Un acquedotto romano sconosciuto a San Giuliano Terme, alle porte di Pisa.
Il territorio come laboratorio di storia.

Argomenti
Presentazione
Il contesto: la scuola e il POF
La scelta del tema e il partenariato col Comune di San Giuliano
Caratteristiche didattiche (obiettivi, metodi, strumenti).
Uno strumento peculiare: Il Gioco: Alla ricerca dell'acquedotto perduto

Bibliografia ragionata

Presentazione

E’ possibile che otto grandi archi, appartenenti ad un acquedotto romano del I secolo d C., che, quando era in funzione, era lungo ben 11 Km scompaiano?
La risposta è affermativa, se attribuiamo al termine scomparire il significato metaforico di non essere compresi nelle immagini mentali che gli abitanti del Comune di San Giuliano hanno del luogo in cui abitano. Una spiegazione sta nel fatto che questi pur imponenti reperti si trovano all’interno di una proprietà privata, ma la ragione più profonda forse è un’altra. Si vede ciò che si conosce o che ci suscita curiosità o che è collegato ad un nostro bisogno, altrimenti, non importa quali dimensioni abbia, non esiste.

E’ possibile affidare a ragazzi di scuola media e ai loro insegnanti il compito di fare i primi passi per portare questi resti fra gli oggetti conosciuti e possibilmente amati dagli abitanti? E ancora: quali e quante competenze è necessario attivare negli allievi per renderli capaci di apprezzare un acquedotto romano? E quali e quante competenze debbono avere o essere in grado di reperire gli insegnanti che li guidano nella scoperta?
Queste sono le domande a cui abbiamo cercato una risposta: nei paragrafi che seguono cercheremo di ricostruire l’itinerario percorso.

Il contesto: la scuola e il POF
Il contesto che ha motivato il progetto è quello in cui opera la scuola media Fermi di Pontasserchio, Pisa, segmento terminale dell’Istituto Livia Gereschi, uno dei due Comprensivi esistenti nel Comune di San Giuliano Terme.

Qui frequentano circa 250 ragazzi, provenienti -oltre che da Pontasserchio- da Metato, Pappiana, San Martino Ulmiano, Madonna dell'Acqua, Sant'Andrea in Pescaiola, Molina di Quosa. Questi piccoli centri, trovandosi nelle immmediate vicinanze della città di Pisa, attraggono molte famiglie giovani che li scelgono come residenza anche per il minore costo della vita.

La maggior parte dei ragazzi non ha una famiglia radicata sul territorio e in ogni caso l'appartenenza a famiglie nucleari impedisce quella naturale trasmissione di informazioni sull'ambiente in cui si vive, che era tipica della famiglia allargata. A questo si aggiunga il fatto che le madri, che in maggioranza lavorano, spesso non hanno il tempo per occuparsi anche di questo compito. I ragazzi, infine, anche a causa della mancanza di mezzi pubblici che mettano in comunicazione le frazioni, finiscono per non conoscere il luogo in cui abitano.

Mentre è frequente che abbiano viaggiato all'estero, pochi hanno avuto la curiosità di visitare Pisa, di cui ignorano i monumenti e i Musei. A questa carenza, da anni , cerca di far fronte la scuola che privilegia nel POF i Percorsi didattici proposti dal Museo di San Matteo di Pisa e organizza laboratori opzionali in cui sono centrali temi storici e naturalistici relativi al territorio.
Questionari, proposti nelle classi prime, evidenziano che molti allievi trovano la storia noiosa, uno sterile elenco di date e fatti che non li riguarda. Da questi bisogni è nato il progetto che ha cercato di mettere al centro dell’attenzione il territorio usandolo come laboratorio di storia.

Naturalmente collegato con il POF dell’Istituto, che pone fra le finalità le valenze orientative dello studio del territorio e la didattica del laboratorio come la più adatta alla costruzione di competenze stabili e significative, il progetto si inserisce nella programmazione curricolare di storia e geografia, italiano ed educazione tecnica di una classe prima.

I tempi necessari alla sua realizzazione ammontano a circa 36 ore in tre mesi più le ore di coordinamento per gli insegnanti. Considerato che il progetto è risultato fra i vincitori di una borsa BRI e che quindi i tempi si sono dilatati per consentire alcune procedure tipiche della ricerca azione, è possibile ipotizzare che possa essere replicato in un modulo di 12 ore circa poiché i materiali per gli alunni sono stati tarati e corretti. La borsa di ricerca ha costituito una valida opportunità perché, oltre a motivare il lavoro delle insegnanti, ha consentito:

-- di avere a disposizione fondi per realizzare materiali particolari e per pagare ore di compresenza
-- di avere il monitoraggio dell’IRRE
-- di applicare alcune delle modalità della ricerca-azione


La scelta del tema e il partenariato col Comune di San Giuliano


Nel corso dell'anno 2000-01, durante un corso di formazione dal titolo "I saperi nella scuola di base", organizzato dall’Istituto Comprensivo L. Gereschi e frequentato dalle insegnanti della scuola media, elementare e materna, è emerso, dal gruppo che si occupava dell’area storico-geografica, il bisogno di approfondire la conoscenza del territorio attraverso l'uso della didattica del laboratorio.

Da una breve ricerca bibliografica, è risultato che è stato adeguatamente studiato a livello specialistico il tema dell'acqua, anche con riferimento alla specifica area del Comune di San Giuliano. L’approvvigionamento ci è sembrato una sottotematica adatta all'età degli allievi di prima media, sia perché permette di partire da un tema attuale anche oggi, sia perché l'acquedotto romano di Caldaccoli, costruito nel I secolo d C, è un manufatto che si presta a chiarire importanti aspetti di storia economico-sociale e di cultura materiale strettamente collegabili alla storia generale. Il reperto permetteva, infatti, di fornire un esempio di intervento dello Stato, adatto a chiarire parti importanti del quadro di civiltà romano, e al tempo stesso di cogliere trasformazioni nel tempo negli usi civili dell’acqua. Questo ultimo elemento assicura la possibilità di un collegamento con il presente che, come già si è accennato sopra, è fondamentale con ragazzi ancora fortemente strutturati sul pensiero concreto.

Le nostre esperienze pregresse nella costruzione di percorsi di storia che utilizzassero fonti e documenti ci hanno permesso di applicare procedure già sperimentate con successo in altre occasioni. La problematizzazione a partire dal presente e articolata sul percorso dall' osservazione diretta alla generalizzazione e la documentazione dell’esperienza attuata sia in itinere sia come riflessione sul già fatto, hanno costituito i punti forti del progetto. Abbiamo potuto contare, inoltre, sulla consulenza di alcuni docenti universitari: in modo particolare ringraziamo la prof. Marinella Pasquinucci, facoltà di lettere dell'Università di Pisa, per la disponibilità non solo nel fornirci la bibliografia essenziale, ma anche per averci accompagnato in sopralluoghi utilissimi per prendere confidenza col monumento.

Infine, come si è accennato nella premessa, i resti dell’acquedotto di Caldaccoli hanno la particolarità di trovarsi all’interno di una proprietà privata e di essere, quindi, quasi sconosciuti alla maggior parte della popolazione o talvolta confusi con quelli dell’acquedotto mediceo di Asciano, situati a breve distanza. Il lavoro ha previsto di rendere visibile un monumento nascosto e su questo punto si è impostato il partenariato col Comune di San Giuliano, con il quale sono state coprogettate la realizzazione di un prodotto finale - cartello turistico permanente contenente una breve descrizione del manufatto studiato- e la sua collocazione sul territorio e di uno intermedio- poster finalizzati alla mostra allestita in occasione dell’Agrifiera che si tiene ogni anno il 28 di aprile.

Caratteristiche didattiche

Ivo Mattozzi , in La didattica dei beni culturali, alla ricerca di una definizione , propone questa riflessione sulle caratteristiche dell' azione didattica e sulla differenza fra questa e la divulgazione: " Nella didattica si pretende di creare le condizioni affinché l'osservazione proceda in modo sistematico e il fruitore elabori i risultati dell'osservazione applicando intensamente le operazioni cognitive e le abilità operative che le manifestano. Attraverso le esercitazioni di capacità cognitive e di operatività si formano le competenze disponibili ad essere trasferite nella costruzione di altre conoscenze. Infatti gli esiti attesi dei percorsi progettati didatticamente sono conoscenze sistemiche, modelli di costruzione della conoscenza e competenze che possono diventare un capitale cognitivo da investire in altre attività analoghe. Per contro la divulgazione non può attendersi altro che il fruitore memorizzi conoscenze rapsodiche."

Accettati questi criteri , chiediamoci se il monumento scelto corrisponde ai parametri essenziali che permettono di inserirlo a pieno titolo nel curricolo, mirato appunto alla costruzione di competenze. L'acquedotto romano è argomento pluridisciplinare, perché servono conoscenze, metodi e strumenti della storia, della geografia e delle educazioni tecnica e artistica, usati insieme, per intepretarlo. Generativo perchè le competenze apprese possono facilmente essere trasferite, attraverso il confronto, ad altri acquedotti romani. Essenziale, perché cristallizza saperi spazio temporali. Motivante perché implica la didattica attiva del sopralluogo e infine di forte potenzialità formativa in quanto riconducibile ad un bisogno essenziale anche nel presente: l'approvvigionamento di acqua.

Entrando nel dettaglio possiamo elencare i seguenti
obiettivi, metodi e strumenti.

Obiettivi formativi:
· formazione della cittadinanza responsabile stimolata attraverso la partecipazione attiva ad un evento - Agrifiera- importante per il territorio
· promozione della curiosità e della capacità di esplorare il proprio territorio per ricercare le proprie origini e per conoscere la propria identità stimolate attraverso l'osservazione diretta - sopralluogo- l'uso delle carte e la capacità di interpretare i segni storici

Obiettivi didattici:

trasversali
( relativi alle macrocompetenze):

· comprendere testi disciplinari, cogliendone l'argomento e le informazioni centrali anche di singole parti o paragrafi
· ricavare informazioni da schemi, grafici, tavole e utilizzare in modo opportuno gli apparati iconografici
· richiamare alla mente conoscenze pregresse sulla base di una prima lettura esplorativa del testo prima di affrontare letture più analitiche o selettive
· usare informazioni e conoscenze in semplici testi propri ( ad es. didascalie), per facilitare lo studio o la memorizzazione
· relazionare oralmente sull'attività per un tempo stabilito usando supporti opportuni

disciplinari:

· sperimentare le modalità del mestiere di storico attraverso l'uso del laboratorio articolato in fasi:

Selezionare: i ragazzi scelgono da un archivio proposto dall'insegnante i documenti utili a studiare il tema. L'insegnante inserisce di proposito documenti inutili e comunque non esaustivi: nessun archivio reale lo è!
Interrogare: chiedersi che cosa rappresenta il documento e porre le domande a singole parti perché forniscano informazioni sugli uomini che lo hanno prodotto e sul loro mondo. L'insegnante assiste e chiarisce qualche dubbio, cura che tutti svolgano l'analisi.
Interpretare: guidati dall'insegnante i ragazzi si c
hiedono:" Chi ha prodotto il documento?perché? perché in quel luogo? Perché è arrivato fino a noi? In questa fase l'insegnante accetta tutte le ipotesi; lo scopo non è la risposta esatta, ma quello di far capire che la ricerca scientifica lavora per dare risposte sempre più verosimili agli interrogativi.
Scrivere: come prima esperienza i ragazzi imparano a scrivere le note in una narrazione già data dall'insegnante, cioè stabiliscono una relazione tra testo e documento. In seguito i ragazzi scrivono brevi testi in cui usano le conoscenze ricavate da vari tipi di documenti sapendo che il loro scopo è informare fornendo le fonti dell'informazione.

· collocare nel tempo i fenomeni osservati

Usare la linea del tempo:
Leggerla: l'insegnante fornisce il cronogramma e stimola l'osservazione con domande quali: quanti anni rappresenta? Visualizza un periodo breve o lungo? Riporta date precise o approssimate? Quale datazione usa?
Completarla: invita gli allievi a selezionare tutti gli indicatori temporali dal testo del documento o dalla lezione e a riportarli sulla linea.
Costruirla: esercizi utili possono essere: cronogrammi che riguardano un deteminato arco temporale e riportano eventi significativi per la realtà locale e quelli che riguardano più territori; per sviluppare l'abilità di periodizzare si possono suggerire criteri e stimolar la verbalizzazione dell'allievo

· apprendere il concetto di ambiente

Si propone qui il paradigma sperimentato da I. Mattozzi: rilevare i concetti spontanei degli allievi, compararli con la matrice preparata dal docente in relazione al tema definendo così il compito di apprendimento, sviluppare la rete concettuale attraverso la didattica.
Fase A porre domande agli allievi per rilevare i preconcetti
Fase B Schematizzare o disegnare le informazioni emerse
Fase C Ricostruzione del concetto a partire da un modello semplice fornito dall'insegnante confrontato con le informazioni ricavate dal sopralluogo e da documenti
Fase D Generalizzazione dei criteri che presiedono ad una definizione del concetto (ad es. ambiente della pianura: sue caratteristiche, soggetti che lo abitano, azioni per traformarlo. Strumento: uno schema a stella).

· confontare concetti: far emergere analogie e differenze. Strumento: la tabella semplice e a doppia entrata

Metodi e strumenti - Il Gioco: Alla ricerca dell'acquedotto perduto

Dopo la fase di avvio, in cui abbiamo saggiato le conoscenze del gruppo classe e le caratteristiche di apprendimento, abbiamo deciso di sperimentare per il raggiungimento degli obiettivi collegati al mestiere di storico, un gioco. Il riferimento teorico del lavoro e' stato mutuato da Brusa, Impellizzeri, Bresil, Tamburiello, Il racconto delle grandi trasformazioni, Guida per l'insegnante, Bruno Mondadori Edizioni, 2001. Nel capitolo intitolato Il gioco nella programmazione di storia, vengono evidenziati il vantaggio di usare i giochi, il gioco come strumento di divertimento e apprendimento, la funzione del gioco e il suo posto nel curricolo, l'uso del gioco nella programmazione, le aspettative didattiche, le idee guida per la progettazione di un gioco didattico.

Nel nostro caso il gioco e' servito:

Agli insegnanti
· Per indurre motivazione
· Per osservare i concetti pregressi
· Per osservare il grado di uso delle abilità di studio trasversali
· Per discutere con gli allievi le scelte da loro compiute, mettendo in comune le loro produzioni alla consegna in modo da cogliere gli strumenti logici connessi alle operazioni mentali.

Agli allievi
· Per selezionare in un testo le informazioni, per fare citazioni e note
· Per distinguere una fonte da un documento indiretto
· Per interrogare i documenti
· Per usare le informazioni ricavate dai documenti in altri testi con destinatari diversi
· Per esercitare abilità trasversali quali: parafrasare, riassumere, tradurre, scrivere didascalie


Abbiamo intitolato il gioco Alla ricerca dell'acquedotto perduto e l'abbiamo costruito usando testi di divulgazione e specialistici . Usare un archivio ne costituisce la principale caratteristica didattica. L'alunno deve affrontare un'avventura in un luogo in cui si sta costruendo l'acquedotto; deve risolvere alcuni enigmi che incontra sul suo percorso. Per fare ciò potrà consultare due archivi di documenti, ciascuno relativo ad uno scenario.
La soluzione dei diversi enigmi gli darà un punteggio finale in cui verrà preso in considerazione anche il tempo impiegato. Il gioco e' il trucco per spingere alla lettura analitica di documenti. E' stato svolto, in due manche, a coppie, ma ogni ragazzo doveva compilare il proprio foglio con le risposte agli enigmi e i riferimenti ai documenti.

Riportiamo la pagina iniziale, lo scenario primo e due dei cinque documenti che costituivano l'archivio, contenente le informazioni per risolvere gli enigmi proposti dallo scenario primo. Naturalmente i ragazzi disponevano dei materiali in carattere più grande e su pagine separate. Riportiamo anche alcune schede di lavoro.

Visualizza i materiali

Riferimenti bibliografici dell'approfondimento

Mirella Cisotto (a cura di) Il museo come laboratorio per la scuola, il Poligrafo, 2000.
Mario Calidoni, I saperi del territorio, i beni culturali e il curricolo della scuola autonoma, in Scuola e didattica, inserto 11, febbraio 2002
Brusa, Guida per l'insegnante, allegata al manuale Il racconto delle grandi trasformazioni, Bruno Mondadori e da altri articoli dello stesso autore
D: Macaulay, Nascita di una città romana, Biblioteca di documenti della scuola dei piaceri, Parigi, il testo ricostruisce sulla base di Vitruvio, la fondazione di una città romana e ne descrive gli edifici tipici.
La pianura di Pisa e i rilievi contermini, a cura di R. Mazzanti, Società geografica italiana, Roma 1994; C. Plinii Secundi, Historia naturalis, Libro II, Einaudi; San Giuliano Terme, La storia, il territorio, Giardini, vol I, 1990, G. Nistri, San Giuliano, le sue acque tremali e i suoi dintorni, Pisa 1875; C. Frontino Secundo, De aquae ductu

Bibliografia ragionata

Per informazioni specialistiche sul territorio preso in esame:

  • R. P. Ciardi, L. Tongiorgi, A. Tosi, Pisa romantica, Pisa 1995. E’ la pubblicazione, sponsorizzata dalla cassa di Risparmio di Pisa, di un album di disegni eseguiti da mademoiselle De La Morinière nel 1837. Fra questi ci sono tre vedute dei resti dell’acquedotto romano che permettono di fare un confronto con la situazione attuale
  • La pianura di Pisa e i rilievi contermini, a cura di R. Mazzanti, CNR, Pisa, edizioni Del Cerro, 1994. E’ una raccolta di saggi di geografi e di storici che ricostruiscono la situazione odierna e del passato utilizzando gli strumenti e le competenze di vari ambiti disciplinari. Veramente utile è la carta al 250.000, acclusa al volume che sintetizza gli aspetti sia storici che ambientali.
  • G. Nistri, San Giuliano , le sue acque termali e i suoi dintorni, Pisa 1875 . L’opera di Nistri per le accurate descrizioni può essere usata sia per confrontare la situazione attuale con quella di fine Ottocento sia per attività di traduzione in italiano contemporaneo.
  • San Giuliano Terme, la storia, il territorio, vol. I, Giardini, 1990. E’ una raccolta di saggi storici fra cui quello di Marinella Pasquinucci, L’acquedotto romano, contenente informazioni essenziali quali l’ubicazione, la tecnica di costruzione, i rilievi e l’indicazione delle fonti romane sul territorio.

Per aiutare gli allievi a contestualizzare l’acquedotto nella società romana:

  • S. Giulio Frontino, De aquae ducto, qualsiasi edizione. Frontino fu curator aquarum nel I secolo d C., carica che poteva essere ricoperta solo da chi aveva percorso buona parte del cursus honorum, considerata appunto l’importanza che veniva attribuita ad un adeguato approvvigionamento e distribuzione delle acque.
  • D. Macaulay, Naissance d’une cité romaine, Biblioteque documentaire, Edition des deux coqs d’or, Paris, 1983. E’ un testo di divulgazione, pensato per adolescenti, in cui vengono ricostruite le fasi della costruzione di una città romana. La fonte di riferimento è Vitruvio. In traduzione italiana, ma senza immagini, sarà scaricabile dal sito web dell’ Istituto Gereschi di Pontasserchio.
  • G. Plinio Secondo, Naturalis Historia. Libri XXXVI, qualsiasi edizione. Tutte le edizioni sono corredate da un indice dei luoghi che permette con facilità di trovare la località che interessa, molte edizioni hanno anche la traduzione. Presentando la fonte in latino e con la traduzione si stimola nei ragazzi anche un primo contatto con la lingua dei romani e si sottolinea l’antichità della fonte.

Per l’impostazione didattica:

A. Brusa, da Guida al manuale di storia, 1985, a vari articoli comparsi nei Viaggi di Erodoto, Bruno Mondadori, 1987, 1988, 1989,1990, 1992,1994,1998 per mettere a fuoco questioni di medoto, problemi e strategie didattiche.
Utili come esempi anche le Unità didattiche nei Quaderni dei Viaggi di Erodoto, 2, 1990, 6, 1993 , 7 1994. La guida per l’insegnante acclusa al manuale Il racconto delle grandi trasformazioni fornisce oltre al contributo di Brusa, Progettare per moduli, anche quelli di L. Bresil, Costruire un laboratorio e di F. Impellizzeri, Il gioco nella programmazione di storia, che possono essere un sintetico ma chiaro approccio ai temi proposti dai titoli.

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