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IRRSAE TOSCANA
PROVVEDITORATI DELLA TOSCANA
SOVRINTENDENZA SCOLASTICA
CORPO ISPETTIVO


PROGETTO REGIONALE PER L’AUTONOMIA

QUADERNO DI LAVORO - SETTEMBRE 1998

IL quaderno contiene i prodotti elaborati in seminari ed incontri di lavoro organizzati dall’IRRSAE TOSCANA

INDICE

  1. Premessa Indicazioni sulle modalità di lavoro
  2. Cap. 1 Le domande più frequenti sull’autonomia
  3. Cap. 2 I compiti del nucleo provinciale a supporto dell’autonomia
  4. Cap. 3 Proposte di indicatori per la valutazione dei progetti "complessi" - "Scheda IRRSAE-Autonomia"


Indicazioni sulle modalità di lavoro

I seminari e gli incontri di lavoro, di cui il presente Quaderno raccoglie i risultati, hanno lo scopo di procedere ad un primo momento di confronto e di analisi di ciò che significa autonomia e della messa in atto di modalità operative che vedono l’IRRSAE esercitare attività a supporto dell’autonomia stessa.

Hanno collaborato alla stesura del Quaderno i Rappresentanti del Consiglio Direttivo dell’IRRSAE della Toscana, nominati nei Nuclei di supporto all’autonomia; i coordinatori provinciali dei nuclei; gli utilizzati che nei provveditorati fanno parte dei nuclei; gli ispettori; il presidente e il segretario generale dell’IRRSAE; i tecnici dell’IRRSAE; dirigenti scolastici e docenti di ogni grado di scuola.

Le scuole con particolare competenza progettuale e operativa sono state indicate direttamente da coloro che hanno collaborato alla stesura del Quaderno; l’elenco che ne risulta è pertanto parziale e suscettibile di integrazione anche su diretta segnalazione delle scuole stesse.

Si ricorda che la modalità di lavoro seguita è quella del "work in progress"; questo Quaderno rappresenta , quindi, solo un primo risultato della collaborazione fra le varie istituzioni che in Toscana si occupano di scuola.


CAPITOLO 1

LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI

SULL’AUTONOMIA

 

Elenco domande individuate come più "frequenti"

(cfr. la logica delle FAQ – Frequently Asked Questions)

 

Il seguente elenco di domande possibili sull’autonomia è stato stilato senza un ordine rigoroso ed è certamente incompleto; inoltre non tutte le domande si riferiscono a tutti i gradi e ordini di scuola.

Si fa presente anche che i quesiti e le relative risposte attengono principalmente agli aspetti organizzativi dell’autonomia; si desidera però ricordare che la realizzazione dell’autonomia tocca problematiche più complesse della realtà scolastica che riguardano aspetti didattici, di ricerca e di sviluppo.

 

1. Come si possono attuare la flessibilità dell’orario e la diversa articolazione della durata della lezione?

2. Come si può articolare il gruppo classe anche nel rispetto del principio d’integrazione?

3. Come si può organizzare l’organo collegiale per garantire unitarietà alla programmazione e valutazione in presenza della flessibilità del gruppo classe?

4. Come si può organizzare l’orario del personale docente?

5. Quali modalità progettuali e organizzative per il recupero e il sostegno?

6. Cosa si intende per programmazione modulare?

7. Come si valutano gli apprendimenti all’interno di un modulo?

8. Come si valuta un’organizzazione didattica di tipo modulare?

9. Come costruire strumenti di autoanalisi e di auto controllo del

sistema?

10. Come si certifica e si garantisce il conseguimento del livello

culturale e formativo all’interno del modulo?

11. Come utilizzare le figure di sistema?

12. Come ottenere all’interno di un organico funzionale le figure di

sistema?

13. Come gestire strutture/strumenti/spazi?

14. Come fare convenzioni e contratti?

15. Quali modalità di insegnamento in una scuola dal curricolo

flessibile?

16. Quali saperi per un curricolo flessibile?

17. Quali rapporti con gli enti locali, il mondo del lavoro, il territorio

in genere?

 

 

Le scuole citate in calce alle risposte vengono segnalate esclusivamente perché hanno attuato qualche esperienza particolare in ordine ai quesiti segnalati.

L’elenco delle stesse è sicuramente incompleto ed è stilato con la speranza di avere ulteriori segnalazioni in ambito regionale.


1. Come si possono attuare la flessibilità dell’orario e la diversa articolazione della durata della lezione ?

La flessibilità dell’orario e la diversa articolazione della durata delle lezioni devono essere realizzate per finalità didattiche e nel rispetto dei ritmi di apprendimento degli alunni ( lettera circ. n. 27814/BL del 19.5.98).

Tali possibilità sono espressione del potere di autonomia attribuiti alle scuole dal vigente contesto normativo e vanno ovviamente esercitate nel rispetto dei canoni e dei termini stabiliti dall’O.M. n.72 del 23.2.98 (calendario scolastico).

Sono concertate con interventi debitamente motivati, nel rispetto del puntuale assolvimento della funzione istituzionale della scuola.

Naturalmente non è possibile chiudere la scuola dopo i 200 giorni di lezioni, trattandosi di interruzione di pubblico servizio .

Riferimenti normativi:

- Legge Bassanini L. 59/97 art. 21

- T.U. n. 297/94 art. 74, artt. 7-10-129-167

- L. n.352/95

- D.M. 251/98, art. 1 lett.b)

- L. 440,

- CCNL 1995

- O.M. n.266/97

- L. 41/93

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Carrara: ITC Zaccagna

Cascina: ITC Pesenti

Cecina: IPC Marco Polo;

Follonica: Centri territoriali

Grosseto: I.C.Castiglione della Pescaia - I. P. Einaudi

Livorno: DD di Thouar (prog. P.I.A.);

Livorno: ITG Buontalenti

Firenze: Scuola Città Pestalozzi –

Livorno: SM Fermi/Pistelli (prog.P.I.A.)

Lucca: DD di Altopascio; Istituto Professionale Pertini;

Montevarchi: Lic.Scient. Varchi

Pisa: LS Buonarroti - IP Matteotti

Pontedera: ITC Fermi

Prato: IPS Datini - ITG Gramsci

Scandicci: ITCG Russell

Siena SMS Angiolieri

Montepulciano: SMS Pascoli

Scuole che sperimentano il tempo flessibile

Lastra a Signa:SMS L.da Vinci -

Montale: SMS Melani

Pontedera: SMS Curtatone e Montanara


2. Come si può articolare il gruppo classe anche nel rispetto del principio d’integrazione ?

Principio ispiratore della risposta dovrebbe essere una maggiore individualizzazione dell’insegnamento a maggior ragione per gli alunni portatori di handicap.

Riferimenti normativi:

Lett. Circ. D.M. 251/98

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Follonica: DD

Grosseto: 1° Circolo

Montale: SMS Melani

Firenze: Scuola Città Pestalozzi

Capannori: 2° Circolo

Pisa: SMS Fucini

Massa Carrara: ISA F.Palma

Carrara: IPSIA Barsanti

 

 

 

 


3. Come si può organizzare l’organo collegiale per garantire unitarietà alla programmazione e valutazione in presenza della flessibilità del gruppo classe?

Premesso che la domanda non riguarda la scuola elementare fino all’emanazione di disposizioni diverse da quelle attualmente in vigore, il consiglio di classe è un organo inscindibile, pena l’annullamento delle deliberazioni, per manifesta invalidazione del principio della collegialità perfetta.

Si ritiene indispensabile fissare tempi ragionevoli di lavoro comune per la salvaguardia dell'unitarietà della classe.

La flessibilità può realizzarsi relativamente a:

Riferimenti normativi:

CM. 167/ relativa all'epistemologia delle discipline;

Lett. Circ. n. 27814/98 parte 1, lett.b), punto 2, comma 2 per la predisposizione di griglie di informazione.

Riferimenti normativi:

Lett.Circ. 27814/98 per la costruzione di controlli del processo dell'iniziativa e della crescita individuale dell'adulto e per la costruzione degli obiettivi trasversali sottesi

Appare comunque utile fissare degli obiettivi comportamentali e degli "standard" di conoscenze e competenze da verificare periodicamente

- da parte del Collegio dei docenti (organo di indirizzo e ratifica)

E' necessario tener conto delle diversità tra i diversi ordini e gradi scolastici: ciascuno ha infatti risorse ed esperienze peculiari

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Prato: IPS Datini

Livorno: IPSIA Orlando

San Miniato/Ponte a Egola: SMS

Livorno: Lic. Scient. Cecioni

Punto critico: la flessibilità del gruppo classe dovrebbe comunque garantire la permanenza di un nucleo definito e stabile per consolidare negli allievi la percezione dell'appartenenza al gruppo.

 


4. Come si può organizzare l’orario del personale docente?

Nell’attesa di una piena applicazione dell’art. 21 della L. 59/97, i limiti invalicabili sono costituiti da:

- Lett. Circ. n.27814/98.

Ad esempio resta inesplorato il campo di applicazione per un obbligo di servizio che, eventualmente, si concludesse in un solo quadrimestre di lezione, come è, al momento, inesplorato il campo della valutazione per una disciplina insegnata per un solo quadrimestre.

Nel caso di articolazione dell’orario degli insegnamenti diverso da quello settimanale, è opportuno rifuggire da ogni improvvisazione e concordare fin dall’inizio la strutturazione di blocchi predeterminati (di orari) stabili nel tempo.

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Pistoia: SMS Melani

Grosseto: Istituto Professionale Einaudi

Siena : SMS Angiolieri

 

 


5. Quali modalità progettuali e organizzative per il recupero e il sostegno?

Riguarda l'insegnamento individualizzato e l'attenzione agli stili di apprendimento attraverso:

a) recupero

b) sostegno

c) valorizzazione

Strumenti

- Ottimizzazione delle risorse

- Arricchimento dell'offerta formativa

Riferimenti normativi:

L. 352/95

Porre attenzione all'analisi dei bisogni e alla corretta motivazione del progetto

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Arezzo: ITIS Galilei

Altopascio: DD e SM Ungaretti in continuità

Cascina: ITC Pesenti

Cecina: IP Marco Polo

Empoli: IP Leonardo da Vinci in continuità con le Scuole Medie

Firenze: Scuola Città Pestalozzi

Montevarchi. IPSCT Magiotti

Pistoia: SMS Melani; SMS Da Vinci; Ist. Prof. Petrocchi

Pontedera: ITC Fermi

Prato: IPS Datini, ITG Gramsci

S. Giovanni Valdarno: IPSIA Marconi

Siena: SMS Angiolieri

Siena: SMS Mattioli

Colle Val d'Elsa (SI) : A. Di Cambio

Castelnuovo B.ga (SI) : SMS Papini

Montepulciano (SI) SMS Pascoli

 


6. Cosa si intende per programmazione modulare?

"…L’organizzazione modulare flessibile della didattica è una vera e propria strategia formativa altamente strutturata in cui l’organizzazione del curricolo, delle risorse, del tempo e dello spazio, prevede l’impiego flessibile di segmenti unitari chiamati appunto moduli, dei più lunghi percorsi di insegnamento- apprendimento, tali da avere una ben definita struttura, e altrettanto ben determinate funzioni. Anche la durata o, se si vuole, l’estensione del modulo, per quanto variabili, devono essere formalmente previste e definite.

Ciascun modulo viene a costituire una parte significativa, altamente omogenea ed unitaria di un più esteso percorso formativo, disciplinare o pluri, multi, interdisciplinare, programmato; una parte del tutto, in grado non solo di assolvere ben specifiche funzioni ma anche di far perseguire ben precisi obiettivi, prevalentemente ma non solo, cognitivi-verificabili, documentabili e capitalizzabili…"

Per la programmazione modulare è possibile riferirsi alle pubblicazioni:

Riferimenti normativi:

- D.M. 251/98


7-8. Come si valutano gli apprendimenti all’interno di un modulo?

Come si valuta un’organizzazione didattica di tipo modulare?

Secondo modalità fissate dal progetto educativo di istituto.

 


9. Come costruire strumenti di autoanalisi e di auto controllo del sistema?

Autoanalisi: operazione periodica che "osserva" l'andamento delle azioni per operare interventi correttivi, migliorativi.

L'operazione di autoanalisi è in stretta dipendenza dalla tipologia e articolazione del progetto da realizzare. Ci sono tuttavia delle costanti del monitoraggio: la condizione essenziale perché sia efficace è la puntuale definizione ed esplicitazione degli elementi costitutivi del progetto, con particolare riferimento a:

- motivazione (problema da risolvere)

E' possibile avvalersi di forme di consulenza.

Supporto all'autoanalisi è una corretta documentazione di percorso (processo)

Riferimenti normativi:

DM 251/98

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Firenze: Scuola Città Pestalozzi

Esperienza IRRSAE condotta con 25 Istituti tecnici della Toscana con sperimentazione IGEA (anni 92-94) e Progetto assunto dal Cnel (Rapporto del 1995)

 

 

 


10. Come si certifica e si garantisce il conseguimento del livello culturale e formativo all’interno del modulo?

Nella scuola secondaria la certificazione è un elemento fondamentale della progettazione modulare. Ad essa provvede il dirigente scolastico con l’elencazione puntuale degli obiettivi, dei contenuti e delle metodologie attinenti a ciascun modulo, nonché dei risultati raggiunti dall’allievo.


11 - 12
Come utilizzare le figure di sistema?

Come ottenere all’interno di un organico funzionale le figure di sistema?

Riferimenti normativi

- L. 59/97

- L.426/88 art.5

- C.M.321/98

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Grosseto: Direzione Didattica di Follonica

Colle Val d'Elsa (SI) IM Don Bosco; LC Volta

Siena: IPS Caselli; ITI Sarrocchi; ITA Ricasoli; ITC Bandini

Fino a che non troverà piena applicazione l’art. 21 della L. 59/97, per tutti i gradi di scuola, l’individuazione delle figure di sistema resta difficile.

 

13. Come gestire strutture/strumenti/spazi?

La scuola dell’autonomia presupporrebbe una diversa utilizzazione degli spazi, da realizzarsi con lo spostamento degli alunni, piuttosto che degli insegnanti per avere tutte le aule improntate ad una didattica specialistica. Raramente questa diversa fruizione è possibile, non essendoci, per lo più, sufficienti locali a disposizione.

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Pistoia: ITI Fermi

Arezzo: ITIS Galilei

Pontedera: SMS Curtatone – Montanara; Pacinotti

Montepulciano (SI): SMS Pascoli

 


14. Se e come fare convenzioni e contratti

La stipula di convenzioni e contratti è prassi negli istituti con personalità giuridica (istituti tecnici e professionali) ai quali è possibile fare riferimento.

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Pistoia: IP Einaudi; ITC Pacini; ITI Fermi; ISA Petrocchi

Grosseto: Dir.Did. di Follonica - ITA Leopoldo II di Lorena

Prato: IP Datini, ITG Gramsci

Colle Val d'Elsa (SI): SMS A. Di Cambio

Montepulciano (SI): SMS Pascoli

Siena: ITI Sarrocchi: ITA Ricasoli

 


15. Quali modalità di insegnamento in una scuola dal curricolo flessibile?

La flessibilità del curricolo implica necessariamente modificazioni nelle modalità di insegnamento che sono essenzialmente un portato dei modelli teorici di riferimento (culturali e pedagogici) e dell'epistemologia dei diversi saperi.

E' opportuno sottolineare che la flessibilità dell'organizzazione scolastica necessita di modalità di insegnamento adeguate.

Riferimenti normativi:

D.M. 251/98

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Pistoia: SMS Melani

Firenze: Scuola Città Pestalozzi

 


16. Quali saperi per un curricolo flessibile?

Riferimenti normativi:

L. 59/97, art. 21, par. 1 e 9;

CC.MM. n.282/97 e n.196/98 "Nuove tecnologie"

Documento della Commissione dei Saggi.

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Pistoia: SMS Melani

Firenze: Scuola Città Pestalozzi

 


17. Quali rapporti con gli enti locali, il mondo del lavoro, il territorio in genere?

Riferimenti normativi:

Decreto legislativo 112, marzo 1998;

D.P.R. 233/98 – regolamento per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche

Scuole che hanno affrontato qualche aspetto del problema:

Pistoia: SMS Melani; SMS Da Vinci; Ist. Prof. Petrocchi

Arezzo: I.C. Terranuova Bracciolini

Grosseto: Direzione Didattica di Follonica

Firenze: Scuola Città Pestalozzi

Prato: IP Datini, ITG Gramsci

Siena: ITI Sarrocchi - ITC Bandini SMS Mattioli - SMS Angiolieri - SMS San Bernardino

Abbadia San Salvadore (SI) : ITI Avogadro

Colle Val d'Elsa (SI) LC Volta - IM Don Bosco

 

 

 

 

 

 


CAPITOLO 2

 

 

I compiti del Nucleo Provinciale di Supporto all’Autonomia Scolastica

 

IL NUCLEO DI SUPPORTO É

UN ORGANISMO TECNICO -AMMINISTRATIVO

NON PLETORICO PUR SE RAPPRESENTATIVO

 

ò

 

 

ò

INFORMAZIONE

ASSISTENZA

CONSULENZA

PROMOZIONE

MONITORAGGIO

FORMAZIONE

 

 

1. INFORMAZIONE

 

SISTEMA DI CIRCOLAZIONE DI IDEE E DI ESPERIENZE

 

 

SU:

Normativa Vigente

Sperimentazioni in atto

Esperienze in atto

Modelli progettuali

 

Competenze del Nucleo

   

ATTRAVERSO:

Conferenze di Servizio programmate

INFOAUTONOMIA

- Opuscolo

- Banca Dati Telematica

- SPORTELLO

 

ò

 

 

 

S

P

O

R

T

E

L

L

O

 

2. ASSISTENZA

 

 

ATTIVITA’ DI NATURA TECNICO-ORGANIZZATIVA PRESTATA IN MANIERA CONTINUATIVA E FINALIZZATA ALLA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI ELABORATI IN MANIERA AUTONOMA DALLE SCUOLE

   

QUANDO:

Si esplica su richiesta delle scuole

   

CON:

  • Suggerimenti
  • Individuazione di strategie
  • Individuazione di riferimenti teorici
  • Individuazione di risorse e vincoli

 

 

 

 

 

SUI PROGETTI

   

ATTRAVERSO:

  • Visite
  • Incontri
  • Dialoghi

 

 

 

 

3. CONSULENZA

 

 

ATTIVITA’ DI NATURA TECNICO-ORGANIZZATIVA PRESTATA IN MANIERA EPISODICA E SVINCOLATA DALLE FASI SUCCESSIVE DEL PROGETTO E DAI SUOI ESITI

   

QUANDO:

Si esplica su richiesta delle scuole

   

CON:

  • Suggerimenti
  • Individuazione di strategie
  • Individuazione di riferimenti teorici
  • Individuazione di risorse e vincoli

 

 

SU TEMATICHE SPECIFICHE

   

ATTRAVERSO:

  • Visite
  • Incontri
  • Contatti Telefonici
  • FAX
  • E-Mail .........

 

 

 

4. PROMOZIONE

 

 

SVILUPPO DELLA CULTURA DELL’AUTONOMIA E DELLA MESSA IN RETE DELLE ESPERIENZE

   

IN FUNZIONE DEL:

Miglioramento della qualità dell’istruzione

   

ATTRAVERSO:

  • Attività di Sportello
  • Informazione mirata
  • Programmazione mirata degli interventi
  • Produzione di attività di aggiornamento
  • Pubblicizzazione delle esperienze più significative

 

 

5. MONITORAGGIO

 

 

RILEVAZIONE E RIELABORAZIONE DI INFORMAZIONI E DATI SIGNIFICATIVI

   

RELATIVI A:

  • Numero dei progetti
  • Ambiti progettuali
  • Collegamenti con il territorio
  • Costituzione di reti di scuole
  • Finanziamenti erogati
  • Finalità complessive
   

CON:

Raccolta delle schede di consultazione (sui progetti, sull’autonomia, sui saperi)

6. FORMAZIONE

 

 

ATTIVITA’ CONTINUA DI AGGIORNAMENTO, STUDIO E RICERCA PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE E PER LA SPECIALIZZAZIONE DEI COMPONENTI DEL NUCLEO E DEL NUCLEO NELLA SUA GLOBALITA’, MIRATA ALLA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELL’AUTONOMIA

   

SU:

  • Raccolta e lettura dei bisogni delle scuole e delle esigenze del territorio.

PER:

  • Sviluppare l’attitudine progettuale delle scuole
  • Acquisire competenze organizzative finalizzate alla messa in rete di scuole e alla costituzione di consorzi

CON:

  • Attivita’ a livello provinciale
  • Attività a livello interprovinciale (in rete)
 
  • Attività a livello regionale, con il supporto IRRSAE, BDP e/o altre Agenzie specializzate
  • Attività a livello interistituzionale

 

S

T

A

T

U

T

O

 

 

 


CAPITOLO 3

 

PROPOSTA DI INDICATORI PER LA VALUTAZIONE

DEI PROGETTI COMPLESSI

"SCHEDA IRRSAE - AUTONOMIA"

 

 

IRRSAE TOSCANA

PROVVEDITORATI AGLI STUDI

SOVRINTENDENZA SCOLASTICA – CORPO ISPETTIVO

 

SCHEDA IRRSAE-AUTONOMIA

 

Dati generali sul circolo/istituto( QUADRO A- Scheda "P")

A1 % di coinvolgimento classi – istituti o

A2 ( non valutabile)

A3 Presenza di esperienze pregresse o

A4 Rischio educativo (socio-culturale, economico, legato al territorio) o

A5 Dati DIspersione SCOlastica in rapporto coi dati provinciali o

A6 Tecnologie didattiche e loro utilizzo funzionale al progetto o

Progetto di sperimentazione di autonomia ( QUADRO B-Scheda "P")

B1 non valutabile

B2 non valutabile

B3 +B4 % di coinvolgimento docenti, non docenti, esperti, operatori o

B5a Reti di scuole o

b Collegamento col territorio o

c Enti che collaborano alla fattibilità del progetto o

Caratteristiche strutturali del progetto ( QUADRO C - Scheda "P")

C1a Coerenza con le finalità della scuola o

b Armonizzazione delle esperienze pregresse con la sperimentazione sull’autonomia o

C2 Costruzione del progetto attraverso la concertazione con il territorio o

C3a- Macroindicatori dello spessore dell’innovazione

  1. Aggrega/armonizza più progetti o
  2. Agisce su un elemento strategico per la successiva ricaduta o progettuale

  3. Presenta elementi trasferibili o
  4. E’ centrato sui bisogni dell’utenza o
  5. Cura la dimensione relazionale/comunicativa o
  6. Cura la dimensione motivazionale o
  7. Privilegia l’individualizzazione dell’insegnamento o
  8. Prevede l’uso di supporti informatici/telematici o
  9. Prevede la documentazione e la diffusione dell’esperienza o
  10. 10 Altro o

b Esplicitazione delle fasi di realizzazione o

C4 Aggiornamento , funzionale al progetto, del personale docente e non docente o

Progettazione, comunicazione,valutazione ( QUADRO D - Scheda "P")

D1 Progetto costruito sulla concertazione fra le componenti scolastiche ( docenti/genitori/studenti/ATA) o

D2 Non valutabile

D3 Misura del coinvolgimento dell’istituzione scolastica durante la realizzazione( modi e tempi) o

D4 Misura dell ’interazione studenti/genitori/territorio durante la realizzazione

( modi, tempi, soggetti coinvolti)) o

D5a Autovalutazione ( modi, tempi, soggetti coinvolti) o

5b Monitoraggio ( modi, tempi, soggetti coinvolti) o

5c Verifica ( modi, tempi,, soggetti coinvolti) o


3.1. INDICAZIONI GENERALI PER LA COMPILAZIONE DELLA "SCHEDA IRRSAE-AUTONOMIA"

 

 

  1. Leggere la Scheda "P" prima di procedere alla valutazione;
  2. Valutare solo ciò che è esplicitato;
  3. Attribuire un punteggio da 0 a 3 per ogni indicatore;
  4. Ricordare che la "scheda IRRSAE-Autonomia" intende, solamente, offrire suggerimenti di modalità d’uso degli indicatori;
  5. Considerare che la scheda si può prestare come supporto informativo per i nuclei operanti presso i provveditorati;

  6. Per "progetto complesso" si intende il progetto che richiede il finanziamento ulteriore del 35%;

  7. Tener presente che sono stati condivisi dei criteri generali per individuare i progetti " COMPLESSI". Questi sono i criteri:

    1 La coerenza didattica con le finalità formative della scuola

    2 Lo spessore didattico-metodologico dell’innovazione

    3 Le esperienze maturate in iniziative connesse all’autonomia

    4 L’articolazione del progetto in rete con altre scuole, soprattutto per quelle di piccole dimensioni

    5 Il coinvolgimento di altri soggetti del territorio

    6 La disponibilità e l’utilizzo di tecnologie didattiche multimediali

    7 La presenza di progetti di formazione e aggiornamento


    3.2. INDICAZIONI SPECIFICHE PER LA COMPILAZIONE DELLA

    "SCHEDA IRRSAE-AUTONOMIA"

    Per quanto riguarda la compilazione del QUADRO A della scheda "P", si consideri che tale quadro può essere valutato o meno, poiché i dati qui riportati sono di carattere generale.

    Dati generali sul circolo/istituto (QUADRO A - scheda "P")

    A1- Lo scopo di questo indicatore è quello di valutare la complessità; di discriminare tra progetti uguali che coinvolgono % (percentuali) diverse di alunni, classi, sezioni, della scuola nel progetto.

    A2- non valutabile

    A6- I supporti tecnologici di cui la scuola e il progetto possono usufruire costituiscono un’indicazione importante sulle risposte che la scuola può offrire in una "società conoscitiva"

    A3- Lo scopo di questo indicatore è quello di valutare comunque le esperienze pregresse( vedi criterio n.3. le esperienze maturate in iniziative connesse all’autonomia

    A4- Rispetto a questo indicatore possono essere utili i dati IRPET , riportati nel piano di indirizzo della legge regionale sul diritto allo studio n.41 (controllare meglio i dati!!!!)

    A5 I dati da riportare sono quelli interni alla scuola che presenta il progetto

    Progetto di sperimentazione di autonomia ( QUADRO B - scheda "P")

    B1- non è prevista una valutazione di questo punto perchè, in qualsiasi modo si risponda, non emerge in modo scientificamente apprezzabile una stima della complessità del progetto

    B2- non valutabile

    B3 e B4- Lo scopo di questi indicatori è quello di discriminare tra progetti uguali che coinvolgono ( percentuali) % diverse di soggetti , interni ed esterni alla scuola, nel progetto.

    B5- a vedi criterio n. 4 L’articolazione del progetto in rete con altre scuole, soprattutto per quelle di piccole dimensioni

    b vedi criterio n5 Il coinvolgimento di altri soggetti del territorio

    c si ritiene che sia utile valutare la quantità degli enti che collaborano e la tipologia delle collaborazioni

    Caratteristiche strutturali del progetto ( QUADRO C - scheda "P")

    Si ritiene che questa parte dell’allegato "P" sia particolarmente significativa per la valutazione della complessità del progetto.

    C1- a si rimanda al criterio n. 1. La coerenza didattica con le finalità formative della scuola

    b oltre alla valutazione delle esperienze pregresse( vedi A3), si è ritenuto dare un ulteriore punteggio alla

    confluenza delle altre esperienze realizzate nella scuola, nel progetto.

    N.B.Attenzione: questo indicatore può essere desumibile anche da altre parti dell’allegato "p"

    C2- La metrica va raccordata con quella attribuita al’indicatore B5

    C3- a Questo macroindicatore risponde ad una logica interna di tipo tassonomicoe ;si propone di misurare in modo significativo lo spessore dell’innovazione che il progetto intende sperimentare

    -1- Attenzione! Armonizzare significa rivedere in modo significativo ogni attività progettuale della scuola, nell’ottica dell’autonomia. Aggregare può significare semplicemente aggiungere un progetto ad altri progetti già attivi nella scuola

    -7- Per quanto riguarda questo punto si desidera sottolineare che qui si misurano anche gli aspetti che riguardano l’eccellenza dell’apprendimento e dell’insegnamento e la significatività metodologica e didattica dell’innovazione proposta.

    - 9- Questo indicatore è particolarmente significativo nell’ottica della valutazione perché non si può valutare ciò che non è stato documentato.

    C4- La presenza di attività di formazione o aggiornamento sulle tematiche dell’autonomia, sembra essere un forte elemento di garanzia per il successo dell’iniziativa proposta.

     

    Progettazione, comunicazione,valutazione ( QUADRO D - Scheda "P")

    D1 Questo indicatore intende attribuire un apprezzamento misurabile al coinvolgimento delle componenti scolastiche nella proposta e nella progettazione. Naturalmente l’appezzamento sarà massimo nel caso che tutte le componenti siano state attive, con particolare riguardo alla componente dei genitori.

    D3 Questo indicatore intende misurare soprattutto la partecipazione del personale della scuola alle fasi di realizzazione del progetto.

    D4 Questo indicatore intende apprezzare in modo significativo il coinvolgimento dei genitori, degli studenti e del territorio nelle varie fasi progettuali. Naturalmente più soggetti saranno coinvolti, maggiore sarà l’apprezzamento da attribuire al progetto.

     

     

     

    3.3. Scheda "P"

     

     

    Hanno collaborato:

    Scaglioso Cosimo

    Presidente IRRSAE

    Italiano Giuseppe

    Segretario IRRSAE

    Assante Raffaele

    C.D. IRRSAE

    Braccini A.Maria

    C.D. IRRSAE

    Colombo Franca

    C.D. IRRSAE

    Gedda Antonella

    C.D. IRRSAE

    Parisi Tiziana

    C.D. IRRSAE

    Tolomei Carla

    C.D. IRRSAE

    Bernardi Gloria

    Coordinatrice IRRSAE

    Staderini Giuseppina

    Coordinatrice IRRSAE

    Viaggi Marusca

    Coordinatrice IRRSAE

    De Michele Fabio

    Tecnico IRRSAE

    Del Bono Secondo

    Tecnico IRRSAE

    Auriemma Orazio

    Ispettore

    Fornai Giancarlo

    Ispettore

    Langella Nunzio

    Ispettore

    Bianchi Antonella

    Provveditorato Arezzo

    Fierli Carla

    Provveditorato Arezzo

    Gentilini Marzia

    Provveditorato Firenze

    Azimonti Carlo

    Provveditorato Grosseto

    Brunello Paola

    Provveditorato Grosseto

    Giannetti Dino

    IPC Grosseto

    Pernisco Celeste

    Provveditorato Grosseto

    Gagliardi Ettore

    Provveditorato Livorno

    Dell’Osso Piera

    Provveditorato Lucca

    Picchi Enrica

    Provveditorato Lucca

    Bertucci Sergio

    Provveditorato Massa

    Marchini Diana

    Provveditorato Massa

    Pedri Rossella

    Provveditorato Pisa

    Picchi Rino

    Provveditorato Pisa

    Sbrana Roberta

    Provveditorato Pisa

    Decaria Luigi

    Provveditorato Pistoia

    Zini Patrizio

    Provveditorato Pistoia

    Agostini Anna

    Provveditorato Prato

    Magelli Cristina

    Provveditorato Prato

    Bertusi Valeria

    Provveditorato Siena

    Busoni Daniela

    Provveditorato Siena

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