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PROGETTO ELEGìA

Educazione alla Legalità: un metodo per la ricerca di Autonomia

"Percorsi di educazione alla legalità nella scuola dell'autonomia"

di Rosaria Bortolone
dirigente scolastico, referente regionale di LIBERA per l'educazione alla legalità

Rosaria Bortolone, laureata in lettere, preside dal 1982, da molti anni è impegnata sui temi della prevenzione del disagio ed ha lavorato a progetti sperimentali di integrazione scuola-territorio. Si è occupata della formazione dei docenti di sostegno e dell'educazione interculturale.
Referente regionale toscana di LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le mafie, è autrice di testi di educazione alla legalità:

  • "L'alfabeto del cittadino" e "Viaggio nelle parole", ed. Fatatrac, insieme a V. Cercenà, G. Tassinari, M. Giusti.
  • "Dialogo e solidarietà", "Le culture giovanili", "Luoghi e tempi del territorio" nella "Biblioteca del cittadino La Nuova Italia 2000.
Partecipa a progetti di formazione dei docenti e dirigenti sulla progettualità europea e sull'autovalutazione.


  1. "questo difficile anno di scuola"


  2. Nel riflettere sulle esperienze di educazione alla legalità dalle scuole che partecipano ad Elegìa, mi sembra necessario fermare l'attenzione sul contesto nel quale il progetto si è sviluppato, sugli elementi significativi che hanno caratterizzato questo interessante ma difficile anno scolastico che sta per terminare.
    E' stato un anno di novità: il primo anno del Piano dell'Offerta Formativa, il primo delle "Funzioni Obiettivo". L'anno in cui i capi d'istituto sono stati per molto tempo impegnati per il loro corso di formazione, seguiti a ruota dai segretari ritornati fra i banchi per prepararsi a diventare direttori dei servizi amministrativi.
    E' stato l'anno dei concorsi ed anche del "concorso/concorsaccio" per la valutazione dei docenti.
    Ed intanto, le scuole superiori hanno fatto esperienza dell'elevamento dell'obbligo scolastico con tutti i problemi di accoglienza, di recupero, di passerelle che esso ha comportato. Le scuole elementari e le medie si interrogano su come cambieranno, visto che è stata approvata la legge sul riordino dei cicli.
    Viviamo quindi in pieno questa fase di trasformazione della scuola italiana, che non è più lontana, ci tocca tutti da vicino, ci interessa personalmente. Come necessariamente, ci siamo trovati ad essere toccati, e spesso pesantemente, dal processo di dimensionamento della scuola.
    Ormai tutti noi, forse in tempi diversi, facciamo i conti con le fusioni, le verticalizzazioni, gli scorpamenti. Provvedimenti arrivati spesso indesiderati e non condivisi che danno inizio a faticosi processi di riorganizzazione, di ricostruzione di identità e di immagine di scuola.

    Nel delineare, sia pur sommariamente, il contesto in cui si sono svolte le esperienze di Elegìa, ringrazio quindi, in particolare, quei docenti che vi hanno profuso intelligenza e passione, che vi hanno dedicato tempo ed energie, partecipando ai seminari, lavorando a scuola con i ragazzi e gli operatori dell'extrascuola, accettando, soprattutto, di mettersi in discussione.


  3. Le possibilità dell'autonomia


  4. Se quanto abbiamo vissuto quest'anno nella scuola non ci appare del tutto entusiasmante, alcuni elementi della cultura dell'autonomia sembrano particolarmente interessanti oltre che determinanti nel perseguire le finalità di una Educazione alla legalità.
    Sembra opportuno a questo punto fare riferimento alla C.M. 302 del 1995 :

    "Educare alla legalità significa elaborare e diffondere una autentica cultura dei valori civili…
    Un itinerario formativo di tal genere deve proporsi in primo luogo la valorizzazione della posizione/responsabilità della scuola, intesa come terreno privilegiato di cultura per qualsiasi attività educativa.
    Peraltro il ruolo centrale della scuola appare ancor più evidente rispetto alle finalità di educare i giovani alla legalità, in considerazione del fatto che la scuola è normalmente la prima fondamentale istituzione, dopo la famiglia, con cui essi si confrontano e su cui misurano immediatamente l'attendibilità del rapporto tra le regole sociali e i comportamenti reali.
    Infatti per i giovani le istituzioni si presentano con il volto della scuola.
    E' necessario allora che la scuola offra ai giovani l'immagine coerente di "luogo" dove i diritti e le libertà di tutti, nel reciproco rispetto, trovano spazio di realizzazione, dove le aspettative dei ragazzi ed un equilibrato sviluppo culturale e civile non vengano frustrate".


    Nonostante siano passati diversi anni, la circolare, a firma del ministro Jervolino, è ancora attuale.

    Realizzare la scuola come luogo di partecipazione reale alla vita democratica, luogo di incontro positivo e fiducioso nelle istituzioni, è una finalità che ci sembra più "possibile" attraverso l'autonomia organizzativa e didattica.
    La cultura dell'autonomia porta con sé un cambio di prospettiva e di mentalità, al quale vorrei brevemente accennare, riferendomi in particolare agli aspetti della responsabilità e della progettualità.

     
    Un sistema scolastico decentrato è un sistema che deve assumersi delle responsabilità. Una scuola autonoma è una scuola che fa delle scelte, le motiva, ne assume le conseguenze.
    Prendere decisioni ed esserne responsabili sono grandi novità per la scuola italiana, abituata da sempre ad aspettare le direttive dall'amministrazione e ad assumere comportamenti in conseguenza. E' un cambiamento enorme: il superamento dell'adeguamento al modello, allo schema prefissato, alla modalità trasmessa attraverso l'ordine gerarchico del quale ci si poteva anche lamentare, ma che, comunque, costituiva anche un gran riparo.
    Responsabilità
    si traduce, quindi, nell'organizzare una scuola come servizio, che risponda ai bisogni degli alunni, delle famiglie e del territorio, che si organizzi in modo flessibile, che valorizzi la sua identità (mission), che si crei uno sviluppo nel futuro (vision), che controlli la qualità, dell'insegnamento, dei risultati, del clima.

    Consideriamo come, indirettamente, come attraverso un'aria che si respira, un ambiente che favorisce il prendere decisioni ed assumersi le responsabilità, possa avere un'influenza sulla vita che vi si svolge. Anche i ragazzi, che, come continuamente si dice, sembrano continuare per anni ad essere scarsamente responsabili, saranno, di conseguenza, chiamati a fare le loro scelte, a valutare, a prevedere, a scoprire i propri punti di forza e di debolezza, a cambiare.

    L'autonomia dà valore alla cultura della progettualità.
    A partire dal Piano dell'Offerta formativa che contiene in sé le scelte organizzative e didattiche della scuola, la scuola nuova trova il suo terreno di espressione nella progettualità.
    A questa cultura appartiene la capacità di analizzare le situazioni, individuare i bisogni ed ideare, definire possibili percorsi o soluzioni.
    Diventano, quindi, importanti alcune caratteristiche:

    Vanno anche particolarmente considerate le possibilità offerte dal rapporto con enti, agenzie, associazioni, partner esterni alla scuola che comunque possono diventare risorse per la scuola, sia in termini di competenze che come contributi economici o culturali.

    La dimensione del "lavorare insieme" , tra colleghi, col territorio, con le altre scuole, è una dimensione del tutto nuova per la scuola: costruire "reti" diventa ora quasi obbligatorio; è una necessità ed è soprattutto, un nuovo stile che supera una tradizionale separatezza ed autoreferenzialità della scuola che ha sempre operato chiusa in se stessa, senza neanche sentire il bisogno del confronto.

    Se gli insegnanti imparano a lavorare in équipe, se la scuola lavora in rete, se diventa normale il rapporto con il territorio e l'extrascuola, quanto di tutto ciò potrà ricadere positivamente sui ragazzi, più di tanti moralistici discorsi sulla solidarietà.

    E' a questo infatti, che tende l'educazione alla legalità: non esortazioni retoriche al rispetto della legge, né aggiunte più o meno gravose alle già tante discipline insegnate. Si tratta di far vivere concretamente, nella quotidianità della vita scolastica, quelle esperienze di apprendimento dall'esperienza, di partecipazione consapevole, di solidarietà che si trasforma in disponibilità ed empatia verso l'altro-da-sé, quel pensarsi e diventare "soggetti di cambiamento" che sono il vero antidoto a quel "sistema formativo mafioso" che si fonda su un "pensiero saturo" incapace di modificarsi.


  5. L'esperienza di Elegìa


  6. Il percorso attuato quest'anno dalle scuole che hanno partecipato ad Elegìa è stato l'avvio di una nuova esperienza, anche se, per alcuni, proseguendo su itinerari già iniziati ad esplorare.

    Osservando le schede di autovalutazione presentate, mi sembra che debbano considerarsi come punti di forza i seguenti elementi:

Per il prossimo anno, sarebbe interessante, pur nella diversità dei percorsi, comporre un progetto comune dalle linee unitarie, che veda le scuole legate in una rete, articolando in modo diverso le proprie attività.

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