Il ponte di Mostar

Il Ponte Vecchio di Mostar era stato costruito nel 1566 dall'architetto turco Hajruddin, che aveva disegnato una curva elegante sospesa sulle rocce, leggermente asimmetrica per sfruttare l'appoggio naturale delle sponde.
All'epoca Mostar era conosciuta come la "Firenze dell'Impero ottomano", una città tollerante e aperta alle diverse culture. Il Ponte Vecchio, che collegava attraverso la Neretva le due parti della città, era simbolo di questa tolleranza.

L'abbattimento del ponte di Mostar, deciso e realizzato il 9 novembre del 1993 dal comando croato, non aveva alcuna valenza strategica se non quella di punire la città assediata e fiaccare il morale della popolazione.

Oggi è in corso la sua ricostruzione: il primo colpo di scalpello lo ha dato il presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi nella prima tappa della sua visita in Bosnia-Erzegovina. Nell'occasione Ciampi ha ricordato che "questi ponti costituiscono il motivo dominante delle immagini che contraddistinguono le banconote in euro. Il ponte di Mostar torna ad essere un simbolo dei valori della civiltà europea: una civiltà ricca di tradizioni plurime e di un sentire comune ispirato ai valori della libertà e dei diritti fondamentali della persona".

Finita la guerra iniziarono gli studi per la ricostruzione e venne fondato un partenariato tra la città di Mostar, l’Unesco, la fondazione Aga Khan, il Fondo Mondiale per la Salvaguardia dei Monumenti, la Banca Mondiale e un gruppo di donatori bilaterali, tra cui l’Italia, che si prefiggeva l’obiettivo di migliorare il clima di riconciliazione nel paese attraverso il riconoscimento del comune patrimonio culturale a Mostar.
Nel ’99 fu firmato un accordo fra la Bosnia Erzegovina e la Banca Mondiale per la concessione di un credito di 4 milioni di dollari a favore del «Pilot Cultural Heritage Project» (progetto pilota per la salvaguardia del patrimonio culturale). Inoltre venne istituita una commissione di esperti della ICE (International Committee of Experts) con il compito di garantire, insieme all’Unesco, la corretta esecuzione dei lavori.

Il progetto per il ponte di Mostar si è rivelato essere una delle imprese più complesse e delicate della storia degli interventi sul patrimonio storico artistico. La struttura a cui è stata affidata l'opera di ricostruzione è General Engineering s.r.l., una società italiana con sede a Firenze facente parte di ANCHOR GROUP, struttura multidisciplinare che opera in vari settori economici.

Tutte le informazioni sul progetto nel sito http://www.gen-eng.florence.it/starimost/00_main/main.htm

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