Incontro del 2 marzo

La prima parte dell'incontro è stata condotta da Lucia Maddii che ha focalizzato alcune delle questioni relative all'accoglienza degli alunni stranieri esplorando alcune delle parole chiave. Per leggere lo schema della relazione clicca qui.

Per ulteriori approfondimenti e letture:

L'accoglienza degli alunni stranieri e la gestione della classe multiculturale di Lucia Maddii

L'accoglienza degli alunni stranieri: questioni e proposte un articolo su Iter on line di Lucia Maddii

Nella seconda parte è intervenuto Massimo Maggini con una relazione su: Approcci, metodi e glottotecnologie. Potete leggere una sua relazione su "Principi di glottodidattica e metodi d'insegnamento" cliccando qui

Nel pomeriggio gli insegnanti hanno partecipato ai laboratori didattici tenuti da Lucia Maddii, Gaetana Rossi, Fiorenza Quercioli e Massimo Maggini. Sono state elaborate alcune unità di apprendimento che sono visibili all'interno del forum di discussione. Per entrare nel forum clicca qui

 

 

 


 

Le parole chiave dell'accoglienza

 

1- Diritto allo studio/pari opportunità

Esso si contrappone ad argomentazioni che tentano di giustificare il difficile raggiungimento di questo diritto essenziale, utilizzando spiegazioni di tipo "culturale" (i Rom per cultura non danno importanza alla scuola) o di tipo linguistico (se non sanno l'italiano come fanno a studiare?)


2- Aspettative della famiglia e degli insegnanti
E' stato dimostrato che se gli insegnanti hanno aspettative alte nei confronti dei loro alunni i risultati sono migliori rispetto a situazioni nelle quali gli insegnanti si pongono obiettivi MINIMI (Si mette praticamente in moto la profezia che si autoavvera)

3- Risultati soddisfacenti
I risultati scolastici degli alunni sono la cartina tornasole del lavoro fatto dall'insegnante.
Si contrappongono alla
SELEZIONE scolastica la quale opera mettendo in moto effetti di composizione sociale (vd. Boudon) anche attraverso l'orientamento dei ragazzi stranieri verso scuole professionali piuttosto che verso un liceo

4- Autostima che si accresce ovviamente anche attraverso i risultati scolastici, ma anche attraverso "lo sguardo dell'altro" (in questo caso l'altro siamo noi);
Si trova a contrastare con l'immagine di essere incompleto mancante sempre di qualcosa, pieno di "non sa", etichettato ed inquadrato in schemi stereotipati che alla fine il soggetto stesso riapplica su di sé.

5- Interazione che è sicuramente è fatica , ma anche occasione di crescita.
Si contrappone alla superficialità delle relazioni, al non mettersi in gioco, al pensare che chi arriva sia un pezzettino da inserire automaticamente nell'ingranaggio senza che il meccanismo, il gioco delle parti, si modifichi.

6-Competenza il che significa competenza linguistica (nella prima, nella seconda, nella ennesima lingua) ma anche competenza cognitiva, competenza sociale da sviluppare e da conquistare.
Anche l'insegnante deve acquisire una nuova competenza, una nuova professionalità o meglio una professionalità affinata il che significa saper lavorare in gruppo, raccogliere biografie degli alunni, elaborare percorsi per il supporto dell'italiano l2, integrare i principi dell'educazione interculturale nella pratica didattica....


7) Strumenti e metodi avere strumenti a disposizione è un elemento positivo, comunque e sempre.
Il protocollo di accoglienza è uno strumento valido, se viene rimane una dichiarazione di principio che non ha riscontri nella pratica quotidiana. Le scuole che accologono alunni stranieri dovrebbero dotarsi di modulistica tradotta , sillabi per costruire i percorsi di italiano L2, i vocabolari, materiali didattici, manuali, cd, giochi per l'insegnamento dell'italiano l2 ecc ecc. Nella formazione dell'insegnante dovrebbero entrare metodologie da usare in classi plurilingui.

 

8- Unitarietà dell'azione della scuola "la scuola è un testo collettivo" che si contrappone alla frammentazione degli interventi, alla loro episodicità.

9- Documentazione in tempi di autobiografia anche la scuola deve fare la sua storia…il che significa capitalizzare le esperienze, sedimentarle, rielaborale ed andare avanti su un qualcosa di già dato e condiviso.

10- Lavoro sul curricolo : è da evitare "l'ora di intercultura" come l'ora di educazione stradale, l'ora dell'educazione affettiva…occorre ricomporre i progetti per integrarli nel curricolo in maniera organica, sistematica e non ancora una volta aggiuntiva….


 

 

 

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