Naturartinboboli: un accordo fra natura e cultura

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Introduzione

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Introduzione

La nostra partecipazione al progetto SPACE ha come sua specificità il fatto che questa esperienza è avvenuta non in quest'anno scolastico, ma nell'anno 1996/1997. Quello che qui riportiamo, dunque, è una documentazione e una riflessione a posteriori, centrata sul percorso metodologico e sul rapporto tra il lavoro per progetti e i curricoli disciplinari.
Riteniamo utile proporre questo lavoro, perché crediamo che i presupposti metodologici e didattici abbiano mantenuto tutta la loro validità e possano essere utilizzati in contesti scolastici diversi e in esperienze meno complesse.

Il lavoro per progetti a Scuola Città Pestalozzi

Il lavoro per progetti che da alcuni anni si è sviluppato nella nostra scuola, ha ormai accumulato una serie di esperienze e di riflessioni tese a sviluppare metodologie articolate che rispecchino il modo di procedere per reti concettuali.
In questo ambito sono particolarmente significativi i progetti di Educazione Ambientale, perché si tratta di progetti multidisciplinari che coinvolgono l’attività didattica di una o più classi e si sviluppano con l’apporto di tutti gli insegnanti di un biennio.
L’educazione ambientale considera l’ambiente come sistema complesso di relazioni e l’uomo come uno degli organismi che in quel sistema vivono, è un processo di conoscenza e di esperienza finalizzato alla modifica dei comportamenti; o meglio si propone di mettere a punto un percorso di esperienze conoscitive e metodi per concorrere a portare le persone alla cultura del rapporto e delle relazioni, per raggiungere un comportamento consapevole e responsabile.
Il processo cognitivo è basato sul sistemico, cioè sulla capacità di cogliere le relazioni, la diversità e il cambiamento, permette di inserire i soggetti che partecipano al progetto nella dimensione della complessità.
Conoscenza, esperienza e comportamenti sono i concetti relativi ai tre livelli con cui rapportarsi all’ambiente che l’UNESCO ha così indicato: studio sull’ambiente, attività nell’ambiente, attività per l’ambiente. con un percorso a spirale che continuamente torna su se stesso attraverso i tre momenti.
Si tratta di una interpretazione in senso lato di ambiente. In questa visione si va al di là di quella concezione che limita l’oggetto della educazione ambientale alla descrizione scientifica di un certo ecosistema con l’elencazione dei problemi legati all’ecologia. L’ambiente di cui ci occupiamo nei nostri lavori coinvolge la natura, ma anche la storia, gli aspetti sociali, economici, artistici ecc. In questo senso la lettura dell’ambiente si può’ e si deve avvalere di tutte le competenze disciplinari.
Ma l'ottica delle singole discipline non basta, é necessaria una più’ ampia rete di interpretazione che tenga si conto dei linguaggi e delle necessarie competenze disciplinari, ma anche delle diverse esperienze e dei saperi informali dei componenti del gruppo alunni-insegnanti.

Caratteri generali

  • la trasversalità: un approccio transdisciplinare al reale indipendentemente dagli occhiali disciplinari, perché l’ambiente non ha niente a che vedere con le divisioni delle discipline. Ne consegue che il lavoro è sempre svolto da una équipe, la quale può essere semplice (insegnante e alunni) o più articolata, con la presenza di insegnanti ed esperti esterni e si sviluppano conoscenze e competenze specifiche delle discipline e competenze trasversali.
  • la flessibilità: sono necessari vari momenti di programmazione, all'inizio e in itinere, ma non può essere una programmazione rigida per obiettivi parziali e finali, perché deve essere in grado di accogliere modifiche che possono emergere nel confronto con la classe e con l'ambiente.
  • la ricerca-insieme: cioè tutto il gruppo, nelle diverse competenze, si pone paritariamente nella dimensione della ricerca. Ricerca insieme vuol dire porre "domande legittime" e cercarne insieme le risposte.. Non pensare di insegnare solo quello che si sa già, ma essere disponibili anche ad esplorare ed imparare insieme e ad accettare di non arrivare a risposte definite; valorizzare il contributo di tutti e la molteplicità dei punti di vista. Il docente è mediatore di conoscenze e di strumenti che conosce, responsabile del collegamento con il curricolo ma diventa anche facilitatore e "ricercatore" insieme ai ragazzi.
  • la relazione tra progetto e curricoli disciplinari: il lavorare per progetti vuol dire svolgere una parte del curricolo in modo non tradizionale e non sovrapporsi ad esso. Utilizzando il metodo dello "sfoglio disciplinare" gli insegnanti sulla base dell'epistemologia della propria disciplina, scelgono i contenuti e le competenze relative al progetto e alla fascia di età interessata.


Metodi e procedure

Questo modo di lavorare non solo utilizza linguaggi specifici diversi che concorrono alla lettura della complessità della realtà in cui si vive individualmente e collettivamente, coinvolge anche in prima persona tutti i partecipanti.
Il gruppo di adulti progetta ed esperimenta parti del lavoro che farà con i ragazzi. Usare le stesse procedure di lavoro fra adulti e con i ragazzi, rendendole esplicite, permette di riflettere sulla costruzione delle conoscenze, di imparare ad imparare; di valorizzare i saperi informali di tutti mettendo sullo stesso piano emozioni, sensazioni conoscenze; di trovare un fondamento nel reale per le discipline oltre che un riferimento concreto con lo specifico disciplinare.
Per questo nella costruzione del progetto una fase molto importante é quella preparatoria, durante la quale si ascolta, si accoglie l’esperienza di ciascuno per individuare i problemi sui quali si lavorerà. Un momento fondamentale di negoziazione e ri-conoscimento reciproco, fra adulti e fra adulti e ragazzi, indispensabile per "fondare" l'équipe di lavoro. E' necessario partire dai saperi dei ragazzi per individuare alcune domande legittime che possano mettere in relazione la ricerca-insieme e parti del curricolo: per questo si dedica molta attenzione alla ricognizione iniziale. La pratica dell'ascolto, dell'operatività, del coinvolgimento e della collaborazione sono le caratteristiche metodologiche scelte.
L'organizzazione del lavoro si avvale di diverse procedure:
brain-storming sfoglio disciplinare, lavoro individuale, di gruppo, sperimentazione diretta, lezione frontale, interviste, , discussioni per problemi, ricerca su testi scritti, uso di documenti, esplorazione di movimenti, suoni, immagini.


Altri aspetti metodologici importanti sono quelli legati alla scelta del tema:

  • il luogo deve essere vicino alla scuola per permettere di lavorare spesso "sul campo";
  • il tema deve essere ben delimitato perché la ricerca non sia troppo ampia e poco definita;
  • il titolo scelto fin dall'inizio deve essere indicativo della ricerca

naturartinboboli: un accordo tra uomo e natura

Le ragioni di una scelta

La scelta di lavorare sul giardino di Boboli è venuta dopo che avevamo realizzato due progetti su due ambienti, piazza S. Croce e un tratto cittadino dell'Arno: il primo interamente costruito dall'uomo, il secondo più "naturale". L'ambiente del giardino si presenta come un luogo dove il
confine tra naturale e artificiale è ambiguo e complesso, estremizzando il rapporto uomo-natura in una regione dove già questo rapporto è strettissimo.
Da queste considerazioni è scaturito il titolo, che contiene le parole natura e "art" come arte ma anche come artificio, artificiale, aprendosi alla lettura di punti di vista disciplinari diversi.
Un altro motivo importante nella scelta di Boboli è stato l'alto valore artistico di questo giardino storico, conosciuto e vissuto da adulti e ragazzi prevalentemente come spazio per passeggiate e giochi. Molti, fra ragazzi ed insegnanti, avevano familiarità con il giardino, una classe vi aveva svolto anche attività nell'ambito di un progetto di educazione ambientale con il Laboratorio ambientale della Provincia di Villa Demidoff . Per molti anni l'accesso al giardino era stato libero e solo di recente, in seguito agli interventi di restauro e ri-organizzazzione, ne veniva sottolineata la valenza museale. Alcuni ingressi secondari erano stati chiusi ed era stato istituito un biglietto di ingresso che aveva fatto molto discutere la cittadinanza, poi ammessa con un biglietto annuale per residenti. Il senso di appartenenza che sicuramente era già sviluppato in tutti noi doveva essere rimodulato con una relazione più stretta fra uso e rispetto di un ambiente tanto complesso e vulnerabile.

Il giardino di Boboli è il giardino di palazzo Pitti, a sud dell'Arno
BOBOLI è un toponimo di origine longobarda, riferito ad aree boschive
Al fallimento della famiglia Pitti, nel 1537, Palazzo Pitti viene acquistato da Cosimo de' Medici che non ha ancora il palazzo di via Larga né Palazzo Vecchio. Cosimo ha sposato Eleonora di Toledo (regno di Napoli) ed abitano nella villa di Castello che ha un bellissimo giardino, ristrutturato per essere ambiente di rappresentanza: il giardino è già usato come elemento di propaganda e immagine.
Quando i Medici diventano proprietari del palazzo dei Pitti, acquistano un'area suburbana, coltivata a terrazzamenti, ai piedi della collina dove è situato il bastione del Cavaliere, parte della fortificazione trecentesca, visibile già nella Pianta della catena del Buonsignori.
Il giardino viene costruito con la flora toscana, realizzando vari ambienti per funzioni diverse: vita privata della famiglia, giochi dei bambini, di corte, rappresentanza, coltivazione di fiori, di frutti, di semplici, per la caccia, l'uccellagione…

Relazioni col POF

Il Progetto contribuisce a realizzare i seguenti obiettivi generali del Piano dell'Offerta Formativa:

  • Realizzazione della Continuità Educativa tra scuola elementare e scuola media
  • Progettazione collegiale nei Consigli di classe riuniti
  • Costruzione di un percorso didattico multidisciplinare e interdisciplinare
  • Applicazione e sviluppo della metodologia della "ricerca insieme" tra adulti e tra adulti e ragazzi
  • Uso della procedura dello "sfoglio disciplinare" fra adulti e fra adulti e ragazzi
  • Realizzazione di materiali ipertestuali per il Progetto "Telecomunicando: Caro computer ti presento i miei tesori" del M.P.I. e della STET
  • Sviluppo di tematiche di educazione ambientale nell'ambito del Progetto Europeo Comenius in collaborazione con le scuole: "Kiiminkijoen" Koulu Finlandia e "Körfältsskolan" di Östersund Svezia.


Organizzazione e tempi


Al progetto hanno partecipato due classi, quinta e prima media per complessivi quaranta alunni.
Gli insegnanti coinvolti sono stati tredici.
Il progetto è stato realizzato nell'arco di cinque mesi.
Alcune discipline hanno utilizzato per intero il loro monte orario settimanale ( scienze, ed. tecnica, teatro), altre solo alcune delle ore settimanali (inglese, ed. artistica, ed. musicale, ed. fisica, italiano, giornale).
Oltre alle lezioni a scuola sono state programmate numerose uscite a secondo delle esigenze delle varie aree disciplinari.

Prodotti

Materiali specifici delle discipline: testi, grafici, disegni, composizioni plastiche, registrazioni sonore, foto…
Mostra finale con percorsi guidati
Spettacolo teatrale,
Ipertesto: la scelta di realizzare un ipertesto era sollecitata dagli impegni della scuola nel progetto TELECOMUNICANDO, ma era sostenuta dalla convinzione di ottenere una documentazione omogenea all'impostazione del progetto quanto a complessità e reti concettuali.

LAVORO IN EQUIPE

cosa fa l'équipe degli adulti cosa fa l'équipe adulti/ragazzi

Visualizza Schema


Itinerario

1. Fase iniziale gruppo dei docenti

Brain storming sulla parola "Boboli"
Costruzione di una mappa mentale e individuazione dei nodi problematici.
Visita collettiva a Boboli.
Incontri di approfondimento con il prof. Marcello Buiatti (Dipartimento di Genetica dell'Università di Firenze) e con l'Architetto Giorgio Galletti della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici per le provincie di Firenze e Pistoia, direttore del giardino di Boboli.

2. Fase iniziale con gli alunni

Rilevamento dei saperi informali:

- Associazione libera di 10 parole prima su "giardino" e successivamente su "Boboli".
- Elaborato grafico su un foglio diviso in tre parti. Giardino di Boboli: "scegli tre modi per rappresentarlo usando parole, numeri, colori, poesia, collage, fumetti, disegno".


Sfoglio empirico dell’ambiente: aspetti interessanti del giardino, emozioni, curiosità…

- Visita al Giardino senza alcuna consegna precisa se non quella di osservare e registrare emozioni
- Brain-storming : Le due classi vengono divise in quattro gruppi; i bambini dei diversi gruppi scrivono su un cartellone tutte le associazioni libere a partire dalla parola "giardino di Boboli"
- Raccolta delle parole in categorie all’interno degli stessi gruppi.
- Confronto delle categorie emerse nel lavoro dei gruppi e selezione di 14 parole comuni che possano essere utilizzate costituire una mappa concettuale di relazioni: COLORI, REGOLE, TEMPO, ANIMALI, SENSAZIONI, NON VIVENTE, AZIONI, PERSONE, IMMAGINARIO, VEGETAZIONE, COSTRUZIONI, ACQUA, FORME, ATMOSFERA
- Costruzione di percorsi logici utilizzando gruppi di tre o quattro parole scelte tra le 14 (lavoro in piccoli gruppi interclasse)

In questo modo si hanno gli elementi, le categorie che sono i nodi dove si incontrano i percorsi diversi. Si vede che i percorsi non sono paralleli e formano una rete connessa, ma non si hanno le singole domande legittime che possono avviare e sostenere i percorsi, per questo poi si fa anche l'attività seguente


Sfoglio disciplinare:

- Ai ragazzi è stato chiesto:

" GIARDINO DI BOBOLI. Cosa ti piacerebbe scoprire, immaginare, fare"
Riguardando collettivamente le richieste, abbiamo raggruppato tutte quelle che potevano essere soddisfatte da una stessa disciplina (cosa possiamo sapere con gli "occhiali" delle scienze, della storia, dell’educazione artistica.....)
- Individuazione di percorsi possibili all’interno delle singole discipline e definizione della programmazione.
Questa parte predisciplinare è stata progettata da tutto il gruppo degli adulti e condotta con compresenze multiple, perché tutti i docenti dovevano essere coinvolti: la presenza fisica di tutti era un segnale, una metafora della complessità del reale, e che solo la necessità di studio e di approfondimento porta ad isolare percorsi lineari afferenti alle discipline convenzionali.

Discipline coinvolte

- Lingua italiana e scienze umane - Indagine sociale sui visitatori di Boboli e su chi lavora nel giardino (attraverso interviste)
Ricerca sui giardini delle fiabe popolari e invenzione di una fiaba ambientata in Boboli
- Inglese - Caccia al tesoro Lingua prima su una mappa e poi nella realtà ambientata nel giardino. Realizzazione di un gioco dell'oca sul giardino di Boboli. Recita in inglese de "Il giardino segreto."
Redazione di un racconto fantastico riferito al giardino.
- Scienze - Analisi di due microambienti diversi del giardino, uno più selvaggio, uno più curato dall'uomo.
Esperimenti sui tipi di terreno, osservazioni su piante e loro riconoscimento, osservazioni sugli animali.
L'acqua di una vasca e la sua popolazione
- Matematica - Quanto è grande il giardino? Progettazione e costruzioni di strumenti e strategie di misurazione
Quanta acqua può contenere una vasca?
- Educazione Tecnica - Le vasche e i giochi d'acqua: acqua per la vita, acqua per bellezza
- Educazione Artistica - Le statue e la vegetazione. Dalle forme della mappa del giardino alla rielaborazione fantastica di queste forme e alla progettazione di un giardino immaginario.
- Teatro: Dall'osservazione delle statue alla ricostruzione di costumi; analisi di dipinti d'epoca
- Educazione fisica: Uso di due spazi verdi del giardino che in passato erano usati per danze e spettacoli per studiare movimenti e andature in accordo con l'osservazione di statue e animali.
- Musica: Dai suoni e rumori del giardino rielaborazioni di musiche per accompagnare il movimento

Lo sviluppo del Senso di Appartenenza

Il lavoro sul campo, il rapporto col territorio, i diversi piani coinvolti, affettivo, cognitivo, sociale, fanno si che tutto il percorso sia significativo per lo sviluppo del senso di appartenenza e per lo sviluppo di un comportamento consapevole e responsabile delle persone coinvolte nei confronti dell’ambiente. Questo progetto è stato condotto con una metodologia che ha consentito agli insegnanti e ai ragazzi l'avvicinamento personale e l'esplorazione progressiva dell'ambiente, con un crescente coinvolgimento emotivo e cognitivo, favorendo la scoperta e l'appropriazione del patrimonio della propria città.
Riteniamo infatti che un intervento sul piano degli atteggiamenti e dei comportamenti, per essere efficace, debba avvenire non in modo diretto, attraverso proposizioni predicatorie o imposizioni regolative, ma attraverso la costruzione di relazioni con l'ambiente personalmente agite, sollecitando l'interazione fra sensazioni, emozioni, conoscenze, fantasie.
Tutte le discipline si sono preoccupate di costruire attività sul campo che consentissero di sviluppare conoscenze e competenze specifiche e contemporaneamente un contatto ricco e positivo con il contesto ambientale. Pensiamo che sia più facile rispettare un ambiente con il quale si siano creati legami di affetto, sensazioni di benessere e non solo conoscenza.

Tutto questo non vuole però minimizzare la necessità di avere e rispettare regole precise per l'uso di un patrimonio storico-ambientale così delicato e fragile proprio perché così complesso.
Infatti sulle "regole" abbiamo anche costruito un intervento specifico, in collaborazione con il personale del Laboratorio Ambientale della Provincia di Villa Demidoff.

I ragazzi avevano già individuato questo problema nel momento dello sfoglio empirico dell'ambiente, evidenziando la contraddizione fra il desiderio di una fruizione totalmente libera del giardino, così ricco di sollecitazioni, e la necessità di rispettare il regolamento elaborato dalla Sovrintendenza.

Con gli operatori del centro di villa Demidoff abbiamo realizzato questo percorso, nel giardino:

  • individuazione del valore delle regole attraverso un gioco con regole incongruenti, svolto nel giardino stesso
  • gioco di ruolo sulla soggettività delle regole: a piccoli gruppi i ragazzi si mettono nei panni di vari personaggi che frequentano il giardino (pensionato, turista, bambino…) e scrivono il loro regolamento per Boboli
  • discussione sulle regole vere del giardino
  • i ragazzi, divisi in piccoli gruppi, vanno alla ricerca delle regole non rispettate

Successivamente, a scuola, c'è stata la discussione e riflessione sui dati emersi durante le attività nel giardino e lo "smontaggio e rimontaggio" di alcune regole.
Nello spettacolo finale si affrontava il problema del rispetto della sostanza delle regole, al di là del dettato formale, rappresentando la distruzione di una aiuola, che avveniva usando le mani e strumenti vari, ma non i piedi, nel rispetto formale della regola che una voce fuori campo ripeteva senza sosta: "è vietato calpestare le aiuole".

Rapporto scuola, museo, territorio

Il rapporto con l'istituzione museale è avvenuto prevalentemente attraverso gli incontri con l'architetto G. Galletti direttore del giardino.
Il direttore, nei due incontri con l'équipe degli insegnanti avvenuti all'inizio del lavoro, ha tracciato un profilo storico del giardino e ha illustrato il tipo di restauro e di interventi che da qualche tempo aveva messo in atto, sia per quanto riguarda i manufatti, artistici e di impianto strutturale, sia per quanto riguarda la vegetazione arbustiva e arborea. In seguito è stato progettato un incontro dell'architetto con i ragazzi, da realizzare in un momento successivo del percorso, quando sarebbe stato possibile raccogliere tutte le domande e le curiosità maturate nel corso dell'esperienza complessiva.

Un altro intervento importante, per quanto riguarda il rapporto con il territorio, è stata la presenza del professore M. Buiatti, dell'Università degli Studi di Firenze e membro del Comitato Tecnico-Scientifico della nostra scuola, con il quale è stata discussa e approfondita l'impostazione concettuale del progetto, rispetto al rapporto natura-cultura e all'approccio all'ambiente in quanto sistema complesso. Ci siamo incontrati anche alla fine del lavoro per la lettura e la valutazione dei prodotti realizzati e dei percorsi attivati, per valutare la congruenza del progetto con le caratteristiche e i requisiti prefissati.

Bibliografia

AA.VV. Isfol Strumenti e ricerche - Educazione ambientale: gli indicatori di qualità- Franco Angeli MI 1991
F. Frabboni - Ambiente e educazione - Laterza Bari 1990
R. Semeraro - Educazione ambientale Ecologia, Istruzione. -F. Angeli MI 1992
C. Pontecorvo, Aiello, Zucchermaglio - Discutendo si impara - La Nuova Italia 1991
S. Cotoneschi, F. Spinelli – Naturartinboboli: un accordo tra uomo e natura, in L’Insegnamento della Matematica e delle scienze integrate Vol.21A – N.5 Settembre 1998
BOBOLI Atti delle conferenze tenuti nell'ambito dell'occasione didattica "Il giardino come laboratorio di sperimentazione"
Comune di Firenze Ass. P. ISTRUZIONE
Stefano Sieni FIRENZE I SEGRETI OLTRE LE MURA Dalla polveriera al paradiso Edizioni LE LETTERE Firenze 1996