Il Museo come fonte di apprendimento attivo
Prof.ssa Giannettoni Isabella


Argomenti
Premessa
Lavoro curricolare
Sviluppo del senso di appartenenza
Rapporto scuola museo
Specificità del progetto
Metodologia

Premessa

Verso la metà dell’ottobre 2001, l’IRRE ha inviato alla ” nostra “ scuola, Liceo Scientifico “ Buonarroti” di Pisa, la proposta di adesione al PROGETTO SPACE “Educazione al Patrimonio Culturale della scuola dell’autonomia”.
La finalità dell’iniziativa: “… promuovere negli studenti il gusto per la ricerca e per la conoscenza del proprio patrimonio culturale e artistico …” era condivisa dal nostro Istituto e inserita nel POF. Inoltre il progetto, oltre a porsi come stimolo per la formazione didattica, era in linea con gli obiettivi che ci stavamo proponendo: “… sviluppare negli alunni il senso di appartenenza, l’interesse, il rispetto e la consapevolezza della propria e della altrui cultura, oltre che un corretto ed un proficuo rapporto con il museo…”.
La decisione di aderire al Progetto è stata, quindi, immediata.
La scelta della classe è ricaduta sulla III D ( indirizzo Scientifico- Tecnologico) per vari motivi (pre-requisiti, attitudini, disponibilità a certi tipi di esperienze…).

Lavoro curricolare
La risposta del Consiglio di classe, anche se inizialmente concorde alla partecipazione al progetto, non si è però di fatto concretizzata in un reale lavoro interdisciplinare. L’esperienza, portata avanti in realtà da un solo insegnante, si è comunque arricchita di ‘lezioni mirate’ di altre discipline e di competenze trasversali andate a confluire nel percorso didattico.
Per quanto riguarda Disegno e Storia dell’arte il curricolo disciplinare ha essenzialmente tenuto conto dei seguenti aspetti:”…da una parte inserire le nozioni fondanti della disciplina e nel contempo indirizzare gli alunni verso un atteggiamento più critico dei saperi…”. In concreto è stato proposto alla classe non visite (tradizionalmente intese) ad un museo cittadino, ma un
processo di costruzione attiva delle conoscenze e competenze, il cui obiettivo non era tanto sapere più cose (o tante cose di un solo specifico argomento) quanto sviluppare strutture di pensiero (visivo, estetico, storico…).

I “prodotti”, ma ancor più i procedimenti seguiti per la costruzione del percorso didattico, hanno evidenziato il raggiungimento, da parte dell’intera classe, delle competenze disciplinari e trasversali previste dal curricolo.

La classe , nello svolgere il PROGETTO, ha acquisito non solo i saperi disciplinari richiesti , ma anche una metodologia di approccio e lettura dei beni culturali (applicabile anche in altri contesti). Oltre al raggiungimento di specifiche competenze disciplinari (lettura iconologica/iconografica di un’opera, analisi materica e tecnica, elaborazioni grafiche, contestualizzazione storico-artistica di un documento…), gli alunni hanno, ad es., accresciuto le loro capacità nel formulare giudizi personali ed esprimerli in pubblico.

Visto i risultati sarebbe auspicabile continuare l’esperienza elaborando un progetto imperniato sul lavoro curricolare delle aree disciplinari coinvolte.

Sviluppo del senso di appartenenza

Gli studenti hanno sottolineato che:”…imparare al Museo è più coinvolgente, non solo perché veniamo a diretto contatto con le opere, ma perché stimola la conoscenza e il comportamento…”. Oppure: “…indagare dal vivo il manufatto e la sua collocazione porta ad essere più responsabili anche rispetto al lavoro da svolgere…”. Lavorando al Museo più volte gli studenti si sono chiesti il motivo della poca affluenza (cosa che inizialmente non avevano notato); oppure, ad es., hanno rilevato con disappunto che certe soluzioni di illuminazione non “rendevano giustizia al documento” (impedendo una corretta visibilità cromatica e della tecnica). Queste osservazioni, ma fondamentalmente la presa di coscienza del Museo come risorsa… un luogo dove si va, si compie un certo percorso e si torna più volte…, sono andate a costituire quel “senso di appartenenza” auspicabile inizialmente.
Inoltre, anche se il procedere è talvolta apparso lento e sicuramente complesso (…individuare obiettivi pertinenti, progettare possibili sequenze didattiche…), il creare in prima persona ha trasmesso sia il senso di appropriazione del lavoro svolto, che la voglia di poter trasmettere ad altri i procedimenti individuati. Significativi a tal proposito due esempi: la delusione per un mancato incontro con una classe di scuola media dove potevano mettere a frutto il loro lavoro (attuabile, però, questo anno scolastico) e la richiesta di poter intervenire al Convegno promosso dall’ IRRE (Maggio 2002).

Rapporto scuola/museo

Ciò che è mancato a questa esperienza è stato, invece, il rapporto auspicato tra Scuola e Museo. Inizialmente era stata avanzata alla Soprintendenza (Sezione didattica) la richiesta di disponibilità ad una possibile collaborazione; ma quest’ultima si è concretizzata , di fatto, con la messa a disposizione, (da parte del Museo), del materiale fotografico. Questo PROGETTO ha comunque creato, (tra scuola e Museo), degli scambi dialettici più concreti e sicuramente delle aperture per una collaborazione futura.

Specificità del progetto

Come nucleo tematico è stata assunta la Collezione dei BACINI CERAMICI (di manifattura islamico/pisana) conservata al Museo Nazionale di San Matteo a Pisa. Entrando “dentro” il lavoro svolto si può sintetizzare che gli studenti hanno cercato di curare la “comunicazione” tra una raccolta d’arte del Museo e le diverse tipologie di pubblico che lo frequentano.
Da rilevare un procedimento che può essere trasferito anche in altre esperienze… Nello “smontare” il percorso in tappe di apprendimento è stata individuata una possibile “frase guida” (di senso compiuto) che, attraverso le lettere che la compongono, può scandire anche momenti didattici e corrispondere a un progetto organico di schede ( che possono andare a costituire un vero e proprio quaderno di lavoro ).

I (Incuriosire/Informare). Problematizzazione; informazione sommaria sull’argomento…

Da svolgersi in classe.

O (Osservare).

Osservazione diretta del ”Contenitore museale” e del suo specifico contenuto.Sopralluoghi al museo.

O (Ordinare)…
P (Produrre)…
E (Elaborare)…
R (Riflettere)…
O (Organizzare)…

La particolarità di questo PROGETTO non sta, quindi, nell’aver creato un “pacchetto didattico” immutabile (con schede già predisposte e pronte all’uso) ma nel suggerire un procedimento sperimentato.

Metodologia

La metodologia utilizzata ha seguito, in parte, un procedimento che la classe aveva già sperimentato in altri contesti:

- Fase propedeutica e di problematizzazione:
- Sopralluoghi al Museo opportunamente mirati;
- Momenti di discussione - riflessione - verifica;
- Formazione di gruppi di lavoro;
- Documentazione e raccolta dei materiali;
- Sopralluoghi al Museo coadiuvati da griglie di analisi;
- Elaborazione di “prodotti”;
- Sistemazione scritto-grafica (in parte tradotta in lingua inglese);
- Verifiche scritto-orali e valutazioni.

La differenza sostanziale è stata, invece, nella presenza dell’ insegnante che ha cercato di porsi solo come guida e supporto. Il lavoro, per entrambe le parti, è risultato sicuramente più impegnativo, ma decisamente più coinvolgente.

Strumenti

Fondamentali, per poter svolgere il lavoro, sono state le fotografie dei documenti analizzati (concesse alla scuola dalla Sezione didattica del Museo). Utile è stato anche il materiale di lettura ludico-didattico come esemplificazione di esperienze già svolte in questo campo.
Computer.

Prodotti

Tale esperienza ha prodotto materiale didattico di vario tipo:
- Schede guida al percorso (scandite in momenti di apprendimento );
- Fascicoli illustrati con spunti operativi e verifiche;
- Quaderni didattici con fumetti guida – percorso (con spunti operativi e giochi didattici);
- Giochi da tavolo inerenti alla specifica tematica.

Pur seguendo un percorso metodologico comune, i vari gruppi di lavoro hanno scelto di rivolgersi a fasce di pubblico diverse o, comunque, hanno risposto seguendo linguaggi personali e diversificati. Questa “libertà espressiva” ha mantenuto, però, la qualità del contenuto, la leggibilità e una veste grafica apprezzabile.

Per quanto riguarda alcuni prodotti potrebbe essere proposta l’acquisizione da parte del Museo (trovando in esso il punto di diffusione). In questo caso tale materiale svolgerebbe, ad esempio, la funzione di “guida ragionata” alla visita, (di una ipotetica famiglia ), o di gioco che ripercorre l’esperienza museale una volta tornati a casa.

E’ in fase di verifica il possibile proseguimento dell’esperienza al fine di creare un rapporto collaborativi tra gli studenti liceali (che hanno svolto il progetto) e un Istituto Comprensivo cittadino.

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Didascalie immagini in corso di inserimento
1. Schede guida al percorso (scandite in momenti di apprendimento)
Sono state “testate” da tutta la classe e sono servite per proporre gli altri procedimenti/prodotti (rivolti ad altre fasce di età).
Elaborazione grafica: Leone Gabriele

2. Prima pagina del quaderno didattico con fumetto guida-percorso.

3. Alcune pagine (in successione casuale) del quaderno-fumetto “Tino il Bacino” (al suo interno sono previsti spunti operativi e giochi didattici). Per continuare il percorso tematico a fumetto è stato elaborato il secondo quaderno “CruciTino” (ispirato ai giochi di enigmistica).
A cura di: Puccinelli Cristina, Sbrana Martina, Sbranti Selenia, Vanni Alessia
4. Gioco da tavolo “Ceramopoli”
A cura di: Del Corso Francesco, Laganà Alberto, Lupi Lorenzo

5. Fascicoli didattici con spunti operativi e giochi (Memoryca, puzzle, Bacino-quiz…..)
A cura di: Borsò Valerio, Di Presa Antonio, Gianfrotta Francesco, Machiavelli Matteo, Monaco Nicolò

6. Alla “Scoperta dei Bacini ceramici”. Quaderni con spunti operativi e giochi didattici (“Bacinolandia”)
A cura di: Di Natali Christian, Nico Flavio, Sorrenti KinzicaAltri alunni che hanno partecipato: Costantino Nico, Gambale Sara, Malasoma Federico, Micheli Francesco, Motta Giuseppe, Picchi Andrea, Pratali Lorenzo, Rindi Luca, Viti Federico