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Peculiarità del servizio all'estero per il personale non docente
a cura di Anna Maria Mascioli


Pubblicato in Atti del corso di formazione per il personale delle istituzioni scolastiche italiane all'estero
A cura di M.G. Staderini
M.A.E. IRRE Toscana 1999


Sono pochi i minuti di riflessione che il denso programma di queste giornate mi ha riservato, ma spero di potervi comunque trasmettere un'immagine realistica del complesso insieme di impegni professionali che ognuno di voi è chiamato ad affrontare nelle rispettive sedi di destinazione all'estero.
La maggior parte di voi opererà in Europa e questo rende il discorso più compatto e, mi auguro, più mirato a soddisfare l'ansia positiva di informazioni che sento qui pervenirmi.
Per esigenze di concisione inizio ad enuclearvi in modo sintetico quelli che nelle diverse sedi di destinazione potranno essere i vostri compiti ed analizzeremo poi, insieme, le peculiarità di questa futura attività rispetto al servizio svolto in territorio metropolitano, soprattutto alla luce dell'impatto che essa potrà assumere sull'insieme delle vostre responsabilità professionali, di cui al profilo di appartenenza.
Il contesto operativo di chi tra di voi non verrà assegnato ai servizi di segreteria di una Scuola italiana all'estero si snoderà essenzialmente sugli interventi promossi coordinati e vigilati dall'Autorità consolare (che svolge anche funzioni di Provveditore agli studi) e dalla Dirigenza scolastica presenti nelle diverse Circoscrizioni consolari. (v. D. Leg. vo 297/94, Art. 625,636 e 638).
Tali interventi possono essere così riassunti corsi di lingua e cultura italiana (integrati, inseriti, in orario extrascolastico, a livello di licenza media);
.corsi di sostegno in lingua locale, finalizzati a consolidare il successo scolastico dei nostri ragazzi anche in prospettiva di un miglior
collocamento sul mercato del lavoro sia ali' estero che in Italia; .aggiornamento del corpo docente e del personale ATA.

L'Amministrazione degli Esteri, con una tendenza sempre più accentuata a partire dal 1993, affida ad enti privati la gestione di queste attività cofinanziate dal nostro Ministero degli Esteri e dal Fondo Sociale Europeo.
Tali enti, privati assumono e retribuiscono il personale docente addetto ai corsi di cui sopra e sono direttamente coinvolti nelle attività di aggiornamento del personale docente non di ruolo.

La Vostra azione si svolgerà, pertanto, in termini apparentemente ridotti e con minor responsabilità diretta rispetto al contesto operativo metropolitano.
All'estero sarete, infatti, esentati, se inviati, ad esempio, con funzioni di responsabile amministrativo, da alcune funzioni complesse, quali la redazione del bilancio preventivo e consuntivo, la retribuzione dei docenti supplenti, o la presenza obbligatoria in alcune espressioni di organi collegiali (ad esempio Consiglio d'istituto etc..) Anche le funzioni di vigilanza e coordinamento su eventuali assistenti nell'ambito di un Ufficio scuola appoggiato ad un Consolato, non sono paragonabili, a livello di responsabilità rispetto a quelle svolte in territorio metropolitano, se non altro per la mancanza della presenza diretta nell'edificio dove sa-
rete operativi di insegnanti, alunni, aule, etc Credo di poter anticipare la domanda che in molti di voi sta affiorando tra stupore ed incredulità: "ma allora quale sarà il contesto in cui opereremo e le funzioni che ci verranno richieste"?

Vi invito ad individuare, in un dibattito aperto, quale potrebbe essere le sequenza di una giornata di lavoro all'estero. Mi auguro che in questo modo possano divenire patrimonio informativo di tutti i presenti non solo eventuali esperienze personali, raccolte nelle varie sedi ed istituzioni scolastiche estere, ma soprattutto vengano offerte, a chi ancora non ha affrontato questa esperienza, le coordinate entro cui collocare il proprio futuro impegno.
Intenderei aprire qui una riflessione comune, in modo da far emergere dubbi e perplessità che inevitabilmente sono collegate all'incertezza di un contesto operativo che ben in poco si può ricollegare a quello metropolitano, scandito da certezze normative, da ritmi conosciuti, da calendari di impegni ricorrenti, da condotte di comportamento in cui i valori della gerarchia difficilmente possono venire fraintesi, in conclusione, da un insieme di regole e criteri, che se pur soggetti a evoluzione, costituiscono una griglia sicura entro cui svolgere le funzioni specifiche del proprio profilo.

Contesto operativo
Desidero riprendere il discorso sul dato di fatto che all'estero si è immersi in un circuito molto più diretto, articolato e complesso con la realtà che ci circonda di quanto non avvenga in Italia.
Non firmerete alcun documento ma sarete investiti da una responsabilità non certo minore: quella di rappresentare il nostro Paese, in contesti che rivelano, tra l' altro, ancora un certo disagio della comunità italiana per la riuscita scolastica dei propri figli dove pertanto, ai nostri interventi di assistenza scolastica viene riservata una attenzione emotiva che è bene non ignorare.
Vi sarà richiesto un esercizio costante di condotta disciplinata, responsabile, con molta disponibilità alla collaborazione, alla cooperazione e ad assumersi compiti anche non specifici del proprio profilo.

Voi capite bene che in un avamposto, quale l'ufficio Scuola all'estero, la norma di condotta può venire dettata dalla contingenza quotidiana, ossia da emergenze che impongono un lavoro di sinergia nel rispetto delle reciproche competenze, per fronteggiare "situazioni imprevedibili".
Ne cito qui di seguito alcune per rendere un discorso così delicato nell'impatto che esso può suscitare, ad esempio, sui concetti di autonomia e responsabilità che il profilo professionale di appartenenza riserva ai responsabili amministrativi) il meno astratto possibile;

  • blocco di tutti gli interventi da parte degli enti gestori per eventuali ritardi nell'accreditamento dei cofinaziamenti relativi all'esercizio di competenza; con conseguente protesta di tutti i soggetti interessati e degli esponenti del mondo associativo e politico locale italiano, ivi compresi i membri dei comitati rappresentativi degli Italiani all'estero di cui desidero parlare in modo più approfondito nella giornata di domani;
  • ritardi, rispetto al calendario scolastico locale, nell'invio di personale di ruolo assegnato, alle classi/scuole bilingui, con conseguente protesta delle Autorità scolastiche locali;
  • eventuali atteggiamenti restrittivi da parte delle Autorità locali nei confronti dell'inserimento nelle scuole locali dei nostri corsi .

Potrei continuare in questo elenco di eventualità poco piacevoli ma mi premeva segnalarvi solo alcuni momenti delicati che rendono attuale e auspicabile, a mio modesto parere, la condotta comportamentale cui facevo cenno nel para- grafo precedente.

Non fraintendetemi: non è un inno alla confusione dei ruoli, ma all'interscambio intelligente e razionale di compiti in situazioni complesse che richiedo- no l'assoluta compattezza dell'Amministrazione italiana all'estero in generale, nel nostro caso dell'Ufficio Scuola e, dunque, dell'immagine esterna che esso è tenuto a dare nei confronti del mondo esterno.
Evidentemente una tale impostazione ha una sola possibilità di riuscita con successo per tutti i soggetti che ne sono coinvolti non da ultimo voi: attingere a piene mani a quel patrimonio di elevata maturità umana ed intellettuale di cui voi tutto personale ATA siete portatori nelle Scuole del nostro Paese.

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