:

· 20 ore nel periodo gennaio/giugno 1999 (di cui metà a carattere informativo e l'altra metà prevalentemente dedicata alla ricerca/produzione/messa a punto/condivisione di strumenti di comunicazione, organizzazione, controllo)

· 20 ore nel periodo settembre/dicembre 1999 (con la ripartizione di cui al punto precedente).

 

Modalità attuative

L'intervento sarà tarato in rapporto agli scopi prefissati, cioè alla formazione del personale - già in qualche misura esperto - componente dei Nuclei provinciali, al quale sarà demandato il compito di effettuare attività di consulenza, supporto e formazione per gli operatori delle scuole.

Per la tematica relativa alla flessibilità si ipotizzano nel periodo gennaio/giugno - in date da precisare - 4 o 5 incontri di 4 o 5 ore ciascuno. Si prevedono interventi sotto forma di comunicazioni o di tutoraggio da parte di: Pres. G. Condorelli, Pres. S. Del Bono, Pres. G. Fassorra, Isp. L. Favini, Isp. G. Fornai, Pres. A. Mirannalti, Pres. L. Napolitano, Prof.ssa G. Russo, Pres. I. Trevisan.

Per la tematica relativa alla valutazione dei processi formativi, all'autoanalisi e all'autovalutazione d'Istituto si ipotizzano nel periodo gennaio/maggio - in date da precisare - 4 o 5 incontri di 4 o 5 ore ciascuno. Si prevedono interventi sotto forma di comunicazioni o di tutoraggio da parte di: Pres. S. Del Bono, Isp. L. Favini, Prof. C. Fiorentini, Isp. G. Fornai, Pres. M. Masuelli, Pres. A. Mirannalti.

 

Riferimenti bibliografici

 

BALDACCI M., L'istruzione individualizzata, 1993, La Nuova Italia, Firenze

BERTE' M., Le discipline, 1998, De Agostini, Milano

BONORA A., SENNI P. (a cura di), Autonomia Flessibilità Scelta del Curricolo, s.d. (ma 1998), IRRSAE Emilia Romagna, Bologna

CECCATELLI GURRIERI G., Ore di scuola e tempi della vita, 1997, Franco Angeli, Milano

DEL BONO S., Per la valutazione del servizio scolastico a livello provinciale, in "Ricerche Didattiche", a.1998, nn. 411-12, pp. 38-49

DEL BONO S., Un progetto di tempo flessibile per una scuola media normodimensionata, in "Ricerche Didattiche", a.1996, nn. 397-98, pp. 202-222

DRAGO R., Carta della scuola e innovazione, 1996, Erickson, Trento

GUASTI L., Modelli d'insegnamento, 1998, De Agostini, Milano

Indagine conoscitiva sui modelli organizzativi delle scuole medie a tempo flessibile e a tempo prolungato. Rapporto generale, 1998, MPI Direzione Generale Istruzione Secondaria di I Grado (indagine coordinata dal prof. G. Domenici)

MARGIOTTA U., Un approccio sistemico alla riforma del curricolo, relazione tenuta al Convegno Internazionale su "Autonomia didattica e flessibilità curricolare", Verona, 29-30 novembre 1996

MIRANNALTI A., MAGNA L. (a cura di), La sperimentazione del tempo flessibile nella scuola media, 1996, IRRSAE Toscana, Firenze

MIRANNALTI A., MAGNA L., PANICHI O. (a cura di), Tempo Flessibile, Autonomia, Territorio, 1997, IRRSAE Toscana, Firenze

PETRACCA C., Valutazione della scuola, 1996, La Scuola, Brescia

SCURATI C., La flessibilità del curricolo, in Favero V., Porrotto G. (a cura di), "Guida al Direttore Didattico", ANP Quaderni, 1995, Rizzica, Roma

SENNI P. (a cura di), Individualizzazione. Contributi di sfondo per una Ricerca-Azione, s.d. (ma 1998), IRRSAE Emilia Romagna, Bologna

SENNI P. (a cura di), Individualizzazione - Percorsi di lavoro - Scuola materna - Scuola elementare - Scuola media di I grado - Scuola media di II grado, 1997, IRRSAE Emilia Romagna, Loescher, Torino

SUTTON P., La flessibilità del curriculum in Europa, relazione tenuta al Convegno Internazionale su "Autonomia didattica e flessibilità curricolare", Verona, 29-30 novembre 1996

SWARTZ M., Flessibilità curricolare e autonomia scolastica: nuove prospettive e sviluppi professionali per i presidi, relazione tenuta al Convegno Internazionale su "Autonomia didattica e flessibilità curricolare", Verona, 29-30 novembre 1996

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ALLEGATO N.4

AUTONOMIA, DOCUMENTAZIONE E TECNOLOGIE

coordinamento: Gloria Bernardi, Fabio De Michele, Marusca Viaggi

Perchè

La Documentazione è un'attività di raccolta, catalogazione e diffusione di materiali relativi ad uno specifico ambito culturale, attraverso un'azione mentale che analizza ed interpreta i contenuti concettuali di un documento. E' scienza per conoscere, è tecnica per far conoscere.

Se estendiamo questi concetti in ambito scolastico è evidente che la Documentazione può diventare strumento capace di sviluppare una serie di riflessioni sui progetti, sui percorsi e sulle esperienze realizzate nella scuola dell'autonomia., il cui scopo è quello elevare la qualità dell'istruzione.

D'altra parte una scuola che rende ai suoi utenti un servizio di qualità è anche una scuola che riesce a documentare le sue progettualità, le attività realizzate, a rendere visibili e replicabili i modelli progettuali che ha scelto.

Inoltre documentare significa offrire supporto alle attività di verifica e di valutazione.

 

Che cosa

L'attività di documentazione è caratterizzata da tre momenti fondamentali: raccolta, trattamento e diffusione dell'informazione.

Uno dei compiti principali che spetteranno ai componenti dei nuclei a supporto dell'autonomia sarà quello di individuare, a livello provinciale, le esperienze scolastiche di maggiore interesse e le pratiche pedagogiche (Best Practice) da documentare, da diffondere e rendere visibili sul territorio.

Poiché la cultura documentaria non fa parte della tradizione formativa dei docenti e in genere di chi si occupa di scuola in Italia, l'Irrsae della Toscana intende, durante le attività formative dei componenti dei nuclei

· individuare e condividere, a livello regionale, i criteri per scegliere i progetti e le attività da documentare

· uniformare le modalità di trattamento e diffusione dei dati.

Chi

Si pensa di offrire questo momento di formazione a 2 componenti di ogni nucleo,

In modo da assicurare una competenza specialistica di tipo documentalistico molto forte in ogni provincia.

Il modello formativo che sarà realizzato potrà costituire una modalità di riferimento anche per le attività di formazione previste dai regolamenti per l'autonomia, tra reti di scuole.

Come

Attività fondamentali della documentazione sono la raccolta, il trattamento standardizzato e la diffusione delle informazioni. L'uso di reti telematiche, quali Internet, rende effettivamente praticabili queste attività anche in ambito scolastico a patto che vi siano specifici momenti di formazione sull'uso delle tecnologie rivolte a tutti i partecipanti.

L'attività di formazione sarà di tipo laboratoriale

Quando

Il percorso di formazione prevede un monte ore annuale di 80 ore di formazione, (40 nel periodo gennaio/giugno 1999 ; 40 nel periodo settembre/dicembre 1999) di cui 24 ore saranno di tipo informativo e rivolti a tutti i componenti dei nuclei, non solo a quelli che hanno scelto questo segmento di formazione.

Contenuti della proposta:

Obiettivo della formazione è l'acquisizione all'interno di ciascun nucleo di competenze funzionali alla costituzione di una rete informativa tra i nuclei stessi e tra le scuole e alla produzione di documentazione relativa ai progetti Autonomia che funzioni da supporto alle scuole della regione

La formazione tratterà le due componenti fondamentali: quella tecnologica e quella documentalistica.

Componente tecnologica:

a) problematiche relative alle connessioni in rete

b) produzione di informazione e documentazione (strutturazione di pagine web, utilizzo di editor html)

c) raccordo con gli strumenti a livello nazionale (utilizzo del software e degli strumenti di raccolta dati prodotti dalla commissione nazionale per l'Autonomia)

d) lavorare e cooperare in rete (comunicazione a distanza in diretta e differita, scambio di materiali on line)

Componente documentaria

a) Individuare, reperire e organizzare informazioni

b) Le banche dati: struttura generale (record, campi, tipi di dato)

c) Indicizzazione e descrittori nell'ambito della documentazione sull'autonomia

d) Documentazione di I livello e dossier documentari di approfondimento

Questo percorso di formazione è caratterizzato dalla flessibilità in rapporto alle esigenze e alle competenze pregresse del gruppo di utenti. L'articolazione delle singole giornate e degli argomenti sarà pertanto concordata.

 

IN SINTESI

Tematica: Documentazione

Durata: due momenti di 30 ore ciascuno (oltre ai momenti comuni)

Tempi: febbraio-maggio / settembre-dicembre

Partecipanti: due o più componenti per ciascun nucleo provinciale

Sede: Pisa, laboratorio EDS

Coordinamento: IRRSAE Toscana (Bernardi, De Michele, Viaggi)

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B1) Supporto all'autonomia: le strutture decentrate sul territorio

 

 

ALLEGATO 5

LABORATORI DECENTRATI ( LAB/DEC)

 

Progetto laboratori decentrati

 

Presupposti

La diffusione delle strumentazioni informatiche e telematiche nella scuola (vedi anche PSTD) ha determinato un panorama assai diversificato sia per quanto riguarda le modalità di utilizzo che la qualità dei processi attivati e dei prodotti realizzati. I rischi maggiori sono: sopravvalutazione del mezzo rispetto all'obiettivo didattico; disorientamento cognitivo; scarso utilizzo delle potenzialità degli strumenti….Sembra perciò opportuno attivare iniziative di riflessione, confronto, formazione per promuovere ove necessario un più funzionale approccio didattico alle nuove tecnologie.

Inoltre si ritiene che un uso funzionale delle tecnologie telematiche sia determinante per la circolarità delle informazioni e dei risultati delle esperienze di Autonomia scolastica

 

Punti chiave:

La multimedialità deve essere utile alla didattica

Utilizzare gli strumenti tenendo conto delle specificità

Dare più importanza al processo che al prodotto

L'uso di tecnologie multimediali deve modificare l'ambiente di insegnamento/apprendimento (relazione studente/docente; studente/studente; docente/docente; modalità di insegnamento e modalità di apprendimento)

Realizzare l'integrazione tra i diversi media presenti nella scuola

Realizzare efficace circolarità di informazioni ed esperienze

Qual è l'obiettivo?

Offrire supporto all'autonomia nell'ambito dell'uso delle tecnologie in ambiente scolastico

Tale supporto come si concretizza?

Come uno spazio di formazione e confronto tra gli insegnanti attraverso Laboratori decentrati a livello provinciale

In un primo momento si sperimentano i laboratori nelle province di Massa, Pisa, Siena, Prato.

In seguito è auspicabile la realizzazione di un laboratorio presso ciascuna delle province della regione

 

Almeno in una prima fase i Laboratori decentrati si pongono obiettivi:

Su quali temi-problematiche?

a) esame di prodotti multimediali per la didattica in ambito disciplinare

b) supporto alla produzione multimediale in ambito didattico

c) supporto alla circolarità delle informazioni

Tipologia prevalente dell'intervento

Posto che ogni confronto sia anche formativo e che ogni intervento di formazione presupponga un confronto, sarà dato maggiore spazio al confronto tra insegnanti già impegnati in attività con uso delle tecnologie multimediali

 

Dove?

a) nelle costituende aule fornite dall' EDS ai provveditorati

b) nei laboratori degli istituti scolastici

Quando?

Data di inizio dell'intervento: a partire da gennaio

Cadenza dell'intervento: settimanale

Durata degli incontri: 4 ore pomeridiane

 

Con quali operatori?

Risorse locali

Risorse di province limitrofe

Tenici Irrsae

Esperti esterni

 

Con quali procedure?

Inizialmente: sulla base di un calendario predisposto dal laboratorio (e su prenotazione)

A regime: sulla base delle richieste (prenotazioni) da parte delle scuole

 

Quanti utenti per ciascun intervento?

A seconda della tipologia dell'intervento: numero ristretto per i momenti di esercitazione e più allargato per i momenti dedicati alla discussione e confronto (ad. es. dimostrazioni e analisi di software didattico)

 

Con quali risorse finanziarie?

Risorse Irrsae

Risorse Provveditorato

Risorse Istituti scolastici

 

Gruppo di progetto

Per la messa a punto del progetto e la realizzazione dei laboratori in sperimentazione si è costituito un gruppo di progetto formato da tecnici Irrsae, referenti dei provveditorati e insegnanti esperti indicati dai Provveditorati. Per ulteriori informazioni clicca qui!

L'attività dei laboratori decentrati a livello provinciale si articola in tre momenti:

 

1) formazione e coordinamento

Si ipotizza che i docenti - formatori e i referenti dei provveditorati che svolgono funzioni di coordinamento necessitino di momenti seminariali per approfondimenti formativi e per il confronto sulle specifiche attività condotte da ciascun laboratorio provinciali.

Si prevedono due incontri seminariali di un giorno e mezzo ciascuno da svolgersi nel corso della fase di avvio: all'inizio delle attività (febbraio) e in itinere (aprile)

Parteciperanno i tecnici IRRSAE del gruppo di coordinamento (Bernardi, Cosi, De Michele, Viaggi), i referenti dei provveditorati coinvolti (10 persone) e almeno due docenti per ciascun laboratorio (10 persone)

2) promozione e pubblicizzazione

Si prevede un incontro di promozione dell'iniziativa per ciascuna provincia coinvolta della durata di tre ore

Si ritiene inoltre necessario pubblicizzare l'iniziativa presso le scuole con distribuzione di pieghevoli e locandine

3) attivazione dei laboratori

L'attivazione dei laboratori nelle cinque province coinvolte per un incontro di tre ore la settimana da febbraio a maggio.

 

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ALLEGATO 6

LABORATORI DECENTRATI DI LINGUA STRANIERA LISEM

Coordinamento Elisabetta Martini

Premessa

Il tema dell'apprendimento linguistico occupa uno spazio di rilievo nel disegno strategico delineato dall'ipotesi di riforma dei cicli scolastici, confermato dall'accento che le CC.MM. 304/98 e 345/98 hanno posto sull'incremento dell'offerta formativa anche attraverso la costituzione di laboratori didattici per le attività di formazione continua degli insegnanti, collegati ad esperienze significative sia in Italia sia a livello Europeo. Inoltre, la prospettiva della riforma, richiamando l'ottica della verticalizzazione, suggerisce attenzione alla continuità educativa, sia per quanto riguarda l'elaborazione del curricolo a partire da quei saperi che sono ritenuti 'irrinunciabili', sia per quanto concerne la formazione in servizio del personale docente, a livello locale, nazionale, europeo.

Il progetto LISEM dell'IRRSAE Toscana ha l'obiettivo di contribuire alla riqualificazione culturale e professionale degli insegnanti di lingua straniera della scuola elementare e media con la realizzazione di laboratori didattici quali spazi fisici e mentali per lo sviluppo dell'autonomia di pensiero e di azione.

Il laboratorio, connotato come luogo di confronto di esperienze, di rilevazione di risorse, di lettura di bisogni formativi, di osservazione di processi, in definitiva, di elaborazione culturale, è finalizzato allo sviluppo della riflessività e dell'autonomia degli insegnanti, attraverso occasioni di co-formazione e autoformazione guidata, e alla promozione di una rete locale delle risorse umane e finanziarie.

 

Obiettivi

Il progetto intende contribuire alla riqualificazione culturale e professionale degli insegnanti di Lingua straniera della Scuola Primaria e Secondaria di I Grado mediante

la riflessione sui quadri teorici di riferimento all'interno dei quali si collocano le scelte culturali, valoriali e le azioni didattiche

l'approfondimento dell'epistemologia della disciplina

lo sviluppo di capacità di conduzione della classe e di progettazione di percorsi

il potenziamento di competenze comunicativo-relazionali

l'attivazione di pratiche di osservazione, autosservazione, riflessione

l'acquisizione di pratiche documentali

 

Metodologia

Di tipo comunicativo-costruttivista, tiene conto dei livelli, interessi, bisogni dei soggetti, e muove dal confronto di esperienze, dai problemi posti, verso l'elaborazione di ipotesi metodologico-didattiche e di percorsi formativi da sperimentare nelle classi, la produzione di materiali di supporto congruenti, l'osservazione dei processi, la documentazione e la disseminazione delle attività didattiche.

 

Nuclei tematici

Vengono indicati nuclei tematici da discutere, approfondire con gli insegnanti secondo il contesto

L'epistemologia della disciplina (struttura, evoluzione storica, declinazione nei programmi)

I rapporti L1 L2

La riflessione sul rapporto lingua/cultura

Dal programma ai progetti: la modularità come strumento metodologico flessibile fra teoria e prassi

L'elaborazione di ipotesi di curricolo integrato

L'osservazione della classe, l'organizzazione, la ricerca azione per un insegnante riflessivo

I processi di verifica, valutazione, autovalutazione

L'apporto delle nuove tecnologie

 

Destinatari

Insegnanti di Lingua Straniera di Istituti Comprensivi (complessivamente 2/3 gruppi provinciali di circa 10 insegnanti ciascuno)

 

Ambiti provinciali

Arezzo - Valdarno

Lucca - Garfagnana e Media Valle del Serchio

 

Durata

Febbraio 1999 - Giugno 2000

 

Ricaduta prevista

Sperimentazione di percorsi formativi nelle scuole del territorio

Seminari e giornate di studio per l'attivazione della rete territoriale

Pubblicazione dei materiali prodotti

 

Gruppo di progetto

Per la messa a punto del progetto e la realizzazione dei laboratori si è costituito un gruppo di progetto formato da tecnici IRRSAE, due Ispettori ed esperti di metodologia e didattica della lingua straniera.

 

Ipotesi procedurale

 

Presentazione della proposta IRRSAE ai Dirigenti degli Istituti Comprensivi e ai Rappresentanti dei Nuclei di supporto all'Autonomia delle 2 province coinvolte

Sedi: AR - Istituto Comprensivo di Terranuova Bracciolini - 8 febbraio 1999

LU - Scuola Media di Castelnuovo Garfagnana- 16 febbraio 1999

 

Fase propedeutica alla istituzione dei laboratori didattici

Lettura dell'esistente rispetto a risorse/bisogni del gruppo, rappresentazioni mentali (idee, pratiche, impliciti, espliciti..), aspettative

Strumenti: Q-Sort e discussione

Schede per l'autoanalisi

Articolazione:

3 incontri Staff IRRSAE/insegnanti di Lingua straniera degli Istituti Comprensivi

dell'area del Valdarno (AR)

(1 marzo-15 marzo- 12 aprile 1999)

ore 16.30-19.30

 

3 incontri Staff IRRSAE/insegnanti di Lingua Straniera degli Istituti Comprensivi

delle aree della Garfagnana e Media Valle del Serchio (LU)

(19 aprile-26 aprile-10 maggio 1999)

ore 16.30-19.30

 

Attivazione di 2 laboratori didattici nelle province di Arezzo e Lucca

(settembre 1999)

Sedi previste: Istituto Comprensivo di Terranuova Bracciolini (AR)

Scuola media di Castelnuovo Garfagnana (LU)

 

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B2) Supporto all'autonomia: l'informazione

 

1 Dibattiti/convegni a livello Regionale, interprovinciale e provinciale

Si concorda comunemente che i bisogni di informazione, in questa fase di trasformazione di tutta la scuola italiana, sono forti.

Per questo motivo l'Irrsae della Toscana si propone di attivare e realizzare una serie di momenti informativi rivolti ad ambiti territoriali che vanno dalla rete di scuole al livello regionale.

Questi momenti informativi risponderanno puntualmente alle " emergenze" di vario tipo: normativo, culturale, organizzativo, didattico, che vedranno coinvolte le scuole . i dirigenti e i docenti della regione.

In questo caso le attività promosse, dovranno vedere coinvolti anche gli altri grandi progetti dell'Istituto: i saperi e l'educazione permanente, per dare maggiore risonanza agli eventi e per non disperdere risorse finanziarie ed umane del e nel territorio.

Le modalità di intervento prevedono: incontri con esperti di rilevanza anche europea . su tematiche emergenti; convegni " brevi" a livello regionale e interprovinciale; dibattiti nelle sedi opportune , anche non istituzionali.

2 Altre forme divulgative: Banche Dati e siti Internet

Se si concorda comunemente sui bisogni di informazione espressi dalla scuola in particolare , in questo momento di trasformazione, è altrettanto comunemente condivisa la necessità di veicolare queste informazioni anche attraverso le nuove tecnologie.

Perciò si ritiene opportuno prevedere la costituzione di .Banche Dati , la realizzazione di siti Internet o l'arricchimento di quelli già distribuiti dall'Istituto. Tutto ciò per mettere a disposizione della scuola una risorsa informativa opportunamente validata .

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