“UN ACQUEDOTTO ROMANO SCONOSCIUTO A SAN GIULIANO TERME, ALLE PORTE DI PISA. IL TERRITORIO COME LABORATORIO DI STORIA”
ISTITUTO COMPRENSIVO LIVIA GERESCHI, S. MEDIA E. FERMI, PONTASSERCHIO, PISA

Insegnanti referenti

Maria Rosa Pardi
pmalani@tin.it

Maria Paola Campana Foà
paola.foa@tin.it


 

a. Presentazione generale
 
Titolo

UN ACQUEDOTTO ROMANO SCONOSCIUTO A SAN GIULIANO, ALLE PORTE DI PISA.

IL TERRITORIO COME LABORATORIO DI STORIA

Destinatari del progetto

classe prima media, 26 allievi


Operatori

tre insegnanti: due di lettere, uno di educazione tecnica, interni alla scuola
un docente universitario
due operatori dell’Ufficio ambiente del Comune di San Giuliano Terme
una grafica esterna alla scuola
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Ambito disciplinare
 

ambito geo- storico


Tempi

febbraio, marzo, aprile per 36 ore totali in classe febbraio, marzo, aprile


Spazi

in classe, sopralluoghi sul territorio, visite di istruzione mirate agli obiettivi del progetto
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Descrizione sintetica
 

Questo percorso è un esempio di laboratorio di storia che spinge all’esplorazione e alla conoscenza del territorio attraverso la scoperta di un reperto, l’acquedotto romano, significativo per la comprensione del quadro di civiltà. Gli esiti individuano come determinante il lavoro sugli obiettivi trasversali relativi alle macrocompetenze, considerate sia le peculiarità di questa classe sia in generale il carattere di ponte fra ambiti e discipline di una classe prima media.

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b. Sistema
 

Al progetto hanno partecipato

- l'Istituto comprensivo di Pontasserchio: la classe I E, le docenti proponenti e i partecipanti al corso di formazione, organizzato dal secondo circolo, con la funzione di gruppo di controllo.

- l'Università di Pisa con la prof. Marinella Pasquinucci

- il Comune di San Giuliano, con il quale sono state coprogettate la realizzazione di un prodotto finale - cartello turistico permanente contenente una breve descrizione del manufatto studiato - e la collocazione sul territorio e di uno intermedio finalizzato alla mostra allestita in occasione dell’Agrifiera che si è tenuta il 28 di aprile. Quest’ultimo consiste in una serie di poster, che dopo l’esposizione sono entrati a far parte degli strumenti didattici della scuola

 

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c. Collocazione curricolare
 
c. Collocazione curricolare

competenze trasversali ( relative alle macrocompetenze):

  • comprendere testi disciplinari, cogliendone l’argomento e le informazioni centrali anche di singole parti o paragrafi
  • ricavare informazioni da schemi, grafici, tavole e utilizzare in modo opportuno gli apparati iconografici
  • richiamare alla mente conoscenze pregresse sulla base di una prima lettura esplorativa del testo prima di affrontare letture più analitiche o selettive
  • usare informazioni e conoscenze in semplici testi propri ( ad es. didascalie), per facilitare lo studio o la memorizzazione
  • relazionare oralmente sull’attività per un tempo stabilito usando supporti opportuni

 

competenze disciplinari:

  • sperimentare le modalità del mestiere di storico attraverso l’uso del laboratorio articolato in fasi:

Selezionare: i ragazzi scelgono da un archivio proposto dall’insegnante i documenti utili a studiare il tema. L’insegnante inserisce di proposito documenti inutili e comunque non esaustivi: nessun archivio reale lo è!

Interrogare: chiedersi che cosa rappresenta il documento e porre le domande a singole parti perché forniscano informazioni sugli uomini che lo hanno prodotto e sul loro mondo. L’insegnante assiste e chiarisce qualche dubbio, cura che tutti svolgano l’analisi.

Interpretare: guidati dall’insegnante i ragazzi si chiedono:" Chi ha prodotto il documento? perché? perché in quel luogo? Perché è arrivato fino a noi? In questa fase l’insegnante accetta tutte le ipotesi; lo scopo non è la risposta esatta, ma quello di far capire che la ricerca scientifica lavora per dare risposte sempre più verosimili agli interrogativi.

Scrivere: come prima esperienza i ragazzi imparano a scrivere le note in una narrazione già data dall’insegnante, cioè stabiliscono una relazione tra testo e documento. In seguito i ragazzi scrivono brevi testi in cui usano le conoscenze ricavate da vari tipi di documenti sapendo che il loro scopo è informare fornendo le fonti dell’informazione.

  • collocare nel tempo i fenomeni osservati

Usare la linea del tempo:

Leggerla: l’insegnante fornisce il cronogramma e stimola l’osservazione con domande quali: quanti anni rappresenta? Visualizza un periodo breve o lungo? Riporta date precise o approssimate? Quale datazione usa?

Completarla: invita gli allievi a selezionare tutti gli indicatori temporali dal testo del documento o dalla lezione e a riportarli sulla linea.

Costruirla: esercizi utili possono essere: cronogrammi che riguardano un deteminato arco temporale e riportano eventi significativi per la realtà locale e quelli che riguardano più territori; per sviluppare l’abilità di periodizzare si possono suggerire criteri e stimolar la verbalizzazione dell’allievo

  • apprendere il concetto di ambiente

Si propone qui il paradigma sperimentato da Ivo Mattozzi: rilevare i concetti spontanei degli allievi, compararli con la matrice preparata dal docente in relazione al tema definendo così il compito di apprendimento, sviluppare la rete concettuale attraverso la didattica.

Fase A porre domande agli allievi per rilevare i preconcetti

Fase B Schematizzare o disegnare le informazioni emerse

Fase C Ricostruzione del concetto a partire da un modello semplice fornito dall’insegnante confrontato con le informazioni ricavate dal sopralluogo e da documenti

Fase D Generalizzazione dei criteri che presiedono ad una definizione del concetto (ad es. ambiente della pianura: sue caratteristiche, soggetti che lo abitano, azioni per traformarlo. Strumento: uno schema a stella).

  • confontare concetti: far emergere analogie e differenze. Strumento: la tabella semplice e a doppia entrata

 

d. Riferimenti teorici
A. Brusa, Guida al manuale di storia, Paideia,1985
A. Brusa, Quali contenuti con quali tempi, con quali obiettivi, in I Viaggi di Erodoto, 2 1987
A. Brusa, Fare storia con i modelli,in I viaggi,6, 1988
A. Brusa, Quale storia come e perché, in Scuola viva, 9, 1987
Brigadeci, Criscione, Peiana, Gusso, Pennacchietti, Il laboratorio di storia. Problemi e strategie per l’insegnamento della storia nella prospettiva dei nuovi curricoli e dell’autonomia didattica. Unicopli, 2001
H. Girardet, Un curricolo di storia come costruzione di reti concettuali, in Storia e processi di conoscenza, a cura di C. Pontecorvo, Loescher 1983
S. Guarracino, R. Ragazzini, Storia e insegnamento della storia, Feltrinelli 1980
AAVV, E' tutta un'altra storia, a cura dell'associazione Clio
I. Mattozzi, Il curricolo sommerso. Una sfida per la didattica: il curricolo verticale di storia, in I viaggi, 5, 1988
Per un curriculum continuo geostorico sociale nella scuola di base, Quaderni Irrsae Lombardia 1994.
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e. Il Percorso
 

 

Motivazione e coinvolgimento degli studenti

Fase d'avvio: motivazione attraverso la rilevazione delle preconoscenze sugli usi civili dell'acqua e identificazione del campo a partire dal presente per essere in grado di capire le trasformazioni.
Prima visita guidata agli scavi di Vada per rilevare la capacità di osservare reperti e per mostrare dal vivo il lavoro degli archeologi
Obiettivi trasversali: parlare per scambiare informazioni durante una discussione
ascolto: prendere appunti con l'aiuto dell'insegnante che legge un testo di Sarcinelli, Polenta acqua e vino. Mangiare, bere ed essere malati. I rischi dell'acqua. Viaggi di Erodoto 37. 1 ora in compresenza sto-ita, 2 ore di italiano

 

Fasi di lavoro

Fase di sviluppo: ricercare informazioni, elaborarle con la guida degli insegnanti; passare dal rappresentato al reale e viceversa.

Materiali creati ad hoc dagli insegnanti: Il gioco Alla ricerca dell’acquedotto perduto, come strumento di motivazione, di rilevamento di concetti pregressi e mezzo per far cercare informazioni.

Traduzione del testo di divulgazione di D. Macaulay, Nascita di una città romana, Parigi , 1983

Selezione di brani da Plinio e Frontino e relativi esercizi

Selezione di brani da Nistri e relativi esercizi

Fase della socializzazione: produrre strumenti usati dai romani e i poster che hanno come destinatario i visitatori dell’Agrifiera.

Laboratorio di educazione tecnica: produzione di una groma, un compasso, un trapano ad arco, un modello tridimensionale di arco.

Laboratorio di storia: produzioni di testi vari dalla nota alla didascalia alla narrazione per elaborare i dati raccolti

Eventi, elementi, situazioni significative da monitorare e documentare


Sono stati documentati tutti i materiali citati sopra sia in cartaceo che come file di Word
Prodotto finale

Resta da trasferire tutto il materiale in un sito Web che dovrebbe avere questa struttura: una parte di materiali per gli insegnanti da scaricare e usare per ripetere o per modificare il percorso, una parte per gli allievi su cui possano compiere le operazioni cognitive caratteristiche del laboratorio di storia cfr. punto c mentre scoprono l’acquedotto perduto. Alla realizzazione del sito, che avverrà attraverso un collaboratore esterno, è stato destinato l’intero finanziamento di Space.

 

Eventuali sviluppi futuri

Alcune maestre durante il corso di formazione hanno provato una trasposizione per la classe III
f. Monitoraggio
Le insegnanti proponenti come vincitrici di borsa BRI sono state monitorate dall’irre. La valutazione di processo avveniva in incontri di coordinamento e in scambi di diari sulle esperienze
g. Valutazione
Il prodotto finale provvisorio, i poster, sono stati esposti all’Agifiera, ora,fanno parte degli strumenti della scuola. Il cartello descittivo è in realizzazione e la sua collocazione sarà curata dall’ufficio ambiente del Comune
h. Problemi

La scarsa flessibilità dell’orario scolastico costituisce un limite in esperienze che interessando ragazzi di prima media dovrebbero prevedere tempi distesi e concentrazione in periodi non troppo lunghi.
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i. Attività di formazione
 

Preliminarmente e contestualmente all’esperienza l’istituto comprensivo ha organizzato un corso di formazione sul curricolo verticale a cui hanno partecipato le insegnanti proponenti come tutor e maestre della scuola elementare e materna come corsiste. La tematica affrontata è stata il laboratorio di storia