PERCORSI DIDATTICI- PROGETTO SPACE

ESPLICITAZIONE DEL LAVORO EFFETTUATO DALL’INS. ANTONELLA GEDDA

SCUOLA MEDIA G. CIVININI ALBINIA (ORBETELLO)

 

Prof.ssa Antonella Gedda

 

 

Il progetto Space è stato inserito all’interno del lavoro curricolare nella sezione II C nell’ anno scolastico 2001/02 per quanto riguarda l’area storico- antropologica; tiene tuttavia conto del lavoro transdisciplinare effettuato l’anno precedente nella stessa classe tra l’area storica e quella scientifica.

Detto lavoro veniva effettuato durante i laboratori pomeridiani di archeologia.

 

Lavoro del I anno

 

I moduli relativi al progetto hanno seguito il seguente schema

  1. Lettura del territorio
  2. rilevazione degli elementi particolari (vicinanza al mare e/o montagna, presenza di fiumi, porti, ecc)
  3. rilevazione delle culture effettuate
  4. rilevazione di centri abitati e loro particolarità (presenza di vecchie strutture abitative, presenza di consorzi agrari, presenza di strutture utili alla bonifica, presenza di strutture databili storicamente come castelli, fortificazioni, abbazie)
  5. Formulazioni di ipotesi relative a insediamenti, costruzione e utilizzo di strutture architettoniche
  6. Ricerca di documenti per avvalorare dette ipotesi.

 

I mezzi utilizzati sono stati i seguenti:

 

q       Intervista

q       Lettura di documenti

q       Lettura di cartine

q       Appunti

q       Registrazione

q       Utilizzo del computer

q       foto

 

Il lavoro, come già detto iniziato autonomamente dal progetto SPACE ha interessato, il secondo quadrimestre della classe prima (a.s. 2000/01) con un modulo di storia locale. Il lavoro risultava transdisciplinare tra geografia, scienze e storia.

E’ stato scelto questo tipo di lavoro anche in concomitanza del caso della “mucca pazza”, che aveva destato l’attenzione di genitori e ragazzi.

Siamo appunto partiti da una lettura d’ambiente, considerando la zona circostante il paese, il fiume, la foce , la pianura. Particolare attenzione è stata posta al tipo di coltivazioni praticate, all’attività della Valfrutta per la lavorazione del pomodoro,

alla presenza di coltivazioni biologiche, all’allevamento, all’itticoltura e così via. A questo proposito abbiamo intervistato un genitore di professione allevatore e un veterinario (ugualmente genitore di un alunno)

Siamo poi passati al “passato prossimo” , da un punto di vista storico, della zona.

Tutta la Maremma in vari periodi, ha visto ingenti opere di bonifica e in anni relativamente recenti ha visto l’attuarsi della cosidetta “Riforma Agraria”.

E’ da qui che siamo partiti: dalla legge stralcio del 1951 che redistribuisce la terra agli affittuari e ai braccianti.

A seguito della riforma agraria cambiarono le colture (nella zona si produceva il tabacco, tale coltura era prevalentemente affidata alle donne che provvedevano anche all’essiccazione delle foglie), furono costruiti poderi per le famiglie, si costituirono piccole cooperative, spesso fallite, per l’acquisto di mezzi, si costituì il Consorzio Agrario.

Prima della riforma agraria esisteva il latifondo, gestito da grandi famiglie di proprietari terrieri, provenienti dalla città.

La gestione del latifondo richiedeva un fattore, contadini affittuari e braccianti che vi lavoravano periodicamente.

Dalle testimonianze abbiamo rilevato che molte famiglie provengono da zone diverse dalla maremma; questo perché era presente un notevole numero di braccianti che si trasferivano nella zona, spesso con la famiglia nei periodi di fabbisogno di mano d’opera.

Il paese di Albinia nasce a seguito della riforma agraria come borgo in cui confluivano si gestivano gli interessi dei vari poderi.

Similmente nasce Fonteblanda, a ridosso di un borgo molto più antico: Talamone.

Abbiamo verificato il tipo di edifici nel paese di Albinia e osservato la mappa del paese; un paese squadrato, a ridosso della ferrovia.

Possiamo riassumere così i risultati delle nostre attività.

 

Prima della legge stralcio

Dopo la legge stralcio

q       uso del territorio

q       presenza del latifondo

q       tipologia di abitazioni

q       immigrazione stagionale

q       contratti dei braccianti

q       le condizioni di vita

q       modalità per la ripartizione delle terre: le quote

q       come vengono costruiti i poderi dell’Ente Maremma

q       associazioni di lavoratori agricoli

q       le condizioni di vita

q       uso del territorio

q       confronto con territori diversi (un agriturismo in Lunigiana e la struttura di borghi, città e paesi nati in periodi diversi : es. Firenze)

 

Materiali Prodotti

q       cartelloni

q       relazioni

q       interviste

 

 

Lavoro del II anno

 

Durante il secondo anno il progetto si è realizzato in maniera più aderente al curricolo.

L’attenzione è stata ancora spostato sull’ambiente; un ambiente ricco da un punto di vista architettonico per la presenza di castelli e fortificazioni risalenti adiirittura all’800

(basti pensare al castello di Capalbio), ma relativamente povero di affreschi, quadri ecc.

Cosa sta a significare ciò? Evidentemente la zona serviva da difesa contro attacchi esterni (dal mare) e da difesa di un territorio più vasto. I signorotti assegnatari erano dunque lontani da quei circuiti culturali che presero vita dall’anno mille in poi.

Da un punto di vista didattico sono stati effettuati numerosi confronti visitando i musei di alcune città d’arte ( Firenze, Padova e Verona)

Nel secondo quadrimestre abbiamo invece iniziato un lavoro sul documento legato alla condione di vita in Maremma a partire dal 700 : il confronto viene fatto rispetto al le condizioni di vita degli operai inglesi durante la prima e la seconda rivoluzione industriale.

Lo schema può essere considerato il seguente:

 

notizie riguardanti le condizioni di vita degli operai inglesi

Notizie riguardanti le condizioni di vita dei lavoratori in Maremma e nell’orbetellano

Relativamente a

q       alimentazione

q       stato delle abitazioni

q       spostamenti

q       igiene e salute

q       alfabetizzazione

Sono stati analizzati gli stessi punti integrando la documentazione  rispetto alle richieste di lavoro, di esonero dalle tasse, di sepoltura dei morti.

 

 

 

Il lavoro ha ipegnato circa tre mesi e il prodotto è stato esposto alla mostra riguardante lo studio dell’ambiente effettuata al Parco dell’Uccellina