Il ruolo dei filtri affettivi nell'apprendimento dell'italiano L2

Appunti di Lucia Maddii

La lingua è:

  • strumento di comunicazione e di espressione del pensiero
  • strumento di costruzione e trasmissione di una cultura
    • multifunzionale (non solo dire, rappresentare, ma anche agire)
    • multistratificata (piano cognitivo, affettivo, sociale, contestuale…)
    • multicanale (gesti, mimica, prossemica, prosodica, vestemica…..)

La competenza comunicativa (da Balboni)

  • saper fare lingua (comprendere, leggere, scrivere, monologare, dialogare, tradurre)
  • saper fare con la lingua (comprende la dimensione sociale, pragmatica, culturale)
  • sapere i linguaggi verbali e non verbali (competenza linguistica: morfosintattica, testuale, fonologica, paralinguistica; competenza extralinguistica: cinesica, prossemica vestemica e oggettemica)

I meccanismi di apprendimento di una lingua (Le ipotesi di Krashen)

  • Acquisizione/apprendimento
  • Input comprensibile
  • Monitor
  • Ordine naturale
  • Filtro affettivo
    (organizzatore interno)
I filtri (Da Krashen con integrazioni tratte da Pallotti )

Motivazione

- strumentale di lungo o di breve periodo

  • Integrativa specifica o generale
  • Intrinseca generale, legata ai testi, legata alla situazione di apprendimento
  • identificazione con il gruppo sociale

domande aperte

la motivazione è causa o conseguenza del successo?

È possibile distinguere i diversi tipi di motivazione?

Da Gardner:

uno stimolo è più o meno motivante in base alla rilevanza per il soggetto, in base all’essere o meno in relazione con i suoi bisogni e i suoi problemi; importante è anche il livello di novità e di complessità (né troppo alta né troppo bassa)

Ansietà

  • Apprensione comunicativa
  • Ansietà sociale
  • Autostima (determina i livello di ansietà)

da Young

Le attività che causano maggiore ansietà nella classe di lingua:

L'ansia è maggiore nell’espressione orale (meno tempo per pianificare, imbarazzo per la pronuncia) , minore nella scrittura e nella lettura
(più ansietà sociale che ansietà comunicativa nelle attività in classe)

Le attività orali più ansiogene si svolgono alla presenza di tutta la classe (fare una relazione, il role play, rispondere all’insegnante) meno ansiogene sono il lavorare a coppie o in piccoli gruppi.

L’attività scritta che genera più ansia è scrivere il proprio lavoro alla lavagna.

Viene distinta

  • Ansietà facilitativa (lieve stato di eccitazione legato all’impegno e al desiderio di non sbagliare)
  • Ansietà inibitoria (evitamento del rischio, mancato coinvolgimento nelle attività, stress) conseguenze negative sulla acquisizione.

Personalità

  • Autostima
  • Sicurezza
  • Estroversione
  • Empatia
  • Tendenze analitiche (dipendenza/indipendenza dal campo)

Età

Periodi critici o periodi sensibili? Le diverse competenze hanno periodi sensibili diversi:

L'influenza della diversa appartenenza culturale sull'apprendimento di una L2

Il fattore culturale gioca sia sulla motivazione, sia sull'ansia (ansietà sociale), sia sulla autostima, sia sullo stato emotivo (disagio)

Gioca sulla competenza pragmatica

Da Pallotti

Transfert pragmatico (Thomas 1983)

Transfert sociopragmatico (la percezione del contesto extralinguistico, chiedere o no scusa, essere più o meno formali …)

e transfert pragmalinguistico (i mezzi linguistici utilizzati per costruire e mantenere i rapporti sociali – formule indirette, routine di cortesia..)

Il transfert pragmatico si verifica anche in persone che hanno una elevata competenza nella seconda lingua

Scollon 1981

Il problema principale della comunicazione interetnica non sta nella grammatica: è il sistema del discorso che produce le maggiori difficoltà (il modo con cui le idee sono collegate fra loro, il modo con cui sono messe in evidenza, il modo con cui sono trasmesse informazioni di tipo emotivo)

Il problema principale dunque non è capire cosa sta dicendo, ma perché lo sta dicendo. Le informazioni sul perché non sono segnalate allo stesso modo dai parlanti che appartengono a culture diverse. Le differenze provocano non solo fraintendimenti, ma anche formazione di stereotipi e tensione fra i gruppi e fra i singoli parlanti.

La non condivisione dei Software può provocare il fenomeno della

dissonanza cognitiva

per D.C. si intende uno stato angoscioso per l'essere umano, una sorta di malessere psicologico risultante da credenze o atteggiamenti implicati simultaneamente nonostante siano incompatibili, o di una incompatibilità soggettiva fra credenza e comportamento.

l'essere umano ha bisogno di corenza cognitiva: l'organizzazione cognitiva esige di mantenere la massima consonanza tra due nozioni in presenza

Lo shock culturale subito provoca irritazione, panico, crisi che si aggiunge spesso al senso di estraniamento, ostilità, indecisione, frustrazione per la lontananza da casa

Il soggetto o tenta di ridurre la dissonanza (si cercano informazioni che riducono la grandezza della dissonanza e si evitano quelle che la aumentano) - oppure quando la dissonanza è spinta ai limiti si cercano le informazioni che la accrescono (si sceglie fra a o b)

la posizione difensiva produce dissonanza e intralcia la riduzione necessaria per l'equilibrio psichico

Può essere dunque un potente freno per l'apprendimento - ma può essere anche una risorsa

Occorre fare attenzione a tutto ciò che emerge di inatteso, i divari perché sono sintomi di uno scarto tra le rappresentazioni del corsista e i concetti dell'insegnante.

La rappresentazione è un modo di organizzare la nostra conoscenza della realtà ed è costruita socialmente. La conoscenza viene elaborata a partire dai nostri codici di interpretazione, culturalmente marcati. Le rappresentazioni mentali oppongono resistenza al cambiamento, costituiscono la trama che decodifica le percezioni e le informazioni date dall'ambiente, costituiscono un filtro per ogni apprendimento e un punto di partenza obbligato.

La scuola pone spesso l'allievo nella situazione di dover agire in contraddizione flagrante con la sua identità e le sue convinzioni profonde. Se la dissonanza è importante e ricorrente essa genera dei meccanismi di difesa quasi permanenti.

Più la dissonanza attacca la pertinenza delle finalità stesse del gruppo o del sistema più è importante e genera resistenza

E' l'individuo che negozia l'uscita dal disagio

occorre passare da una realtà binaria (o….o)

ad una rappresentazione più complessa e paradossale (sia……. sia)

meglio una doppia o multipla appartenenza di una doppia o multipla non appartenenza

Problemi della comunicazione interculturale (da Balboni)

non condivisione degli stessi "Software of mind"

  • cultura e comunicazione
  • luogo (setting e scena)
  • tempo
  • argomento
  • ruolo dei partecipanti (status)
  • testo linguistico
  • messaggi extralinguistici (gesti, mimica facciale, distanza )
  • scopi dichiarati e non (regole per rendere espliciti gli scopi)
  • atteggiamenti psicologici verso l'interlocutore
  • grammatica contestuale (sequenza prevista per un determinato evento)

 

Strumenti della comunicazione non verbale

  • sorriso
  • sguardo
  • espressione del viso
  • braccia e mani
  • gambe e piedi
  • odori
  • rumori e umori corporei
  • Distanza fra i corpi (frontale e laterale, bacio)
  • vestiario
  • oggetti di status symbol
  • oggetti che si offrono
  • regali

 

Lingua e problemi interculturali

  • tono e intonazione
  • velocità
  • sovrapposizione di voci
  • scelte lessicali (precisione vs approssimazione)
  • aspetti morfosintattici (uso del futuro, imperativo, superlativi e comparativi,)
  • Interrogativi e negativi
  • Titoli e appellativi
  • formale - informale

 

struttura del testo (italiano, tedesco, slavo spagnolo vanno da A a B con digressioni- linea spezzata; anglosassone e scandinavo vanno dritti al punto e tutte le informazioni accessorie vengono poste in seguito; asiatico e in parte quello arabo per progressivi avvicinamenti a spirale)

Differenze culturali: uno sguardo su gli italiani dall’esterno

    • Tono della voce (spesso alto)
    • Vicinanza (tollerata una vicinanza di circa un braccio, anche meno)
    • Gestualità (molto utilizzata)
    • Puntualità (in genere tollerato circa un quarto d’ora)
    • Flessibilità (flessibilità nel seguire i punti all’ordine del giorno, le scalette…)
    • Dialetti (molti e diversi per sistema fonologico, sintattico)
    • Tabù (soldi, malattie mentali, cure dallo psicologo, molto meno parlare o alludere al sesso)
    • Status (auto di grossa cilindrata……)
    • Tempo policronico (l’uomo di successo sa fare più cose contemporaneamente)
    • Spazio (personalizzazione degli spazi, tendenza a ricavare spazi personali in casa)
    • Espressività (molto ricca)
    • Struttura del testo (dal punto A al punto B con diverse digressioni)
    • Interrompere (tollerata, molto utilizzata negli scambi informali, anche sovrapposizione delle voci)
    • Silenzio (non tollerato)
    • Cibo e alcool (il cibo come momento conviviale)
    • Famiglia (molto importante, prolungata permanenza in famiglia dei giovani fino a 30 anni e oltre)

Fattori affettivi che influenzano l'apprendimento negli adulti immigrati

Autostima: è molto importante che il corsista possa mantenerla alta

La sensazione e la paura di perdere la faccia frenano il coinvolgimento nelle attività orali e rendono la correzione degli errori più delicata rispetto al bambino.

L’apprendente adulto deve avere la possibilità di controllare il processo di apprendimento: dà sicurezza, non ha la sensazione di perdere tempo.

Le esperienze scolastiche precedenti influenzano le aspettative del corsista sia per quanto riguarda i rapporti con l’insegnante (confidenza vs autorità), sia per quanto riguarda la didattica (approccio grammaticale traduttivo vs approccio comunicativo relazionale) sia per l’impostazione stessa della scuola (educativa vs istruttiva)

Insegnante madrelingua: (proiezioni dell’allievo)

Distanza sociale- competenza pragmatica e comunicativa diversa dissonanza cognitiva

Alcuni fattori che provocano dissonanza

  • Il contesto sociolinguistico (predominanza dello scritto, della razionalità sulla affettività, della Cultura sulla cultura)
  • Il contenzioso storico (ad esempio dover apprendere la lingua dei colonizzatori)
  • Logica contro sincretismo (assenza della concordanza dei tempi, giustapposizione delle idee, poca coordinazione, assenza di congiunzioni che assicurino i legami logici- nella lingua araba o nel turco; preferenza accordata alla approssimazione piuttosto che alla precisione nella cultura orientale)
  • Lo statuto della lingua e dello scritto

Nell’occidente la lingua svolge essenzialmente una funzione pragmatica

L’arabo è la lingua sacra del Corano

La potenza della parola in molte culture africane (silenzio dei più giovani; scrittura che toglie forza alla

parola; aspetto iniziatico, rivelazione progressiva della conoscenza)

  • La dimensione culturale del tempo (dimensione lineare, tempo policronico

Nella lingua la concordanza dei tempi la coniugazione (es. il turco uso perfettivo imperfettivo: il grado

di certezza di una cosa o azione prevale sul tempo)

  • La freccia del tempo (il tempo musulmano è orientato più verso l’origine che verso il futuro- davanti e passato hanno la stessa radice QDM)(nella lingua degli indiani Hopi i verbi non hanno il tempo, ma indicano la validità di una affermazione, la conoscenza e l’esperienza che il parlante ha avuto con una esperienza)
  • Differenze fondamentali nelle concezioni di famiglia, individuo, ruolo della donna e del bambino, religiosità

Come inserire nella didattica delle lingue?

Alcuni spunti da sviluppare durante il corso

distanza linguistica e culturale;

  • Esplicitare le differenze attraverso esempi (video, dialoghi scritti, immagini) ed esperienze dirette (magari registrate)
  • Prendere consapevolezza che esistono universali pragmatici, ma anche una varietà di mezzi linguistici per attuarli
  • Conoscere e smontare gli stereotipi e conoscere le diverse modalità di realizzazione degli atti linguistici
  • Evitare situazioni e argomenti che possono entrare apertamente in conflitto con le convinzioni religiose o le regole sociali dei corsisti (soprattutto quelli che riguardano i punti sensibili) (rispetto, conoscenza reciproca, mediazione)

Divenire abili:

quanto è necessario acquisire una competenza pragmatica come i nativi?

Esistono strategie per superare le differenze (ironizzare, ammissione di incompetenza…)

Motivazione

Indagare le motivazioni e i bisogni dei corsisti (anche non espressi) attraverso colloqui individuali, questionari, coadiuvati da mediatori. Un adulto quando si iscrive ad un corso di lingua generalmente ha delle aspettative che vanno oltre l’apprendimento dell’italiano: può aspettarsi, per esempio, un miglior inserimento lavorativo, maggiore considerazione da parte dei vicini di casa, più stima da parte dei figli che parlano già l’italiano. Molti di questi bisogni sono spesso inespressi e talvolta nemmeno l’adulto non ha mai avuto modo di riflettere a fondo sulle motivazioni profonde che lo hanno spinto a seguire il corso di italiano

Inserire nelle unità argomenti di interesse del corsisti

Evitare la noia e argomenti troppo semplici o troppo complessi

Autostima ansietà

Evitare esercizi nei quali entra l’ansietà sociale (interrogazione, role play) o che mettono il corsista in contraddizione con il proprio sistema di regole.

Evitare che il corsista abbia la sensazione di perdere la faccia anche se le correzioni che vanno sempre fatte

Dare la possibilità di controllare il processo di apprendimento (contratto formativo)

Esplicitare le scelte didattiche e le motivazioni di queste scelte

Riservare comunque una parte della lezione agli esercizi formali perché danno sicurezza

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