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La presente sezione intende fornire dei contributi teorici ai seguenti quesiti:
che cosa è il metodo didattico? Quali sono i metodi di insegnamento più efficaci per gli studenti della scuola secondaria?

E' ormai convinzione consolidata che, nell'insegnamento, non si possa parlare di "un" metodo capace di imporsi come "il" metodo migliore; gli insegnanti hanno a disposizione una molteplicità di metodi didattici, che vanno intesi come dei possibili percorsi per raggiungere dei risultati efficaci di apprendimento degli allievi; tra i quali scegliere, a seconda non solo dei propri convincimenti didattici, ma anche dalle condizioni di contesto, dai tipi di obiettivi che s'intendono perseguire, dagli stili di apprendimento degli allievi, ecc.

La varietà dei metodi di insegnamento viene spesso riportata a tentativi di classificazione, molti studiosi forniscono un repertorio più o meno organizzato al quale il docente può riferirsi.

Tra i molti repertori possibili, evidenziamo due contributi interessanti nella definizione dell'elenco dei metodi, uno è quello proposto da P. L. Muti (1) e l'altro è quello sviluppato da P. Goguelin (2).

La caratteristica della linea teorica proposta da P. L. Muti, è quella di aver tracciato un'esposizione che delinea lo sviluppo logico e storico della pedagogia nel tempo, ritenuta dall'autore la linea d'esposizione più valida ad illustrare i metodi e le varie tecniche in cui si articolano.

La proposta di P. Goguelin non si distanzia molto da quella presentata da P. L. Muti. Lo studioso considera ciò che definisce "metodi affermativi" un'area più grande contenente, sia i metodi espositivi che quelli dimostrativi e relativamente ai metodi attivi, questi comprendono anche quelli psicosociologici. Infine Goguelin riconosce anche il "metodo permissivo": tale metodo è tuttavia considerato dall'autore marginale, definendo, con tale terminologia, tutti i metodi basati esclusivamente sull'informazione (ad esempio, si mettono a disposizione dell'allievo libri, cassette, che egli può leggere, ascoltare, senza che egli riceva mai un consiglio, senza dargli alcun suggerimento su ciò che fa).

I metodi didattici di riferimento sono, quindi, i seguenti:

La presente suddivisione dei metodi didattici rappresenta, come anticipato, soltanto una delle possibili tassonomie, poiché il tema e i possibili repertori rappresentano una materia molto discussa, spesso frutto dei vari approcci utilizzati dallo studioso per inquadrare la materia.

A tal scopo, si possono, infine, riconoscere i cosiddetti metodi nominali che si riferiscono a specifici studiosi che li hanno proposti.

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(1) P. L. Muti, Organizzazione e formazione, Angeli, Milano, 1988, pp. 46-59
(2) P. Goguelin, La formazione animazione, tr. it. Isedi, Torino, 1991, pp. 117-133