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L'EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI
Il confronto europeo e la strategia nazionale.

STUDI E DOCUMENTI degli Annali della Pubblica Istruzione, n 88
Roma, Le Monnier, 1999


INTRODUZIONE
di
Maria Grazia Nardiello

L'educazione permanente degli adulti sta diventando la prospettiva strategica di innovazione di tutto il sistema formativo dell'Unione europea, in un quadro internazionale nel quale le stesse regole democratiche della società globale possono essere messe in crisi dall'insufficiente livello di istruzione e formazione delle persone.

Non è soltanto un problema di recupero dell'istruzione di base o di qualificazione o riqualificazione dei lavoratori. La questione chiave è la rimozione delle cause che impediscono il concreto esercizio dei diritto di cittadinanza.

La persona è una ed in continuo divenire in contesti che mutano sempre più rapidamente; non può apprendere solo nell'infanzia e nell'adolescenza i saperi che le consentono di interagire con gli altri e con la realtà esterna per tutto l'arco di una vita sempre più lunga. La sue mappe concettuali, i suoi comportamenti, le sue competenze si strutturano senza tener conto di distinzioni artificiose tra percorsi di istruzione e di formazione, che possono riguardare i luoghi dell'apprendimento, ma non i processi cognitivi ed esperienziali.

Qualcuno potrebbe obiettare che sino ad oggi queste differenze hanno contato nella nostra tradizione culturale e negli assetti istituzionali del nostro Paese. Ha ragione, non possiamo negare l'evidenza.

Lo scenario di riferimento è, però, cambiato negli ultimi cinque anni e cambierà con una velocità ancora maggiore, a livello internazionale, europeo e nazionale per effetto dell'interdipendenza dei fenomeni della società globale. Le nuove linee di tendenza sembrano irreversibili nella struttura della società, composta da persone sempre più diverse, nell'organizzazione del lavoro che ha superato definitivamente la concezione tayloristica, nell'allocazione decentralizzata dei poteri di governo, negli stessi modelli formativi ideali per assecondare i processi e non per trasmettere i contenuti.

Questa comune consapevolezza ha indotto rappresentanti del ministero della pubblica istruzione e del ministero del lavoro, delle regioni e delle autonomie locali, delle parti sociali, con la consulenza di autorevoli esperti, a produrre il "Documento sulla riorganizzazione ed il potenziamento dell'educazione degli adulti", sancito dall'accordo istituzionale del 2 marzo 2000 nella sede della Conferenza unificata.

Nonostante fosse stato assunto come riferimento comune il Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione del 1 febbraio 1999, il lavoro di concertazione è durato 10 mesi, nei quali sono state prodotte 27 versioni del documento. Il successo finale ha premiato la tenacia di tutti coloro che vi hanno partecipato.

Il sistema che esso delinea è pienamente coerente con il quadro internazionale ed europeo descritto nelle indagini qui pubblicate nella sezione dedicata al confronto europeo. Il sistema che esso promuove riconosce pari dignità all'istruzione, alla formazione professionale, all'offerta formativa non formale, che si possono variamente intrecciare nella vita di ogni persona.

IL sistema che esso intende fondare stimola le autonomie locali ad assumere un nuovo protagonismo nello sviluppo locale, che può rinvigorire l'impegno civile di dirigenti scolastici e docenti nel rispondere ai fabbisogni formativi del territorio, obiettivo prioritario delle scuole autonome, riorganizzate in reti di servizio sulla base della programmazione regionale ed aperte al dialogo sociale.

L'interazione dei sistemi formativi può essere l'occasione per ripensare percorsi e curricoli in modo da rispondere alle esigenze dei singoli, che hanno dimostrato di preferire l'offerta più personalizzata che i centri territoriali per l'educazione permanente degli adulti (CTP) hanno organizzato per loro.

Basti un dato: nel 1998 i CTP erano 30, nel 1999 sono stati 389, nel marzo 2000 sono 470.

Dall'istruzione popolare degli anni '50, ai corsi delle "150 ore", ai progetti "Sirio" e "Aliforti", assistiti dal Ministero della pubblica istruzione nei settori dell'istruzione tecnica e professionale, molti sono stati gli interventi che hanno conseguito risultati importanti. Ma l'educazione degli adulti ha continuato per anni ad essere relegata in un angolo e i bisogni crescenti sono rimasti largamente insoddisfatti.

Come ha messo in evidenza il gruppo di pilotaggio costituito Ministero della pubblica istruzione e dagli IRRSAE relativo al progetto F.A.Re. (Formazione degli Adulti nelle Regioni), vi sono quattro nodi da cui dipenderà l'affermazione del nuovo sistema chiamato ad organizzare servizi capillarmente distribuiti sul territorio, la qualità della concertazione istituzionale e sociale, la capacità di rispondere ai differenziati bisogni dell'utenza, l'innovazione metodologica o didattica, l'ideazione e la realizzazione di efficaci dispositivi per la certificazione ed il riconoscimento dei crediti comunque acquisiti dalle persone nella loro vita.