ISTITUTO AUTONOMO "IQBAL"
ex VII CIRCOLO

PRATO

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PREMESSA

Il lavoro è scaturito dalle attività che  i bambini hanno effettuato partecipando ai laboratori organizzati dalla Pubblica Istruzione del Comune di Prato.
Sono stati approfonditi i temi trattati, attraverso successive lezioni teoriche e pratiche, come ad esempio:

bullet esecuzione con strumenti a fiato e a percussione di brani musicali dell'epoca
bulletcolorazione naturale dei tessuti
bulletelaborazione di cartine e di disegni riferiti al sistema delle gore e alla     lavorazione del tessuto

 

L'abito e il tessuto
nel tempo medievale

bulletPrato e il suo ingegnoso sistema di gore
bulletLe fibre tessili e i coloranti naturali del Medioevo
bulletDal tessuto all'abito
bulletUn mercante del tempo: Francesco Datini

"Tutta a Prato va a finire la storia d'Italia e d'Europa:
 tutta a Prato in stracci"
(da "MaledettiToscani" Curzio Malaparte)

A Prato nell'XI e nel XII secolo la lavorazione tessile assume fisionomia d'arte. I vari tessitori, lanaioli  e pannaioli svolgono a Prato le loro attività: prima nella cerchia dell'economia rurale e domestica, poi come  vera e propria categoria di rilievo in grado di padroneggiare la difficile arte tessile. Intorno al 1100 il territorio pratese presenta tutti i requisiti necessari a tali lavorazioni. Le acque del Bisenzio che già muovono i MULINI possono alimentare le GUALCHIERE, la terra da FOLLONE  del vicino poggio di Monteferrato ha proprietà detergenti ed anche feltranti, qualità indispensabili per la gualcatura. Nel corso del 1200  le gualchiere aumentano in modo straordinario e l'industria laniera in breve tempo raggiunge uno sviluppo tale da alimentare un commercio di importazione di materie prime e di esportazione di manufatti.  Nel 1254 la ricerca di manodopera specializzata da parte dei lanaioli pratesi spinge il Comune ad esentare da tasse  gli operai provenienti dalla Lombardia e da Verona. Sempre in questo periodo il Comune esercita un’accurata sorveglianza per proteggere le più importanti industrie del luogo e allo stesso tempo per controllare che queste  non intralcino e non danneggino  la regolare vita cittadina. Le gualchiere godono di una posizione di monopolio sui lanaioli di Prato,  Firenze e Pistoia. Gruppi di industriali spesso devono assicurarsi con contratto notarile l'esclusiva prestazione d'opera di una gualchiera ed i proprietari degli stabilimenti  sentono la necessità di un'organizzazione consorziale e di un  regolamento che determini i diritti e gli obblighi di tutti gli utenti delle acque del Bisenzio, sorge  infatti nel XII secolo il consorzio dei padroni dei mulini di Prato.

 

 

 


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 Mulino ad acqua

 

 

 

 

 

 

 


Gualchiera ad acqua

 

                 

Nel territorio pratese i mulini ad acqua furono costruiti tra il XII e il XIII secolo. Le due forze sociali che intrapresero e curarono la costruzione furono i feudatari e gli ecclesiastici che al tempo gestivano le Badie. I Signori di Prato erano gli Alberti ed avevano il controllo su tutte le attività produttive. La stragrande maggioranza dei mulini pratesi era disposta su un canale passante ( gora) con un flusso di acqua continuo. Nei mulini pratesi la gora, giunta in prossimità di un impianto, subiva un leggero allargamento ed un rialzamento detto "margone". Un elemento di estrema importanza per il buon funzionamento di ogni mulino era la pulizia della gora, una operazione obbligatoria per i mugnai già prevista nello STATUTO del 1296. Quasi nessun mulino o stabilimento  mosso dall'energia idraulica era gestito direttamente dai proprietari; si era così formata una categoria di artigiani che prendevano in affitto gli edifici pagando un canone annuo e una percentuale sui ricavi. Alcuni mulini del nostro territorio si adattarono alla lavorazione del tessuto trasformandosi da mulino a gualchiera. Il funzionamento generale delle gualchiere era uguale a quello del mulino, solo che la forza idraulica anzichè far girare le macine faceva muovere i due rulli attraverso i quali il tessuto era obbligato a passare, operazione che lo rendeva uniforme, compatto e morbido
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FOLLONE E’ una macchina usata per la follatura dei tessuti:è costituita da cilindri che comprimono in tutti  i sensi il tessuto, può essere chiamata anche gualchiera o mangano.
LA TERRA DA FOLLONE deriva dal disfacimento  delle rocce ofiolitiche (serpentino,gabbro,diabase…) di cui il Monteferrato è costituito. Si tratta di un materiale particolarmente ricco di metalli pesanti.

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