Fonte: http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/bollet/200101/0125/html/07/comunic.htm

ATTI DEL GOVERNO

Giovedì 25 gennaio 2001. - Presidenza del Presidente Giovanni CASTELLANI. - Interviene il Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione Giovanni Manzini.

La seduta comincia alle 15.30.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica sul Regolamento di organizzazione degli Istituti di ricerca educativa.
(Seguito dell'esame e rinvio)

La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato da ultimo nella seduta del 23 gennaio 2001.

Grazia SESTINI (FI) osserva che lo schema di regolamento in esame richiede, ad avviso del suo gruppo, ulteriori e sostanziali modifiche.
Rileva anzitutto la centralità della questione del ruolo del personale, con la definizione dei profili professionali e la conseguente garanzia di stabilità. Dalla risoluzione di tali questioni, infatti, discende la possibilità per gli IRRE di assumere la veste di veri e propri centri di ricerca, capaci di garantire sostegno e consulenza alle scuole autonome.
Ricorda che il suo gruppo ha espresso ampie riserve sull'istituzione di tali Istituti; tuttavia, se si condivide il ruolo loro assegnato nella realizzazione dei processi innescati dall'autonomia (progettazione, analisi e ricerca), ritiene che le norme di attuazione debbano essere conseguenti. Fa presente, in particolare, che gli IRRSAE non hanno sempre ricoperto un ruolo centrale e visibile, anche a causa dei limiti e delle rigidità esistenti nei programmi e nella organizzazione del sistema scolastico, della figura giuridica del comando, che non ha consentito la continuità delle risorse umane impiegate, nonché della situazione incerta del livello direttivo, impossibilitato a dedicarsi all'incarico per il tempo necessario, per la mancanza del distacco. Oggi la situazione è in corso di profondo cambiamento, innescato dai processi di autonomia. Le scuole devono pertanto misurarsi con tale cambiamento rivedendo il proprio modo di lavorare, la propria cultura didattica e organizzativa. Negli IRRSAE è tuttora in corso un ampio dibattito sulla necessità di intraprendere con decisione la strada del sostegno alle scuole, anche attraverso l'avvio alla ricerca nel campo educativo e didattico e di formazione in servizio degli insegnanti.
Per tali motivi, il prevedere un organico stabile di personale non più comandato significa concepire gli IRRE come un nodo indispensabile della rete del sistema nazionale di istruzione in grado di garantire un netto miglioramento della qualità del sistema scolastico. In questo senso, osserva che l'articolo 2, comma 4, dello schema in esame rappresenta un forte arretramento rispetto alla originaria formulazione del medesimo schema. L'incertezza giuridica del personale dei futuri IRRE non potrà che produrre, infatti, un inevitabile abbassamento nella qualità dei ricercatori non più motivati, anzi penalizzati, nella scelta di questa opportunità di lavoro.
L'impianto generale dello schema di regolamento, pertanto, possiede molti punti di debolezza che, ove dovessero permanere, minerebbero alla base le reali potenzialità di sviluppo di questi Istituti, a fianco delle future Direzioni scolastiche regionali. Dovrebbe invece essere previsto che il nuovo reclutamento del personale di ricerca avvenga o attraverso nuove modalità concorsuali, ovvero con la costituzione di uno specifico profilo professionale del comparto scuola con inquadramento del personale proveniente dai ruoli dell'insegnamento al IX livello di carriera. Dovrebbe essere inoltre configurato uno spazio istituzionale di discussione e di proposta del personale degli IRRE attraverso


l'istituzione di una Assemblea dei ricercatori e del personale ATA, con funzioni propositive. Si dovrebbe poi prevedere una fase transitoria in cui i comandi in atto vadano a termine secondo la normativa vigente anche oltre l'espletamento delle fasi concorsuali secondo il nuovo regolamento. Infine, gli Istituti dovrebbero essere dotati di un organico proprio, attuando inoltre un ruolo unico per tutto il personale ATA proveniente da diversi comparti.

 

Maria Chiara ACCIARINI (DS-U) premette che intende soffermarsi solo su qualche punto del testo in esame. Rileva quindi che le funzioni degli Istituti regionali di ricerca educativa sono, a suo avviso, ben definite dall'articolo 1 dello schema all'ordine del giorno, schema che ritiene affronti con puntualità la nuova struttura degli istituti stessi, apportando delle modifiche che da tempo venivano auspicate. Rileva tuttavia, per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, che gli aspetti di autonomia non risultano molto accentuati; occorre nel contempo però tener presente che bisogna affrontare una fase di passaggio, per cui la disciplina sul punto non è da considerarsi un punto d'arrivo.
Sottolinea gli aspetti innovativi contenuti nella normativa sull'incarico di direttore, disciplina che ritiene molto importante, così come significative sono le innovazioni previste sul personale dipendente dagli istituti stessi: anche qui ritiene che le relative norme non siano un punto di arrivo ma rappresentino una fase di passaggio necessaria. Si sofferma in particolare sul comma 1 che prevede l'assegnazione a ciascun I.R.R.E. di un contingente di personale, da collocare in posizione di comando; i comandi hanno, di norma, durata coincidente con quella delle attività cui sono riferiti e non possono comunque protrarsi oltre un triennio. Il rapporto di lavoro previsto quindi sembra improntato ad una grande flessibilità. Quanto al comma 2, osserva che lo schema prevede che ciascun IRRE sia dotato di un contingente stabile di personale con compiti organizzativi e di supporto scientifico e amministrativi. In proposito ritiene che la formazione di una categoria di "ricercatori" all'interno della scuola rappresenti un'ottima prospettiva.

 

Il sottosegretario Giovanni MANZINI fa presente al deputato Acciarini che il Consiglio di amministrazione prevede che soltanto un membro sia nominato da parte del Direttore regionale; non può pertanto dirsi che tale Consiglio sia di nomina prevalentemente ministeriale.
Fa presente che la figura professionale dei "ricercatori scolastici" deve far parte del mondo della scuola. La stabilità si addice al personale che svolge mansioni amministrative e ad alcune figure professionali che costituiscono supporto alla ricerca. I ricercatori scolastici, provenendo dal mondo della scuola, hanno la possibilità di essere confermati all'interno degli IRRE, ma hanno altresì l'opportunità di rientrare nel mondo della scuola. Rileva peraltro che essi potrebbero perdere alcuni benefici di cui oggi godono, assumendo oltretutto alcuni oneri ulteriori di servizio. Ritiene quindi necessario prevedere qualche forma di compenso, da definire nell'ambito della contrattazione.

 

Giovanni CASTELLANI, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.55.