Il Ruolo dell'UNESCO

Argomenti
L'Unesco
L'azione normativa
Come funziona l'azione normativa
Quale patrimonio
La lista
Le città
Chi pensa alla tutela?
Chi decide?
I criteri

L'UNESCO è l'Organizzazione che, nel contesto generale delle attività delle Nazioni Unite, si occupa più specificamente dei problemi connessi con la cultura. Tra i suoi infiniti campi di azione ricordiamo le iniziative per la salvaguardia e lo sviluppo delle identità culturali e la protezione della creazione artistica individuale.

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Tutte le attività relative alla protezione del patrimonio culturale sono effettuate in stretta collaborazione con il Consiglio internazionale dei musei (ICOM), il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (ICOMOS), la Federazione internazionale degli architetti paesaggisti (IFLA) e il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali (ICCROM).

L'azione normativa

L'UNESCO esige l'adozione di una legislazione appropriata che determina il contenuto e la portata della protezione da accordare, elenca i beni sui quali dovrà essere esercitata e definisce le misure per assicurarla. Relativamente recente, questa legislazione si sviluppa progressivamente. Essa si esplica su due livelli distinti: internazionale e nazionale.
Sul piano internazionale, una rete di convenzioni e raccomandazioni adottate dall'Unesco o sotto i suoi auspici elenca le norme della salvaguardia del patrimonio da proteggere.

Alcune delle convenzioni e raccomandazioni sono formulate nell'ottica delle relazioni internazionali e definiscono le norme che gli Stati sono invitati a osservare nei loro rapporti reciproci, sia in tempo di guerra, sia in tempo di pace. E' il caso delle raccomandazioni dell'Unesco relative alla protezione del patrimonio culturale in caso di conflitto armato, al divieto d'importare beni culturali contrariamente alla volontà dello Stato sul cui territorio si trovavano originariamente, alla cooperazione internazionale ai fini della protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, alla collaborazione internazionale in materia di scavi archeologici.

Come funziona l'azione normativa

Ma l'azione normativa dell'UNESCO non si limita alle relazioni tra Stati. L'Organizzazione ha definito anche i principi e le norme che devono regolare la protezione, sul piano nazionale, del patrimonio culturale e ha elencato le misure che ogni Stato deve prendere per assicurare la salvaguardia dei beni situati sul suo proprio territorio. La sua azione si esplica soprattutto per mezzo di raccomandazioni agli Stati membri formulate nei termini del Regolamento relativo alle raccomandazioni agli Stati membri e alle convenzioni previste dall'articolo IV, paragrafo 4 dell'Atto costitutivo. Si tratta di norme che non possono essere ratificate ma che gli Stati sono invitati ad applicare.

Una volta adottate dalla Conferenza generale, le convenzioni internazionali e le raccomandazioni agli Stati membri sono elaborate secondo una procedura che prevede le seguenti fasi:

  • studio preliminare degli aspetti tecnici e giuridici della questione da regolamentare a livello internazionale; questo studio viene sottoposto all'analisi del Consiglio esecutivo, incaricato di iscrivere la proposta di regolamentazione internazionale all'ordine del giorno della Conferenza generale;
  • la Conferenza generale si pronuncia sull'opportunità di tale progetto di regolamentazione e sulla forma che dovrà prendere (convenzione o raccomandazione);
  • il Direttore generale è incaricato di preparare un rapporto preliminare sulla situazione oggetto della regolamentazione e sulla portata potenziale di quest'ultima;
  • gli Stati membri sono invitati a presentare i loro commenti e osservazioni su questo rapporto;
    - su tale base, il Direttore generale redige un rapporto definitivo contenente uno o più progetti di convenzione o di raccomandazione da comunicare agli Stati membri;
    - questo rapporto definitivo è sottoposto alla Conferenza generale o, se essa lo ritiene opportuno, a un comitato di esperti governativi;
    - la Conferenza generale esamina i progetti e procede all'eventuale adozione dello strumento.

N.B. Le raccomandazioni sono adottate a maggioranza relativa, mentre le convenzioni richiedono la maggioranza assoluta.

Quale patrimonio

Patrimonio naturale (art. II della Convenzione)

  1. monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o gruppi di tali formazioni, di rilevante valore universale dal punto di vista estetico o scientifico;
  2. formazioni geologiche e fisiografiche e aree particolarmente definite che costituiscono l'habitat di specie animali e vegetali in pericolo, di rilevante valore universale dal punto di vista della scienza e della conservazione;
  3. siti naturali o aree naturali particolarmente caratterizzate, di rilevante valore universale dal punto di vista della scienza, della conservazione o della bellezza naturale.

Patrimonio culturale (art. I della Convenzione):

  1. monumenti: opere architettoniche, opere scultoree e pittoriche monumentali, elementi o strutture di natura archeologica, iscrizioni, abitazioni rupestri e combinazioni di elementi di evidente valore universale dal punto di vista storico, artistico o scientifico;
  2. gruppi di edifici: gruppi di edifici separati o connessi che, a causa della loro architettura, la loro omogeneità o la loro collocazione nel paesaggio, abbiano rilevante valore universale dal punto di vista storico, artistico o scientifico;
  3. siti: opere dell'uomo o opere combinate della natura e dell'uomo, aree che comprendono siti archeologici di rilevante valore universale dal punto di vista storico, estetico, etnologico o antropologico.

La lista

I beni culturali segnalati dalla lista del patrimonio mondiale appartengono alla quasi totalità dei 144 paesi che hanno aderito alla convenzione dell'UNESCO sulla salvaguardia e la tutela. La prima lista fu istituita nel 1978 e comprendeva 12 siti. Nel dicembre 1995 la lista del patrimonio mondiale contava 469 tra monumenti, città, parchi, siti naturalistici, archeologici o di interesse demoantropologico. Di questi, 350 sono siti di interesse culturale, 102 aree di interesse naturalistico e 17 siti misti.

Le città

Quasi un centinaiodi siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale sono agglomerati importanti di quartieri storici ancora vitali. Gli specifici problemi di gestione di tali insediamenti derivano dalla necessità di conciliare le esigenze della protezione e della promozione del sito con i piani regolatori urbani e la vita quotidiana degli abitanti.
L'Organizzazione delle città del patrimonio mondiale, un'ONG posta sotto l'egida dell'UNESCO, è stata creata nel settembre 1993. Essa costituisce una rete permanente che permette scambi d'informazioni tra le città che ne sono membri e una cooperazione più stretta con altri organismi internazionali e regionali con analoghe finalità.
Quest' organizzazione aiuta i comuni ad assicurare la conservazione e la promozione dei quartieri iscritti sulla Lista del patrimonio mondiale, fornendo loro servizi di ricerca ed expertise, sollecitando l'opinione pubblica e conducendo attività di formazione e di raccolta di fondi.

Chi pensa alla tutela?

Il responsabile è in primo luogo il governo del paese in cui si trovano gli edifici, le città storiche, i monumenti naturali protetti, il cui valore eccezionale è stato riconosciuto dallo stesso governo. Ogni Stato Parte di questa Convenzione riconosce che ha il dovere di assicurare l'identificazione, la conservazione, la presentazione e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale situato nel proprio territorio. Tale Stato farà quanto sarà possibile a questo fine, utilizzando il massimo delle proprie risorse e, quando necessario, fruendo di ogni forma di assistenza e cooperazione internazionale, soprattutto finanziaria, artistica, scientifica e tecnica che tale Stato sia in grado di ottenere (art. IV della Convenzione).

Anche tutti gli altri Stati Parte della Convenzione si ritengono responsabili degli stessi beni: dal momento che il patrimonio è universale anche lo sforzo per conservarlo dev'essere collettivo. Le disposizioni della Convenzione divengono operative grazie a un comitato intergovernativo (Comitato del Patrimonio Mondiale, composto di 21 rappresentati degli Stati Parte della Convenzione) che pubblica una lista del patrimonio mondiale e organizza l'assistenza collettiva sulla base dei finanziamenti provvisti da un "fondo del patrimonio mondiale".

Chi decide

Il Comitato del patrimonio mondiale vigila sull'applicazione della Convenzione da parte dei firmatari e decide l'iscrizione di nuovi siti sulla Lista (in media 25 ogni anno). Le proposte iniziali emanano da istanze nazionali o da gruppi privati e devono ricevere l'approvazione di ONG specializzate. Il Comitato incoraggia le richieste d'iscrizione, contribuisce a sorvegliare e a proteggere i siti, accorda dei fondi per aiuti urgenti, concorre alla formazione di specialisti e favorisce la conservazione. L'Ufficio del Patrimonio mondiale si incarica della gestione delle pratiche correnti.

I criteri

Un sito può essere iscritto sia come bene culturale o naturale, sia come sito misto. I beni culturali (circa 310) sono definiti dalla Convenzione come monumenti o insiemi eccezionali storicamente, artisticamente o scientificamente. I siti naturali (100 a tutt'oggi) sono formazioni fisiche o biologiche che hanno valore estetico o scientifico straordinario. I siti misti (16), frutto dell'azione combinata della natura e dell'uomo, conservano la memoria di modi di vita tradizionali e rappresentano il legame tra la natura e la cultura, caratteristica centrale della Convenzione. Il primo sito oggetto di una politica di conservazione a lungo termine è stato nel 1993 il parco nazionale di Tongariro in Nuova Zelanda. L'obiettivo è quello di incoraggiare l'educazione all'ambiente e di favorire un turismo razionale dal punto di vista ecologico.


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