Costruzione protocolli di monitoraggio sulla scuola nella Regione Toscana

La Regione Toscana ha conferito all'IRRE Toscana - con decreto della Giunta Regionale n. 4506 del 12 agosto 2002 - l'incarico di ricerca Monitoraggio dell'autonomia scolastica nella Regione Toscana - progetto di sperimentazione di protocolli di monitoraggio, che prevede la costruzione di protocolli di monitoraggio su:

  • l'integrazione tra Istituzioni scolastiche, Enti locali e strutture educative del territorio(sperimentazione dei protocolli nelle province di Arezzo, Livorno, Pisa, Siena)
  • l'educazione degli adulti
    (sperimentazione dei protocolli nelle province di Grosseto, Lucca, Massa, Pistoia)
  • i diritti della nuova cittadinanza
    (sperimentazione dei protocolli nelle province di Firenze, Prato)

Monitoraggio della Autonomia Scolastica nella Regione Toscana

Progetto di sperimentazione di protocolli di monitoraggio su

  • l’integrazione tra Istituzioni scolastiche, Enti locali e strutture educative del territorio
  • l’educazione degli adulti
  • i diritti della nuova cittadinanza
  • Il contesto

Le modifiche costituzionali, legislative e regolamentari che negli ultimi anni si sono sviluppate hanno rafforzato l’idea di un sistema integrato di istruzione, formazione ed educazione che vede una pluralità di soggetti coinvolti.

In particolare hanno assunto poteri, competenze e compiti nuovi e sempre più ampi le Istituzioni Scolastiche (IS) che con l’autonomia sono diventati il centro del sistema istruzione.

E’ con le istituzioni scolastiche autonome che si fonda il terreno della concertazione con enti locali, ente regione e direzione regionale.

L’IRRE ha in questi anno sviluppato azioni tese a sviluppare i rapporti di rete tra IS e tra queste e le strutture educative presenti nel territorio.

Negli ultimi tre anni ha svolto, nell’ambito di un progetto nazionale, una attività di monitoraggio dell’applicazione dell’autonomia scolastica e dei Piani dell’Offerta Formativa.

Il monitoraggio ha visto in questi tre anni la partecipazione di 180 scuole su 554 scuole della Regione.

Questa azione era tesa a raccogliere elementi informativi utili sia a livello dei decisori politici nazionali e locali ma anche a sviluppare nelle scuole monitorate l’attenzione alle azioni di autovalutazione e di autoanalisi.

Questa iniziativa ha trovato una grossa accoglienza da parte delle scuole della toscana.

Molte delle scuole monitorate hanno richiesto di continuare sotto la forma della consulenza il rapporto avviato negli anni precedenti.

Molte scuole escluse l’anno passato dalle attività di monitoraggio hanno chiesto di partecipare a queste iniziative.

Il monitoraggio sviluppato in questi anni ha avuto come oggetto, per esplicita richiesta del committente, il Ministero della Istruzione, il complesso delle attività relative all’autonomia scolastica, sintetizzato nell’osservazione di tre macroindicatori della responsabilità, flessibilità, integrazione.

Questo approccio complessivo e sintetico ha avuto il vantaggio di una visione complessiva e d’insieme dei processi di sviluppo dell’autonomia scolastica ma con una ovvia relativa profondità di analisi su aspetti singoli.

Il sistema istruzione tende sempre più ad acquisire, come detto, specificità regionali ed ad integrarsi con il sistema della formazione.

Le azioni di monitoraggio devono in conseguenza risagomarsi con le specificità relative alle esigenze del territorio, attraverso una progettazione di protocolli concordata con la Direzione Regionale, l’Ente Regione e gli Enti Locali.

  • Il progetto

Questo progetto di monitoraggio dell’Autonomia Scolastica della toscana si pone l’obiettivo di produrre e sperimentare protocolli specifici su ambiti definiti dello sviluppo dell’Autonomia scolastica.

Questi protocolli avranno le caratteristiche:

  • omogeneità dei criteri di approccio alle differenti tematiche
  • comuni indicatori di osservazione
  • comuni metodologie di interazione tra osservati ed osservatori, recuperando le esperienze costruite negli ultimi tre anni di monitoraggio

Questo permetterà l’integrazione dei protocolli specifici tra di loro e con il rpotocollo generale del monitoraggio.

I risultati del monitoraggio ci portano ad identificare i seguenti ambiti di sviluppo di protocolli specifici:

  1. L’integrazione delle scuole con gli EE.LL e le strutture educative del territorio.
    Il monitoraggio di questi anni ha evidenziato da un lato l’ampia diffusione dei rapporti delle IS con gli EE.LL e le strutture territoriali, ma anche la necessità di approfondire gli aspetti qualitativi di questi rapporti. Inoltre appare opportuno sviluppare il protocollo non solo nella direzione scuole versus territorio, ma anche nella direzione territorio versus scuole.
  2. L’educazione degli adulti
    Anche questo settore il monitoraggio ha permesso solo una analisi superficiale di contro ad una realtà sempre più importante per il sistema educativo.
    Anche in questo caso è opportuna una analisi qualitativa più specifica.
  3. I diritti della nuova cittadinanza.
    Il monitoraggio ha evidenziato la diffusa presenza specie nelle scuole di base di studenti provenienti da altri paesi.
    Anche questo ambito, studiato nel monitoraggio più nei suoi aspetti quantitativi che qualitativi, deve essere oggetto di un protocollo aggiuntivo che indaghi sulle azioni educative delle IS, sugli interventi degli EE.LL. e delle altre agenzie educative territoriali.

La produzione e la sperimentazione di protocolli di monitoraggio in una prospettiva di un loro integrazione in un protocollo comune si muovono nell’ottica di un monitoraggio di sistema, già presente in altri paesi europei; un punto di riferimento è certamente quello dell’OFFSTED britannico, legato sia a standard nazionali che ad un forte rapporto con le autorità locali per l’educazione.

La sperimentazione dei protocolli può essere la premessa di un progetto che veda nel corso di quattro – cinque anni coinvolte tutte le scuole della regione.

Queste azioni di monitoraggio possono inoltre rappresentare l’occasione per una comune individuazione di ulteriori azioni di sviluppo sul terreno della consulenza, della formazione, dello stimolo alla formazione di reti tra scuole e servizi territoriali per l’educazione, l’istruzione e la formazione.

Questo progetto di sperimentazione di protocolli di monitoraggio vuole contribuire a sviluppare nel territorio regionale, sia nelle IS che negli Enti locali che nelle strutture educative del territorio atteggiamenti di autoanalisi e di autoriflessione sul proprio fare per contribuire a costruire un "sistema territoriale" di integrazione fra soggetti.

Questo salto di qualità è possibile se un soggetto esterno offre il "proprio occhio" come specchio riflettente che permette di osservare e valutare i processi per guidarli e indirizzarli e di superare la tradizione di valutazione autoreferenziale che caratterizza la cultura delle istituzioni pubbliche italiane.

Questi tre anni di monitoraggio hanno dimostrato che le scuole della regione sono mature e desiderose di questo approccio che appare irrinunciabile per le scuole autonome.

Mentre l'esperienza svolta fino ad oggi ha avuto l'ottica del sostegno alla scuola che si trasforma in istituto autonomo, quindi è stata focalizzata essenzialmente su di essa e sulle sue attività, questo progetto vuole assumere un sguardo più ampio attraverso il quale tutti i soggetti interessati e che interagiscono nel territorio diventano nodi importanti di una rete e, come tali, punti di interesse del monitoraggio.

In questo modo si pensa possibile sviluppare una pratica dell'autovalutazione di distinti soggetti sul territorio regionale verso il miglioramento della qualità della progettazione e delle azioni di integrazione sul territorio.

  • Le modalità

Il monitoraggio non è solo una rilevazione statistica ma è un servizio che permette alla istituzione monitorata di scegliere in modo consapevole le attività, di costruire progetti adeguati e di avere un piano coerente con le proprie finalità.

Nei processi del monitoraggio pregresso i protocolli di osservazione hanno unito aspetti quantitativi con aspetti qualitativi; questa modalità è risultata particolarmente produttiva perché ha consentito una visione articolata e di spessore delle istituzioni scolastiche che, per la loro complessità, non possono essere descritte con strumenti di semplificazione della realtà ma di rappresentazione della realtà.

Sono stati infatti incrociati strumenti di osservazione strutturati (organizzati su parametri oggettivi, quindi quantitativi, confrontabili e verificabili) e strumenti semiproiettivi (che raccolgono percezioni soggettive e sono osservati in modo soggettivo pur su protocolli comuni); in questo modo le singole persone, coinvolte nel monitoraggio, hanno dato voce nel corso dei lavori ad una parte di loro stesse, del loro modo di pensare e di interpretare i fenomeni, riuscendo poi ad interessarsi ai risultati e averli come "oggetti di proprietà".

I risultati delle rilevazioni spesso inducono il fenomeno della spersonalizzazione e della non appropriazione da parte dei soggetti interessati che sembrano "subire" una sorta di distaccata trasformazione di persone e situazioni in indicatori e numeri.

I risultati appaiono osservazioni distanti dai problemi delle persone e non sono interpretati come "immagini delle loro scelte e azioni", non divengono fuochi di attenzione per costruire nuove ipotesi, prendere iniziative, indirizzare tendenze e stili e il monitoraggio fallisce il suo intento.

Questa metodologia, positivamente sperimentata negli anni passati resta lo sfondo culturale e metodologico su cui costruire i protocolli specifici.

  • Gli indicatori di osservazione

E' quindi naturale che anche per questa proposta si pensi a metodiche simili curvate sui nuovi

bisogni.

Rispetto ai macroindicatori che hanno caratterizzato il monitoraggio degli anni precedenti appare opportuno individuare tre nuovi fochi di osservazione su cui costruire indicatori di quantità e di qualità comuni ai tre protocolli ma che dovranno naturalmente trovare descrittori differenziati nei protocolli per i singoli aspetti affrontati

Fuochi di osservazione

Capacità di

Indicatori di quantità

Indicatori di qualità

Proporre

Iniziative, propositività, promozione

Coerenza istituzionale, chiarezza dello scopo, ascolto dei bisogni del territorio

Realizzare

Modalità , consorzi, accordi, funzioni amministrative

Visione imprenditoriale (imparare dal proprio fare), miglioramento della didattica,

valutare

Analisi costi/benefici

Stabilità e tenuta

delle iniziativa, investimento sulle risorse, permanenza sul territorio di strutture

Percezione del territorio della presenza, abilità, vicinanza delle strutture, istituzioni enti…

Percezione dei risultati

  • Il campione

Le disponibilità di risorse materiali ed il carattere sperimentale del progetto non permettono l’estensione della sperimentazione dei protocolli a tutte le provincie toscane.

L’intera realtà regionale verrà coperta ma con azioni differenziate:

L’integrazione delle scuole con gli EE.LL e le strutture educative del territorio

nelle provincie di Pisa, Livorno, Arezzo, Siena


L’educazione degli adulti

nelle provincie di Lucca, Massa, Pistoia, Grosseto

I diritti della nuova cittadinanza.

nelle provincie di Firenze, Prato

I dettagli del campione per ogni azione vengono indicati negli specifici paragrafi

  • Struttura organizzativa

Team di osservazione

In ogni provincia verrà costituito un team di tre osservatori.

Questi verranno scelti dall’IRRE tra gli osservatori che hanno già operato nei monitoraggi degli anni passati.

Il team opera in maniera paritaria nell’ambito della ricerca sul campo e nella stesura del rapporto provinciale.

I compiti di coordinamento organizzativo e amministrativo sono curati da un componente dell’IRRE presente nel team.

Ha il compito di sviluppare le azioni di monitoraggio nelle singole provincie sulla base dei protocolli definiti dal gruppo di progetto.

Gruppo di progetto

E’ costituito da nove componenti, di cui cinque designati dall’IRRE, due dall’Ente Regione, due dalla Direzione Regionale.


Ha il compito di definire i protocolli delle azioni di monitoraggio e stendere il rapporto regionale.

Gruppo operativo

E’ costituito dal Direttore dell’IRRE, il responsabile del progetto, un rappresentante della Regione, un rappresentante della Direzione Regionale.

Ha il compito di coordinare e presidiare i tempi, le azioni e la tenuta dei protocolli.

Gruppo di coordinamento

E’ costituito dal Gruppo operativo e dai responsabili IRRE dei vari team.

Ha il compito di coordinare le azioni dal punto di vista organizzativo ed amministrativo.

  • Unità di personale impegnato

30 osservatori (tecnici IRRE, operatori monitoraggio) nei team di osservazione

2 operatori Regione (Gruppo di progetto, Gruppo operativo)

3 operatori Direzione Regionale (Gruppo di progetto, Gruppo operativo)

Direttore dell’IRRE

 

Indicazioni per la costruzione dei protocolli di monitoraggio su

L’integrazione tra Istituzioni scolastiche, Enti locali e strutture educative del territorio

Premessa

Gli esiti del monitoraggio effettuato nei tre anni scolastici 1999/200/2001 mostrano l'ambito dell'integrazione come uno dei più vivaci della scuola toscana.

Sfuggono tuttavia all'analisi condotta elementi che caratterizzino i processi e le azioni dell'integrazione legate ai vari contesti e soprattutto i reali punti di debolezza che possano consentire lo sviluppo di azioni di supporto o correttive rispetto ad una realtà cosi diffusa come quella dei rapporti costanti che le scuole toscane intrattengono con gli EELL.

Caratteristiche rilevate

Gli elementi di forza che suffragano l'ipotesi di questa vivacità di relazioni sono rappresentati da:

  • una diffusa abitudine e, oseremmo dire tradizione , a lavorare con il territorio, con una particolare apertura verso associazioni culturali, sportive, EE.LL ed ASL tramite accordi, convenzioni..; tale consuetudine appare maggiormente diffusa nella scuola di base e soprattutto negli Istituti Comprensivi;
  • un partenariato fra scuole ed EE.LL connotato da azioni di miglioramento ed ampliamento dell'offerta formativa , nel tentativo di interpretare l'ente locale come risorsa del territorio e non come semplice erogatore di fondi e di servizi.

Le fragilità di questi rapporti sono invece costituite da:

  • il fatto che le scuole superiori sembrano meno interessate o comunque meno attive nell'ambito dell'integrazione;
  • manca ancora una cultura per la costituzione di reti tra scuole al fine di qualificare maggiormente il tipo di rapporto che si instaura con il territorio, con la conseguenza di deprivare il "sistema scuola del territorio" delle potenzialità che ciascuna istituzione esprime per se stessa;
  • non appare dai progetti elaborati tra scuole ed EE.LL. il ruolo effettivo svolto dai due attori sia in termini di propositività che di capacità realizzativa e valutativa delle ricadute dell'esperienze.

Piano di monitoraggio

I soggetti

Il progetto prevede di coinvolgere su questo tema 20 istituzioni scolastiche equamente distribuite fra le province di Arezzo, Livorno, Pisa e Siena.

A partire dai piani scolastici con progetti di integrazione è possibile costruire un piano di azioni di monitoraggio che riguardino oltre alle scuole gli Enti, le Associazioni, le Aziende che risultino coinvolti nelle iniziative.

Questo non dovrebbe necessariamente escludere la possibilità di incontro in alcune fasi del processo di monitoraggio di altri soggetti, omogenei rispetto alla tipologia, in aggiunta a quelli coinvolti direttamente.

Strumenti di rilevazione

Aspetti quantitivi del monitoraggio

Interviste strutturate a dirigenti scolastici, assessori della provincia, direttori amministrativi della scuola, dei comuni e della provincia, presidenti associazioni, cooperative…etc.

Osservazione documentaria delle iniziative.

Aspetti qualitativi

Focus group a: genitori, studenti delle superiori, assessori comunali di più comuni di una stessa provincia, visite a strutture attive su progetti di integrazione nella scuola e sul territorio.

 

Indicazioni per la costruzione dei protocolli di monitoraggio su

Educazione degli adulti

Premessa

Le politiche dell’Educazione degli Adulti trovano fondamento nelle trasformazioni della società dei saperi e nelle linee culturali e strategiche delineate di conseguenza nei documenti della Unione Europea.

Occorre operare perché si realizzino per ciascuno le condizioni per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita per raggiungere e rinnovare le competenze necessarie per una reale partecipazione alla vita della società come persone, cittadini, lavoratori.

Per un allargamento in termini di qualità e quantità delle occasioni di istruzione e formazione (formale e non formale) occorre mettere a punto strategie nuove di programmazione e di integrazione che coinvolgano tutti i soggetti, i sistemi, le istituzioni.

Gli operatori (Dirigenti, docenti, personale amministrativo) devono maturare competenze nuove sia in relazione alla diversità dei bisogni formativi dell’adulto (diversità dei soggetti, dei livelli di competenza, degli obiettivi della richiesta di formazione, dei tempi a disposizione, ecc.) sia in relazione alle funzioni da svolgere (non solo docenza, ma anche tutoraggio, progettazione, creazione di reti, ecc.)

La normativa europea, nazionale e regionale va in questa direzione.

In questa direzione si è mosso anche l’IRRE nelle azioni di formazione che ha realizzato: ultimo in ordine di data il Corso di formazione "Progettualità e territorio" per operatori delle scuole e degli Enti locali sulla Progettazione in risposta ai Bandi del Fondo Sociale Europeo nella misura C4-Educazione degli Adulti.

Piano di monitoraggio

I soggetti

Le Province interessate dalla sperimentazione del modello di monitoraggio nell’ambito dell’Educazione degli Adulti sono Pistoia, Lucca, Massa, Grosseto.

Saranno coinvolti i Centri Territoriali Permanenti e gli Istituti Secondari di II grado serali. E’ però opportuno coinvolgere anche altri soggetti per permettere una lettura pluriprospettica dei processi in corso che di per sé richiedono o si muovono in direzione dell’integrazione e della costruzione di un sistema integrato di Educazione degli Adulti. Il percorso di monitoraggio vedrà quindi coinvolti gli Assessorati (rappresentati sia dai politici sia dai tecnici) delle Province, i Presidenti e i componenti dei Comitati locali, i CRED, la Formazione Professionale, i Centri per l’impiego.

Aree di indagine

Nel campo dell’Educazione degli Adulti aree di indagine significative, visti i processi in atto, sono:

  1. La scuola come sistema (organizzazione, professionalità e ruoli, Piano dell’Offerta Formativa)
  2. La scuola e il territorio (la scuola come uno dei soggetti per la costruzione del sistema integrato di EdA)
  3. La professionalità dell’operatore "docente" nel processo di insegnamento/appendimento

Le domande di fondo diventano allora:

  • come incide la capacità di integrazione del soggetto-scuola (CTP e serale) nel territorio rispetto alla sua organizzazione interna e rispetto alla professionalità dei suoi operatori? (e in tal modo si prendono in esame l’area 1 e l’area 3)
  • Come si manifesta questa capacità di integrazione: (e qui si prende in esame l’area 2 che è quella più significativa rispetto alla costruzione del sistema integrato di offerta nel campo dell’Educazione degli Adulti)

attraverso quali rapporti

(chi promuove: il CTP, il serale, l’Ente locale, l’associazione, ecc....)

con quale progettazione e con quali soggetti

(co-progettazione, richiesta di collaborazione, offerta di collaborazione, semplice circolazione di informazioni, ecc....)

con quali risorse finanziarie

(interne o esterne, dei FSE, ecc....)

con quali strumenti

(consorzi, partenariati, associazioni temporanee di scopo ecc....)

per quali utenti

(quantità di iscritti, provenienza, livello di istruzione di partenza, livelli in uscita)

con quali contenuti

(attività di accoglienza e orientamento, attività per il conseguimento di un titolo di studio, attività per il recupero di competenze di base, attività per favorire il rientro in formazione, attività culturali, di socializzazione, ecc....)

e quindi

  • Quali sono le tendenze del’Educazione degli adulti nelle Province prese in considerazione

Attività:

  • Indagine quantitativa sugli utenti, i corsi attivati, gli operatori impiegati, le risorse finanziarie utilizzate, la formazione degli operatori
  • Indagine per stabilire gli utenti potenziali
  • Lettura dei Progetti attivati in partenariato o in collaborazione con altri soggetti
  • Interviste semistrutturate e focus ai soggetti ai soggetti dei progetti di cui sopra e ai destinatari.

 

Indicazioni per la costruzione dei protocolli di monitoraggio su

I diritti della nuova cittadinanza

Il contesto

A distanza di oltre 10 anni dalle prime esperienze di educazione alla diversità realizzate nell’ambito della regione Toscana, la scuola è consapevole delle sue responsabilità sul piano interculturale? Ha avviato un processo di revisione dei suoi etnocentrismi? Ha modificato il suo impegno per sostenere e valorizzare le diversità sociali e culturali ? Insomma, risponde ai bisogni di una società interculturale? Sono interrogativi ai quali rispondere, tanto più che la società nella quale viviamo pone l’esigenza di progettare e gestire i rapporti con le altre culture in termini di dialogo, di confronto e scambio, di impegno reciproco e relazioni interdipendenti.

 

Le azioni di monitoraggio si pongono come ricerca pluridimensionale che possa consentire

  1. una lettura delle fenomenologie che compongono la realtà "multiculturale" della Toscana,
  2. una riflessione "sul senso e sulle direzioni" dei processi in corso in alcuni "contesti" scolastici della Toscana

Per il contesto "sociale" verranno esaminati

  • A partire dalla normativa nazionale e regionale le politiche e i progetti attivati nelle provincie interessate
  • il quadro istituzionale e organizzativo (le strutture che si occupano di interculturalità)…
  • l'integrazione in termini statistici degli alunni non italiani nel mondo del lavoro, nei livelli d'istruzione superiore (scuole secondarie, post-diploma, Università, corsi professionali)

  • l’integrazione in termini statistici delle minoranze etniche nel mondo del lavoro, nei livelli di istruzione superiore (scuole secondarie, post-diploma, Università, corsi professionali)

Per il contesto scolastico

  • gli aspetti organizzativi e gestionali della multiculturalità (il P.O.F., funzioni obiettivo, gruppi di lavoro, referenti, altro…)
  • la formazione degli insegnanti
  • i progetti realizzati (aree di intervento e specifici interculturali)

L'ambito della ricerca ci spinge a conoscere anche

  • il numero degli insegnanti coinvolti

  • le attività di formazione degli insegnanti (Enti, Associazioni, M.P.I., Provveditorati, IRRSAE, )

  • i progetti interculturali attivati
  • i prodotti realizzati

Attività

Indagine sulla presenza degli alunni con cittadinanza non italiana presenti nella scuola toscana (provincie esaminate) per

Disegnare il trend di crescita

Individuare la provenienza

Definire la distribuzione in ambito territoriale per ordine scolastico, nella scuola statale e non statale

Analisi delle azioni intraprese da parte delle scuole monitorate per conoscere

Il numero degli insegnanti e degli operatori (mediatori, educatori, ecc.) coinvolti

Le attività di formazione degli insegnanti

I progetti interculturali attivati

I prodotti realizzati

 

Rilevazione delle rappresentazioni dei dirigenti, degli insegnanti, degli operatori della scuola

Focus sulle esperienze vissute

analisi dei progetti attivati e dei prodotti realizzati

individuazione dei processi attivati

Strumenti

Intervista

Questionario semi-strutturato

Narrazione

Focus-group


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Coordinatore progetto
Laura Nut
i

055-4371755
nuti@irre.toscana.it


Scadenze
Entro gennaio, visite nelle scuole

Gruppo di progetto
Andrea Bernabei (Regione Toscana), Lorenzo Liccioli, Anita Palmara e Nunzio Langella (Ufficio Scolastico Regionale), Giuseppe Italiano (Direttore IRRE Toscana), Giancarlo Fornai (referente CdA IRRE), Fabio De Michele (tecnico referente IRRE), Giuseppina Staderini, Elisabetta Cosi, Giuseppe Ianni e Laura Nuti
(tecnici IRRE)