Michelangelo Space

Anno Scolastico: 2001 - 2002; 2002 - 2003
Progetto: Educazione al Patrimonio Culturale nella Scuola dell’Autonomia “SPACE” (IRRE Toscana)
Scuola: Liceo Classico Statale “Michelangiolo”, Firenze
Insegnanti: Tina Pelosi (Lettere); M. Lisa Guarducci (Storia dell’Arte); Giustina Mannelli (Lettere)

Argomenti
il Tema
Il lavoro curricolare: L'argomento in lettere; L'argomento in storia dell'arte
La parola ai ragazzi
Lo sviluppo del senso di appartenenza
Il rapporto tra scuola, museo, territorio
Riepilogo

Classe: IV C
Tema: ATENE, ROMA e FIRENZE: 3 città a confronto (Progetto pluriennale)

ATENE: età di Pericle ( V secolo a.C.), in IV Ginnasio (2001-02)
ROMA: periodo imperiale (II sec. d.C.), in V Ginnasio (2002-03)
FIRENZE: 1300 circa (Medioevo), in I Liceo (2003-05)

Queste città rappresentano non solo un luogo geografico ben preciso ma anche un preciso periodo storico.

La descrizione dei monumenti e dell’impianto urbanistico di ciascuno di questi luoghi sarà accompagnata dalla lettura di brani che illustrano l’organizzazione politica, la civiltà, la vita, le usanze, le attività che in esse si svolgevano.
n.b. Per l’anno scolastico 2001-’02 abbiamo preso in esame Atene. L’esperienza ha previsto una visita alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, condotta dalla dott. Artemisia Calcagni Abrami.
Condizioni preliminari che hanno permesso la realizzazione del progetto
1) Il Liceo Classico “Michelangiolo” attua da sei anni la sperimentazione di Storia dell’Arte a partire dal ginnasio nella sezione C ( così come nella A e nella F). Questo permette di sviluppare lo studio della Storia dell’Arte nell’arco di cinque anni, e non tre come nei corsi tradizionali, cosa che ha risvolti sicuramente positivi per la disciplina in questione ed anche per il quadro curriculare complessivo. Non vi è dubbio infatti che in IV ginnasio l’impatto col mondo classico operato solo attraverso lo studio predominante delle lingue può risultare freddo e distaccato per i giovani studenti, quando non addirittura incomprensibile. Procedere parallelamente con le lingue parlate e la lingua figurata ha incontestabili vantaggi, che tutti gli insegnanti del consiglio di classe possono apprezzare.
2) Nel corso C l’insegnante di Storia dell’Arte proviene da un’esperienza di didattica museale maturata alla Sezione Didattica degli Uffizi alla fine degli anni ’70-inizi anni ’80. Questa particolare condizione favorisce proposte di esperienze interdisciplinari che prevedano anche l’impiego di risorse culturali esterne alla scuola.
3) L’insegnante di Lettere del Ginnasio ha 18 ore settimanali di insegnamento nella stessa classe, e pertanto la responsabilità maggiore nella preparazione degli alunni. Qualsiasi decisione venga presa in merito alla didattica, perché la sua efficacia risulti piena e produttiva deve passare attraverso il sostegno e l’approvazione di quell’insegnante. L’insegnante di Lettere della IV C è professionista dotata di grande esperienza e sensibilità, aperta al dialogo con i colleghi e convinta della necessità di lavorare anche sul fronte dell’arte per introdurre i ragazzi alla comprensione delle varie problematiche del mondo classico.
4) La dirigenza del Liceo ha pienamente appoggiato fin dall’inizio la sperimentazione “Space”.

Il lavoro curriculare.

LETTERE. Durante l’intero anno scolastico l’insegnante di Lettere ha concentrato le proposte didattiche sullo studio della “polis”. L’insegnamento delle lingue classiche è stato finalizzato a comprendere la “polis” come centro attivo, teatro della vita sociale, politica, culturale. La lettura dei testi è stata adeguata a questo obiettivo.

Letture proposte, a gruppi, all’intera classe, individualmente:
a. L. MUMFORD, La città nella storia, Bompiani, I. Dal santuario alla polis, pp.161-235
b. PAUSANIA, Guida della Grecia, I. L’Attica, 20-22,3/ 22,4-29,1
c. R. FLACELIERE, La vita quotidiana in Grecia nel secolo di Pericle, BUR
d. D. ASHERI, La vita politica in Grecia, La Nuova Italia
e. K.W.WELWAY, La polis greca, Il Mulino
f. H.Lloyd JONES, I greci, Il Saggiatore

- Un gruppo si è occupato di studiare i graffiti dell’Agorà, per confrontarli con quelli presenti oggi nelle strade di Firenze.
- La descrizione dell’Acropoli di Pausania sarà confrontata con quella di una guida dei nostri giorni in Inglese.
- Un gruppo si occuperà di studiare il sistema legislativo ateniese. Sarà fatto un vocabolario di termini giuridici ancora oggi usati,che derivano dal greco antico.

Nel 2° Quadrimestre i ragazzi hanno fatto due verifiche:
1) “ La polis: la sua origine e le sue differenti tipologie prendendo come esempio la città di Sparta e quella di Atene, che si differenziano non solo per le scelte politiche ma anche per il tipo di “paideia” che esse prevedono per i loro cittadini “;
2) “ Noi abbiamo una costituzione che non invidia le leggi dei vicini e non solo non invidiamo gli altri, ma agli altri siamo di esempio, e il nome che le conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi ma della cerchia più ampia di cittadini “ (TUCIDIDE, Storie, II, 37). L’originalità della “polis” in Grecia sta nel fatto che le decisioni venivano prese in presenza di tutti, e quindi era fondamentale potersi fregiare del titolo di “polites”. L’Atene del V sec. a.C. rappresenta in tal senso il momento culminante di questo percorso democratico: delineate il concetto di democrazia ad Atene nel suo sviluppo e nei suoi limiti”.

STORIA DELL’ARTE. In IV Ginnasio è previsto lo studio dell’arte greca. All’interno del programma curriculare è stato scelto di privilegiare l’aspetto della “polis” come teatro della produzione artistica, legata all’interesse del mondo greco per la rappresentazione di sé ( i propri ideali, le proprie aspettative, il rapporto con la religione, con la politica, con la società) attraverso il linguaggio figurativo. Lo studio dei periodi storici e dei monumenti ha pertanto ruotato intorno ad Atene ed alla sua massima espressione nell’età di Pericle. L’insegnante ha prodotto dispense per i ragazzi con la descrizione della città e delle opere principali. Il lavoro è stato portato avanti sottolineando la necessità di utilizzare sia i linguaggi verbali che quelli figurati se si vuole comprendere meglio la storia. Pertanto la visita alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è stato un passaggio naturale dell’esperienza: musei e biblioteche sono state presentate come memoria di un popolo. I ragazzi hanno effettuato varie verifiche:
1) Test d’ingresso (cos’è un museo; perché si studia la storia dell’arte; cosa si intende per bene culturale);

2) La biblioteca ed il museo sono la memoria di un popolo: le tue riflessioni;

3) Questionario sull’età di Pericle;

4) Descrivi l’agorà di Atene sottolineandone la funzione, l’aspetto generale e i monumenti principali;

5) Il valore del Partendone nella vita del cittadino ateniese dell’età di Pericle.

La parola ai ragazzi

Di seguito presentiamo una breve sintesi della 2° verifica:

Marialuisa CREA
Durante la lezione dell’11 Febbraio abbiamo tenuto in classe un’accesa discussione sull’importanza dell’arte in generale, per comprendere a fondo ciò che gli Antichi popoli ci hanno lasciato.
Riflettevamo sul fatto che arte e letteratura sono due forme complementari di studio dell’antichità: senza l’una, l’altra sarebbe incompleta, o meglio, senza una dimostrazione “pratica” del pensiero arcaico (concretizzatosi nelle opere d’arte che ci sono pervenute e che mettono in luce molteplici aspetti di una civiltà), ciò che potremmo ricavare dai libri sarebbe utilissimo ma insufficiente, perché ciascuno di noi potrebbe interpretare quanto letto a modo proprio.
A questo proposito abbiamo fatto un esempio: quando la storia presa da un famoso romanzo viene trasposta al cinema, alcuni di noi si sentono delusi, dato che attraverso la sola e personale lettura ci eravamo immaginati i personaggi, l’ambientazione, la caratterizzazione in modo del tutto differente dall’interpretazione del regista.
In questo caso, essendo il cinema un mondo fittizio, ci è concesso viaggiare con la fantasia, ma non è possibile interpretare la Storia secondo le nostre preferenze, eliminando ciò che turba ed esaltando le grandi vittorie dell’uomo; non avremmo in questo modo un quadro completo di tutti gli avvenimenti, e non potremmo mai giudicare ciò che è stato.
E’ dunque necessario sfruttare entrambi gli elementi a nostra disposizione: museo e biblioteca sono dunque posti sullo stesso piano. Tutti noi eravamo d’accordo su questo, e vorrei aggiungere che ciascuna forma d’arte merita la nostra attenzione perché espressione diretta dell’uomo e di ciò che egli vuole tramandare ai posteri.
Prendiamo ad esempio Atene classica e la sua Acropoli, distrutta durante la 2° guerra persiana poco dopo la battaglia delle Termopili (480 a.C.), e fatta ricostruire ancora più splendida per ordine di Pericle (460-429 a.C.). Con i suoi magnifici monumenti ed edifici (i Propilei, ossia l’ingresso monumentale; la pinacoteca, dove erano conservati i dipinti della città; il tempietto di Atena Nike; la calcoteca che custodiva le statue in bronzo; l’Eretteo, tempio consacrato a Poseidone e ad Atena; la loggia delle Cariatidi, dalla quale si accedeva alla tomba di Cecrope, mitico fondatore della città; il Partendone, dedicato ad Atena Vergine protettrice della Polis) si voleva esaltare l’immagine collettiva del popolo greco (tutti infatti erano ammessi ai culti religiosi, tranne gli atimoi, cioè gli “infami”, che si erano macchiati di gravi colpe. Non dimentichiamo che ad Atene nasce la democrazia ( il “governo del popolo”), e si fa strada l’idea di un’arte funzionale oltre che bella.
Se di questo tempo glorioso ci fossero rimaste solamente le opere dei Sofisti o di qualsiasi altro intellettuale e il Partenone fosse andato completamente distrutto (dimentichiamoci per un attimo il comportamento riprovevole al tempi della dominazione turca, che per denigrare la cultura del popolo sottomesso ha venduto la maggior parte delle metope del Tempio all’Inghilterra: per questo il British Museum ne è tanto ricco!), sarebbe rimasta eguale la nostra ammirazione? Proveremmo ancora quello strano rispetto misto a meraviglia nel pronunciare i nomi di Fidia, Prassitele o Scopas? Certo, qualche loro contemporaneo ne avrebbe lodato la maestria, ma naturalmente non sarebbe la stessa cosa che vedere le opere con i nostri occhi.
A mio parere l’impatto che i capolavori dell’arte figurativa hanno sulla gente, è ancora maggiore di quello derivante dalle opere scritte. Mi spiego: leggere, almeno in quest’epoca, è ritenuto dai più come una perdita di tempo. Esistono molti altri tipi d’intrattenimento che esercitano un interesse mille volte maggiore (soprattutto tra i giovani), e si tende a dimenticare la propria individualità (che si sviluppa con la lettura), per sprofondare in un mondo dominato dalle grandi masse stupide e cieche.
Vorrei specificare che personalmente non condivido tale modo di essere: amo molto immergermi in vite che non mi appartengono, gustare esperienze che non potrò mai realizzare e condividere con i miei personaggi preferiti emozioni e sentimenti sempre nuovi, ma in questo periodo la mia passione purtroppo è poco condivisa.
Trovandoci invece davanti al Discobolo di Mirone, al Diadumeno di Policleto o alla Nike di Samotracia (tanto per citare alcune delle sculture che più preferisco), pochissimi avrebbero il coraggio di disconoscere la loro grande bellezza, che risulta lampante. Ultimamente, si definisce l’arte come una cosa astratta, non più apprezzabile dalle grandi masse (mi sto riferendo al tipo d’educazione impartita a noi giovani) e di competenza esclusiva di tronfi benpensanti che cercano per tutta la loro vita di spiegare a noi ‘stupidi inferiori’ il concetto di “bello”.
Quand’è che l’uomo si è dimenticato che in realtà è uno dei tanti, splendidi, strumenti dell’uomo? Il suo obiettivo principale non è d’esser fine a se stessa, ma di suscitare nei suoi osservatori sensazioni particolari, per arricchire il loro mondo interiore.
Quando si capirà questo, sia le biblioteche che i musei saranno molto più frequentati e non si parlerà più di “crisi giovanile”, o meglio di “perdita dei valori”, perché noi tutti sentiremo l’arte in generale molto più vicina e non considereremo fuori moda un pomeriggio passato in casa con le amiche a discorrere sui vari Michelangelo, Raffaello, Wilde, Pirandello, Vivaldi, ecc., considerandoli non come dei sapientoni, ma semplicemente come dei grandi uomini.
Credo di aver spiegato il mio pensiero abbastanza approfonditamente, quindi per ultimare la mia composizione torno ad occuparmi dell’arte intesa come specchio di una civiltà e non di un solo uomo, seppur potente. Facciamo l’esempio di Roma. A Roma venne costruita per ordine dell’Imperatore Nerone la sua splendida dimora: la Domus Aurea, una costruzione tanto opulenta che non riuscì ad essere ultimata prima della morte del regnante. Dato che questi governò in maniera tale da rendersi odioso agli occhi dei suoi sudditi, lo stupendo edificio dopo la sua morte fu saccheggiato e dimenticato, tanto che si costruì sopra di esso ( “damnatio memoriae”).
Tutto questo ci appare come una dimostrazione pratica di quanto detto precedentemente, cioè che se l’arte diviene serva di pochi individui perde gran parte delle sue attrattive e diventa inutile.

Federico BEZZI
I musei e le biblioteche hanno un ruolo basilare nella storia: sono infatti tali istituzioni che garantiscono ai popoli di tramandare la propria cultura e le proprie idee ai posteri… Da sempre l’uomo cerca di diventare immortale, se non nel mondo reale almeno nella memoria del suo popolo e in quella delle popolazioni a venire… I libri sono sicuramente meno difficili da tramandare alle generazioni future… Nella biblioteca è racchiusa la “linea” della letteratura, mentre nel museo ci sono testimonianze di scultura, pittura…architettura: a noi non bastano alcune di queste arti, ma sono necessarie tutte e quattro per rendere l’idea della cultura di un popolo…

Maximilian BERTONI
L’uomo ha sempre sentito il bisogno di raccogliere e conservare opere scritte o d’arte per poter ricordare ciò che era il suo passato… Un esempio di questa volontà di conservare la memoria di opere di poesia c’è data da Pisistrato, il tiranno di Sparta, che nel 560 a.C. volle raccogliere per scritto i poemi omerici, fino allora tramandati solo a voce… Il fascino del museo è che in una sola volta ci permette di conoscere popoli antichissimi…
Biblioteca e Museo sono due luoghi che l’uomo ha creato per ricordare il suo passato e per meglio conoscere il suo presente…

Giulia BETTI
La storia è il cammino del mondo, ogni singolo avvenimento un’impronta che ci condurrà dove ancora non sappiamo…La storia sono i luoghi, gli episodi ma alla base c’è l’uomo…
Non possiamo comprendere il complesso percorso di una città, come Firenze ad esempio, se non considerando tutti gli elementi quali fonti visive e scritte, come i monumenti, le opere d’arte e i libri, che testimoniano l’azione dell’uomo a favore e contro la sua città…

Claudia CONTI; FASOLATI
La città di Atene ha…insegnato all’Occidente l’importanza della ricchezza e della bellezza del luogo in cui si vive, perché manifestazione della grandezza e della prosperità della sua civiltà; la bellezza viene descritta dai greci come elemento del quale non si può fare a meno. Monumenti e opere artistiche sono, infatti, una testimonianza importantissima del passato che, unita a quella fornitaci dai testi scritti, ci permette di ricostruire un quadro completo delle antiche civiltà.
Se non ci fossero testimonianze visibili delle informazioni che ricaviamo dai libri, la storia dell’arte antica sarebbe solo un insieme di ipotesi soggettive…non potremmo conoscere da cosa deriva la nostra arte contemporanea, né la lunga e complessa evoluzione che ha subito l’arte nel corso dei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri.

Silvia PONTILLO
Biblioteca e museo permettono lo scambio culturale, che è fondamentale non solo per la cultura del singolo individuo o di una singola nazione, ma per il progresso dell’intera civiltà.

RUBINACCIO
Non sempre le parole sono sufficienti a ricostruire la storia di un popolo… Credo sia bello poter documentare cosa ci ha preceduti, poter vedere e leggere con i nostri occhi oggetti, testi di un mondo che non è più il nostro, ma che ancora ci appartiene perché è grazie al passato che esiste il futuro. E’ importante salvaguardare questi beni, ma è anche fondamentale far sì che tutti possano conoscerli…perché l’arte tramandata deve coinvolgere tutti…

Sara TOZZETTI
Lunedì 18 febbraio abbiamo parlato dell’importanza dei musei e delle biblioteche…Abbiamo anche determinato che documenti scritti e documenti artistici sono parti indivisibili perché per interpretare in modo corretto il passato abbiamo bisogno sia dei testi scritti che di quelli artistici…Prendiamo ad esempio la differenza che c’è tra leggere un libro e guardare il film che da quel libro è ricavato: spesso siamo delusi perché quello che noi ci eravamo immaginati non corrisponde alle immagini proposte dal regista del film. Così un oggetto, senza un libro che ne spiega l’uso, rimane un pezzo di qualche materiale senza una giusta collocazione nel tempo o nel luogo…

Cristina TRAGGIAI
…studiando l’età di Pericle è bene conoscere anche le innumerevoli opere che resero questo periodo tanto famoso e resero Atene capitale culturale indiscussa della Grecia classica, e non solo. Atene ha insegnato al mondo che la bellezza del luogo in cui si vive rispecchia la civiltà che ha creato e adattato la propria città alle proprie necessità e ai propri desideri, non trascurando che gli edifici di una città devono essere accettati da tutta la collettività. Gli edifici che non sono graditi prima o poi sono distrutti: basti pensare alla ‘Domus Aurea’ di Nerone…Io penso che sia biblioteche che musei siano parte integrante della nostra cultura. Tutto sta agli adulti porre alle generazioni future le visite in questi luoghi come momenti di immenso piacere nello scoprire le radici del proprio popolo e degli altri, e non un obbligo. Prima o poi tutti sono attratti dalla storia e dalla bellezza di cui sono circondati, specie noi fiorentini che ci viviamo praticamente in mezzo! Penso inoltre che distruggere un libro o un’opera d’arte sia non solo una violenza verso la propria cultura, ma anche un’offesa a tutta la collettività: tutto ha il diritto di essere tramandato, le cose positive come le cose negative, per arricchire il nostro bagaglio di esperienze.

GARGANI
…gli ateniesi erano convinti che la bellezza dell’arte servisse a sottolineare la cultura e la grandezza di un popolo. Ciò è dimostrato anche dal fatto che Pericle non potenziò l’esercito, ma l’Acropoli…Come nel passato fantasia e realtà erano raccontate attraverso l’arte, sculture, bassorilievi, dipinti, mosaici, così oggi c’è il cinema. La storia non è solo un insieme di parole scritte sui libri…

Elisabetta SIGNORIA
Il museo e la biblioteca sono due luoghi insostituibili per l’umanità
Quando entriamo in una biblioteca troviamo tutto banale ma dobbiamo pensare che, se gli uomini antichi non avessero lasciato testimonianze della loro esistenza, noi non conosceremmo le nostre origini, e questo vale anche per i musei.

ORZATI
Il museo è un luogo di cultura che serve per conoscere e osservare oggetti, statue, quadri. E’ bello pensare che ogni città, ogni piccolo luogo del mondo, possa valorizzare la propria cultura e i propri tesori con un museo aperto al pubblico. La biblioteca invece mette a disposizione del pubblico i libri, che raccolgono le testimonianze che ci vengono direttamente dal passato…

Ludovica MAGNINI
Noi facciamo ricorso ai libri e agli oggetti artistici per capire, comprendere e ammirare il passato. Infatti nella biblioteca ci sono i testi scritti: la teoria è fondamentale, ma occorre anche la pratica, ossia bisogna andare nei musei per vedere le opere d’arte prodotte nell’antichità. Pericle divenne un personaggio importantissimo perché fu il primo che spese gli ingenti capitali di Atene per abbellire la città. Egli riteneva che i monumenti dovessero rappresentare tutti i cittadini, al contrario di quanto avverrà in seguito a Nerone e al suo palazzo, la “Domus Aurea”, che, pur bellissimo, fu distrutto in quanto mirava solamente all’interesse di una singola persona, l’imperatore appunto. L’età di Pericle fu un tempo di pace, un’età d’oro per la cultura, per l’arte e la civiltà della Grecia del V secolo; viene confrontata con il rinascimento fiorentino e con il periodo di Lorenzo il Magnifico.

Lara FONTANELLI; Giulia PICCHIANI
Attraverso la letteratura e l’arte insieme abbiamo una visione più ricca del passato. Se ad esempio del Medioevo non ci fossero arrivati i castelli ma solo i libri, non riusciremo a comprendere fino in fondo quella parte così importante della storia. Oppure, conosceremmo meglio la vita dell’uomo delle caverne se avessimo testimonianze scritte, mentre non sono sufficienti solo le leggende per far rivivere Atlantide, del quale non abbiamo nessuna testimonianza artistica.
Nel 1966 l’alluvione provocò numerosi danni alla Biblioteca Nazionale; vi fu in quella occasione un movimento spontaneo di giovani che arrivarono da varie parti del mondo per aiutare il recupero dei libri che sono la memoria storica di Firenze e dell’Occidente: quei giovani passarono alla storia come “angeli del fango”.

Francesca CALDINI
Dopo le guerre persiane Pericle volle ricostruire l’acropoli, e questo portò la città ad essere il centro più visitato ed importante della Grecia. Pericle divenne famoso perché si preoccupò di abbellire la città per tutti i cittadini, e non solo per interesse personale come avrebbe poi fatto l’imperatore romano Nerone. Quella di Pericle è chiamata età dell’oro, come avverrà in seguito a Firenze all’epoca di Lorenzo il Magnifico.

Leonora DI GESUALDO
Nell’antica Grecia ci furono grandi differenze tra le città: ad esempio Sparta e Atene. Le due città ebbero uno sviluppo diverso, ma soprattutto investirono in modo opposto capitali ed energia. Sparta fu una città che si basò sulla potenza e la forza del proprio esercito, e quindi la maggior parte dei soldi furono investiti per rafforzare quest’ultimo. Non venne dato molto spazio all’arte… Totalmente diverso fu il caso di Atene, del quale ancora oggi ammiriamo lo splendore. Soprattutto con Pericle la città raggiunse il suo massimo splendore, poiché investì tutti i capitali nella costruzione di opere d’arte. Pericle mirava soprattutto a far ricordare ai posteri Atene come una città nella quale l’arte aveva un’importanza primaria.

BIGOZZI
Atene venne disegnata come la città più bella per il suo patrimonio culturale dagli stessi greci e, man mano che i vari templi e costruzioni prendevano vita rendevano la città più ricca, tanto che poi questa venne considerata una città-museo…Atene con il Partenone ci fa capire il tenore di vita delle varie classi sociali,…e i templi ci danno un’idea di quella che era la scultura di quei tempi permettendo all’osservatore di provare un brivido nel vedere tanta maestosità e pensare che tutto ciò non è stato costruito da una macchina ma da uomini come noi…Biblioteche e musei sono parti integranti di una città e senza patrimonio culturale, che vuol dire storia, la città si può considerare solo un agglomerato urbano…

FASANO
Biblioteche e musei ti premettono di studiare il passato, di ricostruire la storia di un determinato luogo. Se ci fossero pervenuti solo testi scritti non sarebbe la stessa cosa perché ognuno potrebbe dare con maggiore fantasia la propria interpretazione.
Nei musei e nelle biblioteche troviamo tanti indizi che ci servono a capire la storia, però questi elementi vanno interpretati.

Giulia LIVERINO
Io penso che è compito di noi giovani conservare le nostre testimonianze, e di continuare quel lavoro che hanno intrapreso gli amanti della cultura e della conservazione, a partire da Pisistrato, che durante la sua tirannide ad Atene fece raccogliere per iscritto i poemi omerici, dei quali noi oggi non potremmo nemmeno conoscere l’esistenza se qualcuno non si fosse degnato di raccoglierli.

Lo sviluppo del senso di appartenenza

L’obiettivo finale dell’esperienza è indicare ai ragazzi come il senso di appartenenza culturale sia qualcosa di molto ricco e complesso, che si estende a luoghi e tempi anche lontani da noi.
Il carattere specifico della scuola permette di affrontare con ampiezza questo argomento, attualizzando lo studio del passato in vista di una migliore progettazione del futuro, sia in senso individuale che collettivo.

Sulla polis si fonda la civiltà dell’umanesimo occidentale: ripercorrerne la storia artistica, letteraria, politica, storica, sociale, religiosa vuol dire comprendere in una prospettiva di più ampio respiro il presente. E’ interessante rilevare la grande suggestione che il mondo antico esercita sui giovani, cosa che favorisce il conseguimento di risultati positivi quando lo si va a studiare.

Il rapporto tra scuola, museo, territorio

La scelta del tema non permetteva di ripiegare sulla scontata visita ai luoghi esaminati. Questo non vuol dire che il rapporto scuola-museo-territorio debba prevedere l’opera d’arte come semplice didascalia dell’esperienza. Tanto è vero questo che, sempre nel nostro caso, l’Atene oggi universalmente nota e da noi studiata passa molto di più attraverso le pubblicazioni antiche conservate nella Biblioteca Nazionale di Firenze che non attraverso l’osservazione diretta dei “testi figurativi” presenti sull’Acropoli. E’ a Firenze infatti che è stato preparato il terreno, con il Rinascimento, per una riscoperta del mondo classico ed un suo universale riconoscimento come fondatore dell’umanesimo moderno. Ed è proprio a Firenze, molto più che sull’Acropoli d’Atene, che studiosi di tutto il mondo hanno potuto apprezzare secolo dopo secolo la bellezza delle opere, la ricchezza del pensiero, la vastità delle suggestioni che il mondo greco ci ha lasciato in eredità.

RIEPILOGO.

Il lavoro alla fine si articolerà come segue:
1) Dispense sullo sviluppo urbano di Atene nell’età di Pericle
2) Relazione sui viaggiatori antichi e moderni
3) Relazione sui graffiti dell’agorà e confronto con quelli moderni di Firenze
4) Relazione sul diritto ad Atene e vocabolario di termini tecnici ancora usati che derivano dal greco antico
5) Sintesi dalle verifiche fatte in classe durante l’anno
6) Documentazione del lavoro attraverso foto e disegni