MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Ufficio del Consigliere Ministeriale per l’autonomia

COMITATO PARITETICO PER IL MONITORAGGIO DELL’AUTONOMIA

GRUPPO REGIONALE di RICERCA

della TOSCANA

I.R.R.S.A.E TOSCANA

 MONITORAGGIO a.s. 1998-99

RAPPORTO REGIONALE DI SINTESI

 

 Premessa

 

Premessa

Questo Rapporto nasce dalla discussione svoltasi in un seminario del Gruppo Regionale di ricerca (GRR). (Montecatini 31 Aprile - 1 Maggio).

Esso si fonda su di una bozza preparata da un gruppo ristretto costituito dal Consiglio Direttivo dell’IRRSAE e composto da Fabio De Michele, tecnico IRRSAE, Mauro Di Grazia, Dirigente Scolastico, Giuseppina Staderini, tecnico IRRSAE, Carmelo Vella, Ispettore, Marusca Viaggi, tecnico IRRSAE, sulla base delle indicazioni fornite dal Comitato Paritetico per il Monitoraggio dell’autonomia, in modo da assicurare una uniforme lettura ai vari rapporti regionali di sintesi.

Il rapporto si struttura in 4 capitoli.

I primi tre sono stati proposti alla discussione del GRR in una forma strutturata e in questa versione definitiva il gruppo ristretto ha raccolto buona parte delle osservazioni del GRR.

In particolare il Capitolo 1 – Analisi del lavoro svolto -, tratteggia il processo attivato cercando di mettere in evidenza le caratteristiche originali delle metodologie utilizzate nella regione toscana.

Il Capitolo 2 – Il campione delle scuole visitate – presenta una sintesi della realtà delle scuole visitate dai team.

Il Capitolo 3 – Gli esiti delle visite – raccoglie l’analisi e l’interpretazione che il gruppo ristretto ha fatto dalla lettura dei 70 rapporti di sintesi delle singole scuole. L’analisi segue l’articolazione dei rapporti di sintesi predisposti dai singoli team. Questi rapporti sono stati letti in base alle frequenze linguistiche rilevate nei vari rapporti e riportati a stringhe standard.

Il Capitolo 4 – Analisi del monitoraggio -, è stato invece riscritto dal gruppo ristretto sulla base della discussione che il GRR ha svolto a partire dalla una traccia di discussione presentata al seminario.

Questo per assicurare la maggiore collegialità nella valutazione del processo attivato e nella formulazione di suggerimenti ed idee per il monitoraggio del prossimo anno

Il gruppo di coordinamento del monitoraggio
dell’IRRSAE Toscana

Giuseppe Italiano, Segretario generale dell’IRRSAE Toscana

Fabio De Michele, tecnico dell’IRRSAE Toscana

Marusca Viaggi, tecnico dell’IRRSAE Toscana

 

 

Capitolo 1

ANALISI DEL LAVORO SVOLTO

 

La fase preliminare

Dopo le attività di formazione nazionale di Bellaria, l'IRRSAE Toscana ha organizzato un momento di formazione regionale (25/26 gennaio) per la costituzione dei team e l'individuazione delle linee generali della loro attività.

E' stato deciso, in quella sede, la costituzione di team stabili su base provinciale (uno per ogni provincia, due per la provincia di Firenze). (vedi Appendice 1)

Ogni team ha visto la presenza di un ispettore tecnico, un componente designato dai nuclei provinciali di sostegno all'autonomia e un rappresentante IRRSAE.

Come rappresentanti IRRSAE, il Consiglio Direttivo ha indicato 8 tecnici interni all’Istituto e 3 dirigenti scolastici esterni all'Istituto.

I rappresentanti dei nuclei hanno operato, con l'eccezione della provincia di Firenze, in province diverse da quelle di appartenenza.

Un team è stato composto da 6 componenti avendo integrato nella loro attività i due tecnici incaricati del lavoro di coordinamento, un ispettore, un rappresentante dei nuclei e il Direttore della BDP e il Segretario Generale dell'IRRSAE Toscana, a titolo di verifica e sperimentazione sul campo dell'operazione.

Dopo la loro costituzione i team si sono riuniti separatamente per concordare le modalità del loro lavoro.

Queste sono risultate molto differenziate e articolate.

Alcuni team, ad esempio, hanno optato per una concentrazione nel tempo delle visite, altri le hanno maggiormente distribuite.

Per alcuni team il lavoro preparatorio di analisi dei progetti e di discussione degli esiti delle visite ha coinciso con le visite stesse, per altri, ha preceduto e seguito, in giornate differenti, le visite stesse.

Come deciso nell'incontro regionale, ciascun team ha incontrato tutte le scuole della propria provincia in un unico incontro provinciale, a cui hanno in linea massima partecipato i Dirigenti Scolastici e i referenti di progetto della scuola.

In questo incontro si sono presentati alle scuole da monitorare gli obiettivi e la filosofia del monitoraggio, si è chiesto che venissero portate e consegnate durante l’incontro copie dei progetti e si sono fissate le date dei successivi incontri, lasciando alle scuole la più ampia libertà di deciderne le modalità.

 

La fase delle prime visite

La prima visita si è svolta dalla fine di febbraio all'inizio di aprile senza alcuna difficoltà di tipo organizzativo. Per quel che riguarda la dinamica degli incontri fra il team e le scuole e i relativi risultati, si rimanda ai Capitoli 3 e 4.

Al termine delle singole visite i team hanno effettuato ulteriori incontri per la valutazione del processo in corso e la compilazione collegiale degli strumenti di merito.

Non tutti gli osservatori hanno ritenuto utile e necessario la compilazione del diario di bordo utilizzando, invece, per la compilazione dei Rapporti e degli Strumenti di merito, propri appunti personali.

Non si sono registrate diversità significative nella segnatura degli strumenti di merito.

Al termine del primo ciclo di incontri con le scuole, l’IRRSAE ha organizzato l’8 aprile una riunione plenaria del GRR per valutare il processo svolto durante la prima fase e impostare la seconda fase del monitoraggio.

 

La fase delle seconde visite

Anche la seconda fase delle visite è stata gestita in modo molto differenziato dai singoli team, pur in una omogeneità di criteri di fondo condivisi negli incontri regionali. In questa seconda fase, alcuni team e in alcune scuole, hanno proposto le modalità di attuazione del secondo incontro, in modo da poter osservare quegli elementi che erano rimasti in ombra durante il primo incontro.

Anche in questa seconda fase non si sono registrati particolari problemi nella gestione del processo.

Questa seconda fase è terminata il 15 maggio con la consegna all'IRRSAE dei rapporti di sintesi e degli strumenti di merito su supporto magnetico.

Per la preparazione di questi strumenti i team hanno, naturalmente, avuto altri momenti di lavoro comune, dopo le seconde visite alle scuole. Questa stesura non ha presentato particolari problemi all’interno dei team.

 

La preparazione del Rapporto di sintesi

Un gruppo ristretto, che ha visto la rappresentanza delle varie componenti protagoniste del monitoraggio, ha quindi provveduto a procedere ad una prima stesura di questo rapporto finale.

Sulla base delle indicazioni fornite dal Comitato paritetico per il monitoraggio dell’autonomia, i 70 rapporti di sintesi relativi alle singole scuole sono stati letti e analizzati in base alle frequenze linguistiche rintracciate nei vari documenti.

Inoltre sono stati analizzati gli strumenti di merito e incrociati i relativi dati con la lettura dei settanta rapporti.

Il rapporto è stato discusso, integrato e approvato in una ulteriore riunione plenaria del gruppo regionale tenutasi il 31maggio e 1 giugno

 

Le attività di coordinamento dell’IRRSAE

L'IRRSAE Toscana ha inoltre attivato, al suo interno, un gruppo di coordinamento delle attività di monitoraggio per quanto riguarda gli aspetti organizzativi. Questo gruppo, oltre a seguire giornalmente il processo organizzativo, ha organizzato durante la fase delle prime visite due incontri allargati a tutti i rappresentanti dell'IRRSAE nei team, per esaminare, discutere e risolvere i problemi organizzativi e amministrativi in considerazione che la responsabilità ultima del risultato dell'intera operazione è affidata agli IRRSAE.

Durante la seconda fase il gruppo di coordinamento ha continuato a tenere rapporti informali e individuali con i rappresentanti IRRSAE nei team, non essendovi particolari problemi organizzativi da risolvere collettivamente.

Capitolo 2

IL CAMPIONE DELLE SCUOLE VISITATE

 

Il Campione

Al Gruppo Regionale di ricerca della Toscana è stato affidato il monitoraggio di 70 scuole, riportate in Appendice 2, così ripartite per provincia e per tipologia

 

D. Did.

Comp

Medie

Licei

Tecn

Prof

Artist

TOT

Arezzo

2

1

1

1

1

1

 

7

Firenze

4

1

3

2

1

1

1

13

Grosseto

2

1

1

1

 

1

 

6

Livorno

2

1

2

1

 

1

 

7

Lucca

2

1

1

1

1

 

 

6

Massa

2

1

1

1

1

 

 

6

Pisa

2

1

1

1

1

1

 

7

Prato

2

1

1

1

 

1

 

6

Pistoia

1

1

2

1

 

1

 

6

Siena

1

1

2

1

1

 

 

6

TOT

20

 

15

 

6

7

1

 

Le indicazioni date ai provveditorati ed ai Nuclei a supporto dell’autonomia hanno portato ad una distribuzione abbastanza equilibrata rispetto alla ripartizione delle scuole per ordini e gradi.

Alcuni punti di difformità riguardano:

 

Collocazione geografica - sociale

Nonostante che il campione non fosse stato scelto su base statistica, rispetto alle realtà socio economiche della regione, un esame, anche se superficiale, porta a concludere che il campione di scuole indicato dal provveditorato ricopre abbastanza bene le differenti realtà geografico – sociali della regione.

   

 

1

2

3

4

5

TOT

Urbana

 

8

22

6

1

37

Media

 

1

12

4

 

17

Periferica

 

2

11

3

 

16

TOT

 

11

45

13

1

70

 

Tipologia del progetto di sperimentazione

Vi è una grande difformità nella tipologia dei progetti e nel loro focus. La scheda n. 1 chiedeva per ognuna delle 70 scuole l’indicazione di tre ambiti di sperimentazione e di tre focus.

Per quanto riguarda gli ambiti di sperimentazione un loro accorpamento su stringhe simili ha portato ad identificare:

La flessibilità didattica è poco presente in questi gradi di scuola (1 – 2 occorrenze) mentre diventa significativa nelle scuole secondarie, che vedono inoltre una minore dispersione della tipologia indicata.

Per quanto riguarda invece la segnalazione del Focus didattico – organizzativo della sperimentazione in molte schede non è stato segnalato alcun focus o segnalato un solo focus; si nota inoltre una fortissima dispersione delle indicazioni specie per la scuola primaria.

 

Soggetti coinvolti

L’esame dei dati ricavati dalla lettura delle schede 1 porta ad evidenziare un elevato coinvolgimento del personale, degli alunni e delle classi nel processo di sperimentazione dell’autonomia, intorno al 75% per tutte e tre le categorie, e con poche variazioni tra i vari ordini e gradi, salvo due eccezioni:

 

PERSONALE

ALUNNI

CLASSI

Elementare

77,4%

78,1%

79,9%

Comprensivi

74,8%

77,1%

77,4%

Medie

85,4%

92,0%

94,2%

Licei

71,4%

65,7%

70,4%

Tecnici

32,2%

37,9%

50,0%

Professionale

77,3%

82,0%

81,3%

Arte

 

 

 

TOTALE

73,9%

75,8%

78,2%

Questi dati sono naturalmente ricavati da quanto dichiarato dalle scuole o nella scheda P o ai team di monitoraggio

 Staff di progetto

Su questo punto le risposte sono molto univoche: in quasi tutte le scuole è presente uno staff di progetto; quando non vi è lo staff, il ruolo di stimolo è, però, più affidato al Dirigente scolastico che ad un referente individuale

 

Numerosità

Percentuale

Assente

5

7,1%

Referente individuale

3

4,3%

Staff - gruppo di progetto

62

88,6%

TOTALE

70

100,0%

Non vi sono significative differenze tra i vari ordini e gradi di scuole.

 

Presenza di rapporti in rete

con altre scuole

Il dato mostra un risultato forse inferiore alle aspettative; meno della metà delle scuole indica una presenza di rapporti in rete (a qualunque livello essi vengano classificati)

 

Scambio

Produzione

Formazione

Ricerca

Assente

51,4%

60,0%

58,6%

60,0%

Livello 1

11,4%

12,9%

11,4%

17,1%

Livello 2

22,9%

11,4%

15,7%

8,6%

Livello 3

14,3%

15,7%

14,3%

14,3%

TOTALE (1+2+3)

48,6%

40,0%

41,4%

40,0%

Anche nel caso dei rapporti di rete si tratta in qualche modo di dati autodichiarati dalle scuole, non essendo stato possibile per i team una verifica diretta.

 

Una analisi disaggregata dei dati per ordini e gradi di scuole della presenza (a qualunque livello) di una rete di scuole porta ad alcune considerazioni interessanti

 

Scambio

Produzione

Formazione

Ricerca

Elementare

50,0%

45,0%

55,0%

35,0%

Comprensivi

40,0%

20,0%

20,0%

10,0%

Medie

66,7%

53,3%

46,7%

46,7%

Licei

54,5%

54,5%

45,5%

72,7%

Tecnici

40,0%

40,0%

20,0%

40,0%

Professionale

25,0%

12,5%

37,5%

37,5%

TOTALE

48,6%

40,0%

41,4%

40,0%


Stranamente gli Istituti professionali e gli Istituti tecnici appaiono meno collegati in rete delle scuole di primo grado e delle stesse scuole medie. Forse la richiesta era ambigua e non risultava chiaro se per rete si intendesse rete informatica o rete di collegamento didattico

Con altri enti

Anche in questo caso la metà delle scuole è collegata in rete con altri enti (anche se con una percentuale leggermente maggiore rispetto alla precedente).

 

Scambio

Produzione

Formazione

Ricerca

Assente

47,1%

54,3%

48,6%

54,3%

Livello 1

4,3%

4,3%

7,1%

10,0%

Livello 2

21,4%

20,0%

21,4%

8,6%

Livello 3

27,1%

21,4%

22,9%

27,1%

TOTALE (1+2+3)

52,9%

45,7%

51,4%

45,7%


In questo caso però la disaggregazione dei dati in base ai gradi e agli ordini scolastici non mostra significative diversificazioni

 

Scambio

Produzione

Formazione

Ricerca

Elementare

60,0%

40,0%

65,0%

45,0%

Comprensivi

50,0%

40,0%

50,0%

30,0%

Medie

46,7%

60,0%

46,7%

40,0%

Licei

54,5%

45,5%

45,5%

72,7%

Tecnici

40,0%

40,0%

20,0%

60,0%

Professionale

50,0%

37,5%

50,0%

25,0%

TOTALE

52,9%

45,7%

51,4%

45,7%

 

Iniziative di formazione presenti

Dall’esame della scheda 1 risulta che 55 su 70 scuole hanno attivato iniziative di formazione collegate all’autonomia. Di queste 24 scuole hanno organizzato iniziative per tutto il personale e 31 invece solo per una parte del personale, 6 scuole presentano iniziative sia per tutto che per parte del personale.

L’elenco delle metodologie indicate è invece molto generico (lavori di gruppo, seminari, lezioni frontali), anche per lo scarso spazio lasciato nella scheda e quindi non si ricavano indicazioni significative sulle tipologie dei corsi di formazione.

Per quanto riguarda il numero di ore si ha un valore medio di 41 ore per i corsi per tutto il personale e di 30 ore per i corsi rivolti solo ad una parte del personale.

I valori sono ottenuti facendo la media delle ore dei corsi dichiarati dalle scuole

 

Investimenti per la sperimentazione

Entrate

Abbiamo ritenuto interessante esaminare la composizione percentuale delle entrate investite nei progetti dell’autonomia distinguendo tra fondi derivanti dalla l. 440, dai fondi d’Istituto e quelli provenienti da altri enti.

 

440 su Tot

Ist. Su Tot

Enti su Tot

Elementare

70,3%

13,9%

15,9%

Comprensivi

64,9%

10,7%

24,4%

Medie

68,2%

15,1%

16,8%

Licei

79,8%

17,4%

2,8%

Tecnici

94,2%

5,8%

0,0%

Prof

54,9%

27,7%

17,4%

Art

100,0%

0,0%

0,0%

TOTALE

70,6%

15,2%

14,2%


E’ interessante notare come il 30% dei fondi non venga dalla 440, e che sia ugualmente ripartito tra fondi d’istituto e altri enti.

Lascia invece perplesso il dato sui tecnici: forse i fondi provenienti da altri enti e quelli del fondo d’istituto in queste scuole sono stati dirottati su altre iniziative, mentre i progetti sull’autonomia sono stati finanziati solo con i fondi della 440.

Uscite

Per le uscite invece si è ritenuto utile esaminare la composizione percentuale rispetto alle spese per il personale interno, il personale esterno e l’acquisto di materiali/strumenti.

 

interno su Tot

Esterno su Tot

Materiali su Tot

Elementare

37,4%

30,9%

31,7%

Comprensivi

37,1%

16,7%

46,2%

Medie

54,0%

28,8%

17,1%

Licei

59,2%

25,9%

14,9%

Tecnici

68,7%

31,0%

0,2%

Prof

31,5%

28,4%

40,1%

Art

47,7%

7,5%

44,8%

TOTALE

45,6%

26,9%

27,5%


L’analisi dei dati mostra come circa la metà delle risorse sia stata utilizzata per la retribuzione del personale all’interno dell’istituto, a conferma della tendenza a rendere visibile il sommerso che in questi anni vi è stato nella scuola.

L’altra metà delle risorse, a livello complessivo, è a sua volta ugualmente ripartita tra la retribuzione di docenti esterni e l’acquisto di materiali.

Per quanto riguarda la retribuzione del personale interno e la retribuzione del personale esterno la distribuzione tra i vari tipi di scuola appare relativamente omogenea (tralasciando il dato dell’istituto d’arte, non significativo statisticamente).

Ciò non è vero per quanto riguarda il terzo parametro esaminato: l’acquisto di materiali. Si passa dall’0,2% degli Istituti Tecnici (forse a dimostrazione della presenza di buone attrezzature in questo tipo di scuole) al 46,2% per gli Istituti comprensivi.

 

Capitolo 3

GLI ESITI DELLE VISITE

Una premessa

Questo capitolo segue lo schema dei Rapporti di sintesi compilati da ogni singolo team sugli esiti delle visite nelle scuole

Nella lettura ed analisi dei rapporti ci si è attenuti ai seguenti criteri:

 

 

DINAMICA DEL PROCESSO INNOVATIVO

1 Genesi del progetto

L’origine dei progetti può essere sintetizzata nei seguenti punti:

  1. Superamento dell’autoreferenzialità e maggiore apertura alle sollecitazioni esterne.
  2. Prevalenza delle motivazioni che inducono a ampliare attività extracurricolari o intercurriculari con forti spinte centrifughe e minore attenzione alla riflessione specificamente didattica con particolare riferimento al rinnovamento dei curricoli e dell’impianto formativo.

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DDD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

Risposta organica

bisogni

utenti

5

1

1

1

1

2

0

11

Coinvolgimento

docenti

alunni-genitori

1

0

0

1

0

0

0

2

coinvolgimento

territorio

4

4

6

2

3

4

0

23

attività

singoli

gruppi

0

1

2

3

1

1

0

8

condivisione

progetto

docenti

4

1

2

1

0

0

0

8

condivisione

parziale

3

2

1

0

1

0

0

7

progetto

esperienze

pregresse

10

3

7

5

3

5

0

33

totali

27

12

19

13

9

12

0

92

 

2 Sistema dei ruoli

Le risultanze dell’indagine possono essere sintetizzate nei seguenti punti:

  1. Dirigente scolastico con capacità di coordinamento del lavoro, autorevole ed in grado di assegnare efficacemente ruoli autonomi e propositivi; facilitatore dell’assunzione di responsabilità nei collaboratori.
  2. Dirigente scolastico di tipo accentratore, attento esclusivamente alla dimensione formalistica, poco incline a delegare e sollecitare assunzioni di responsabilità, talvolta poco presente. La tipologia di queste rilevazioni induce a pensare che ove non vi sia una presenza efficace del dirigente le sperimentazioni abbiano poco respiro.

CLASSIFICAZIONE SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

Coinvolgimento

genitori

1

1

Coinvolgimento

docenti

frammentario

5

0

1

1

2

0

0

9

Coinvolgimento

esterni

8

2

3

5

4

7

1

30

Coinvolgimento

Staff-collegio

difficile

1

2

4

2

0

0

0

9

Responsabilità

non definte

2

1

1

4

Progetto

solo docenti

1

0

1

Staffprogetto

funzionale

organizzato

8

2

3

5

3

3

0

24

Dirigente scolastico

propulsivo

18

7

7

6

4

6

0

48

Dirigente scolastico

non positivo

1

1

1

1

1

0

0

5

totali

45

14

20

20

15

16

1

131

 

 

3 Livello di coinvolgimento

Le sintetiche considerazioni possono essere articolate nei seguenti punti:

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DDD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

Coinvolgimento

tutte le componenti

positivo

7

2

8

4

1

0

0

22

Coinvolgimento

Genitori

positivo

8

3

2

1

1

0

0

15

Coinvolgimento

Alunni

positivo

2

1

9

4

1

3

0

20

Coinvolgimento

tutte le componenti

negativo

2

1

0

0

0

0

0

3

Coinvolgimento

Genitori

negativo

1

1

1

2

1

2

0

8

Coinvolgimento

Alunni

negativo

0

0

1

0

1

0

1

3

Coinvolgimento

Esterni e/o Enti

4

1

1

1

0

1

0

8

Condivisione

Docenti

3

1

1

0

0

1

0

6

Gestione

Differenze

4

0

0

1

0

3

0

8

Organizzazione

Inadeguata

1

0

1

0

1

0

0

3

Resistenza

Docenti

3

4

6

7

5

2

0

27

Documentazione

del progetto

1

0

0

0

0

1

0

2

Progetti

Collegati

1

1

Progetti

Slegati

1

1

Progetto

visibile sul territorio

3

0

2

1

1

1

0

8

Progetto

poco visibile all’esterno

0

0

0

1

0

0

0

1

totali

40

14

32

22

12

15

1

136

 

4 Livello di progettualità

I dati raccolti possono essere articolati nei seguenti punti:

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

contesto

attenzione al

1

1

2

pof

separato dal progetto

4

2

1

2

1

10

progetto

articolato

Coerente-accurato

9

0

6

3

1

2

0

21

progetto

operativo

Mancante

2

2

progetto

cartaceo/operativo

Contraddizione

1

1

1

3

progetto

att.didattica

Scarsa influenza

3

1

1

5

sottoprogetti

poco coerenti

Poco integrati

2

1

1

1

0

1

0

6

verifica

valutazione

inadeguata

4

2

2

2

0

1

0

11

verifica

valutazione

presente

5

1

4

2

1

3

0

16

totali

28

7

17

12

3

8

1

76

 

 

RELAZIONI CON IL SISTEMA

1 Relazioni intrasistemiche

Il complesso dei dati raccolti appare poco significativo per la grande dispersione delle risposte registrate. Si potrebbe ipotizzare una difficoltà tanto dei team di osservatori che delle scuole nel focalizzare adeguatamente lo spettro semantico dei quesiti proposti dalla scheda di rilevazione. Il dato che emerge con sicurezza è, comunque, confortante: il riferimento al clima ed alla cultura organizzativa offre dati statisticamente significativi in positivo.

CLASSIFICAZIONE SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

coinvolgimento

Collegio

scarso

1

1

coinvolgimento

Plessi

assente

1

1

coinvolgimento

Scarso

1

1

coinvolgimento

Docenti

buono

1

1

coinvolgimento

tra plessi

non ottimale

1

1

coinvolgimento

Docenti

1

1

coinvolgimento

Extrascuola

1

1

coinvolgimento

Altrescuole

buono

1

1

coinvolgimento

Territorio

1

1

coinvolgimento

docenti

scarso

2

1

1

4

collaborazione

buona

1

1

2

richieste

contesto

difficile

1

1

condivisione

2

1

3

condivisione

assente

1

1

condivisione

scarsa

1

1

coordinamento

flessibilità

difficile

1

1

coordinamento

attività

scarso

1

1

coordinamento

docenti

periodico

1

1

disponibilità

buona

1

1

iniziative

culturali

1

1

modularità

laboratorio

2

2

motivazione

buona

1

1

operatività

difficile

1

1

organizzazione

strutturata

funzionale

1

1

2

clima

dirigistico

1

1

clima

positivo

3

3

3

1

4

4

18

singoli

presenza

forte

1

1

2

Cultura organizzativa

assente

1

1

Cultura organizzativa

positiva

10

1

5

4

2

4

26

risorse

utilizzazione

buona

1

1

totali

26

10

15

10

11

8

1

81

 

 

2 Relazioni intersistemiche

Potrebbero essere fatte le stesse osservazioni del punto precedente circa le modalità di rilevazione. Comunque i dati rilevanti appaino i seguenti:

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

Altre scuole

rapporti/scambio

1

3

1

5

Altre scuole

rapporti difficili

2

3

5

apertura

esterno

8

3

5

2

2

2

22

Rapporti buoni

EELL ed esterni

in genere

10

6

2

1

1

2

22

Rapporti buoni

università

1

2

3

Rapporti buoni

IRRSAE

collaborazione

2

1

3

Scuola industria

rapporti

1

1

2

autoreferenzialità

1

1

totali

24

11

13

6

4

5

63

 

 

MODIFICHE NEL SISTEMA

1 Modello curricolare

Questa parte della rilevazione appare molto concentrata ed evidenzia dati di tendenza molto netti; in accordo con altre fasi dell’indagine (genesi del progetto). La sintesi può essere la seguente:

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

7

attività/discipline

extra/aggiuntive

7

4

10

5

4

1

31

7

curricolo

scarsa ricaduta

innovazione

5

2

5

2

4

6

24

7

curricolo

modifica

innovazione

3

1

1

6

2

2

15

7

laboratorio

didattica del

7

1

7

2

2

2

1

22

totale

22

8

23

15

12

11

1

92

 

 

2 Modello didattico

Gli elementi più significativi paiono i seguenti:

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

TOT

Continuità

10

4

3

4

1

2

1

25

Continuità

assente

5

4

2

1

1

2

15

Crediti

formativi

1

1

2

Didattica

cooperativa

1

1

1

3

Disciplinare

analisi

1

1

Discipline-extra

difficoltà

1

1

Diversità

1

1

Individualizzazione

6

4

3

1

3

17

Individualizzazione

assente

5

2

2

1

1

11

interdisciplinarietà

4

1

3

2

2

3

15

interdisciplinarietà

assente

5

2

3

2

1

1

14

Operatività

1

1

Recupero

1

1

1

3

Ricerca

3

5

3

4

3

18

totali

41

13

27

19

12

14

1

127

 

3 Modello relazionale

Vanno sottolineati i seguenti punti, che peraltro confermano quanto emerso in precedenti rilevazione (nel campo Livello di coinvolgimento):

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

coinvolgimento

alunni/genitori

debole

6

3

1

10

coinvolgimento

genitori

attivo

3

1

2

1

7

coinvolgimento

genitori

informativo

2

1

3

comunità educante

modello

1

1

1

3

didattica

cooperativa

3

3

1

1

8

didattica

Gruppi più classi

3

1

1

1

6

Handicap

gestione differenze

come risorsa

5

2

8

3

18

totali

21

4

15

7

3

5

0

55

 

4 Flessibilità

In questo campo si confermano alcune tendenze già rilevate per es. nel settore modello curricolare, in sintesi:

 

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

Coinvolgimento

limitato

1

1

Flessibilità

orario

2

2

7

4

4

2

21

Flessibilità

curricolare

3

6

2

2

13

flessibilità

modularità

contro dispersione

1

1

flessibilità

orario

scarsa-assente

2

2

2

2

1

2

11

gruppo classe

2

2

modularità

scarsa

1

1

modularità

3

2

7

5

2

6

25

organico funzionale

instabile/assente

2

2

Organico funzionale

presente

4

1

1

6

totale

17

10

22

13

10

11

0

83

 

5 Responsabilità

I temi che emergono da questo campo sono i seguenti:

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

gestione

amministrativa

buona

1

2

1

1

1

6

pei

collegato al progetto

6

1

2

1

2

6

18

pei

in fieri

1

2

3

1

1

8

ricerca

autonomia di

presente

4

1

6

3

1

1

1

17

valutazione

sistema di

presente

5

1

1

3

3

3

16

valutazione

sistema di

non attuato

6

3

3

3

15

totali

23

10

16

11

7

12

1

80

 

6 Integrazione

 

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

tot

Rapporti

Altre scuole

1

1

bisogni

risposta

fasce deboli

2

1

3

Coinvolgimento

territorio enti

mondo lavoro

13

8

10

6

6

3

2

48

Coinvolgimento

EELL

critico

1

1

Convenzioni

1

1

esperti

esterni

1

1

Scuola territorio

ruolo propulsivo

della scuola

1

1

territorio

lettura

tentativo

2

1

3

1

7

Continuità

1

1

2

Offerta formativa

ampliamento

parziale

1

1

Offerta formativa

arricchimento

ampio

3

2

5

2

1

1

14

Sistema formativo

integrato

1

1

rete

limitata

1

1

rete

con Pei

orient.-europeo

2

1

3

2

2

1

11

totali

25

14

22

13

10

7

2

93

 

ANALISI INTERAZIONE SCUOLE

1 Interlocutori

Il dato significativo e rilevante è quello che segnala la grande disponibilità delle scuole ad accogliere il team ed a interagire positivamente nell’esposizione e chiarificazione dei progetti. Gli altri dati sono quantitativamente meno caratterizzati e segnalano sinteticamente i seguenti punti :

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

TOT

Buona interazione, disponibilita, buona comunicaz.

14

5

11

6

5

65

0

106

Reciproco rispetto professionale

1

1

Presentazione ricca e chiara

4

1

3

2

0

2

0

12

rapporti problematici con team

0

2

0

1

0

0

1

4

Ruoli chiari e definiti, gioco di squadra

0

0

1

0

0

2

0

3

Problematizzazione scientifica

1

1

Gruppo latitante

0

0

0

1

1

0

0

2

Presenza di personale amministrativo

1

1

Tentativo di costruire il gruppo

0

0

0

1

1

Recupero secondo incontro

0

2

2

Correttezza formale

2

2

Incontro con allievi

0

0

0

0

1

2

0

3

Timore della conduzione dell'esperienza

0

0

1

1

Esigenza di unificare o ampliare la documentazione

0

1

2

3

Dirigente scolastico/coordinatore

3

0

1

4

totali

11

6

8

5

2

6

1

 

2 Osservatori

Non si riscontrano problemi nel funzionamento dei team (ascolto attivo, attento, partecipato, semplice, informale, interazione, sintonia, disponibilità). Non è sempre possibile capire se l'interazione e la sintonia siano riferite al team stesso o anche al rapporto con i gruppi, ma il clima disteso e positivo che ha caratterizzato lo svolgimento del processo di monitoraggio, fa pensare che non vi siano stati problemi di rapporto né all’interno dei team né dei team con le scuole. In due casi si segnala che il buon accordo nel team è stato necessario per superare un certo disagio nell'accoglienza.

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

TOT

Ascolto attivo e partecipato, sintonia

11

5

10

7

5

3

1

42

Incoraggiamento

4

2

3

2

2

3

0

16

Accordo necessario per superare il disagio

0

3

1

4

totali

15

10

14

9

7

6

1

62

 

ORIGINALITA'

In generale non sono stati segnalati particolari elementi di originalità, anche se alcune notazioni paiono più presenti di altre. E’ opportuno considerare che l’atteggiamento dei vari team nel rilevare l’originalità è stato poco codificato e molto vario.

I dati corroborano elementi, quali l’uso del laboratorio e le classi aperte nella scuola dell’obbligo, già presenti nelle precedenti fasi di rilevazione. Per il resto prevalgono segnalazioni relative alla flessibilità, modularità ed al rapporto con il territorio in funzione dell’acquisizione di maggiori finanziamenti per programmi specifici.

Appare piuttosto limitato il riferimento ( che conferma, peraltro, dati già rilevati) alla valutazione, autovalutazione e autoanalisi. Poco significativo anche il riferimento alla formazione dei docenti, o all’istituzione di una figura specifica che si occupi dell’handicap o del corso serale.

E’ da notare come nella scuola media, quando sono presenti elementi di originalità questi riguardano quasi tutti gli elementi categorizzati.

 

CLASSIFICAZIONI SINTETICHE

DD

CMP

SMS

LIC

TEC

PRO

ART

TOT

Flessibilita’

1

0

2

1

1

2

0

7

Modularita

1

0

2

2

1

2

0

8

Rapporto territorio e finanziamenti

1

2

3

0

1

1

1

9

Laboratorio-classi aperte etc.

6

1

4

3

0

1

0

15

Autoanalisi-autovalutazione-valutazione

1

0

2

1

1

0

0

5

Formazione docenti

1

0

0

0

1

0

0

2

Tutor handicap-serale

1

2

3

totali

11

3

14

7

5

8

1

49

 

Alcune riflessioni

Il quadro che emerge dalle visite è quello di una scuola toscana sostanzialmente sana.

Il campione delle scuole che è stato indicato dai Nuclei provinciali di sostegno all’autonomia rappresenta probabilmente un livello medio alto delle scuole della regione.

Anche se in alcuni casi sono emersi dei punti di criticità, in tutte le realtà è stata evidenziata la disponibilità al monitoraggio.

Alcuni punti sembrano emergere con forza:

 

Una sensazione complessiva, che emerge dal monitoraggio sulla realtà dei vari ordini di scuola, è che il percorso innovativo nella scuola elementare appare diffuso e abbastanza legato con le attività curricolari.

Nella scuola media vi sono forti rapporti sul territorio che portano prevalentemente a caratterizzare i progetti come aggiunta di offerta formativa.

Negli istituti comprensivi solo raramente si è realizzata una effettiva integrazione tra i vari gradi scolastici e questi riflettono nell’istituto comprensivo prevalentemente le logiche, le positività e le difficoltà dei vari tipi di scuole che lo compongono, pur notando anche qui un ancoraggio molto forte con l’ente locale ed il territorio in genere.

Nelle superiori la realtà è molto differenziata. Indubbiamente gli Istituti professionali hanno precorso molti degli aspetti e delle caratteristiche dell’autonomia.

Una preoccupazione iniziale era quella che i progetti dell’autonomia privilegiassero gli aspetti di tipo ingegneristico (orario, flessibilità organizzativa, ecc.) con poca attenzione alla didattica.

Ciò non è stato, anche se il limite evidente dei progetti è il prevalente accento sulle attività extracurricolari, integrative, piuttosto che quella di una attenta riflessione sul curricolo e sulle modificazioni da attivare rispetto alle discipline curricolari.

Un altro elemento interessante è la attenzione – anche se solo nelle situazioni più significative – ai processi di valutazione e di autovalutazione. La positiva accoglienza riservata ai team di monitoraggio può anche essere interpretata come un aiuto – diretto e indiretto – alle attività di valutazione che le scuole sempre più spesso attivano.

Un elemento emerso in diverse situazioni è la centralità della componente amministrativa per la buona riuscita dei progetti dell’autonomia.

Salvo poche eccezioni, la formazione culturale e professionale di queste componenti non è ancora adeguata alla gestione del processo di autonomia e in questa direzione dovranno essere concentrati gli sforzi organizzativi e finanziari.

 

Capitolo 4

ANALISI DEL MONITORAGGIO

Il processo generale

Le preoccupazioni iniziali sull’atteggiamento delle scuole nei confronti del monitoraggio si sono dimostrate inesistenti: le scuole hanno gradito la presenza di qualcuno che ascoltasse quello che facevano. In alcuni casi si sono verificati casi di richiesta di ulteriori presenze dei team a momenti interni alla scuola: iniziative di fine d’anno, corsi di aggiornamento ecc.

Il problema dei team piuttosto che farsi accettare è stato quello di riuscire a cogliere l’essenziale all’interno della vasta presentazione che i gruppi di progetto facevano delle loro attività.

Dopo il primo incontro – quasi sempre caratterizzato da una situazione di ascolto attivo – molti team sono inevitabilmente passati da una situazione di auditing ad una situazione di iniziale tutoring, stimolati proprio dai positivi rapporti instaurati tra team di osservazione e staff di progetto delle scuole.

La richiesta di restituzione non è stata generalizzata, ed è forse dipesa dalle modalità di presentazione del team.

In diverse situazioni la richiesta non è quella di una restituzione formale, ma di una discussione del rapporto di sintesi tra il team e il gruppo di progetto.

 

Gli strumenti

I materiali predisposti si sono dimostrati solo parzialmente efficaci.

 

Idee e domande

Tutta l’esperienza ha messo in moto un processo positivo verso le scuole che al di là del monitoraggio delle sperimentazioni dell’autonomia investe il problema della valutazione e della autovalutazione di sistema. Questo processo, positivamente vissuto sia dai team che dagli staff delle scuole deve continuare, definendo meglio obiettivi, compiti e strumenti.

Cosa monitorare

Questo primo anno di monitoraggio, pur avendo definito in modo chiaro che l’oggetto di osservazione dei team era l’attuazione del progetto complesso, , ha dimostrato come l’attività osservativa si sposti facilmente dal singolo oggetto, per quanto ben definito, all’intera attività della scuola.

Sappiamo che oggetto di interesse per i team che opereranno nell’anno scolastico 1999/2000 sarà il Piano dell’Offerta Formativa.

L’esperienza condotta in Toscana ha però messo in luce che ci sono, all’interno delle scuole, specifici elementi di criticità da presidiare:

Questi temi dovranno essere presi in considerazione durante l’attività di monitoraggio.

Con quali modalità monitorare?

Il GRR si è molto interrogato sulle modalità di intervento del prossimo monitoraggio.

Il dibattito si è incentrato sulla possibile trasformazione del rapporto di auditing attivato in questo primo anno, verso un’ipotesi dei team come strumento di tutoring per le scuole.

Questa seconda ipotesi è risultata la più condivisa, anche se si è ravvisata la necessità di definire e condividere nel GRR e a livello nazionale che cosa si intenda veramente per attività di tutoring.

Naturalmente una trasformazione di questo genere non dovrebbe assolutamente tralasciare le attività di auditing.

 

Chi deve essere monitorato? Quanti? Quando?

Anche su questo tema le posizioni all’interno del GRR sono state diversificate.

La maggioranza intende allargare l’attività di monitoraggio ad un numero maggiore di scuole, orientativamente il doppio

Alcuni intendono coinvolgere nel monitoraggio soltanto scuole che non hanno partecipato alla prima fase.

La maggioranza intende invece allargare il gruppo delle 70 scuole monitorate questo anno ad altre.

Questa scelta implica il potenziamento numerico del GRR

Sulle modalità di scelta delle scuole da monitorare le proposte sono di due tipi:

Una. minoritaria, che propone di includere nel monitoraggio le scuole che autosegnalino il proprio interesse a partecipare a questa iniziativa.

La maggioranza pensa che la scelta delle nuove scuole non deve avvenire su loro autosegnalazione, ma che possa costituire un modo per riprendere incisivamente il rapporto con i nuclei provinciali, che le dovrebbero indicare al GRR.

 

Chi e come si realizza il monitoraggio

Naturalmente se il numero delle scuole da monitorare aumenta, aumenta anche il carico di lavoro per i team.

In questo caso, a detta di tutto il GRR della Toscana, si dovrebbe prevedere :

All’interno del GRR si è discusso molto anche sulle modalità di realizzazione delle visite alle scuole.

Circa il loro inizio si propone, anche in relazione all’esperienza condotta in questo anno, di iniziare presto, in ottobre, per consentire ai team di monitorare i processi di realizzazione dei POF delle scuole prescelte.

Per quanto riguarda il numero di visite da realizzare nelle scuole , si ipotizza che questo possa variare da un minimo di tre ad un massimo di sei per ogni scuola . Si indica però una modalità comune che vede l’effettuazione di tre visite minime per ogni scuola, salvo la possibilità di ogni team di procedere ad incontri ulteriori in situazioni di particolare interesse (Best Pratices) o di particolare necessità della scuola.

 Per quanto riguarda un ulteriore aspetto delle modalità di realizzazione del monitoraggio nelle singole scuole, nel GRR si è discusso sull’opportunità o meno di integrare nei team, all’occorrenza, esperti qualificati .

Questa esigenza è stata particolarmente sentita per le scuole monitorate che sperimentavano progetti complessi peculiari (sperimentazioni musicali, sperimentazioni multimediali ecc.).

In generale si è convenuto che questo aspetto potrà essere affrontato successivamente: una delle ipotesi considerate é essere quella di integrare nel GRR le competenze necessarie da utilizzare al bisogno .

Le modalità di restituzione

Uno dei punti qualificanti dell’attività di monitoraggio , e uno dei punti più delicati, si è dimostrato quello della restituzione dei risultati del monitoraggio alle scuole. Fondamentalmente perché il rapporto di sintesi si è dimostrato uno strumento eccessivamente complesso e dispersivo e pensato più nell’ottica del report regionale del GRR che in quella di supporto all’autoanalisi e autovalutazione delle scuole monitorate. Tutto il GRR ha richiesto che nel prossimo monitoraggio siano previste 2 diverse modalità di restituzione da parte dei team: una per le scuole, più semplice e più immediata, una, più strutturata, per poter elaborare il report regionale sul monitoraggio. Naturalmente i contenuti dei 2 documenti saranno identici; sarà diversa solo la modalità comunicatica in relazione ai diversi scopi che si vogliono raggiungere.

Una proposta molto interessante è quella di prevedere modalità di restituzione che permettano una lettura delle realtà scolastiche anche a livello provinciale

Connessioni tra team e nuclei

Il GRR della Toscana desidera, infine, ricordare che questo monitoraggio non ha previsto momenti di incontro – scambio con i Nuclei provinciali a supporto dell’autonomia.

Propone quindi che nel prossimo monitoraggio siano previsti momenti comuni per condividere informazioni, esperienze, e modalità operative tra team e nuclei anche in vista di una comune lettura della realtà territoriale.


APPENDICE 1

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO REGIONALE DI RICERCA per il monitoraggio della sperimentazione dell’AUTONOMIA nella REGIONE TOSCANA

AGOSTINI Anna

rappres. Provveditorato

Team di Livorno

BERNARDI Gloria

rappres. IRRSAE

Team di Siena

BERTUCCI Sergio

rappres. Provveditorato

Team di Pisa

BERTUSI Valeria

rappres. Provveditorato

Team di Grosseto

BIONDI Giovanni

Comitato Paritetico Naz.

Team di Grosseto

CONTI Giovanni.

rappres. Provveditorato

Team di Siena

DE MICHELE Fabio

rappres. IRRSAE

Team di Grosseto

DEL BONO Secondo

rappres. IRRSAE

Team di Livorno

DELL’OSSO Piera

rappres. Provveditorato

Team di Pistoia

DI GRAZIA Mauro

rappres. IRRSAE

Team di Pisa

FASSORRA Grazia

rappres. IRRSAE

Team di Massa

FAVINI Luciano

Ispettorato scolastico

Team di Firenze

FIORICA Francesca

Ispettorato scolastico

Team di Pistoia

FORNAI Giancarlo

Ispettorato scolastico

Team di Pisa

GAGLIARDI Ettore

rappres. Provveditorato

Team di Massa

IANNI Giuseppe

rappres. IRRSAE

Team di Firenze

ITALIANO Giuseppe

Comitato Paritetico Naz.

Team di Grosseto

LICCIOLI Renzo

rappres. Provveditorato

Team di Firenze

LODOVICHI Anna Maria

Ispettorato Scolastico

Team di Arezzo

MAIORANA Salvatore

Ispettorato scolastico

Team di Grosseto

MARTELLI Matteo

rappres. IRRSAE

Team di Firenze

MASSARO Domenico

rappres. Provveditorato

Team di Arezzo

MERCATI Luidiana

rappres. Provveditorato

Team di Firenze

MILAZZO Umberto

Ispettorato scolastico

Team di Prato

MIRANNALTI Alessandro

rappres. IRRSAE

Team di Arezzo

NUTI Laura

rappres. IRRSAE

Team di Lucca

PALMARA Anita

Ispettorato scolastico

Team di Firenze

PICCHI Sergio

Ispettorato scolastico

Team di Livorno

SBRANA Roberta

rappres. Provveditorato

Team di Prato

STADERINI Giuseppina

rappres. IRRSAE

Team di Pistoia

SUCCI Valeria

rappres. IRRSAE

Team di Prato

TOSI Gianfranco

rappres. Provveditorato

Team di Firenze

TRAMONTI Pier Francesco

Ispettorato scolastico

Team di Siena

VELLA Carmelo

Ispettorato scolastico

Team di Massa

VELLA Carmelo

Ispettorato scolastico

Team di Lucca

VIAGGI Marusca

rappres. IRRSAE

Team di Grosseto

ZINI Patrizio

rappres. Provveditorato

Team di Lucca

 

 

Appendice 2

Elenco delle scuole per il monitoraggio della sperimentazione dell’AUTONOMIA

nella Regione Toscana


AREZZO e provincia:

Direzione Didattica III Circolo di Arezzo

Direzione Didattica III Circolo di Cortona.Terontola

Istituto Comprensivo di Pieve Santo Stefano

Istituto Professionale "Magiotti" di Montevarchi

Ist. Tecnico Industriale "Fermi" di Bibbiena

Liceo Scientifico "Redi" di Arezzo

 

FIRENZE e provincia:

Direzione Didattica I Circolo di Bagno a Ripoli

Direzione Didattica I Circolo di Empoli

Direzione Didattica XI Circolo di Firenze

Direzione Didattica XV Circolo di Firenze

Istituto Comprensivo di Firenzuola

Scuola Media Statale "Machiavelli" di Firenze

Scuola Media Statale "P. della Francesca" di Firenze

Liceo Scientifico "Ulivi" di Borgo San Lorenzo

Istituto Professionale di Empoli

Istituto Tecnico Commerciale "Russell" di Scandicci

Istituto d’Arte di Firenze

Istituto Tecnico Agrario di Firenze

 

GROSSETO e provincia:

Direzione Didattica I Circolo di Grosseto

Direzione Didattica di Follonica

Scuola Media Statale di Follonica

Scuola Media Statale ""L. da Vinci" di Grosseto

Istituto Comprensivo "Orsini" di Castiglion della Pescaia

Istituto Magistrale "Rosmini" di Grosseto

Istituto Professionale "Einaudi" di Grosseto

 

LIVORNO e provincia:

Direzione Didattica II Circolo di Livorno

Direzione Didattica Circolo di Portoferraio

Istituto Comprensivo di Donoratico

Scuola Media Statale "Borsi" di Livorno

Scuola Media Statale "Carducci" di Venturina

Istituto Professionale "M. Polo" di Cecina

Liceo Scientifico "Cecioni" di Livorno

 

LUCCA e provincia:

Direzione Didattica di Castelnuovo Garfagnana

Direzione Didattica del III Circolo di Lucca

Istituto Comprensivo di Stazzema

Scuola Media "Mei-Piaggia" di Capannori

Istituto Magistrale "Paladini" di Lucca

Istituto Tecnico Commerciale "Piaggia" di Viareggio

 

MASSA e provincia:

Direzione Didattica V Circolo di Carrara

Direzione Didattica di Montignoso

Istituto Comprensivo di Villafranca Lunigiana

Scuola Media Statale "Staffetti" di Massa

Istituto Tecnico di Pontremoli

Liceo Classico "Rossi" di Massa

 

PISA e provincia:

Direzione Didattica Circolo di Lari

Direzione Didattica I Circolo di Pisa

Istituto Comprensivo di Montescudaio

Scuola Media "Fibonacci" di Pisa

Istituto Professionale "Matteotti" di Pisa

Istituto Tecnico Commerciale "Fermi" di Pontedera

Liceo Scientifico "Buonarroti" di Pisa

  

PISTOIA e provincia:

Direzione Didattica Circolo di Lamporecchio

Istituto Comprensivo "L. da Vinci" di Pistoia

Scuola Media Statale "Melani" di Montale

Scuola Media "Raffaello" di Pistoia

Istituto Alberghiero "Martini" di Montecatini Terme

Liceo Classico "Forteguerri" di Pistoia

 

PRATO e provincia:

Direzione Didattica VI Circolo di Prsato

Direzione Didattica IX Circolo di Prato

Istituto Comprensivo "Mascagni" di Prato

Scuola Media Statale "Bartolini" di Vaiano

Istituto Magistrale "Rodari" di Prato

Istituto Professionale "Datini" di Prato

 

SIENA e provincia:

Direzione Didattica II Circolo di Poggibonsi

Istituto Comprensivo di Montalcino

Scuola Media Statale "C. Angiolieri" di Siena

Scuola Media Statale "Don Milani" di Sinalunga"

Istituto Tecnico Agrario "Ricasoli" di Siena

Liceo Scientifico "Volta" di Colle Val d’Elsa