Il 20 febbraio 1909 Marinetti pubblica a Parigi sul Figaro il Manifesto di fondazione del Futurismo.
I futuristi fanno grande opera di divulgazione del loro pensiero diffondendo continuamente manifesti e adottando il criterio dell'insistente presenza attraverso tutti i canali possibili.

Il nome del Futurismo corre così in tutto il mondo; mai scuola, ma movimento da far conoscere con una capillare informazione, esso si identifica come fenomeno di avanguardia. I manifesti futuristi sono tradotti in Germania, Russia, Giappone e in molti altri paesi.

Via via che si diffonde nelle varie nazioni il Futurismo assume anche caratteri originali. Il movimento riveste particolare importanza in Russia. Natalia Gontcharova nel 1911 conosce i manifesti del Futurismo che definisce l'arte dell'avvenire. Nascono l'egofuturismo (1911) con Severianine e il cubofuturismo. (Nel 1913 i cubofuturisti organizzano degli eventi ispirati alle "Serate futuriste").
La sua diffusione interessa poi varie province dello stato sovietico, la Polonia, la Jugoslavia. Negli anni 1912-13 i pittori futuristi espongono a Parigi, Londra, Bruxelles, l'Aja, Amsterdam, Amburgo, Monaco, Berlino, Vienna, Rotterdam e Chicago.
La Francia e l'Inghilterra ospitano spettacoli futuristi italiani e danno vita ad esperienze futuriste. Si ricordano fra le iniziative la mostra di Boccioni a Parigi e la pubblicazione del manifesto della lussuria di V. de Saint Point, destinato a suscitare forti reazioni. La Closerie de Lilla diventa un centro di propaganda futurista.
Il movimento influenza anche attività artistiche ispano-americane, portoghesi, giapponesi.

Un aspetto, però, distingue nettamente il Futurismo italiano da quello di altri paesi. In Italia esso
convive col Fascismo, anzi, salvo rare eccezioni, lo supporta, mentre fuori d'Italia fa prevalere la sua anima libertaria e rivoluzionaria (ad es. con Majakovskij in Russia).

Foto di artisti futuristi all'estero