PROGETTO QUID
Un progetto di aggiornamento, ricerca e sperimentazione sul curricolo verticale

Comitato scientifico
Franco Cambi (responsabile), Franca Gattini (referente), Carlo Fiorentini, Carlo Testi, Sergio Vannini.

Esperti
area educazione linguistica: Maria Piscitelli, Carlo Testi
area educazione matematica: Umberto Cattabrini, Brunetto Piochi
area educazione scientifica: Daniela Basosi, Fiorenzo Gori, Carlo Fiorentini
area educazione storica e scienze sociali: Carla Mugnai, Sergio Vannini
area educazione artistica e tecnica: Sergio Elisei, Gabriella Lisi, Giuseppe Furlanis

Comitato di coordinamento
E' costituito dal comitato scientifico e dai direttori didattici e dai presidi.

IL PROGETTO

FinalitÓ del progetto
Articolazione
Fasi



FinalitÓ

Il documento di sintesi dei lavori della Commissione dei Saggi elaborato dal coordinatore Roberto Maragliano, e più in generale i contributi della maggioranza degli esperti, costituiscono un imprescindibile punto di riferimento per i saperi scolastici dei prossimi decenni. Chi ha puntigliosamente sottolineato che non vi siano proposte innovative significative, non ne ha, a nostro parere compreso, la grande novità pedagogica, culturale e politica. Essa consiste nel fatto che una commissione composta essenzialmente da intellettuali non esperti di problematiche scolastiche è giunta alle stesse conclusioni cui era arrivata negli ultimi dieci anni la migliore riflessione psicopedagogica e didattica disciplinare.

Il documento di sintesi è un importante punto di riferimento per il futuro, per eventuali nuovi programmi, ma anche per il presente, in quanto non è in contraddizione con l'impostazione di fondo dei programmi effettivamente innovativi presenti nella scuola italiana (quali la maggior parte dei programmi della scuola materna, elementare, media e del biennio Brocca). Il documento non è in contraddizione con ciò che di realmente innovativo si è tentato negli ultimi venti anni nel sistema scolastico italiano; va, tuttavia, molto più avanti poichè tiene conto delle trasformazioni socioculturali più recenti, delle nuove consapevolezze psicologiche ed epistemologiche, ed, infine, di una prospettiva complessiva di riforma del processo formativo.

Nel passato, uno dei limiti più gravi delle innovazioni è stato , infatti, sempre quello della disorganicità: i nuovi programmi hanno sempre riguardato un singolo spezzone scolastico (prima la scuola media, poi quella elementare, ecc...) e sono, quindi, sempre stati caratterizzati, nella impossibilità di una prospettiva curricolare verticale, da sfasature o inderminatezza nel rapporto prospettato fra le indicazioni di finalità, obiettivi e metodologie, da una parte, e le proposte di contenuto, dall'altra.

In mancanza di una seria ricerca sul curricolo verticale e nella conseguente impossibilità di formazione adeguata, iniziale ed in servizio, degli insegnanti, l'editoria scolastica ha svolto un ruolo fondamentale nella gestione dei programmi; ma, come è stato evidenziato da molti saggi, i manuali scolastici sono stati spesso innovati solo nell'aspetto, ma nella sostanza la loro qualità pedagogica è probabilmente peggiorata, in quanto sono diventati sempre più delle enciclopedie di informazioni specialistiche e nozionistiche.

In molte situazioni della scuola reale, e non per responsabilità principale degli insegnanti, la parte innovativa dei programmi non è stata realizzata. La nostra scuola è ancora in molte situazioni caratterizzata dal verbalismo , dall'enciclopedismo, dal formalismo, dal fare "molte cose male e superficialmente".

Il documento di sintesi può, quindi, costituire una guida preziosa per progettare, pur partendo dai programmi attuali, ipotesi di curricolo verticale che, grazie alla riflessione epistemologica e psicopedagogica, siano effettivamente in grado di far diventare le discipline uno strumento adeguato per lo sviluppo di apprendimenti significativi e duraturi, siano, cioé, capaci di conferire loro una dimensione formativa.

Riprendiamo soltanto alcuni capoversi del documento di sintesi, ma il progetto Quid fa riferimento a tutto il documento:

"Elemento cruciale per l'apprendimento è dato dalla qualità delle esperienze che insegnanti e studenti realizzano in relazione alle aree di studio. I saperi offrono i materiali dell'imparare, ma acquistano significato (e praticabilità, anche operativa) in rapporto a come vengono collocati dentro il tessuto delle diverse forme linguistiche e delle strutture teoriche: di qui la centralità dell'epistemologia propria di ogni area di sapere, che fornisce alcune delle coordinate di riferimento per l'approccio didattico.

Le <<discipline di studio>> vanno quindi pensate come campi di significato che debbono fornire un orizzonte intersoggettivo ma anche acquistare un senso personale e tradursi in operatività, non solo in verifiche scolastiche.

L'istruzione non può e non deve mirare ad essere enciclopedica.

Sezioni diverse del sistema scolastico hanno livelli e scopi diversi, ma in ognuna di esse la regola dovrebbe essere l'insegnamento di alcune cose bene e a fondo, non molte cose male e superficialmente: si deve avere il coraggio di scegliere e di concentrarsi".

Articolazione del progetto

Il progetto Quid, data la difficoltà del compito, circoscrive il proprio ambito di elaborazione:

1) alla fascia di età 8-16 anni (il secondo ciclo della scuola elementare, la scuola media ed il biennio della secondaria superiore);

2) e a 5 aree disciplinari:

- area dell'educazione linguistica ( L1 e L2 )

- area dell'educazione matematica

- area dell'educazione scientifica

- area dell'educazione storica e degli studi sociali

- area dell'educazione artistica e tecnica

Il progetto, che avrà uno sviluppo triennale, si caratterizza come un progetto di formazione in servizio imperniato sui tre momenti dell'aggiornamento, della ricerca e della sperimentazione. Sono

previste 3 fasi:

1) una prima fase di 8 incontri con relazioni di esperti con l'obiettivo di costruire le coordinate epistemologiche e pedagogiche comuni;

2) una seconda fase, che si svilupperà in due anni scolastici, sarà dedicata alla elaborazione di proposte didattiche sul curricolo verticale da sperimentare nelle classi e successivamente al confronto delle esperienze fatte. Questa fase verrà effettuata per circa il 50 % con gli esperti;

3) una terza fase sarà dedicata alla documentazione dell'attività effettuata con la preparazione di un volume che conterrà il materiale più significativo.

Il progetto prevede la partecipazione di un numero complessivo di 120 insegnanti (40 del secondo ciclo della scuola elementare, 40 della scuola media, 40 del biennio della secondaria superiore). Saranno coinvolte 12 scuole, con un numero medio di 10 insegnanti per scuola (2 per ogni area disciplinare).

Il progetto si propone di entrare in comunicazione significativa con le scuole che aderiranno, sia nel senso di recepire le esperienze più importanti già sperimentate da ciascuna scuola, che nella possibilità di indurre nuove esperienze nelle singole scuole come frutto della elaborazione collettiva. Si ha, infatti, effettivamente formazione in servizio quando si realizza un'interazione significativa tra la ricerca sul curricolo e l'attività didattica nelle classi. Affinchè ciò si realizzi, sono necessarie alcune condizioni:

1) che il collegio docenti condivida il progetto e sia quindi disponibile, attraverso la mediazione dei propri 10 insegnanti, ad interagire con le proposte che verranno elaborate;

2) che partecipino al progetto gli insegnanti più motivati di ciascuna scuola;

3) che il numero di insegnanti sia per ogni scuola rilevante;

4) che il direttore didattico o il preside siano disponibili a seguire direttamente il progetto, da una parte partecipando agli incontri di coordinamento del progetto, e dall'altra garantendo le condizioni ottimali per le attività di sperimentazione nelle scuole.

La selezione delle scuole sarà effettuata sulla base degli elementi che verranno forniti da ciascuna scuola in relazione a questi criteri. A parità di altri criteri, verranno scelte scuole, in particolare della scuola di base, che hanno una parte consistente di studenti in comune.

Fasi operative del progetto

Gli incontri verranno effettuati di pomeriggio dalle ore 16 alle 19

anno 1998

- nel periodo aprile - novembre 8 incontri, di cui

3 plenarie dedicate alla presentazione delle coordinate epistemologiche e pedagogiche generali del

progetto

5 incontri per aree disciplinari dedicati all'individuazione dei quadri di riferimento epistemologici,

didattici e curricolari per le attività di sperimentazione

- nel periodo novembre - dicembre

2 incontri per aree disciplinari dedicati alla progettazione ed al confronto delle attività svolte

anno 1999

nel periodo gennaio - maggio

5 incontri per aree disciplinari dedicati alla progettazione ed al confronto delle attività svolte.

nel periodo settembre - dicembre

1 plenaria

5 incontri per aree disciplinari dedicati alla progettazione ed al confronto delle attività svolte.

anno 2000

nel periodo gennaio - maggio

5 incontri per aree disciplinari dedicati alla progettazione ed la confronto delle attività svolte

1 plenaria conclusiva

Gli incontri dedicati alla progettazione verranno effettuati mediamente con gli esperti per il 50 %

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