Progetto Trasversalia

Il progetto riprende e prosegue - per alcuni aspetti - il progetto Quid, portato a esecuzione dall'IRRSAE Toscana nel periodo 1997/2000, rivolto a una elaborazione e sperimentazione del curricolo verticale (aggiornato in senso epistemico e didattico) secondo i principi della continuità formativa.

Il progetto-Quid ha trovato la sua organizzazione conclusiva (comprensiva sia della progettazione sia dei risultati) nella pubblicazione dell'Istituto L'Arcipelago dei saperi (6 volumi), relativi alle cinque aree fondamentali dell'insegnamento, dalla scuola dell'infanzia al biennio della scuola media superiore. In quella ricerca restava costantemente "evocato" un approccio transdisciplinare ai vari saperi/insegnamenti, veniva anche qua e là indicato come necessario e proposto come asse di elaborazione della programmazione, ma - in sostanza - risultava rimandato a un approfondimento ulteriore, relativo in modo particolare alla scuola secondaria superiore, particolarmente nel triennio.

Qui quelle indicazioni vengono riprese, messe a punto e proposte per una sperimentazione nei trienni dei vari ordini di Scuola secondaria. Si tratta di attivare un lavoro di elaborazione culturale, di progettazione curricolare e di sperimentazione organica di quell'obiettivo indirizzato a dar corpo a elementi di transdisciplinarità nell'insegnamento secondario, lavorando su alcune nozioni/dispositivi campione, quali la narrazione e la complessità. Dispositivi adatti a costruire percorsi di lavoro comune tra le discipline e di riflessione critica sui saperi, in particolare sul loro statuto attuale (epistemico e cognitivo/sociale, per così dire).

Per quanto concerne la narrazione la ricerca dovrà considerare:

  • la narrazione vista come forma - matrice dei processi cognitivi e scandita nelle sue strutture (il pensiero narrativo), seguendo i modelli teorizzati dalla ricerca contemporanea;
  • il richiamo al narrativo da parte dell'epistemologia contemporanea, sia nella ricerca letteraria sia in quella storica, come pure in quella scientifica, orientandosi ai modelli dello strutturalismo, della storia sociale, dell'immaginazione scientifica (da Barthes a Stone, a Holton);
  • l'uso del narrativo come elemento coordinante del lavoro interdisciplinare, costruendo moduli inerenti sia il fronte epistemico dei saperi (ad esempio: la scoperta) sia quello delle elaborazioni tematiche (il fare-storia: della letteratura, della scienza, della vita sociale; l'elaborare ipotesi interpretative, nei vari ambiti di ricerca; ecc.);
  • il coinvolgimento dei saperi letterari, storici, scientifici, artistici, sociali, tecnologici, filosofici, delineando ambiti di una loro intersezione il più possibile integrata;
  • la scelta di temi specifici per attuare la modularizzazione; tipo: la ricerca come iter narrativo; il romanzo come modello di narratività; la scienza contemporanea e la narrazione; ecc…

Per quel che riguarda la complessità la ricerca dovrà tener presente:

  • la ricca riflessione attuale intorno alle epistemologie della complessità, alle logiche della complessità, ai dibattiti ancora in corso;
  • i vari modelli di lettura (logica, topologica, ecc.) della complessità, dal "sistema" alla "rete" dai "nodi" alle "catastrofi", ai "labirinti", ecc.
  • l'applicazione di questa logica e dei suoi modelli ai vari saperi assunti nella loro sofisticazione contemporanea: da quelli scientifici a quelli letterari, a quelli storici, a quelli filosofici ecc.
  • la scelta di temi specifici attorno ai quali costruire i moduli; tipo: complessità e scienze sociali; complessità e comunicazione; metariflessioni sulla complessità; ecc.; anche se tutti moduli di alta sofisticazione;
  • un'attenzione particolare che potrà/dovrà essere posta alla storia la quale - oggi - si caratterizza, sempre più, come sapere complesso che si rivolge a fenomeni complessi, in modo da ricavare, da lì, gli argomenti da porre all'attenzione didattica (se le frontiere più sofisticate, esposte di sopra, risultassero irraggiungibili).

Obiettivi

La ricerca si propone quindi:

  1. di elaborare dei moduli di insegnamento transdisciplinare;
  2. di sperimentarli nei trienni della secondaria;
  3. di assumere a Dispositivi Trasversali la narrazione e la complessità che proprio nella riflessione epistemico-cognitiva attuale hanno avuto tanta diffusione e tanta pregnanza.
  4. di offrire alla scuola uno strumento di aggiornamento, fruibile sia come tracciato "di contenuto" sia come memento "di metodo"; accompagnato da un costante riferimento anche alle riflessioni che attualmente le varie scienze vengono elaborando intorno ai D.T. messi a fuoco come fattori-chiave della ricerca;
  5. di avviare - almeno per assaggi - un superamento (anche un superamento) delle settorializzazioni disciplinaristiche su cui l'insegnamento scolastico pur si incardina (e si deve incardinare) in modo da avvicinarsi almeno un po' alla condizione reale dei saperi attuali e al loro profilo epistemico più problematico, tipico di oggi.

Metodologia e organizzazione

La ricerca si svolgerà a livello provinciale, secondo il modello della ricerca-azione.
Avrà la durata di un anno e mezzo (o due) e si scandirà nelle fasi di progettazione/formazione/sperimentazione/verifica.
La progettazione avverrà attraverso la costituzione di un comitato di esperti-tutor che metteranno a punto il progetto in tutta la sua articolazione.
La formazione avverrà come informazione alle scuole e sollecitazione di adesioni, da parte soprattutto di insegnanti motivati e preparati, con individuazione formale dei partecipanti.
La sperimentazione seguirà un modello di tipo modulare, in modo da potersi disporre sia all'interno sia a fianco della didattica disciplinare curricolare, di cui sì questa sulle transdisciplinarità può far parte, ma - oggi - in una posizione particolare.L'obiettivo " formale è proprio" - attraverso la sperimentazione - di dar posto a questo tipo di lavoro nella stessa progettazione curricolare; ma è solo un obiettivo finale.
La verifica verrà formulata sia in relazione a aspetti di efficienza, di congruità, di ripetibilità, sia di rigore e di criticità.
La ricerca si rivolgerà a almeno 10 scuole, dei diversi ordini secondari superiori.

Tempi
La ricerca dovrà organizzarsi a partire da ottobre 2002 e dovrà essere conclusa nel corso del 2004.
Si avvierà con un seminario tra gli esperti - tutor che metterà a fuoco la scansione del progetto.
Reperite le 10 o più scuole interessate, si passerà a una articolazione dei lavoro così predisposta:

  • entro fine novembre/dicembre 2002: adesioni e prima riunione con i Presidi delle scuole
  • fine gennaio 2003: seminario tra docenti e esperti-tutor (almeno sette relativi alle aree linguistico-letteraria, artistica, matematica, filosofica, scientifica, storica e epistemologica), che metterà a fuoco le linee portanti del progetto (interventi del Prof. Cambi, Referente scientifico del progetto)
  • febbraio/maggio: progettazione e elaborazione di un progetto modulare su narrazione e su complessità (esperti-tutor e insegnanti partecipanti)
    - settembre/ottobre: avvio della sperimentazione
    - fine ottobre 2003: verifica in itinere
    - giugno 2004: termine della sperimentazione
    - verifica finale comune
    - elaborazione dei testi per la pubblicazione (pubblicazione: 2004).

Esperti-tutor: prof. Francesco Paolo Firrao (area filofofico-storica), prof. Carlo Fiorentini (area scientifica), prof.ssa C. Mugnai, prof.ssa Franca Gattini (area aristica), prof. Giuseppe Furlanis (area artistica), prof. Brunetto Piochi (area matematica)



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Maria Piscitelli
Coordinatore progetto

gruppo di progetto:

Franco Cambi,
Giuseppe Ianni,
Maria Piscitell
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