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Scuola e legalità: i bisogni e le esperienze
Giornata seminariale
Firenze - Auditorium della Regione Toscana - 9 dicembre 1999


Alice, il paese delle meraviglie e la cultura della legalità

Franco Cazzola

Sarò brevissimo, e poiché vi è già chi ha illustrato con estrema chiarezza, e in maniera molto più tecnica di quanto io non potrei fare, il principio di legalità, la sua genesi e le fondamentali regole di convivenza di una comunità civile, non mi addentrerò in queste cose, ma vi racconterò soltanto alcune delle cose che, come Regione Toscana, vorremmo fare, possibilmente insieme a voi, e che, almeno in parte, già facciamo.

C'è un episodio che ultimamente mi capita di rievocare spesso, quando parlo di cultura, che vorrei ricordare anche in questa occasione nella quale parliamo di cultura della legalità, e questo episodio è contenuto in un libro molto famoso, anche se non recentissimo.
Il libro lo avete sicuramente letto tutti, è "Alice nel paese delle meraviglie", e l'episodio è quello nel quale Alice incontra il cappellaio matto. Alice si stupisce perché vede che tutti fanno festa, e chiede quale sia l'occasione di tanti festeggiamenti. Il cappellaio risponde: "E' la festa di non compleanno".

In altre parole, vorrei che la cultura non fosse legata soltanto a eventi più o meno grandiosi - a questo proposito mi capita spesso di citare le Colombiadi, ma anche il Giubileo può essere un esempio - ma costituisse un bene quotidiano a disposizione del più ampio numero possibile di persone. In questo senso ho cercato di improntare il mio lavoro di assessore alla cultura alla Regione Toscana, cercando cioè di promuovere e sostenere azioni di respiro il più possibile ampio, in collaborazione con il maggior numero possibile di soggetti, istituzionali e non, che operano sul territorio. Azioni che non si limitassero a celebrare un evento, o a rispondere ad una "emergenza", ma costruissero una rete il più possibile stabile, in grado di fornire servizi a disposizione quotidiana del maggior numero possibile di persone. E poiché, per poter fruire di un servizio è necessario averne gli strumenti, abbiamo cercato di incentivare sempre i progetti di educazione, sia diretti a giovani, sia diretti agli adulti, e abbiamo sempre cercato nella scuola un interlocutore e un partner che riteniamo indispensabile.

Ebbene, in questo stesso senso abbiamo cercato di lavorare anche sul piano della cultura della legalità, cercando di far sì che, anche per questa, si operasse in una ottica di "non compleanno".
Quando sono arrivato a Firenze, alcuni anni fa, provenendo da una regione come la Sicilia, sapevo che avrei trovato in Toscana una cultura della legalità diffusa e radicata - e posso confermare di averla trovata - che avrebbe offerto gli "anticorpi" giusti per combattere quella illegalità che cerca sempre di affacciarsi, tantopiù in un territorio come quello toscano, così ricco di opportunità, di benessere ecc. Non sono stato smentito, e di fronte a quanto è accaduto di lì a poco - l'attentato Georgofili - ho potuto constatare la forza della reazione della società toscana, e non parlo, ovviamente, soltanto di quella delle forze dell'ordine e della Magistratura, che è stata pronta e che ha portato poi alla cattura di Riina & c.

E nonostante che i tentativi di infiltrazione della malavita, di quella mafiosa in particolare, non siano cessati - anche se non abbiamo avuto, per fortuna, ulteriori attentati - quelli che ho chiamato gli "anticorpi" della società toscana, continuano a funzionare, in termini di azioni volte a contrastare la penetrazione mafiosa.
Ma torniamo un attimo indietro, tanto per raccontare alcune tappe di un percorso che, ovviamente, deve continuare, e che vuole contribuire a formare almeno alcuni di quegli "anticorpi" di cui parlavo.
La Regione Toscana ha approvato nel 1994 una legge, la LR 78/94 intitolata Provvedimenti a favore delle scuole, delle università toscane e della società civile per contribuire, mediante l'educazione alla legalità e lo sviluppo della coscienza civile democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e i poteri occulti.

Grazie a questa legge è stato creato il CLD, centro per la legalità democratica che sicuramente molti di voi già conoscono e sono state finanziate iniziative, soprattutto nelle scuole, volte a favorire l'affermazione della cultura della legalità democratica nei ragazzi.
Non sto a dilungarmi troppo, ma vorrei sottolineare che già da subito si è fatta una scelta, si è investito in cultura, cultura della legalità, per contribuire a formare, in uno dei contesti dove in maniera elettiva si svolge il processo di formazione, ossia la scuola, i cittadini toscani, e più in generale i cittadini italiani, di domani.
Il contributo dato dal mondo della scuola, da molti insegnanti e da molti presidi, dall'IRRSAE e dai provveditorati è stato determinante così come è stata determinante la collaborazione con l'associazionismo.

Con Libera nomi e numeri contro le mafie, l'associazione presieduta da Don Luigi Ciotti è stata firmata una convenzione che ha portato, tra l'altro, alla creazione di una banca dati di scuole e associazioni che si occupano di legalità democratica e che hanno attuato, nel corso di questi anni, un gran numero di progetti in tal senso. Ebbene, la banca dati oggi è ricca di oltre 500 nominativi e indirizzi di scuole, associazioni ecc. ed è diventata un punto di riferimento nazionale. La convenzione con Libera è stata recentemente rinnovata, e in aggiunta ne sono state siglate altre - per esempio con Pantagruel per avviare un progetto denominato Informacarcere.
Inoltre la Regione Toscana ha aderito ad un'altra associazione - che proprio a Firenze, nella sede della Regione è stata fondata - che si chiama Avviso Pubblico, e che forma una rete fra Enti, soprattutto Comuni e Province, anch'essa impegnata sul fronte della legalità. E', anche questo un modo per fare "rete", per coordinare le azioni e renderle più incisive, per supportarsi l'un l'altro e nei confronti delle istituzioni centrali, contro la corruzione, per il riuso a fini sociali dei beni sequestrati ai mafiosi ecc. ecc. E' un altro modo per affermare la cultura della legalità.

Ma torniamo al CLD e alla nostra legge. La legge 78 del '94, approvata, come vi ho raccontato, dopo l'attentato ai Georgofili, è stata recentemente rinnovata e ora ha preso il nome di legge 11/99. In particolare, in accordo con le esigenze emerse in questi anni, sono state apportate modifiche che intendono ulteriormente accentuare il legame con il mondo della scuola, l'associazionismo e gli Enti Locali. Ed è proprio grazie a questa legge che la Regione Toscana oggi collabora al Progetto Elegia dell'IRRSAE di cui parliamo oggi e al quale tutti i presenti stanno dando il loro contributo di idee e di impegno.

Consentitemi solo un'altra piccola digressione, e poi concludo.
Vedete, oggi si parla molto del problema delle sicurezza, che è un problema molto sentito e sul quale da diverse parti si cercano e si avanzano proposte. Io ho parlato all'inizio di Alice nel paese delle meraviglie e della festa di non compleanno, e forse la sicurezza e Alice non sembrano avere molto in comune. Però, se ragioniamo, come qui stiamo facendo, in termini di cultura e di investire in cultura, nella fattispecie di cultura della legalità, io credo che le due cose siano più vicine di quanto non sembri. Come si è dimostrato anche in Toscana, dopo quanto avvenne la notte dell'attentato ai Georgofili, avendo la capacità e la lucidità di investire qualcosa per contribuire a formare le coscienze dei cittadini di domani, il problema della sicurezza è legato alla crescita della cultura della legalità e non può e non deve limitarsi alla reazione emozionale all'evento, per quanto enorme e tragico come lo fu l'attentato ai Georgofili, o magari meno enorme, ma comunque socialmente assai preoccupante come il fenomeno degli scippi o dei furti in appartamento ecc..
Certamente vi saranno altre iniziative da adottare per garantire maggiore sicurezza alle persone che giustamente la chiedono, ma uno degli ambiti nel quale un ente come la Regione Toscana può svolgere maggiormente il suo ruolo è proprio quello di investire in cultura, in modo che anche la sicurezza possa essere inquadrata in …una "festa di non compleanno".
La scuola, l'associazionismo e gli Enti Locali sono, in questo gli attori principali, perché sono sul territorio, perché lavorano con i giovani, perché "investono" nelle coscienze. La Regione ha il compito di favorire il loro lavoro e di creare un circuito di interscambio, in modo che ciascuno possa conoscere le esperienze degli altri e possa trovare aiuto e collaborazione per il lavoro che svolge nel suo territorio.
Mi sembra che questo sia il filo conduttore del progetto Elegia e questo è il motivo per il quale tutti voi siete venuti oggi qui a Firenze.

Concludo, e non voglio dilungarmi sul patrimonio del Centro per la Cultura della Legalità della Regione Toscana, ma voglio fare un invito, perché quel centro non è soltanto della Regione ma vuole essere un patrimonio per tutti e uno strumento di servizio e di "rete".
Grazie ad un'altra convenzione con l'Associazione "Dare voce al Silenzio degli Innocenti" e alla collaborazione con la Commissione Parlamentare sulle stragi, acquisiremo ulteriore materiale, proprio dalla Commissione Stragi.
Il Cld inoltre ha avviato l'edizione di una serie di testi, tra i quali il libro di Pia Blandano che raccoglie alcune esperienze di educazione alla legalità nelle scuole, che sono a disposizione come ausilio per chi opera in questo settore.
Infine la banca dati di cui parlavo, costruita in collaborazione con Libera è a disposizione di tutti, così come lo sarà il progetto Informacarcere e un'altra banca dati che stiamo costruendo con la Fondazione Feltrinelli di Milano e che si occupa di intercultura e di cultura della legalità, stavolta in relazione all'immigrazione e alle situazioni "calde" del mondo. Ebbene, vorrei invitare quanti ancora non lo avessero fatto a prendere contatto con il CLD, il cui materiale è a disposizione anche su Internet, sul sito della Regione Toscana http://www.regione.toscana.it/ita/cld/

Auguro a tutti buon lavoro.

Franco Cazzola