Fonte:

http://notes3.senato.it/ODG_PUBL.NSF/2beeda2d988976d5412568400038b591/3e1119a6d6f399a9c12569e5005f55b5?OpenDocument

ISTRUZIONE (7a)

MERCOLEDI' 31 GENNAIO 2001
513a Seduta

Presidenza del Presidente
OSSICINI

Interviene il sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione Manzini.

La seduta inizia alle ore 15,30.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il Regolamento di organizzazione degli istituti regionali di ricerca educativa (n. 826)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 21, della legge 15 marzo 1997, n. 59. Seguito dell'esame e rinvio)

Si riprende l'esame, sospeso nella seduta del 24 gennaio scorso.

Nel dibattito interviene il senatore BRIGNONE [Lega Forza N Padania], il quale esprime anzitutto rammarico per l'intempestività con cui il Parlamento si accinge ad affrontare un argomento così rilevante come la riforma degli Istituti regionali di ricerca, sperimentazione ed aggiornamento educativi (IRRSAE), allo scadere della legislatura. E' infatti assai grave che, anche per mancanza di iniziativa da parte dell'opposizione, il Parlamento non abbia mai chiesto al Governo di riferire sull'attività degli IRRSAE e lo stesso articolo 12 dello schema di regolamento in esame preveda una relazione annuale da trasmettere all'ufficio scolastico regionale e al Ministero del tesoro, ma non alle Camere.
E' altresì motivo di rammarico, prosegue il senatore Brignone, che la riforma degli IRRSAE si limiti a prevederne la trasformazione in Istituti regionali di ricerca educativa (IRRE), con un adeguamento delle funzioni precedentemente svolte rispetto alla nuova normativa nel frattempo intervenuta, senza tuttavia prefigurare l'assegnazione di compiti innovativi. Gli IRRE resteranno così soggetti ai limiti attuali, fra cui una scarsa utilizzazione negli snodi cruciali del nuovo ordinamento scolastico.
Egli passa poi ad un'analisi dettagliata dell'articolato.
Con riferimento all'articolo 1, critica che agli IRRE vengano attribuite funzioni di supporto alle istituzioni scolastiche, nel quadro degli interventi programmati dagli uffici scolastici di ambito regionale e delle iniziative di innovazione degli ordinamenti scolastici, senza un'effettiva correlazione con altri agenti del sistema formativo nazionale, anche a livello territoriale.
Quanto agli articoli 4 e 5, relativi rispettivamente al consiglio di amministrazione e al direttore, ne stigmatizza il carattere autoreferenziale.
Si sofferma poi sull'articolo 6, relativo al comitato tecnico-scientifico, lamentando che esso disciplini più gli aspetti organizzativi che quelli relativi all'attività qualificante di consulenza.
Critica altresì l'articolo 7, che dispone verifiche di regolarità amministrativa e contabile, ma non relative all'attività svolta dagli Istituti.
Quanto all'articolo 8, che prevede un regolamento interno per ciascun IRRE, egli ritiene che esso ne avalli l'autoreferenzialità e l'insindacabilità dell'operato.
L'articolo 9 prevede invece una conferenza nazionale dei presidenti degli IRRE, cui possano partecipare anche i presidenti e i direttori dell'Istituto nazionale per la valutazione dell'istruzione e dell'Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa. Al riguardo, egli manifesta un orientamento favorevole con riferimento ai compiti di valutazione del sistema dell'istruzione, che può essere caratterizzata da parametri comuni; non ritiene invece che altrettanto si possa dire per la ricerca educativa.
Quanto infine all'articolo 10, relativo al personale, egli dichiara di non condividere le modalità ivi previste per la determinazione del contingente, in assenza di criteri oggettivi stabiliti da un organo esterno, quale ad esempio la conferenza nazionale dei presidenti.
In conclusione, egli ritiene che agli IRRE dovrebbero essere affidati compiti più significativi che - oltre al sostegno all'autonomia – si colleghino agli obiettivi più qualificanti del nuovo ordinamento scolastico (decentramento e realizzazione del sistema pubblico integrato).
L'esperienza di alcuni IRRSAE – conclude - dimostra infatti che è possibile andare oltre il mero monitoraggio dei piani dell'offerta formativa (POF), a condizione di un impegno collettivo per il miglioramento della qualità del servizio educativo.

Il senatore LORENZI [Misto, A.P.E Autonomisti per l'Europa] ritiene che, in questa fase di riforma dell'ordinamento scolastico, bisognava avere il coraggio di superare la vecchia concezione degli IRRSAE, che rappresentano istituti ormai sostanzialmente incompatibili con il nuovo quadro ordinamentale.
In considerazione dei nuovi meccanismi di reclutamento, sempre più orientati ai princìpi dell'autonomia e alla libera scelta di docenti abilitati, sarebbe stato dunque preferibile sospendere la riforma di tali organismi, in attesa del completamento del processo autonomistico, a livello centrale e regionale.

Il senatore MASULLO [Dem.Sin.-Ulivo], nel criticare una scarsa chiarezza di rapporti fra la varie funzioni di governo sottese allo schema di regolamento, si sofferma in particolare su alcuni articoli, la cui formulazione dovrebbe essere a suo giudizio migliorata.
Cita anzitutto l'articolo 4, secondo cui il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri, di cui uno nominato dal Ministro della pubblica istruzione su designazione delle università aventi sede nella regione: al riguardo, egli ritiene che sarebbe preferibile una designazione da parte del comitato regionale delle università, onde avvalersi delle specifiche competenze di coordinamento di tale organo.
Quanto all'articolo 6, ritiene non sufficientemente chiarito quale sia l'organo preposto alla nomina dei membri del comitato tecnico-scientifico.

In una breve interruzione il sottosegretario MANZINI chiarisce che, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera f), è il consiglio di amministrazione a nominare i componenti di tale comitato.

Il senatore MASULLO [Dem.Sin.-Ulivo] si sofferma infine sull'articolo 10 che, a suo giudizio, prevede una tipologia troppo variegata di personale. Ricorda infatti che il comma 1 prefigura un contingente del personale docente e dirigente della scuola da collocare in posizione di comando per non oltre un triennio. Il comma 2 prefigura invece un contingente stabile con compiti organizzativi e amministrativi. Non condivide invece che a tale contingente siano assegnati anche compiti di supporto scientifico. Osserva altresì che anche tale contingente non appare invero stabile, atteso che è soggetto ad un collocamento in posizione di fuori ruolo per la durata di cinque anni, sia pure rinnovabile. Il comma 5 prevede infine la possibilità per gli IRRE di stipulare contratti di prestazione d'opera con esperti, configurando un'ennesima tipologia di personale, su cui auspica chiarimenti.

Il senatore NAVA [UDEUR] rileva l'inopportunità di porre gli IRRE in una linea di continuità con gli IRRSAE, stante il progressivo esaurimento delle funzioni svolte da questi ultimi, così come dagli organi collegiali della scuola, che rischia di condurli a registrare un vero e proprio fallimento.
Anziché mantenere gli IRRE quali enti strumentali del Ministero della pubblica istruzione, egli avrebbe preferito allora interrompere la logica dell'autoreferenzialità e porli al servizio del consiglio scolastico regionale, più idoneo a stimolare un'effettiva ricerca in ambito didattico, pedagogico e formativo. Né va dimenticato che manca, a tutt'oggi, una valutazione politica dell'operato degli IRRSAE. Negli operatori prevale tuttavia un giudizio soggettivo di aperta condanna, che rischia di votare al fallimento anche i rinnovati IRRE.
Propone pertanto conclusivamente di soprassedere per il momento alla riforma per riaffrontarla in termini innovativi, di discontinuità con il passato.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.


SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA E DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA DI DOMANI

Il PRESIDENTE avverte che la seduta della Commissione già convocata per domani alle ore 15 e la riunione dell'Ufficio di Presidenza, già convocata al termine della seduta plenaria, non avranno più luogo.

Prende atto la Commissione.

La seduta termina alle ore 16,15.