SPAZIO: dove?

Cartina dell’Europa verso la fine dell’XI secolo.

Si possono notare: in arancio, i domini Arabi (in Spagna); in blu, i domini Normanni (in Inghilterra e Italia meridionale peninsulare); in lilla, i domini Bizantini; in viola, il Sacro Romano Impero Germanico).

TEMPO: quando?

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dopo Cristo

 

 

 

 

RELIGIONE

La religione ufficiale era il Cristianesimo, ma nelle campagne erano diffuse "pratiche pagane". In ogni castello c’era la cappella, aperta ogni domenica a tutti gli abitanti. Nel Medioevo, si riteneva che tutto ciò che succedeva nel mondo fosse causato o dagli angeli o dai diavoli e, che, per ottenere le cose buone, occorressero: la preghiera, la penitenza e il culto. A partire dall’XI secolo per farsi perdonare i peccati, molti credenti

intraprendevano pellegrinaggi. La gente era vittima di superstizioni e di paure: si credeva che con l’anno Mille arrivasse la fine del mondo.

Fondazione del "monachesimo", con l’edificazione di numerosi monasteri. "Diritto di asilo", presso le chiese, per chi correva pericoli.

il monastero di San Nilo (Lazio)

ABITAZIONI

(miniatura raffigurante castello e villaggio di Lautrenon (Francia)

Il torrione (o mastio) del castello, casa fortificata del "dominus", cioè del signore, era una costruzione a più piani con soffitti alti e poco illuminata: al pianoterra c’erano magazzini, stalle e cantine; al primo piano, la cucina, il salone per i banchetti e stanze per ricevere ospiti e per giocare; al secondo, l’abitazione del signore, al terzo, camere da

letto per i bambini e per i domestici; il piano alto era riservato agli ospiti, ai figli grandi e alle guardie.

All’interno del castello si trovava anche la cappella; poteva esserci anche un piccolo borgo , cioè un gruppo di case difeso da una cinta di mura più esterna.

Fuori delle mura del castello, erano addossate le case dei contadini (servi della gleba, cioè della terra), che erano di fango e legno, con tetti di paglia, canne e rami secchi e con poche e piccole finestre senza vetri; esse avevano solo una-due stanze con pavimento di terra battuta, un focolare, un cassone, un tavolo, qualche sedia, un letto di paglia e foglie; nelle case dormivano anche le bestie (cani, gatti, galline, maiali). Per illuminare, si usava la candela, fatta con il "sego" del maiale.


S
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I
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AMBIENTE ED INSEDIAMENTO

La foresta dominava il paesaggio dell’Europa occidentale, almeno fino al 1200. Essa si estendeva dovunque, ed era solo intervallata da brevi radure in cui si insediavano comunità isolate: VILLAGGI, CASTELLI, MONASTERI.

Fin dai primi secoli del Medioevo, cominciarono a sorgere nelle campagne, sulle alture, e sui cucuzzoli montani i "castra" (castelli) ed i borghi. All’inizio i castelli erano semplici torri di legno, successivamente si passò ai castelli di pietra, con fossati pieni d’acqua, mura di cinta, torrioni. Dal VII al XII secolo i castelli erano isolati; in seguito vennero costruiti anche in città o in villaggi. Dopo il XII secolo, i castelli, oltre alla cinta muraria, avevano anche il ponte levatoio. All’interno delle mura del castello, vivevano il signore e la sua corte, i soldati e gli artigiani e, in caso di pericolo, si rifugiavano i contadini, che vivevano nelle capanne dei villaggi. Abbazie e monasteri, anch’essi fortificati con mura e torri, erano piccoli villaggi autosufficienti.

 

(monastero benedettino nelle Alpi francesi)

 

 

 

COMUNICAZIONE, SCUOLA E SCRITTURA

Scrittura. si scriveva su grandi tomi, libroni di carta pergamena ricavata dall’essiccazione di pelli di pecora, poi sbiancate e assottigliate.

I monaci e le persone colte scrivevano in latino, lingua ufficiale della Chiesa e dei ceti nobili. Gli atti notarili e i contratti erano scritti in latino "imbarbarito".

(tomo)

(pagina di un libro)

Amanuensi: i monaci ricopiavano gli antichi testi sacri a mano, con scrittura elegante ed accurata e raffinati disegni e miniature.

Scuole: presso i monasteri e le

abbazie si insegnavano lettura, numeri, canto sacro, salmi e note.

Analfabetismo: la maggior parte della popolazione era analfabeta, anche i "signori" spesso non sapevano leggere e scrivere. (**)

A destra, miniatura di monaco copista.

 

 

MEZZI DI TRASPORTO

Si viaggiava per lo più a piedi. I più ricchi si spostavano generalmente con muli, asini, più raramente con cavalli o con carri. Altri mezzi di trasporto: carriole, barche, navi. Tempi molto lunghi dei viaggi.

miniatura di contadino che porta la moglie nel podere, con la carriola

asino usato per trasportare al mulino cereali da macinare

carro da trasporto usato nei lavori agricoli

VIE DI COMUNICAZIONE

Vi erano sentieri in terra battuta; le strade romane non erano più usate ed i ponti erano rovinati. Pagamento di pedaggi al dominus

Decima pagata dai barconieri per traghettare persone e merci sui fiumi. Decime pagate dai mercanti per il trasporto di qualsiasi merce. Il pagamento di pedaggi e decime avveniva in natura (consegnando alcuni prodotti ) o in prestazioni (compiendo gratuitamente alcuni lavori).

Motivi dei viaggi di molte persone: fiere e pellegrinaggi. Luoghi santi da visitare erano: Roma, Bari, Santiago di Compostela, Gerusalemme.

COMMERCIO

 

Prima dell’anno Mille, il commercio riguardava pochi generi di lusso ed era ostacolato da dogane e pedaggi imposti dai signori e dalle strade mal ridotte e rese insicure dai briganti; la moneta era scomparsa e sostituita dal baratto; spesso, come moneta, si usava il sale. Il signore del castello cercava di avere presso di sé gli artigiani. Dopo l’anno Mille, rinascita delle città e ripresa dei commerci.

 

ABBIGLIAMENTO

Uomini e donne indossavano generalmente tuniche bianche in lana o in lino, con fibbie d’argento o altro metallo, catena da collo in metallo... In inverno portavano mantelli di lana con collo di pelliccia.

I ricchi indossavano manti di ermellino sopra abiti di seta.

Gli abiti dei contadini erano confezionati in casa; gli uomini portavano una camicia di lana, calzoni di tela o di cuoio, calze di lana, un mantello e un berretto, le donne portavano una camicia, una gonna lunga fino ai piedi, una veste intera ed una cuffia. I contadini durante le lunghe serate attorno al fuoco, conciavano le pelli; le donne filavano e tessevano la lana.

 

sopra, abbigliamento dei contadini nella stagione invernale;

a destra, abbigliamento dei signori del castello

così vestivano

i pellegrini

 

AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA

La grande proprietà terriera era divisa in due parti: pars dominica e pars massaricia. I mansi (= campi) erano affidati a coloni o a servi, obbligati a prestare corvèes al signore (nobile o vescovo o abate) e a consegnargli parte del raccolto. Vi erano terre comuni, per il pascolo, e grandi foreste, in cui i signori potevano abbattere gli alberi e cacciare e in cui i contadini potevano raccogliere la legna secca e a volte cacciare piccoli animali con lacci e trappole. Le attività economiche fondamentali erano: la caccia, l’allevamento degli ovini (allo stato brado), la pastorizia dei suini e l’apicoltura (il miele era usato come dolcificante); più marginale era la coltivazione dei campi. I campi signorili erano coltivati a cereali ( orzo, segale, avena, miglio e grano) e a vigneti.

fienagione e disboscamento

semina, potatura, aratura...

La caccia forniva, insieme con l’allevamento decisive risorse all’alimentazione delle popolazioni; inoltre, gli animali selvatici erano numerosissimi e costituivano una minaccia per i campi coltivati. Si praticava la pesca e si allevavano pesci nei vivai.

pastorizia di suini

apicoltura

 

allevamento

di ovini

 

ALIMENTAZIONE

Alimentazione dei contadini: pane e focacce di crusca, segale, avena orzo o miglio, legumi (ceci, fagioli...), rape, cipolle, aglio, minestre di cavoli e lardo; a volte formaggi e uova; raramente verdure e frutta a causa dell’infertilità della terra. Unica fonte di carne (nei giorni di festa), pollo o montone o maiale, che veniva anche affumicato o conservato con il sale; con la carne

(la castellana fa l’elemosina)

del porco allevato, a fine anno il contadino faceva provvista di salsicce, prosciutto e lardo. Si usava il miele per dolcificare, lo strutto per ungere, il lardo per insaporire i cibi. La maggior parte della gente soffriva la fame ed era vittima di epidemie. Non si faceva uso di forchette e tovaglioli. Coppe, scodelle, coltelli e tovaglie erano privilegio dei castellani.

raccolta di porri

il pranzo dei signori del castello

I ricchi mangiavano pane di frumento e in abbondanza carne (tanto che si ammalavano spesso di gotta) sia di animali cacciati (lepri, conigli selvatici, cervi, daini, caprioli, cinghiali, uccelli) sia di animali allevati, condita con molte spezie; bevevano birra, vino, sidro. I banchetti erano allietati da cantori e menestrelli.

 

 

 

TEMPO LIBERO E DIVERTIMENTI

I contadini raramente si riposavano dai lavori pesanti dei campi e non avevano svaghi, tranne che in occasione dei matrimoni, della ricorrenza del Santo Patrono del villaggio e nei giorni festivi. Durante le lunghe serate passate attorno al fuoco, gli uomini fabbricavano o riparavano strumenti agricoli conciavano il cuoio, facevano canestri per la pesca e

utensili per la casa (cucchiai, bicchieri).

Nell’immagine, stands della fiera annuale del villaggio.

I nobili, quando non erano occupati con la guerra, si dedicavano ai banchetti, alla caccia e ai tornei.

C’erano vari tipi di caccia: la caccia con i cani (per stanare cinghiali, caprioli o altri animali, abbattuti con le frecce o a colpi di spiedo), la caccia con il falcone (per prendere piccoli uccelli o anatre, gru...).

sopra: caccia con i cani;

a destra, caccia con il falcone

menestrelli

 

Un altro passatempo dei signori erano i tornei, che duravano più giorni e che si disputavano fra due cavalieri o fra due gruppi di cavalieri.

Compagnie di attori, giocolieri, saltimbanchi, burattinai andavano di castello in castello o di villaggio in villaggio a portare ogni tipo di spettacolo per divertire nobili e contadini. Poeti e musicisti nei castelli.

LA FAMIGLIA, LA DONNA e

LA VITA QUOTIDIANA DEI BAMBINI

La donna del Medioevo non era mai libera: infatti, fino a quando non si sposava era sottomessa al padre, da sposata era sottomessa al marito; nel basso Medioevo solo qualche donna di famiglia reale ebbe poteri politici.

 

La castellana doveva svolgere molti compiti: dirigere il lavoro delle ancelle che tessevano la lana o la canapa (lei stessa. tesseva lenzuola e stoffe per i vestiti )

e confezionavano arazzi; interessarsi della cucina, della lavanderia e di altre faccende domestiche; educare le figlie. Le castellane, nei momenti liberi, facevano passeggiate a cavallo o leggevano. (**) Le castellane, a differenza dei signori del castello, erano abbastanza istruite: sapevano leggere e scrivere, amavano le poesie e i racconti, studiavano anche le leggi.

 

La donna del villaggio, moglie di un contadino o di un artigiano, aveva compiti importanti e faticosi: occuparsi della casa, allevare gli animali

domestici, coltivare l’orto, cucire i vestiti per la famiglia (la donna doveva filare la lana e lavorarla a maglia o con l’uncinetto, per preparare camicie, calze, mantelle, gonne; per i pantaloni usava la tela, ma anche le pelli che erano conciate in casa); costruire candele per l’illuminazione.

I bambini figli di contadini aiutavano i genitori nei lavori: non frequentavano scuole, dal momento che non vi erano, e, comunque, non avrebbero avuto il tempo e le possibilità economiche per studiare; per questo motivo i contadini non sapevano né leggere, né scrivere.

Nelle famiglie nobili, i figli maschi, se primogeniti ereditavano da grandi il feudo del padre, se minori venivano educati all’uso delle armi, viaggiavano, partecipavano a tornei e guerre in cui speravano di arricchirsi...; le femmine spesso erano costrette ad entrare in convento. I figli dei ricchi erano istruiti.

ARTIGIANATO E ALTRI LAVORI

Fino all’anno Mille, l’economia era chiusa; all’interno del castello o dell’abbazia, lavoravano i fabbri, i carrettieri, i falegnami, i carpentieri, orefici, calzolai, conciatori di pelli, panettieri, tessitori, pescatori, uccellatori, fabbricanti di sidro, sapone...

Dopo l’anno Mille, da un’economia chiusa si passò ad un’economia aperta, con botteghe artigianali di ogni tipo: falegnami (che fabbricavano ruote, carri, aratri, botti), pellicciai, fabbri (che fabbricavano armi e strumenti), birrai, orafi, calzolai (che fornivano scarpe di cuoio), tonsori (che tosavano le pecore), pettinatori e cardatori (che preparavano la lana per la tessitura), tessitori di panni di lana e seta (per confezionare abiti, lenzuola, coperte), tintori (che tingevano i tessuti), follatori (che comprimevano i tessuti per irrobustirli), sarti, produttori di pale d’altare (immagini sacre da mettere nelle chiese), fabbricanti di pergamene, ecc.

Dopo l’anno Mille, riprese anche il commercio, via terra e via acqua (fiumi, canali, mare), con la circolazione della moneta.

botteghe di sarto, di venditore di stoffe, di barbiere

trasporto di mercanzie su strada e via fiume (XIII sec.)

 

 

 

ARCHITETTURA E ARTE

Dei primi secoli del Medioevo sono rimasti pochi edifici, perché quelli esistenti (castelli e chiese) o erano di legno o spesso furono distrutti nei secoli successivi, per essere sostituiti da altri più grandi; inoltre, la produzione di dipinti, sculture, miniature, era piuttosto ridotta.

Dopo l’anno Mille, cattedrali (=chiese principali), chiese, torri e case erano costruite con pietra e mattoni; l’interno di cattedrali e chiese era ricco di sculture e pitture e di vetrate che rappresentavano soggetti religiosi o momenti di vita quotidiana.

Il castello di Fenis (Valle d’Aosta)

la piazza di Siena

 

cattedrale gotica inglese (XIII sec.)

chiesa romanica Trani (XI sec.)

 

 

 

CONOSCENZE, TECNICHE E INVENZIONI

Prima dell’anno Mille gli utensili più diffusi erano in legno: pale, aratro, bastoni, rastrelli, forconi...; c’erano falci, zappe.

aratro con versoio

Dopo l’anno Mille:

aratro pesante con due lame e con ruote, e cavalli legati con il collare rigido

scuola

di medicina

in un monastero

diffusione dei mulini ad acqua

Altre innovazioni tecnologiche dopo l’anno Mille:

introduzione della rotazione triennale (detta così perché ogni ciclo di coltivazione durava tre anni: cereali invernali, cereali primaverili o leguminose, maggese) che favorì l’aumento della produzione; uso del ferro da cavallo; attacco a coppia di due animali; uso dell’asse per collegare le ruote dei carri; diffusione del mulino a vento di origine asiatica (i mulini non erano usati solo per macinare i cereali, ma anche per lavorare i tessuti e preparare la birra (dall’XI sec.) e per pigiare olive e noci e conciare le pelli (dal XII sec.). Diffusione di: timone di poppa (XII –XIII sec.); bussola inventata dai Cinesi (XII sec.); astrolabio(inventato dagli Arabi); carte geografiche (portolani); telaio a pedale; arcolaio a ruota (al posto di rocca e fuso usati per filare)... Prime macchine: presse, seghe, gru...

 

ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Società feudale, divisa in tre classi sociali: il clero, un ristretto gruppo di nobili e una grande massa di contadini. Il feudalesimo era diffuso in tutta l’Europa (a partire dal IX secolo).

Il territorio era diviso in tanti "feudi": le marche, situate ai confini dell’impero e quindi più importanti, affidate ai marchesi; le contee, all’interno dell’impero e meno estese, governate dai conti. I signori (feudatari) erano controllati dai missi dominici.

miniatura che rappresenta la concessione di un feudo

msisi dominici i

 

arazzo di un cavaliere

amministratore del feudo riceve contadini per contratto di mezzadria

 

Erano esclusi dalla società i lebbrosi. Nelle foreste vivevano i monaci eremiti.

poster "Medioevo in Europa" / tutti i diritti riservati / edizioni scolastiche by Fiorella & Nadia – a. s. 2001/2002