S. M. S. “LUIGI PIEROBON” – CITTADELLA

Biciclettando a Cittadella

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Argomenti
Premessa
Il Progetto Biciclettando e le sue articolazioni
Il lavoro curricolare
Risultati conseguiti
Prodotti realizzati
Bibliografia

Premessa
La S. M. S. “L. Pierobon” di Cittadella ha aderito al progetto S. P. A. C. E. proposto dall’IRRE Toscana a partire dal mese di febbraio ipotizzando un percorso relativo al territorio, che toccasse nello stesso tempo beni ambientali e culturali, attraverso un rapido excursus sulle vicende storiche principali della zona.
La storia di Cittadella risale all’alto Medioevo, ma si hanno testimonianze dell’esistenza di una comunità agricola risalente ad alcuni millenni prima di Roma. Sono numerose anche le attestazioni che confermano la presenza di insediamenti nella zona al tempo dei Romani, prima fra tutte la centuriazione, un sistema per suddividere ortogonalmente il territorio in diversi poderi, di forma quadrata assegnati ai veterani.
Cittadella nacque all’incrocio di due vie di comunicazione molto importanti, la Postumia, che collegava Genova ad Aquileia, tracciata nel 148 a.C. dal console romano Spurio Postumio Albino, e la Valsugana, che univa Padova al Nord Europa. Citata da Dante nella Divina Commedia (Paradiso IX 52-54), ebbe origine come “terra murata” nel 1220, quando il comune di Padova affidò a Benvenuto da Carturo l’incarico di costruire le possenti mura, non solo per fronteggiare la roccaforte trevigiana di Castelfranco, ma anche per opporsi alle invasioni di popolazioni, quali ad esempio gli Ungari, provenienti da Nord e che compivano frequenti e devastanti incursioni.
All’incontrastata dominazione dei Carraresi, durata, salvo brevi intervalli, fino al 1405, subentrò quella veneziana che corrispose all’espansione sulla terraferma della città lagunare. Venezia nominava infatti podestà anche a Cittadella e i nobili veneziani costruirono nella zona ville e palazzi, specie lungo il Brenta.
Quando Venezia cadde nel 1797 sotto i Francesi, anche Cittadella subì la furia distruttrice di Napoleone, che non risparmiò neanche i documenti dell’archivio storico della città e che è visibile tuttora attraverso la breccia della cortina muraria che si trova tra Porta Bassano e Porta Vicenza e l’allargamento selvaggio delle porte d’ingresso al centro cittadino.
In seguito Cittadella venne ceduta, come quasi tutta la regione, alla corona d’Austria e dopo varie traversie, nel 1866, divenne parte del Regno d’Italia e direttamente partecipe alle vicende dello Stato italiano, trasformandosi da centro prevalentemente agricolo in polo industriale di notevole rilievo nella provincia, in modo talvolta “selvaggio”, specialmente negli ultimi anni.

“BICICLETTANDO A CITTADELLA”
Articolazione del lavoro
Il progetto è stato sviluppato attraverso varie fasi:

  • corso di formazione della docente referente del progetto presso la sede dell’IRRE Toscana in due momenti diversi;
  • incontro presso l’istituto con l’intervento delle responsabili del progetto S.P.A.C.E.;
  • riunioni periodiche dei docenti coinvolti nel progetto, per mettere a punto e coordinare le linee di intervento;
  • coinvolgimento dei genitori nella scoperta dei siti di interesse culturale e ambientale da riscoprire, da valorizzare o da “buttare”;
  • coinvolgimento diretto degli alunni che sono diventati esploratori attivi nel territorio;
  • collaborazione con la Biblioteca Municipale e con l’Archivio Comunale di Cittadella;
  • coinvolgimento di esperti e responsabili dei siti oggetto della ricerca.

Classi interessate

2 seconde e 1 prima.

Operatori

Docenti: 3 di Ed. Artistica; 3 di Lettere; 1 esperto multimediale.

Esperti: direttrice della Biblioteca; Arch. Camuffo (responsabile Comitato Parco Palude di Onara e redattore del piano di recupero urbanistico della zona); Sig. Carlo Zanella (presidente del Comitato Parco Palude di Onara); Sig. Basso (custode della villa Ca’ Tron Kofler).

Oggetto di indagine

Aspetti ambientali, naturalistici, storici, linguistici, architettonici del territorio cittadellese.

Durata

Febbraio – Dicembre 2002 con possibilità di proseguire successivamente il lavoro.

Finalità

- Far acquisire ai ragazzi il concetto di bene – patrimonio culturale;
- sviluppare il senso di appartenenza al gruppo classe, alla scuola, alla comunità e al territorio;
- far acquisire ai ragazzi la consapevolezza di essere parte attiva nella ricerca, in quanto protagonisti e organizzatori della stessa;
- promuovere un approccio culturale a livello europeo e mondiale (città murate d’Europa; interventi di restauro promossi a livello internazionale; rapporti con altre oasi ecologiche);
- promuovere progettualità e creatività;
- realizzare sinergia tra scuola, enti locali e territorio.

Obiettivi per gli alunni

- individuare, riconoscere e conoscere il patrimonio culturale locale, al fine della sua valorizzazione, imparando ad osservare in modo critico, nei loro elementi costitutivi, le ragioni e le forme di una relazione originale tra uomo e ambiente;
- saper analizzare fonti storiche, letterarie e materiali;
- acquisire strumenti metodologici;
- acquisire e potenziare la capacità espressiva del linguaggio artistico e letterario;
- sviluppare la capacità di formulare ipotesi di progettualità a partire dall’analisi dei dati oggettivi;
- sviluppare la capacità di fantasticare e la creatività;
- acquisire la capacità di documentare il lavoro svolto usando il lessico specifico;
- realizzare prodotti concreti fruibili da altri;
- sentirsi appartenenti ad una comunità radicata nel territorio e nel contempo aperta e in relazione con la realtà europea e mondiale;
- sviluppare il senso di responsabilità nei confronti dei beni culturali e del territorio;
- sentirsi esploratori, ricercatori, organizzatori del lavoro di ricerca;
- collaborare con i compagni, anche di classi diverse;
- porsi in relazione con persone esterne alla scuola.

Strategie e strumenti

- motivazione degli alunni facendoli sentire protagonisti in quanto abitanti-fruitori del territorio;
- compresenza dei vari docenti in orario curricolare ed extracurricolare;
- uso di varie metodologie: brainstorming al fine di verificare il possesso dei prerequisiti, nonché il coinvolgimento personale, lezione frontale, lavoro di gruppo, lavoro individuale, discussione, raccolta e codificazione del materiale;
- visite comuni per le tre classi coinvolte (Oratorio di S. Margherita e Parco Palude di Onara);
- visite specifiche delle singole classi;
- organizzazione di uscite che i ragazzi hanno effettuato per proprio conto nei pomeriggi, sia a livello individuale che di piccoli gruppi, al fine di disegnare, fotografare, intervistare testimoni privilegiati, ecc…;
- incontro con esperti;
- utilizzo di vari strumenti: libri, riviste, dépliants, carte topografiche, strumenti multimediali, apparecchi fotografici e materiale di vario tipo;
- sistemazione e organizzazione del materiale;

Verifica e valutazione
Sono state effettuate verifiche di vario tipo: grafiche, orali, scritte.
Ai fini della valutazione si è ritenuto significativo il raggiungimento degli obiettivi sia
didattici che educativi.

Il lavoro curricolare

Inizialmente si è proceduto alla identificazione e registrazione su mappa aerofotogrammetrica in scala 1: 1000 delle abitazioni dei ragazzi, che in tal modo hanno potuto localizzare i luoghi conosciuti e meno conosciuti pervenendo ad una conoscenza organica del territorio cittadellese.

La registrazione cartografica delle residenze è stata poi messa in comune tra le classi per permettere le attività di osservazione condivise (esplorazione, disegni dal vero, riprese fotografiche, ecc.) tra studenti di classi diverse e residenti nella stessa zona.

Operando con le modalità della discussione in classe, annotandone alla lavagna gli esiti, gli studenti sono stati invitati a formulare la loro definizione generale di bene culturale ed ambientale anche a partire da definizioni od esempi concreti che hanno permesso ai ragazzi di rendersi conto del valore di “oggetti” legati alla loro vita quotidiana (es. capitelli, alberi sacri, case rurali, cippi, ecc.).

Gli allievi, in riferimento alle varie uscite (individuali o di gruppo), sono stati invitati a stendere delle relazioni utilizzando il linguaggio scolastico delle discipline in oggetto. Nelle varie situazioni gli alunni hanno ritenuto opportuno servirsi di vari mezzi (blocco notes, album da disegno, registratore, macchina fotografica, ecc…).

Sia a livello di lingua scritta sia orale, gli allievi sono stati esortati ad esporre le informazioni o le notizie sugli argomento di studio o sui risultati della loro ricerca in ambito storico, letterario, artistico e culturale.

Sono stati inoltre sollecitati a descrivere, secondo vincoli dati, cose e luoghi, per imparare a redigere descrizioni oggettive (con l’ausilio dell’insegnante e attraverso la consultazione di bibliografia preventivamente selezionata dai docenti) e soggettive (inserendo nel testo emozioni, impressioni, considerazioni personali) dei beni culturali presi in esame, anche con la guida di schede predisposte dagli insegnanti.

I beni culturali scelti sono stati analizzati con continui riferimenti a fattori storici ad essi legati. Questa attività è stata svolta tramite lezione partecipata per i periodi già trattati, attraverso schede riassuntive predisposte dal docente per i periodi non ancora affrontati.

I ragazzi di 1 L hanno concentrato la loro attenzione su un sito in particolare: la palude di Onara. Dopo una spiegazione iniziale sull’origine del nome gli allievi hanno raccolto materiale servendosi di libri che avevano a disposizione a casa, ricorrendo alla biblioteca del paese, consultando internet, chiedendo notizie ai propri familiari.

Gli insegnanti di Lettere ed Ed. Artistica hanno poi visionato e selezionato i testi, dividendoli per argomento (naturalistico, storico ecc…): la classe si è poi suddivisa in sette gruppi a ciascuno dei quali è stata affidata una parte del materiale. Di ogni testo i ragazzi hanno fatto un breve riassunto, in parte mettendo in pratica quello che hanno appreso nelle lezioni di Italiano, in parte con la guida di alcune domande ed esso inerenti preparate dalla docente di Lettere. Il materiale prodotto dagli studenti è stato poi corretto dall’insegnante e trascritto al computer per poter essere attaccato sui cartelloni come testo esplicativo dei disegni fatti con il professore di artistica.

Sono stati letti per dare ai ragazzi ulteriori suggestioni e idee alcuni testi tratti da B. Rebellato e da G. Citton – D. Mazzon (v. bibliografia).

Il lavoro su Onara si è concluso con la visita alla palude: a ciascun ragazzo è stato affidato un compito preciso (fotografi, intervistatori, redattori) e ognuno ha stilato una breve relazione sull’esperienza che poi è confluita in un articolo pubblicato nel giornalino della scuola. Per la stesura di questo testo ai ragazzi era stata fornita una scaletta espositiva tratta da E. Asnaghi e da C. Carpegna (v. bibliografia).

Nella classe 2 F all’inizio si è optato per un inquadramento di tipo generale. Lo scopo era quello di fornire una sommaria descrizione dei valori storici e culturali del nostro ambiente attraverso uno studio generico delle varie vicende legate al paesaggio. Del territorio sono state analizzate separatamente la componente urbana (i centri abitati) e quella extraurbana (l'ambito territoriale).

Gli alunni hanno effettuato una ricerca sul campo che ha avuto evidentemente come oggetto il territorio del cittadellese, con particolare attenzione agli aspetti ambientali e paesaggistici. Gli studenti hanno valutato la qualità dell'ambiente in cui vivono ed alla fine sono stati loro assegnati compiti (ricerche, interviste, relazioni, ecc…). In classe si è eseguito un brainstorming e poi sono stati scelti gli elementi da analizzare. Il progetto ha indotto i ragazzi alla collaborazione ed al lavoro di gruppo.

Gi allievi, che all’inizio avevano approfondito le loro conoscenze, a vari livelli (storico, architettonico, toponomastico, ecc…) su Piazza “L. Pierobon”, hanno poi proseguito il loro lavoro esplorando più in dettaglio la zona in cui abitano e recuperando tutto ciò che a loro avviso poteva essere definito “bene culturale” (edifici e monumenti, tradizioni, letteratura locale, toponomastica, folclore, dialetto, canti, ecc…).

Si è quindi proposto un itinerario formativo che prevedesse la strategia del partire dal "vicino" e dal "vissuto". La pianificazione cooperativa ha motivato gli alunni ad assumere un ruolo attivo nel determinare cosa e come avrebbero imparato. Hanno deciso quali libri consultare, cosa fotografare, hanno individuato i luoghi da visitare e organizzato le interviste. Le linee-guida che hanno stabilito sono state quelle in base alle quali hanno agito.

Un valido aiuto durante tutto il percorso è stato il CD-Rom Cittadella, da “I Comuni d’Italia”.

La classe 2 B ha concentrato l’attenzione su Villa Ca’ Tron, ora Kofler (risalente al Trecento), di cui gli alunni hanno effettuato, con le docenti di Lettere e di Ed. Artistica, una visita; il complesso è stato scelto in quanto ritenuto un significativo esempio di azienda agricola con annessa residenza padronale tipico dell’economia rurale veneta, ben articolato e autosufficiente a livello economico. In occasione della visita guidata della Villa i ragazzi, suddivisi in gruppi, hanno realizzato a loro scelta disegni e fotografie di parti o particolari dei vari edifici e del giardino; sono stati invitati in tali occasioni a “prendere appunti” di sensazioni cromatiche, uditive, tattili e olfattive presenti nel luogo. In classe l’insegnante di Ed. Artistica ha avviato un lavoro di sistemazione dei prodotti degli alunni guidandoli anche a considerare nei beni gli elementi significativi in un contesto più ampio della storia dell’arte.

L’insegnante di Lettere, dopo un inquadramento storico scaturito dagli alunni stessi (tramite discussione e brainstorming), ha ripreso il lavoro della relazione e avviato la descrizione oggettiva e quella soggettiva.

I vari elementi rilevati nel corso delle attività delle classi coinvolte concorreranno alla stesura dei testi per realizzare la Guida in progetto.

Risultati conseguiti

Gli alunni hanno mostrato sensibilità e interesse nei confronti dei beni culturali presenti nel territorio esprimendo un positivo coinvolgimento sia a livello progettuale che di attività.
Un primo approccio ha consentito di evidenziare la notevole varietà di definizioni e significati di bene culturale: è stata sinteticamente illustrata alle classi l’evoluzione di questo concetto negli ultimi decenni, dimostrando, con esempi semplici attinti sia dalla storia sia dall’arte locale e nazionale, come esso sia mutato. Prima inteso come momento di classificazione e tutela dei singoli manufatti ed opere d’arte puntuali e come fattore d’identità e memoria per la comunità, diviene successivamente un concetto allargato, considerato come risorsa della collettività e del territorio, un ambito in cui non si possono scindere le componenti e le testimonianze umane da quelle ambientali e paesaggistiche.

In questo senso i ragazzi hanno compreso che accanto alla necessità di tutela degli elementi che presentano carattere di eccezionalità, si collocano altre tracce, magari non materiali, che possiedono un valore documentario e affettivo a prescindere da quello puramente economico.

È stato possibile sviluppare negli alunni il senso di appartenenza alla scuola, alla comunità e al territorio attraverso varie attività.

È stata anche un’esperienza finalizzata al recupero di “beni culturali” riferibili alla memoria collettiva: dalla filastrocca alle “mende” (soprannomi delle famiglie), dai proverbi ai toponimi specifici, ecc., anche tramite interviste con anziani ed esperti con i quali hanno avvertito di condividere uno spazio ed una cultura.

Nel corso della realizzazione del progetto gli alunni hanno potuto usufruire della collaborazione della Biblioteca Municipale nella quale sono stati guidati a reperire materiali dai responsabili. In questo modo si sono avvicinati alla fruizione diretta di un servizio basilare per il loro futuro di studenti e di cittadini.

Gli alunni hanno potuto inoltre usufruire della collaborazione di vari esperti del territorio che oltre agli aspetti storico-naturalistici, hanno evidenziato il profondo legame tra il territorio e l’amministrazione comunale, tema ripreso e approfondito anche in classe dai docenti delle varie discipline.

Prodotti realizzati

- Relazioni varie;
- compilazione di schede di rilevazione dei beni culturali analizzati;
- elaborazione di cartelloni;
- produzione di materiale fotografico;
- relazione sulla visita alla palude di Onara, successivamente pubblicata sul giornalino della scuola;
- ricerche sulla toponomastica, sui soprannomi, sull’origine dei modi di dire ecc.

Bibliografia:

Supporto metodologico.

A.A. V.V., Schede didattiche per la scuola media, Comune di Cittadella, 1990;
R. Bernardi, S. Salgaro; M.L. Pappalardo, S. Vantini, Professione georeporter, Atlas. 2002;
F. Cambi – E. Borgi – G. Furlanis – F. Gattini (a cura di), L’arcipelago dei saperi, Le Monnier;
Paola Bersi. Carlo Ricci, Osservare interpretare inventare, Zanichelli, 1995;
E. Asnaghi – C. Manzo – P. Nicolaci – R. Rocco, Comunicazione e testi, CEDAM, Padova 2000, pp. 263 – 264;
C. Carpegna – C. Mandes, Di ciliegie non ce n’è?, Il Capitello, Torino 2000, pp. 934-935.

Supporto contenutistico.

AA.VV., Cittadella città murata, Biblos ed., 1990;
G. Bianchi, Proverbi e modi proverbiali veneti, Arnaldo Forni Editore, 1901;
M. Cortelazzo (a cura di), Le dieci tavole dei proverbi, Neri Pozza, 1995;
Gisla Franceschetto, Cittadella: saggi storici, Lions Club Cittadella, 1990;
M. Massari, Proverbi veneti commentati, Il Vespro, 1979;
Fiorenzo Rizzetto, Storia di Cittadella; Coll. Ricerche sul Veneto e Storia di Cittadella, 1988:
B. Rebellato, Amore di una terra, Editrice Santi Quaranta, Treviso 1990;
G. Citton – D. Mazzon (a cura di) Statuti di Cittadella del XIV secolo, Biblos, Cittadella 1995.
CD-Rom:
Cittadella, da “I Comuni d’Italia”.