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Progetto ELEGìA
Educazione alla Legalità: un metodo per la ricerca di Autonomia

Scuola e legalità: i bisogni e le esperienze

Giornata seminariale

Firenze - Auditorium della Regione Toscana - 9 dicembre 1999


il programma gli interventi gli invitati

"I mali sociali sono né più né meno come le malattie:
nasconderli e negarli significa non volerli curare, non voler liberarsene".

Leonardo Sciascia


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9.15 Saluto Angelo Passaleva
(Presidente del Consiglio Regionale della Toscana)

9.30 Le ragioni del progetto Cosimo Scaglioso
(Presidente dell'I.R.R.S.A.E. Toscana)

10.00 Il senso delle regole nel sistema democratico Pier Luigi Onorato
(Magistrato in corte di cassazione)

10.30 Formazione e Legalità; competenze e percorsi Michele Gagliardo
'Gruppo Abele'

11.00 Bisogni di legalità: il ruolo della scuola Franco Cambi
(Direttore Dipartimento Scienze Educazione - Università di Firenze)

11.30 Legalità, valori, contesti di apprendimento Leopoldo Ceraulo
(Segretario Generale I.R.R.S.A.E. Sicilia)

12.00 Percorsi di Educazione alla Legalità realizzati dalle Scuole a cura della regione Toscana
con allestimento di una mostra nella sede del seminario

14.30 I gruppi di ricerca/azione attivati Coordina: Maria Rosaria Bortolone
(referente regionale LIBERA)

18.00 Alice, il paese delle meraviglie e la cultura della legalità Franco Cazzola
(Assessore alla cultura della legalità e trasparenza della Regione Toscana)

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sono stati invitati a partecipare alla giornata seminariale:

il Ministro della Pubblica Istruzione
il Ministro dell'Interno
il Ministro di Grazia e Giustizia
il Presidente della Regione Toscana

l'Assessore regionale all'Istruzione della Toscana
gli Assessori provinciali della Pubblica Istruzione della Toscana
le Associazioni di volontariato di settore della Toscana
il Cardinale Arcivescovo di Firenze
i Componenti del Comitato Scientifico "ELEGìA"
il Coordinatore regionale degli Ispettori Scolastici della Toscana
i Dirigenti Scolastici della Toscana
i Membri del ConsiglioDirettivo dell'IRRSAE Toscana
il Prefetto di Firenze
il Presidente della Confindustria della Regione Toscana
il Presidente del Tribunale dei minori di Firenze
il Procuratore generale della Repubblica di Firenze
i Provveditori agli Studi della Toscana
il Questore di Firenze
i Rettori delle Università Toscane
il Sindaco del Comune di Firenze
il Sovrintendente scolastico regionale della Toscana

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la lettera di invito
(file invito.doc - 174 K)






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Sono al momento disponibili i testi degli interventi di:

Andrea Biondi
Centro Cultura Legalità Democratica della Regione Toscana


Franco Cambi
Direttore Dipartimento Scienze dell'Educazione
Università di Firenze


Franco Cazzola
Assessore alla cultura della legalità e trasparenza della Regione Toscana


Leopoldo Ceraulo
Segretario Generale I.R.R.S.A.E. Sicilia


Michele Gagliardo
Gruppo Abele


Pier Luigi Onorato
Magistrato in corte di cassazione


Angelo Passaleva
Presidente del Consiglio Regionale della Toscana



Il testo degli altri interventi verrà inserito dopo che i relatori avranno rivisto la trascrizione delle registrazioni.


Si riportano di seguito - a cura di Arianna Marchi, studentessa del Dipartimento di Scienze dell'Educazione del'Università di Firenze - alcune citazioni dagli interventi registrati.

  • La legittimazione del potere pubblico non solo è legale ma anche valoriale; non solo è procedurale ma anche assiologica.

  • Non possono esistere regole se queste non sono conseguenze di valori. Non possono esistere valori se questi non sono limitazioni di regole.

  • Possiamo interpretare la cultura della legalità come quel principio che detta comportamenti nel rispetto delle regole condivise dalla società di appartenenza. Tuttavia il mero rispetto delle regole non è sufficiente per costruire una comunità se a questa manca un ethos, un pathos e un logos comune e condiviso.

  • Il rispetto per l'altro è diventato indifferenza verso l'altro, comportando una chiusura atomistica dell'individuo in se stesso.

  • Il compito della scuola diventa un "compito di trincea ", cioè recuperare il ruolo di una socializzazione comune attraverso il dialogo e il confronto fra valori .

  • Il modo in cui vengono trattate le persone sul posto di lavoro incide sul loro modo di pensare la società.

  • Nel processo formativo si mette in discussione la forma della società. Come essa è, e come vogliamo che sia.

  • Il formatore deve trovare le particolarità e le specificità del singolo trasformando il processo formativo in una ricerca del possibile. In altre parole, il percorso formativo consiste nella elaborazione e costruzione di ipotesi formative, il cui obiettivo ultimo sarà quello di valorizzare il singolo affinchè acquisisca una capacità personale di lettura dei propri pensieri, tali che gli consentano di creare realtà più complesse.

  • Lavorare all'interno di un gruppo significa partire da ciò che ci caratterizza e differenzia dall'altro.

  • La modernizzazione non si distingue per il superamento di alcune arretratezze. Ma si distingue per la tecnicizzazione e l'incremento di arretratezze pregresse.

  • Di fronte a questo groviglio perverso di illegalità e legalità diventa sempre più urgente formare nel cittadino una coscienza civile e una forma personale e vissuta di pensiero critico, tali che gli consentano di risvegliare un'ottica di resistenza attiva ed autonoma.

  • Usare il pessimismo della ragione per attivare l'ottimismo della volontà.

  • Il valore della legalità è contestuale alla società.

  • L'istituzionalizzarsi di regole condivise dalla società crea inevitabili restrizioni alla libertà personale Tuttavia il sottoporsi al rispetto di norme è necessario in virtù del fatto che non si è mai soli.

  • Non dobbiamo mobilitarci solo "contro", ma soprattutto "per". Non solo sconfiggere, ma anche costruire qualcosa che sia un bene comune per tutti noi, e per il cittadino del futuro.

  • Conoscere è definire se stessi, per conoscere e definire gli altri.

  • Il rendere gli individui consapevoli dei propri comportamenti, attraverso il diffondersi di una cultura della legalità, ha come obiettivo principale la costruzione di una migliore convivenza sociale.

  • L'educazione alla legalità deve partire dalle minuzie del quotidiano.

  • Cultura come mezzo di comunicazione e manifestazione della propria esistenza e identità.

  • Di fronte alle varie forme di culture "altre" oggi non si può più recriminare né tantomeno condannare. Caso mai diventa sempre più urgente l'esigenza di instaurare un dialogo con esse, utilizzando un medium che avvicini e metta in contatto ciò che è lontano e diverso

  • Fondere competenze e risorse per ottenere un prodotto più completo e complesso.
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