ISTITUTO AUTONOMO "IQBAL"
ex VII CIRCOLO

PRATO

Home ] Su ] gore ] [ fibre ] abito ] mercante ]


LE FIBRE TESSILI E 
I  COLORANTI  NATURALI  DEL  MEDIOEVO

Vengono chiamate fibre tessili quelle materie filamentose dotate di lunghezza, finezza e  flessibilità tali da venire filate. Nel medioevo esistevano fibre tessili vegetali come il COTONE, il LINO  e la CANAPA  e fibre tessili animali come LANA e SETA . Per arrivare  ad avere il tessuto le fibre dovevano essere sottoposte a svariati processi di lavorazione. Si iniziava dalla filatura: in  questa fase erano concentrate tutte quelle operazioni che permettevano di trasformare un ammasso fibroso in filo continuo, omogeneo e relativamente uniforme. Prima di passare al telaio i filati  venivano posti su speciali intelaiature dette cantre. I fili posti sulle cantre  venivano messi paralleli l'uno sull’altro su un subbio di legno. Da qui passavano attraverso dei licci che erano sul telaio e che servivano a dare il movimento per il filo di trama. Durante la tessitura i fili venivano mantenuti paralleli e solidali con  una banchina mobile detta cassa battente, sulla quale scorreva un proietto che portava il filo di trama. Dopo la tessitura  i tessuti dovevano essere purgati nella gualchiera in modo da uniformare la trama con l’ordito. Si passava infine alla TINTURA dove si dava il colore voluto alla stoffa. Il guado,il chermes e la robbia furono alcuni tra i più importanti materiali di tintura del medioevo. Il popolo tingeva i suoi abiti con colori che facilmente poteva trovare nel regno vegetale ed in genere erano tonalità gialle, beige o marrone. Coloro che potevano spendere di più utilizzavano colori come il viola ottenuto dalla Roccella tinctoria. Questo è un lichene  grigio che messo a macerare nell’urina di mucca o di pecora con aggiunta di calce produceva una pasta molle rosso scuro  chiamata “oricello”. Altro colore costoso era il rosso ottenuto con il Chermes, un parassita della famiglia delle cocciniglie. La raccolta veniva fatta da maggio a giugno: le femmine di chermes venivano uccise con l’aceto e successivamente seccate, per essere utilizzate durante l’anno. L’azzurro ,invece, si otteneva con il Guado che è una pianta simile alla rapa,con fiore giallo e seme color lillà. Le piante raccolte venivano messe a macerare e durante la fermentazione emanavano un odore puzzolente che cessava solo quando il processo di fermentazione finiva e il prodotto era pronto per essere usato.

 

 


torna

 Il cotone  è una pianta dal fusto legnoso,alta uno o due metri, con foglie lobate e grandi fiori gialli e bianchi. La fibra tessile viene ricavata dai peli che rivestono il seme. I bioccoli di cotone vengono separati dal seme e disposti su uno strato che viene pressato fino a farlo diventare una specie di tela. La tela viene battuta,  resa morbida ed uniforme fino a farla diventare un nastro allungato, pettinato e filato.

 

 


torna

Il lino  è una pianta annuale, alta circa un metro, con foglie lanceolate  e graziosi fiori azzurri. I suoi steli vengono macerati per poi essere maciullati e raschiati. Infine le fibre vengono pettinate per renderle morbide e parallele, pronte per la filatura.

 

 


torna

La canapa  è una pianta erbacea annuale che può raggiungere sei metri di altezza con foglie  palmato-composte. Il processo di lavorazione delle fibre è identico a quello del lino.

 

 

La lana è costituita dal peli che formano il vello degli ovini e si ottiene sottoponendo le pecore alla tosa. La seta è costituita dalla secrezione di un insetto: il filugello o baco da seta. Le larve di questo insetto si nutrono esclusivamente di foglie di gelso e formano un bozzolo che ha il compito di contenere la crisalide per 15 giorni, alla fine dei quali essa esce trasformata in farfalla.

torna

 

 


torna
Il tintore medievale