Massimo Pomi
(ottobre 2000)
Che cos’è un multiverso?


Multiverso è la realtà sorpresa dalla meraviglia, aperta da ogni lato dall’urgenza irriverente di un domandare che non si appaga degli stereotipi e della banalità del già-detto e della presuntiva sufficienza di sapere che avvelena la vera conoscenza, quella nutrita di intelletto ed emozione, di sapienza ed immaginazione, appesa alla crucialità decisiva della vita non meno che alle istanze logiche della mente.

Multiverso è la cifra che allude alla realtà nel suo complesso, quale "insieme compatibile di possibili simultanei" (Remo Bodei), quale sintesi sempre irrisolta di attualità e possibilità, effettualità e latenza, presenze e fantasmi di ancor inedite espressioni e manifestazioni, di cose, forme ed eventi intessuti dalle trame simboliche in cui si annida la mente vivente degli esseri umani, le cui combinazioni e configurazioni sono sottoposte ad un gioco costruttivo, di scomposizioni e ricostruzioni senza fine.

Multiverso è la cifra dell’irriducibile complessità dell’esperienza, la liquidazione del concetto di "essere chiuso e statico", risolto per sempre (Ernst Bloch), laddove il riconoscimento epistemologico della complessità ci rimanda alla ‘infinitezza’ potenziale delle variabili in movimento nella concretizzazione e nella definizione di un qualunque determinato fenomeno della nostra esperienza.

Pensare il multiverso in cui siamo e che siamo, pluralità aperta di compossibili e simultanei, spazio-tempo saturo dell’ambivalente pregnanza dell’altrimenti, ci persuade che reale non è solo quanto supponiamo tale secondo l’ordine noto del ‘già dato e conosciuto’, ma che l’essenza del mondo e dell’evento è essa stessa al "fronte" del possibile e del non ancora avvenuto, di là dalla ultimatività di ogni previsione ed attesa.

Multiverso siamo noi e le cose nell’inerenza viva che tesse insieme la trama disordinata ed effervescente dell’accadere e dell’esperienza che ne abbiamo. E quando cerchiamo di dare ordine a questo caos, ogni nuova configurazione si aggiunge ad ogni altra, frangendo gli equilibri faticosamente conseguiti e mettendo nuovamente in moto quella costellazione plurale e controversa, palpitante di nessi intersoggettivi, che diciamo essere il mondo nel quale siamo.

Multiverso, forse, non è altro che l’ipertesto lussureggiante e instabile in cui si addensa la metamorfosi della vita che vive e pensa.

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