Pisa

Il Conte Ugolino Della Gherardesca viene citato da Dante nel XXXIII canto dell’Inferno della Divina Commedia. Ugolino fu rinchiuso nella Torre della Fame a Pisa dopo la sconfitta pisana nella battaglia della Meloria, perché accusato di tradimento. La leggenda narra che vi fu rinchiuso a morire di fame con i suoi figli e che per non morire di fame, si cibò di loro.

Piazza dei Miracoli

Campo dei Miracoli è situato al centro di Pisa,è un gioiello architettonico che venne così denominato per la sua bellezza da D’Annunzio.

Riunisce gli esempi più rigorosi dello stile romanico pisano: il Battistero, il Camposanto monumentale, il Duomo, il Museo delle Sinopie e la Torre Pendente che sono  monumenti famosi nel mondo.

Il Duomo (Piazza dei Miracoli)

La chiesa a croce latina, di dimensioni ben proporzionate, è un capolavoro d’arte romanica realizzato fra l’XI e il XII secolo; la costruzione, iniziata da Buscheto, fu ampliata e completata nella seconda metà del XII secolo con l’aggiunta della facciata ad opera di Rainaldo.

L’interno a cinque navate accoglie il Pergamo, capolavoro di Giovanni Pisano.

Il Battistero (Piazza dei Miracoli)

Splendido monumento romanico iniziato nel 1152, fu ripreso da Nicola Pisano intorno al 1260 e terminato alla fine del Trecento.

Dei quattro portali, quello di fronte al Duomo è il più interessante, ricco di rilievi del XIII secolo.

Nell’interno si conservano sculture di Nicola e Giovanni Pisano e il superbo pulpito di Nicola Pisano.

La Torre pendente (Piazza dei Miracoli)

La costruzione del Campanile fu iniziata da Bonanno Pisano nel 1173, ma, realizzatane meno della metà, la torre s’inclinò per un cedimento del terreno.

Un secolo dopo, nel 1275, Giovanni Di Simone continuò l’opera che verrà completata solo da Tommaso Pisano.

La Torre è a pianta circolare, con arcate alla base e sei ordini di logge superiori sulle quali poggia la cella campanaria.

Il Camposanto (Piazza dei Miracoli)

Chiude il lato settentrionale della Piazza del Duomo la vasta galleria a pianta rettangolare che cinge l'antico cimitero dove, secondo la leggenda, l'arcivescovo Ubaldo Lanfranchi avrebbe fatto trasportare la terra presa dai Pisani sul monte Gòlgota durante la Crociata del 1203.

L'edificio, con rivestimento esterno in marmo scandito da alte arcate cieche su lesene e teste umane poste all'attacco degli archi, opera di seguaci di Giovanni Pisano, fu costruito a partire dal 1277 da Giovanni di Simone, come indica l'iscrizione latina posta a lato del portale destro, ma i lavori interrotti a causa della battaglia della Meloria furono conclusi solo nel XV secolo.

Museo delle Sinopie (Piazza dei Miracoli)

In questo edificio del XIII e XIV secolo, un tempo ospedale sono conservati i disegni preparatori degli affreschi del Camposanto monumentale, chiamati sinopie.

Il nome deriva da Sinope, una località sul mar Rosso, da cui proveniva una terra rossastra che si adoperava per tracciare il disegno.

Il museo di Pisa fu pensato quando furono staccati dal muro, per essere restaurati, gli affreschi del Camposanto danneggiati dall’incendio del 1944 e sotto i quali furono ritrovate appunto le sinopie.

Piazza dei Cavalieri

In questa piazza nel 1406 venne annunciata la fine della Repubblica pisana.

Sulla Piazza si affaccia anche il bellissimo Palazzo dei Cavalieri , voluto da Cosimo I De' Medici che ne ordinò la progettazione all’architetto Vasari,  per accogliere l'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.

Il Palazzo dell’Orologio (Piazza dei Cavalieri)

Il Palazzo dell’Orologio oggi ospita la Biblioteca della Scuola Normale Superiore.

Le due strutture principali, collegate fin dall’origine da una volta, esistevano già in epoca medievale ma ricostruite dal Vasari nel 1607: a sinistra la casa-torre detta Palazzotto della Giustizia o del Capitano, sede di antiche magistrature pisane, e a destra la torre, detta dei Gualandi o della “muda” perché vi si tenevano a mudare – “cambiare le penne”- le aquile, simbolo della potenza di Pisa.

La torre è però soprattutto nota come Torre della Fame per la tragica morte del conte Ugolino Della Gherardesca avvenuta qui e celebrata da Dante nel XXXIII canto dell’Inferno.