"IL CASTELLO DI AVACELLI E LA CHIESA DI SANT’ANSOVINO"

Argomenti
Breve descrizione del teritorio
L'istituto comprensivo
Il progetto (premessa, motivazioni, destinatari) - Mappa del progetto
Metodologia didattica e procedure condivise
Le esperienze: percorsi verifiche e valutazioni
Considerazioni finali: valutazione complessiva del progetto

Breve descrizione del territorio

Arcevia, antica Roccacontrada, è una cittadina dell’entroterra marchigiano che sorge a 535 metri sul livello del mare.

Il Comune, costituitosi come tale nel 1201, attualmente copre un territorio di 126,40 Kmq e conta 5817 abitanti. Comprende 18 frazioni di cui 9 sono castelli (castellari), acquisiti dal Comune in epoca medioevale con contratti di acquisto, o lotte armate.

Tutto il territorio comunale si configura come bene culturale e lo stesso paesaggio testimonia la storia della cultura mezzadrile (noti sono in proposito gli studi dello storico Sergio Anselmi)

I castelli sono ben conservati e protetti anche da apposite associazioni di cittadini create allo scopo: le "Associazioni per la valorizzazione dei castelli" presenti in ogni frazione e che collaborano con l’Amministrazione comunale.

Foto 1 Arcevia

L’Istituto Comprensivo

L’Istituto comprensivo, la cui presidenza ha sede ad Arcevia, comprende il territorio di tre comuni: Arcevia, Montecarotto, Serra de’Conti, cittadine e paesaggi ricchi di testimonianze storiche e artistiche di un certo rilievo.

Comprende 4 plessi di Scuola dell’infanzia , 5 plessi di Scuola elementare, tre di Scuola media con una frequenza di oltre 900 alunni.

Le storie locali dei tre comuni, pur potendo essere integrate, se contestualizzate in una storia più ampia, sono di fatto storie diverse che si offrono a ricerche interessanti, permettendo di evidenziare temi e problemi che aiutano poi a meglio comprendere la storia generale.

Lo stesso avviene per i beni culturali presenti sul territorio, il cui studio permette agli alunni lo sviluppo di abilità e competenze trasferibili ad una migliore comprensione e ad una maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela e della conservazione del patrimonio artistico anche regionale e nazionale.

Il progetto

Progetto dell’ Istituto Comprensivo di Arcevia, Montecarotto Serra de’ Conti

mappa del progetto (formato word)

Premessa

Gli insegnanti del nostro Istituto non sono nuovi alla realizzazione di progetti legati al territorio, avendo affrontato, nel prosieguo degli anni temi diversi di ricerca legati ai curricoli disciplinari o alle educazioni quali:

-ricerche di storia locale,

-progetti di adozione di monumenti,

-ricerche scientifiche

-progetti di educazione ambientale

-tanto d’altro

Via via il concetto di territorio ha cominciato ad assumere, anche nella pratica didattica, una connotazione, sempre più condivisa da parte degli insegnanti, comprensiva di tutti i punti di vista disciplinari ed educazionali, per cui, parlando di studio del territorio oggi intendiamo studio dell’ambiente geografico, naturale, artistico, storico e culturale.

Gli insegnanti hanno inoltre acquisito la consapevolezza di dover operare sulla complessità del reale, intervenendo con strumenti e strategie non solo disciplinari, ma operando scelte comuni per realizzare quell’unitarietà dell’insegnamento utile ad un apprendimento che sia significativo e si concretizzi in acquisizione di competenze.

Si comincia a tendere quindi, attraverso la realizzazione di progetti integrati nel curricolo di Istituto, ad una multidisciplinarità che implica, da parte di un insegnante, l’attenzione ai punti di vista altri dal suo. Si discute anche di interdisciplinarità che, sebbene ancora lontana dalla realtà didattica della scuola media (e ancor più della scuola superirore) è invece tangibile alla scuola dell’infanzia e chiaramente percepibile in un istituto comprensivo in cui la scuola dell’Infanzia gioca il ruolo della "nascita scolastica del bambino" .

In un Istituto come il nostro quindi, un’ esigenza prioritaria per un progetto che voglia avere l’apporto dei diversi ordini di scuola, è lo studio di percorsi e strategie idonee alle diverse età dei bambini (3-14 anni) in modo da avviare l’elaborazione di un modello di ricerca, in questo caso del territorio, che preveda la costruzione di conoscenze e l’acquisizione da parte degli alunni di abilità e competenze che siano al contempo disciplinari, trasversali e verticali.

L’educazione al patrimonio artistico locale, l’osservazione e l’analisi scientifica dell’ambiente naturale e antropico, lo studio della Storia del proprio territorio, integrati ad una corretta educazione del sè (educazione socio-affettivo-relazionale) favoriscono nell’alunno l’acquisizione del senso di appartenenza.

Partendo dalla conoscenza dei luoghi del proprio vissuto, attraverso lo sviluppo dell’affettività verso quegli ambienti che via via entrano significativamente nelle loro esperienze di vita, i ragazzi sviluppano il senso di appartenenza che è osservabile anche nei bambini stranieri. Questi, pur avendo origini e culture diverse, conoscendo il territorio di residenza, lo investono gradualmente di quell’affettività necessaria a sentire propri i luoghi della vita quotidiana individulae e di relazione, che supera la propria barriera culturale permettendo sia l’integrazione che lo scambio interculturale.

Motivazioni

Per la ricerca è stato scelto il territorio di Avacelli per motivi diversi:

FOTO 2 castello di Avacelli

  • poco conosciuto dai ragazzi se non per la tradizionale Sagra degli asparagi di montagna, poteva suscitare la loro curiosità e stimolare la voglia di "sapere"
  • é il più "montano" dei castelli del Comune di Arcevia, (fa parte dell’area protetta del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi) quindi di buon interesse naturalistico;
  • il Castello si offre ottimamente ad un’indagine storica significativa sul medioevo
  • ai suoi piedi si trova, con urgenti problemi di ristrutturazione, l’ antica chiesetta rurale di Sant’Ansovino (Ansuino), una delle più antiche chiese rurali europee, precedente sicuramente all’XI sec (si trova menzionata in un documento del 1082 e 1084), che presenta"modesti ma pur chiari caratteri artistici".
  • la chiesa di Sant’Ansuino, condivide la sua storia anche con il territorio di Serra de’ Conti a causa di un’importante via di comunicazione che in età medioevale, precedente alla nascita di Avacelli (esisteva un incastellamento primitivo di cui si conservano poche tracce) collegava la zona con i territori umbri e Roma. (come si sa la montagna era più popolata delle coste perché più sicura)

 

FOTO 3 Sant’Ansuino

Destinatari del progetto

Tutti gli alunni in gruppi classe/sezione dell’Istituto

Hanno aderito

  • Scuola dell’infanzia di Arcevia-Conce — sez. mista
  • Scuola elementare "Anselmi" di Arcevia — classi II e IV
  • Scuola elementare di Arcevia-Piticchio — classi II-III-V
  • Scuola elementare "Magagnini"di Montecarotto — classi IV A e IV B
  • Scuola elementare di Serra de’Conti — classe II
  • Scuola media "F.Palazzi" di Arcevia — classi I A — I B — IIA

Obiettivi comuni all’intero progetto.

Gli obiettivi indicati sono stati concordati con tutti gli insegnanti del team ed hanno valenza verticale, in quanto su ciascuno di essi si è lavorato secondo le diverse età dei bambini in vista di uno sviluppo progressivo di competenze diverse: dalle concettualizzazioni (esiste anche un curricolo verticale del concettualizzare) a competenze di tipo procedurale e metacognitivo.

— Conoscere il territorio nelle sue componenti geografiche, scientifiche, artistiche storiche culturali.

— Acquisire la consapevolezza del rapporto uomo / ambiente

— Costruire nuove conoscenze (dal locale al generale).

—- Acquisire abilità e competenze disciplinari trasversali.

—- Comprendere e acquisire le procedure utilizzate nella ricerca per la costruzione del sapere.

—- Utilizzare le nuove tecnologie al fine di una produzione comune e condivisa

— Sviluppare forme di collaborazione tra pari ("educazione cooperativa") sui temi della conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali, naturalistiche, artistiche, storiche e culturali del territorio.

mappa del progetto

 

Nuclei progettuali

Ogni insegnante col proprio gruppo classe o a classi aperte, ha elaborato un proprio progetto complessivo che abbiamo chiamato "nucleo progettuale" utilizzando una scheda predisposta ed ha elaborato poi la programmazione inter o multi disciplinare in un modulo didattico predefinito in cui ha evidenziato: obiettivi, concettualizzazioni, procedura, metodologia, tempi, verifiche, competenze in uscita.

Sono stati attivati i nuclei progettuali che seguono dai docenti i cui nomi sono stati evidenziati:

Scuola materna "Che bel castello"- interdisciplinare Patrizia Aguzzi, Fiorisa Calcatelli

Classi II elementare di Arcevia, Piticchio e di Serra de’ CONTI"Ciak si gira - Costruzione di una fiaba ipermediale"-interdisciplinare Olivia Conti, Giorgina Michelini, (Arcevia) Laura Bucci (Piticchio) Fabio Radicioni (Serra de’ Conti)

Classe IV Arcevia "Ciak si gira - Una scheda audiovisiva - La vipera comune" interdisciplinare

Eleonora Morici, Fiorella Spuri, Alessia Mortaloni (docente esterna di musica)

Classe IV A e B di Montecarotto"Ciak si gira - Una scheda audiovisiva — Il cinghiale"

Nadia Catozzi, Palmira Sabbatini, Lorenzo Angelini ed Ernesto Talacchia(esperti esterni di musica)

Classi IV di Arcevia e IV A di Montecarotto, a classi parallele "Un quadro di civiltà medioevale a partire da Avacelli" (storia-geografia-lingua italiana-immagine ecc) Fiorella Spuri — Nadia Catozzi

Classe V di Piticchio "Vivere oggi in un castello medioevale" Educazione geografico-scientifica- studi sociali lingua italiana. Francesca Titti

Volfango Santinelli (CAD) ha coordinato le parti scientifica e audiovisiva di tutti i moduli della scuola elementare

Classe I A (media) " La chiesa di Sant'Ansovino: un bene architettonico da salvare" (Educazione artistica- storia-geografia-lingua italiana musica) Simonetta Leonardi

Classe I B (media) "Storia del castello di Avacelli: L'incastellamento del territorio - Il passaggio al Comune di Roccacontrada" (Storia — geografia - educazione artistica - lingua italiana.) Fiorella Argentati

Classe II A " Racconti storici in Avacelli medioevale" (dal vero dei documenti al verosimile dei racconti) (lingua italiana - storia - geografia — educazione artistica .) Carla Santini

Lisiana Tafani (Ed.Artistica), Luca Girolimetti (musica),Volfango Santinelli (CAD) hanno partecipato a tutti i moduli della scuola media

Metodologia didattica e procedure condivise

Intorno al progetto complessivo si è creato un team di insegnanti che si sono incontrati periodicamente per relazionare intorno ai percorsi effettuati e ai risultati raggiunti, ed hanno collaborato quasi giornalmente tenendo contatti personali continui condividendo fin dall’inizio:

1-l’assunzione del ruolo di insegnate-ricercatore;

2-la metodologia didattica della ricerca, che implica una procedura comune a tutti gli ambiti disciplinari e, adeguatamente adattata, a tutti gli ordini di scuola: suscitare l’interesse degli alunni,

    • controllare i prerequisiti,
    • raccogliere il già conosciuto dei bambini sul tema da trattare,
    • costrure insieme concetti di base utili alla ricerca,
    • preparare un dossier di materiali utili tra cui mappe, carte, schede di osservazione, programmare uscite portando strumenti idonei alla documentazione,
    • coordinare i bambini nelle fasi di
      • raccolta di informazioni,
      • selezione in base al tema,
      • consultazione di pubblicazioni,
      • organizzazione e rielaborazione dei materiali in testi e ipertesti-
      • comunicazione tra pari ed esterna.

Le esperienze: percorsi verifiche e valutazioni

Il lavoro dei bambini della scuola materna di Conce

Le insegnanti Patrizia e Fiorisa hanno guidato i bambini alla scoperta del mondo dei castelli con l’intento di rendere flessibile la loro immagine mentale attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Obiettivi importanti erano anche: riuscire a distinguere le immagini fantastiche dalla realtà, e distinguere il presente dal passato. Le immagini mentali che ciascun individuo crea a se stesso, come organizzazione mentale della conoscenza, sono importantissime nella didattica. Esse servono ad individuare la percezione che il bambino ha della realtà che vive e di ciò che gli viene comunicato ed a seguire, attraverso la loro evoluzione, l’abbandono o la conservazione di alcuni stereotipi e i processi mentali di concettualizzazione delle conoscenze.

In questo caso i bambini sono stati invitati a lavorare sull’immagine del castello.

Partendo dalle fiabe conosciute e non ( ne sono state "scoperte" di nuove) hanno disegnato le storie e individuato quali personaggi si muovono all’interno dei castelli delle fiabe e quali avventure vi sono accadute nel tempo fantastico del "c’era una volta".

Alcuni esempi tratti dal loro giornalino:

"Cenerentola va al castello del principe a ballare e lì conosce il principe e poi si sposano"

"La Bestia aveva un castello di tutti i colori e ci ha fatto venire la Bella"

"Robin Hood abitava nella foresta ma il nemico suo abitava in un castello"

Dopo un’analisi del fantastico si è passati alla comunicazione di immagini del reale: conversazioni, disegni (ciascuno ha disegnato il suo castello) giochi multimediali, utilizzo di Internet hanno orientato i bambini alla riflessione su ciò che conoscevano del castello, distinguendo gli elementi fantastici da quelli reali e il presente dal passato.

"E’ fatto di pietre e mattoni"

"Ha la porta di legno e le finestre non hanno le serrande e non sono quadrate"

"Erano le case di una volta quando non c’erano le case"

Realtà e fantasia sono ancora molto legate e i bambini "giocano" con le parole e con le immagini.

"Ci vivevano i cavalieri, le principesse, il drago e i fantasmi. I cavalieri sono persone"

"I bambini non c’erano e le principesse stanno solo sulle favole."

"C’erano i bambini perchè li facevano le regine e le principesse"

Concordati gli ambienti che sicuramente si potevano trovare in un castello vero, tenendo conto di nuove conoscenze acquisite per mezzo degli strumenti sopra elencati, i bambini hanno costruito un castello utilizzando materiale di recupero.

(FOTO 5 costruzione del castello)

Terminato questo lavoro, che potremmo definire di risistemazione delle conoscenze relative ad un castello del ‘500 (questa di fatto è stata l’immagine che i bambini via via si sono costruiti), le insegnanti hanno annunciato la visita ad un castello presente sul loro territorio.

Il gruppo si è recato ad Avacelli per esplorare il castello e la zona circostante, visitando anche la chiesetta di sant’Ansovino.

I bambini hanno scoperto così una realtà diversa, un castello diverso sia da quello che erano abituati ad immaginare, sia da quelli che avevano visto e costruito, ma che per loro fino a quel momento era l’unico castello.

La visita, ampiamente documentata con foto, è stata oggetto di costruzione di nuove conoscenze legate alla realtà territoriale e la registrazione delle verbalizzazioni successive sono la migliore verifica dei risultati del percorso:

"Ho visto le mura....."

"C’era una torre a forma rotonda"

"Le finestrelle sui muri e sulle torri erano piccole perchè servivano a vedere e a non farsi vedere"

"C’era un pozzo perchè non esisteva il rubinetto, la prendevano dal pozzo con i secchi"

I bambini hanno visitato poi anche Arcevia, percorrendo le antiche mura, osservando le porte e le torri: un altro castello?. Sicuramente gli somiglia anche se è più grande.

Una volta organizzate le conoscenze via via acquisite, verificato che i bambini avessero cominciato a prendere coscienza della complessità della realtà, e continuato a divertirsi con scoperte sempre nuove, le insegnanti sono tornate al linguaggio grafico-pittorico, ma questa volta per mostrare ai bambini come "i pittori famosi" hanno dipinto i castelli che avevano visto.

Nella scuola dell’infanzia di Conce i bambini da diversi anni sono abituati all’osservazione di opere d’arte e alla loro riproduzione che avviene in base alla scelta di quelle opere che sono più vicine alla loro sensibilità e gusto personale.

Così, osservando un De Chirico o un Signac, il disegno di un anonimo del ‘300 ed altre opere più o meno famose, ogni bambino ha ri-disegnato il suo castello acquisendo nuove tecniche pittoriche ed imparando ad utilizzare colori e sfumature.

Come resistere alla tentazione di inventare nuove storie in quei castelli?

Si è scelto di organizzare una fiaba comune, che raccogliesse le idee di tutti, in cui i personaggi fossero caratterizzati, i luoghi ben descritti, l’intreccio coerente.

E’ così nata la breve storia "Il castello e il fantasma" dove il buon Mago Celestino risolve il problema.

L’esperienza sui castelli è terminata con una caccia al tesoro nel castello vero: un ottimo lavoro per l’orientamento nello spazio reale e per l’interpretazione di messaggi: le filastrocche lasciate qua e là dal Mago Celestino che ha scelto di giocare in Arcevia.

Alla fine il tesoro: uno scrigno con dei giochi e......una nomina a cavalieri del castello rilasciata da Mago Celestino.

I bambini hanno verbalizzato l’ultima esperienza con entusiasmo regalandoci oltre al giornalino, una mappa del percorso effettuato.

L’esperienza della scuola materna evidenzia l’interdisciplinarità degli interventi, gettando le basi per una continuità produttiva con la scuola elementare.

FOTO 6 caccia al tesoro

L’esperienza delle seconde elementari

In questo progetto non esiste una continuità pura, nel senso che non c’è stata una curricolazione precisa del percorso, anche se il curricolo verticale implicito esiste.

Sperimentare un curricolo anche solo disciplinare verticale in maniera scientifica, significherebbe infatti seguire una "classe pilota", almeno per tutto il tempo della scuola di base 3-14anni. In questo senso siamo ancora nella fantadidattica in quanto le difficoltà di raccordo tra gli ordini di scuola sono moltissime, specialmente perchè gli stili di insegnamento dei docenti italiani sono ancora molto variegati..

Possiamo quindi dire che le generazioni frutto dei curricoli verticali sono ancora lontane, ma è proprio per questo che le esperienze di progetti che mirano all’unitarietà dell’apprendimento diventano estremamente importanti.

Nel lavoro dei bambini delle seconde elementari di Arcevia, Piticchio e Serra de Conti è visibile la continuità curricolare con la scuola materna. Illustriamo il lavoro della classe seconda di Arcevia tenendo presente che a Piticchio e a Serra de’ Conti è stato effettuato un percorso analogo anche se in maniera più semplificata.

Le insegnanti Giorgina e Olivia lavorano da anni con rigore metodologico e nei loro progetti, di cui è praticamente costituita tutta la loro programmazione, nulla è mai lasciato al caso. Questo non significa che i bambini non hanno spazio, tutt’altro, è che tutti gli interventi degli alunni, adeguatamente selezionati spesso dai bambini stessi, trovano una giusta collocazione nella programmazione didattica e vengono al meglio utilizzati per un ottimale sviluppo di abilità e competenze.

Anche i bambini di classe seconda hanno inventato una fiaba "C’era una volta...", da trasformare poi in copione per uno spettacolo teatrale e in story board per la realizzazione audiovisiva della fiaba stessa.

A differenza degli alunni della scuola dell’infanzia nei bambini di 7 anni esiste ormai la piena consapevolezza dell’inventare e la procedura di approccio al castello di Avacelli è stata del tutto interdisciplinarmente scientifica.

Il lavoro può essere così sintetizzato:

  • visite guidate al territorio di Avacelli
  • accurata osservazione multisensoriale dell’ambiente naturale, il bosco, che ha rappresentato un approfondimento e un ampliamento delle conoscenze scientifiche cominciate a costruire in prima classe con l’osservazione del bosco di Valle Scappuccia , un suggestivo ambiente sempre all’interno dell’area protetta del parco della Gola della Rossa e di Frasassi.
  • osservazione della struttura del castello di Avacelli con utilizzo di schede didattiche predisposte
  • servizio fotografico dell’ambiente osservato, eseguito dai bambini, e riprese video
  • disegno accurato dei luoghi
  • verbalizzazione e scrittura di testi descrittivi
  • individuazione di personaggi verosimili e loro caratterizzazione — definizione dei loro ruoli all’interno della fiaba
  • costruzione collettiva della fiaba
  • cura del lessico
  • drammatizzazione e scrittura del copione
  • diverse revisioni
  • disegno delle sequenze dalla storia
  • story board
  • preparazione dello spettacolo: scene, costumi, musiche (tutto in situazione laboratoriale in cui i bambini sono stati attori e registi dei loro processi di conoscenza)
  • realizzazione dello spettacolo che è stato filmato
  • realizzazione della storia audiovisiva.

Il processo di apprendimento dei bambini è stato verificato e valutato con test e verifiche disciplinari e trasversali come è usuale in questa classe.

Foto 7 bambini al lavoro

Educazione scientifica e apprendimento della storia nelle classi quarte di Arcevia e Montecarotto.

Insegnamento e apprendimento di tipo più squisitamente disciplinare nelle classi quarte della scuola elementare di Arcevia e di Montecarotto: l’educazione scientifica e l’insegnamento della storia.

Il legame tra le discipline è costituito dalla comune metodologia della ricerca applicata allo stesso territorio. La contemporaneità degli interventi ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi alla specificità delle procedure della ricerca disciplinare, scientifica e storica, favorendo quella flessibilità mentale che permette all’individuo di muoversi nella complessità della realtà che pur apparendo unica è di fatto un sistema, in cui gli elementi costitutivi sono in rapporto di interdipendenza tra loro.

In linea col progetto complessivo che prevedeva un "occhio scientifico" all’ambiente, i gruppi si sono dedicati allo studio di alcune specie della fauna presente nell’area, in relazione soprattutto ai temi della catena alimentare e dell’equilibrio biologico. Gli animali studiati da vicino sono stati la vipera e il cinghiale Una ricerca non può prevedere solamente l’uso dell’esperienza, sempre comunque necessaria, ma anche l’utilizzo di testi e di materiale multimediale. Gli strumenti audiovisivi sono oggi ampiamente utilizzati nella didattica, ma non sempre a proposito, nel senso che spesso vengono trattati come esclusive fonti di informazione senza considerare che il linguaggio dell’immagine cinetica ha una sua specifica grammatica che deve essere appresa.

Non sempre è facile ricavare le informazioni utili da un video se non si sa "leggerlo", cioè se non si passa attraverso tre diversi fasi: fruizione, critica e produzione. Per comprendere i messaggi video è necessario, quindi, conoscerne le tecniche di costruzione (pre e post-produzione), cosa che il maestro Volfango, nostro insostituibile esperto di linguaggi non verbali, ha cercato di far apprendere, ai gruppi classe in cui è intervenuto, di supporto alle colleghe, con risultati veramente sorprendenti. I bambini delle classi quarte hanno realizzato veri e propri documentari (schede audiovisive) ricoprendo attivamente i diversi ruoli di ricercatori e di tecnici. Gli alunni hanno seguito tutta la procedura classica inerente la "costruzione" di un prodotto multimediale, in questo caso un video.

Attraverso steps, descritti in seguito in successione, essi sono giunti alla produzione di documentari che nulla hanno da invidiare ai prodotti professionali.

Alla discussione in classe per la definizione degli obiettivi della parte tecnica del lavoro, è seguita una fase di brain-storming utile ad ogni bambino per giungere ad un testo individuale sul tema già scientificamente indagato. In seguito si sono formati dei gruppi che hanno amalgamato i testi individuali in un testo di gruppo attraverso operazioni di inerenza, inferenza, temporalità, successione, ecc. I testi di gruppo sono poi confluiti in un testo di classe (cooperative learning). Il "treatment" del testo e lo story-board sono stati la naturale prosecuzione di questa fase di pre-produzione. La scelta delle immagini, tratte dalla banca video del CAD, l’acquisizioni di abilità inerenti alla dizione finalizzata alla lettura per voce narrante, la creazione e l’esecuzione delle musiche di sottofondo e dei rumori di ambiente sono stati, invece, la conclusione della fase di post-produzione.

Anche in questo caso come per tutti gli altri moduli progettuali le verifiche sono state disciplinari. La misura della riuscita del progetto è sicuramente data dall’entusiasmo con cui i bambini hanno appreso lavorando.

Molto importante in un progetto è dare un senso al prodotto realizzato: il senso dell’utilità attraverso momenti di comunicazione agli altri ( compagni, genitori, comunità), che sono stati organizzati con successo.

Gli stessi alunni delle due classi quarte con le insegnanti di storia Fiorella ad Arcevia e Nadia a Montecarotto hanno realizzato parte della loro programmazione di storia con la ricerca su Avacelli.

Le due insegnanti stanno sperimentando il curricolo verticale di storia secondo il metodo delle operazioni cognitive elaborato dal prof. Ivo Mattozzi dell’Università degli studi di Bologna, curricolo che prevede, per il secondo ciclo della scuola elementare, la costruzione di quadri di civiltà.

Le insegnanti e gli alunni hanno quindi costruito un quadro di civiltà medioevale a partire dall’osservazione e dallo studio del castello di Avacelli, anche se pochi sono i documenti di storia locale da cui si possano desumere elementi relativi alla vita quotidiana del periodo medioevale.

L’osservazione del castello, avvenuta con l’uso di schede didattiche appositamente predisposte dalle insegnanti, e i procedimenti di ipotesi degli alunni, sono state accompagnate da ricerche di storia generale fatte su testi divulgativi.

Tali testi erano testi per adulti, quindi di forte difficoltà per i bambini, per cui i docenti hanno provveduto alla loro "ri-scrittura" ricavando le informazioni più utili e rendendole comprensibili, hanno poi prodotto dei dossier con materiali diversi che hanno distribuito ai bambini.

Gli alunni a loro volta hanno raccolto una serie di nuove informazioni, procedendo via via alla scrittura di brevi testi storiografici descrittivi.

All’inizio del lavoro, nessuno dei bambini delle due classi aveva frequentato la frazione di Avacelli. Quindi, la ricerca, l’osservazione dell’ambiente, lo studio storico hanno creato una buona dose di curiosità nei confronti del piccolo borgo che gli alunni credevano fosse stato sempre poco abitato. sconosciuto, relegato nella valle e lontano dagli eventi che si possono trovare in un libro di storia. Riesaminando il castello, tornando quindi al locale, hanno compreso che le tracce locali della storia sono utili ad una migliore comprensione della storia generale dell’uomo.

Il percorso può essere così sintetizzato:

a livello temporale: presente-passato-presente ( si parte dal presente, si indaga il passato, si torna al presente per una sua maggiore comprensione)

a livello spaziale: vicino-liontano-vicino ( stessa procedura)

Non si dimentichi che nella dimensione storica le dimensioni temporale e spaziale procedono di pari passo.

FOTO8 bambini al lavoro

Vivere oggi in un castello medioevale è il titolo di questo modulo progettuale che la nostra collega Francesca ha attivato con i suoi ragazzi della V classe elementare di Arcevia, plesso di Piticchio.

Una ricerca ed una riflessione sul presente, tra indagine geografico-sociale e storico-artistica di osservazione, analisi, salvaguardia e valorizzazione del luogo.

Si riporta la procedura indicata nel modulo di programmazione e rigorosamente osservata rappresentando l’ usuale stile di insegnamento della docente.

  • Come immagino Avacelli ed il suo territorio: mappa delle pre-conoscenze personali e collettive.
  • Osservazione sul campo- Compilazione di una griglia che evidenzi: localizzazione, tipo paesaggio e terreno, vegetazione, fauna, insediamenti, vie di comunicazione, popolazione modificazioni dell’uomo agli elementi fisici, attività presenti.
  • Approfondimento aspetti osservati - Confronto con le pre-conoscenze, con le cartine topografica, tematica della vegetazione e geologica, con le informazioni raccolte dai libri per conoscere flora e fauna tipica.
  • Produzione di una sintesi con l’esplicitazione delle relazioni esistenti tra clima-vegetazione-fauna.
  • Tipo di insediamento-attività produttive - popolazione.
  • Focalizzazione delle problematiche emergenti: spopolamento, scarsità dei servizi, scarsità delle risorse.
  • Interviste agli abitanti per conoscere problemi reali collegati alla scelta di rimanere o di andarsene.
  • Pre-conoscenze sul significato personale attribuito ai termini patrimonio artistico e culturale.
  • Costruzione del concetto di patrimonio artistico.
  • Discussione collettiva sulla necessità di proteggerlo e valorizzarlo in quanto ha valore come ricordo, memoria, formazione dell’ identita’ personale e sviluppo del senso di appartenenza al proprio luogo di vita.
  • Assumere il punto di vista per il tema della salvaguardia dell territorio di Avacelli.

La ricerca in questione è stata realizzata con lo scopo di sviluppare abilità e competenze trasferibili alla costruzione della conoscenza di altri luoghi (i ragazzi hanno successivamente lavorato su Ravenna).

Interessante una delle competenze previste all’uscita: "E’consapevole del valore del patrimonio ambientale artistico e culturale e della necessità della sua salvaguardia e valorizzazione".

Ci si potrebbe porre il problema del se e del come la consapevolezza è una competenza, anche perchè non verificabile nè certificabile. Sicuramente la nostra collega intendeva in questo modo dare importanza "alla presa di coscienza", che sicuramente sta alla base di qualsiasi scelta e azione successive. Certamente si concorderà sul fatto che saper scegliere e saper agire sono competenze alte del vivere civile alle quali questi ragazzi, che frequentano ora la prima media sono sicuramente stati ben avviati.

FOTO 9

Lo studio del castello di Avacelli e della chiesa rurale di Sant’Ansovino alla scuola media "Palazzi" di Arcevia

Tre classi coinvolte: le due classi prime A e B e la classe II A.

  1. Il castello di Avacelli

    Le classi I B e II A hanno seguito una parte di percorso comune anche se i prerequisiti degli alunni erano diversi e diversi gli obiettivi da raggiungere.

    La ricerca di storia locale sul castello di Avacelli è stata finalizzata in classe prima all’ approccio al medioevo, per studiare il processo di trasformazione dell’insediamento del territorio, la progressiva urbanizzazione fino alla nascita del castello e il successivo passaggio al comune di Roccacontrada.(oggi Arcevia).

    In classe seconda i ragazzi possedevano già delle conoscenze a livello generale e dovevano trasferirle a livello locale, per una migliore comprensione del fatto che la medioevalizzazione della società italiana ed europea non è avvenuta dappertutto allo stesso modo, che le generalizzazioni del manuale di fatto nascondono differenze sostanziali dovute alle diverse situazioni territoriali, economiche, politiche, e religiose. In classe seconda però si era deciso di partecipare a questo progetto con un’ottica "linguistico-letteraria" cercando di realizzare racconti verosimili (storici) a partire da situazioni vere (desunte da documenti).

    Le insegnanti hanno preparato un dossier con diversi materiali utili alla ricerca, coadiuvati dallo storico Virginio Villani che è anche curatore del locale archivio storico comunale, ricco di documenti pergamenacei ben conservati. Il dossier si è andato arricchendo via via che la formazione-informazione delle insegnanti cresceva grazie alla collaborazione dell’insigne esperto di storia locale che le guidava a selezionare le notizie (e la documentazione) utili agli obiettivi disciplinari ( culturali, educazionali, cognitivi e metacognitivi) da raggiungere.

    Ecco il percorso seguito:

  • motivazione degli alunni: studio del territorio Comunale a cui si appartiene (conversazioni, circle time, brainstorming anche sul senso di appartenenza)
  • costruzione del concetto di bene culturale
  • riconoscimento dei beni culturali presenti sul territorio (chiese, mura civiche, castelli, materiali conservati al museo, pergamene e documenti conservati nell’archivio storico.....)
  • consapevolezza da parte degli alunni di: tema della ricerca, obiettivi, competenze da acquisire
  • localizzazione: lavoro su mappe e carte
  • visita alla località scelta con schede di osservazione appositamente predisposte
  • servizio fotografico e video
  • stesura di un testo storiografico descrittivo "Avacelli oggi"
  • ipotesi sulla vita medioevale nel castello (Classe I)
  • lettura dei regesti in cui compare Lavacelli
  • analisi dei regesti e raccolta di informazioni circa la vita medioevale nel nostro territorio
  • (classe I) testo descrittivo di contesto allo studio della nascita del castello con notizie dirette e inferenziali tratte dal regesto n.80)
  • (classeII) produzione di racconti verosimili a partire dalle notizie del regesto n. 80 (testo citato) Questa fase rappresenta l’ultima per gli alunni della classe II, che saranno poi impegnati nella illustrazione dei loro racconti.
  • la nascita del Comune di Roccacontrada e il processo di espansione territoriale.
  • ricostruzione del processo di nascita del castello
  • ricostruzione del passaggio di Avacelli a Roccacontrada
  • dalla storia locale alla storia generale: il passaggio dall’alto al basso medioevo, la nascita del Comune.
  • Realizzazione di un video-documentario su Avacelli.

Un obiettivo importante di questo modulo è quello di far acquisire ai ragazzi la procedura della ricerca storica: come si ri-costruisce una storia a partire dal presente con l’uso di fonti diverse e come la conoscenza si struttura in un testo storiografico organizzato.

Molto importante risulta quindi la scrittura da parte dei bambini di testi descrittivi e narrativi che rispettino la struttura del testo storiografico.

In questa esperienza i beni culturali sono stati utilizzati come fonti della ricostruzione storica.

      FOTO10 bambini al lavoro nel castello

    2. La chiesa rurale di sant’Ansovino

Lo studio architettonico e artistico della Chiesa di sant’Ansovino, in vista della sollecitazione al suo recupero, è stato il tema della ricerca degli alunni della classe I A, dove gli insegnanti del consiglio di classe coinvolti hanno lavorato come tutti gli altri sul concetto di bene culturale, sul senso di appartenenza finalizzati alla responsabilizzazione alla tutela del patrimonio artistico.

Il modulo ha comportato un intervento attivo dei ragazzi: al termine del percorso è stata realizzata una lettera aperta agli organismi competenti, per sollecitare il recupero del bene in questione.

Molti dei bambini non conoscevano l’esistenza di questa piccola chiesa che sorge ai piedi del castello di Avacelli ma che è precedente alla sua costruzione.

Il lavoro si è realizzato secondo questo procedimento:

  • Costruzione del concetto di bene culturale
  • Esplorazione dell’ambiente di sant’Ansovino
  • Osservazione della chiesa: esterno ed interno (utilizzo di schede predisposte)
  • Ipotesi sull’uso degli ambienti ( sotterraneo e costruzione annessa)
  • Esecuzione di "schizzi" a matita
  • Raccolta di foto.
  • Rielaborazione degli appunti raccolti con l’uso delle schede in un testo descrittivo.
  • Rilevazione dei tratti architettonici caratteristici della chiesa: lo stile romanico
  • Esecuzione di disegni della chiesa con vari accostamenti cromatici: dal disegno dal vero al disegno"artistico"
  • Esame dei documenti in cui la Chiesa di Sant’Ansovino è nominata.
  • Raccolta di informazioni
  • Ri-costruzione della storia della chiesa.
  • Importanza della sua conservazione oggi (conversazioni)
  • Scrittura di una lettera aperta sul problema del recupero del bene
  • Realizzazione di un video

La ricerca ha messo in moto lo studio di altri temi storici curriculari connessi all’ambiente, territorio di confine del regno longobardo dall’impero bizantino (la Chiesa cristiana tra 800 e 1100, vita quotidiana del basso medioevo Italia centrale tra l’ 800 e l’anno mille, i Longobardi in Italia, la civiltà longobarda e la sua influenza nel nostro territorio)

FOTO11 bambini al lavoro nella chiesa

Considerazioni finali: valutazione complessiva del progetto

La progettazione, l’attuazione e le verifiche del progetto sono state realizzate dagli insegnanti del gruppo di ricerca-azione per lo studio del territorio che si è costitutito di fatto nel nostro Istituto.

La realizzazione di tutti i nuclei progettuali è stata però possibile grazie alla collaborazione attiva e puntuale di tutte le agenzie territoriali interpellate e dei loro addetti, i responsabili: dell’ Ufficio Cultura del Comune di Arcevia, della Biblioteca Comunale, dell’Archivio storico, della Cooperativa dei servizi culturali EIDOS, dell’Ufficio tecnico-cartografico del Comune, del Comitato per la valorizzazione del Castello di Avacelli, del CAD (Centro Audiovisivo Distrettuale di Fabriano — sede di Arcevia).

In una cittadina piccola come la nostra, ma in generale un po’ in tutto il territorio marchigiano, la scuola svolge un ruolo culturale prevalente, rispetto alle altre agenzie di formazione che in molti casi fanno riferimento alle scuole stesse, inserendo, tra i loro collaboratori esterni, personale insegnante ancora in servizio, per l’organizzazione o per il miglioramento delle loro sezioni didattiche.

Sul versante alunni non si sono registrati problemi particolari legati al progetto, peraltro alcune riflessioni sono già state fatte. Non è possibile infatti dimostrare, non esistendo classi di controllo predisposte per valutazioni tassonomiche scientifiche, che i bambini abbiano "imparato di più" rispetto ai compagni che seguono metodi di apprendimento più tradizionali; sicuramente però possiamo asserire, confortati anche dai moderni studi di psico-pedagogialogia di didattica e metodologia, che hanno imparato meglio. Innanzitutto perchè hanno interiorizzato alcune pratiche operative acquisendo abilità che li aiuteranno sicuramente nella risoluzione anche di problemi pratici, ma soprattutto perchè, essendosi rivelato alto l’indice di gradimento delle attività, i bambini hanno lavorato volentieri. Noi tutti del gruppo crediamo che, se si riesce a non far annoiare i bambini a scuola, sicuramente è stato raggiunto un ottimo risultato.

I problemi emersi, se così vogliamo chiamarli, riguardano soprattutto il versante insegnanti rispetto a:

-vivere un’ altra dimensione dell’insegnare, quella del confronto con i colleghi che presuppone la disponibilità al cambiamento;

-ragionare sulle modalità di programmazione e di verifica;

-dedicarsi alla ricerca di materiali idonei alla mediazione didattica disciplinare che comporta un impiego di tempo non indifferente,

-la flessibilità nel dover far fronte a situazioni emergenti dovuti a disguidi organizzativi o altro;

-la difficoltà a gestire in maniera positiva e produttiva le differenze degli alunni in situazione di lavori di gruppo (che prevede competenze non indifferenti).

-rapportarsi continuamente anche con i propri limiti, riflettendo sui propri bisogni formativi e cercando di ovviarvi con autoformazione( testi, internet altro);

L’organizzazione per gruppi di ricerca-azione di insegnanti motivati, permette comunque di superare gradualmente i problemi emergenti, sia con la forza psicologica che il gruppo di per sè offre ai suoi aderenti, di cui il coordinatore fa emergere le leaderships, in modo che ciascuno sia valorizzato per le sue competenze, ma anche facendo leva sul collegio dei docenti per ottenere corsi di formazione.

Un problema insoluto: non sono sicuramente adeguati i riconoscimenti economici per chi affronta la professione nell’ottica della ricerca.

I prodotti disponibili

Documenti foto e video delle diverse fasi del lavoro dei bambini

Materiale cartaceo organizzato per ogni nucleo progettuale

Videocassette : video-documentari sulla fauna del luogo; fiabe audiovisive; videocassetta dello spettacolo teatrale; video Castello di Avacelli; video Chiesa di sant’Ansovino)

Il prodotto finale

E’ in produzione un DVD che raccoglierà tutte le produzioni e la documentazione dei percorsi

Documentazione on line

Tutto quanto descritto e/o accennato in questo articolo è in via di inserimento nel sito dell’Istituto www.cadnet.marche.it/semarc

Carla Santini