"Dall'ipotesi curricolare all'esperienza d'aula "
di Mario Calidoni

Sintesi dell'intervento per il Seminario di studio : Scuola e Beni culturali

Firenze 19, 20 dicembre 2002

L'articolato dibattito che da qualche tempo si è aperto sul rapporto tra curricolo e beni culturali nell'insegnamento e le numerose esperienze attuate o in atto, di cui il Progetto "SPACE" è un modello significativo, consentono di delineare alcuni elementi funzionali all'attività professionale del docente in situazione. E' questo infatti l'angolo di lettura che ritengo rispecchi il "pensiero dell'insegnante" quando si pone di fronte al problema "curricolo e beni culturali" nell'ambito dell'autonomia scolastica.

Per questa ragione la proposta di riflessione percorre due piste:

1 . come è pensato il rapporto curricolo - beni culturali?

  • nell'ambito del "formato curricolare"
  • nell'individuazione dei beni da introdurre nel sapere scolastico

2 . come è pensato il lavoro d'aula per e con il bene culturale?

  • nell'utilizzo del bene culturale come testo didattico complesso
  • nella scelta di strategie didattiche funzionali alla qualità dell'apprendimento

Conclusivamente viene riportata la sintesi di una esperienza in materia realizzata da tre alcuni Istituti comprensivi in rete della provincia di Cremona.

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Il riorientamento dei curricoli nella stagione dell'autonomia è certamente uno dei temi più aperti e ne sono testimonianza le indicazioni curricolari che si sono susseguite nella scuola dopo la stagione dei Programmi.

Rispetto ai Beni culturali e, più in generale, all'educazione al Patrimonio le ipotesi si concentrano su paradigmi giustificativi diversi.

Il tema del rapporto tra curricolo locale e curricolo nazionale risulta, in alcuni casi, la giustificazione più significativa per introdurre la conoscenza dei Beni culturali a scuola. Sul piano concreto l'utilizzo della fascia di flessibilità curricolare per progetti e attività in materia di sensibilizzazione e conoscenza sono una testimonianza di questa prospettiva alla quale , a livello istituzionale generale, si può collegare anche l'ipotesi di quote regionali .

Le "Indicazioni nazionali " Moratti introducono un nuovo paradigma. Il curricolo è l'insieme di "core curriculum disciplinare" , attività di educazione alla "Convivenza civile" ( di cui l'educazione ambientale è parte) e attività di laboratorio. In questo formato i Beni culturali sono percepiti come contenuti d'insegnamento di alto valore formativo da integrare nei curricoli disciplinari. Così ,ad esempio, all'obiettivo dell'educazione ambientale " Comprendere l'importanza dell'intervento dell'uomo sull'ambiente" , uno dei contributi disciplinari di "Arte e Immagine" è : "osservazione, documentazione analisi dei cambiamenti che hanno trasformato nel tempo , un monumento, un quartiere, una zona architettonica". Ancora i Beni culturali potranno essere presenti in diversi dei Laboratori previsti (soprattutto Laboratorio di attività espressive, di Progettazione).

Una lettura esclusivamente organizzativa dei due approcci sopraindicati mette in evidenza il carattere di aggiuntività delle scelte come rischio didattico incombente.

In realtà il riferimento per evitare questo rischio è presente nell'art. 8 del DPR 275 /99 per l'autonomia quando si afferma : " nell'integrazione tra quota nazionale del curricolo e quella riservata alle scuole è garantito il carattere unitario del sistema di istruzione ed è valorizzato il pluralismo culturale e territoriale ". Dunque una prospettiva di nuovo curricolo di cui il Patrimonio e i beni culturali sono una dimensione fondativa.

I saperi del territorio e dei suoi beni sono considerati essenziali per la cultura di

base dell'IC come elemento di congiunzione tra il locale e il generale . La selezione dei contenuti non è tanto relativa alla rilevanza scientifica o artistica degli stessi, bensì al valore scolastico di apprendimento, come contenuti essenziali e irrinunciabili per gli obiettivi formativi che l'educazione al Patrimonio si pone.

Per questa ragione nell'esperienza sinteticamente riportata al termine di questo intervento, il tema della continuità e della sistematicità del curricolo con i beni del territorio è stato centrale nella riflessione dei docenti che hanno partecipato alla Ricerca / Azione.

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Il Rapporto conclusivo del Progetto " Un monumento da adottare" della regione Lombardia (2001) , alla voce relativa alle ragioni di adozione dichiarate dalle scuole, ne presenta una che ci pare particolarmente significativa evidenziata da 16 scuole . Il monumento è stato scelto intendendolo come "testo didattico: per l'azione didattica, per l'indagine sul campo, per il potenziale di interdisciplinarità, per la metodologia della ricerca , come oggetto di un laboratorio attivo" .

Il problema dell'utilizzo del Bene culturale in classe ,infatti, ha ormai superato il paradigma dell'ambientalismo "romantico" . Il bene culturale non può essere trascurato perché espressione della cultura locale di cui è necessario andare orgogliosi. Appunto l'idea della didattica dei e per i beni culturali come didattica specifica si misura nella progettazione delle esperienze d'aula con i modelli che E. Damiano , indica come modelli centrati sull'oggetto mediatore, in contrapposizione ai modelli centrati sull'insegnamento (es. didattica per obiettivi) e/o sull'apprendimento (es. didattica della ricerca ). Gli Oggetti culturali non sono materie o contenuti bensì "organizzatori del conflitto cognitivo tra soggetto e contesto in cui si sviluppano gli schemi cognitivi" e utilizzano le discipline come campi di conoscenza. Nel caso del Bene culturale l'Oggetto culturale ha il grande vantaggio didattico di essere concretamente visibile , di possedere rilevanza storica e di essere un oggetto fortemente legato all'uomo ( valore antropologico).

La pluralità delle attività sperimentate e il riferimento alla esperienza qui presentata, inducono a indicare sinteticamente alcuni degli approcci operativi ritenuti più significativi .

 

Modello didattico

Opportunità didattiche

Modello ecologico partecipativo

L'apprendimento degli alunni rafforza i

comportamenti lavoro sul campo e in ambiente esperto con raccolta dati etc…

Modello per sfondo integratore

Salda le dimensioni affettive/cognitive e programma per situazioni attività collocata in un contesto vissuto realmente o virtualmente

Modello dei processi mediatori e didattica per concetti

Si centra sul "contenuto da esaminare " ed opera come mediatore didattico attività di analisi del contenuto funzionale al percorso didattico

Modello per progetti/ricerca

E' attento alle relazioni tra scienza (discipline) e insegnamento come riflessione sull'azione attività progettata e condotta in partenariato di compiti e attività

Modello per competenze e riflessività

Sottolinea l'idea che sapere e saper fare sono strettamente intrecciati attività su "organizzatori cognitivi" ( esempio esplorare) che, in progressione, diventano competenze ( saper osservare e organizzare l'osservazione)


Nell'esperienza d'aula questi approcci ed altri spesso si mescolano e , per l'educazione al Patrimonio, sono un prezioso contenitore di indicazioni per la ristrutturazione continua del rapporto con il Bene stesso. In questa dimensione di ricerca in aula si avvia forse l'attuazione di quell'indicazione di E. Morin : " dobbiamo far riapparire maggiormente l'unità multidisciplinare della realtà antroposociale, articolando fra loro quelle scienze oggi ancora separate (storia, geografia, sociologia, psicologia) con le scienze dell'immaginario che sono molto importanti per conoscere l'essere umano".

Un'esperienza

Per un curricolo continuo di educazione al Patrimonio nell'Istituto Comprensivo

Una delle osservazioni che, sul piano didattico e pedagogico, sono più puntuali e pertinenti rispetto ai progetti di educazione al Patrimonio riguarda la loro frammentarietà ed episodicità. Terminata la bella esperienza di confronto con il bene culturale , il curricolo torna nell'alveo delle singole discipline e della consuetudine scolastica.

Il problema di garantire sistematicità e continuità all'approccio al Patrimonio è, sul piano scolastico , molto complesso.

L'Istituto Comprensivo, che mette in continuità istituzionale la scuola dell'infanzia con la scuola elementare e la scuola media, pare una condizione favorevole per "negoziare" la progressività e la continuità dell'approccio .

L'esperienza di cui qui si dà conto riguarda una rete di tre Istituti Comprensivi in provincia di Cremona (IC di Casalmaggiore, IC di Piadena; IC. di Gussola) che ha creato un gruppo di ricerca sul tema e si è misurata nel compito di fornire indicazioni per la costruzione di un curricolo continuo di educazione al Patrimonio per ognuna delle tre sedi.

Le consapevolezze didattiche e gli aspetti che paiono più rilevanti riguardano:

  • il riferimento ad una matrice di progettazione del curricolo condivisa e costruita insieme dai docenti dei tre ordini scolastici
  • l'opportunità che ogni Istituto possa inserire in quella matrice gli Oggetti del Patrimonio locale considerati essenziali
  • la condivisione della progressività nell'approccio al patrimonio locale per evitare sovrapposizioni e ripetizioni inutili
  • il collegamento con gli ambiti disciplinari e le discipline
  • il collegamento e l'interazione con le proposte delle istituzioni del territorio con le quali, sulla base della matrice dei criteri , impostare un'azione condivisa e continua.

Il Progetto, al suo primo anno di attuazione , prevede uno sviluppo successivo attraverso la sperimentazione di attività singole sui beni culturali e la verifica della funzionalità del modello per la progettazione successiva. Sono state comunque presentate alcune esperienze d'aula per ogni livello scolastico ( scuola dell'infanzia, scuola elementare, scuola media) che i docenti del gruppo hanno attuato contestualmente allo studio per il curricolo continuo per le quali è stata condivisa la matrice di programmazione e che sono documentate nel volume finale.

Il risultato al primo anno di lavoro è , infatti , la pubblicazione del volume " Leggere a scuola il Patrimonio del territorio" che ha avuto il riconoscimento di progetto d'eccellenza nel concorso della Direzione scol. regionale e dell'Assessorato regionale alla formazione e lavoro lombardi, " Lombardia una tradizione da promuovere".

In questa sede si riporta la matrice del curricolo (Allegato 1) precisando che ogni Istituto ha costruito poi la propria mappa del Patrimonio da considerare nella progettazione delle attività e da tenere presente per l'intero arco della frequenza della scuola di base a partire dalla scuola dell'infanzia.

Questa matrice, costruita dai docenti dei tre Istituti comprensivi del territorio, è stata poi declinata con gli "oggetti culturali " specifici ( beni culturali e ambientali) delle diverse realtà avendo come bacino di riferimento , il bacino d'utenza di ogni singolo istituto.

Inoltre si riporta la matrice costruita insieme per la progettazione delle esperienze d'aula (Allegato 2) . Il modello è articolato in tre parti rispettivamente dedicate all'analisi del contenuto ( il Bene culturale nei suoi intrecci inter e multidisciplinari), le attività dell'insegnante e le attività dell'alunno; è evidente che nella relazione tra i due soggetti si collocano le scelte diverse e articolate degli approcci didattici di volta in volta di scoperta di analisi, di laboratorio etc….

Firenze 19.12.2002

Bibliografia essenziale

M. Calidoni ( a cura di) Leggere a scuola il patrimonio del territorio, Centro Postuniversitario S. Chiara Casalmaggiore,(CR)

AA.VV. ,Un monumento da adottare, giornata di studio del 30 novembre 2001, Regione Lombardia , Milano

F. Cambi: Conoscenza, scienza e sapienza ; in A. Monista ( a cura di): Organizzazione del sapere, discipline e competenze, Carrocci, Roma, 2002

P. Calidoni: Didattica come sapere professionale, La Scuola, Brescia, 2000

E. Damiano: Insegnare con i concetti, un modello didattico tra scienza e insegnamento, SEI, 1994

Allegato 1

IL CURRICOLO CONTINUO E VERTICALE DI EDUCAZIONE AL PATRIMONIO NELL'IC

MATRICE CURRICOLARE COMPLESSIVA

realtà del patrimonio locale da considerare nell'esperienza scolastica:

gli ambiti di indagine

CICLO PRIMARIO scuola dell'infanzia elementare media

Categorie beni

Scuola infanzia e 1* ciclo (anni 4/7)

Ambienti di vita

E campi di esperienza

Scuola elementare 2 ciclo (anni 8/10)

Nuclei tematici ambito antropologico ed espressivo

Scuola media

(anni 11 / 14)

Percorsi multi-interdisciplinari del Patrimonio nel territorio (discipline)

Campi di esperienza /ambiti disciplinari/discipline



Antropologia e cultura materiale

Monumenti e patrimonio artistico

Organizzazione del territorio

Beni librari e documentari

Centri storici e territorio

Beni naturali e paesaggio

 

 

Realtà

Personale

 

 

Realtà

Naturale


E

Artificia

Le

 

Realtà

Sociale

CONTESTI DI VITA E MONUMENTI

  • del sacro
  • del lavoro
  • della memoria
  • della vita quotidiana e comunitaria

ORGANIZZAZIONE STORICA DEL TERRITORIO

  • beni naturali e culturali come segni
  • forme dei paesi e insediamenti umani
  • artigianato e tradizione

Città e verde urbano

Risorsa acqua e territorio

Patrimonio architettonico e palazzi per il potere, la solidarietà etc..

Sapere e memoria

(Musei, collezioni etc.)

Arte e rappresentazione del sacro / Arte e rappresentazione del territorio

Religiosità e tradizione

Città/paese e territorio

Luoghi di vita, luoghi di lavoro e d'incontro



Allegato 2

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