Il Ministero per i beni e le attività culturali

Organigramma

Il Ministero per i beni e le attività culturali è nato in seguito alla riforma che, nel 1998, ne ha allargato gli ambiti di competenza, dai tradizionali settori del patrimonio storico-artistico, degli archivi e delle biblioteche ai nuovi settori dello spettacolo, dell’arte e dell’architettura contemporanea, della promozione del libro e della lettura. Il Ministero, inoltre, svolge funzioni di vigilanza sugli organismi sportivi

L’organizzazione periferica del Ministero è articolata su due livelli di organi locali, il primo costituito dalle nuove soprintendenze regionali ed il secondo dalle soprintendenze di settore, dagli archivi di Stato e dalle biblioteche statali.

1. Dal febbraio 2001 il Ministero per i beni e le attività culturali si articola nei seguenti uffici di livello dirigenziale generale:

Direzioni generali

a) la direzione generale per il patrimonio storico, artistico e demoentoantropologico;
b) la direzione generale per i beni architettonici ed il paesaggio;
c) la direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee;
d) la direzione generale per i beni archeologici;
e) la direzione generale per gli archivi;
f) la direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali;
g) la direzione generale per il cinema;
h) la direzione generale per lo spettacolo dal vivo.

2. Le direzioni generali costituiscono centri di responsabilità amministrativa, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e a ciascuno di essi afferiscono le soprintendenze di settore, fatto salvo quanto previsto per le soprintendenze e le gestioni autonome. Nel caso di soprintendenze con compiti afferenti a più direzioni generali, il decreto di cui al comma 3 definisce il centro di responsabilità di riferimento.

3. L'articolazione degli uffici dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali, è definita con decreto ministeriale, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400. Alla ripartizione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie tra gli uffici di livello dirigenziale generale si provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

4. Le direzioni generali di cui al comma 1, provvedono, ciascuna nel proprio ambito, alla gestione del personale loro assegnato, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29, fatte salve le competenze del Segretariato generale, di cui all'articolo 1.