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Il metodo della Globalità dei Linguaggi di Stefania Guerra Lisi

La metodologia della globalità dei linguaggi si prefigge lo scopo dello sviluppo della personalità della bambina e del bambino, in una graduale presa di coscienza di sé e dei propri bisogni e mezzi espressivi.
E' incentrata sul sentire, l'immaginare, l'esprimere. I suoi presupposti sono : la motivazione e il principio del piacere. Infatti, qualunque attività deve contenere implicitamente una promessa di piacere e deve essere presentata inizialmente sotto forma ludica. La globalità dei linguaggi rende capaci di ascoltare e osservare le bambine ed i bambini, mettersi in relazione con loro, leggere ed interpretare i bisogni che essi manifestano, utilizzando corpo, gesto, emozione, voce, suono, spazio, colore, immagine e segno grafico, come mezzi di comunicazione attraverso cui realizzare il rapporto educativo con il bambino e con la bambina.

Il concetto di psicomotricità è la pietra miliare di questa metodologia. "Psicomotricità" è un termine derivato da due vocaboli :

psiche denota la parte spirituale, non visibile e non biologica dell'uomo; motricità designa l'insieme dei fenomeni osservabili nell'uomo, il movimento umano.

Secondo la filosofia della "Globalità dei linguaggi" ogni individuo ha una sua psicomotricità unica e irripetibile. "Fare psicomotricità" significa, allora, fare in modo che la psiche vada ad abitare tutto il corpo e questo corpo divenga autentico nell'esprimersi sviluppando la Personalità.

Non si tratta di una disciplina da insegnare, ma di un modo di "essere" che usa una metodologia educativa e terapeutica ; non si intende solo la capacità di rapportarsi e di ascoltare l'altro, ma di rispettarlo nella sua globalità, costituita da comportamenti e atteggiamenti che dipendono dal suo modo di essere e dall'ambiente in cui vive.

IL bambino entra in possesso delle basi di ogni conoscenza. L'insieme delle prime forme di conoscenza legate al movimento, cioè l'intelligenza sensomotoria, precede il linguaggio e si basa sul contatto e sull'uso che il bambino fa degli oggetti che popolano il suo ambiente di vita. In questo modo egli organizza le sue azioni e le sue esperienze che diventeranno in seguito il contenuto del suo pensiero.
Attraverso il proprio corpo e il movimento il bambino estende la sua conoscenza per mezzo di aree potenziali che vengono via via scoperte, organizzate e associate. Conquista così spazi sempre più grandi che lo conducono verso tutto ciò che lo circonda. Queste conoscenze gli permettono di scoprire nuove realtà, di stabilire i primi rapporti sociali che costituiranno, in seguito, le basi della sua maturazione intellettuale e psichica.

L'educazione psicomotoria è rivolta principalmente alla prima e seconda infanzia e si inserisce nelle differenti tappe dello sviluppo del bambino come attività pedagogica di base, per fargli conoscere le proprie capacità e aiutarlo nella comunicazione. Essa diventa, perciò, l'espressione fondamentale per un'attività che potenzi e migliori le capacità individuali.

L'educazione psicomotoria intende operare attraverso l'attività corporea, non solo a livello motorio, ma anche affettivo e intellettivo, al fine di favorire tutti gli aspetti della personalità. Utilizza i mezzi di comunicazione più primitivi (contatto corporeo, dialogo attraverso il tono muscolare, simbolismo dei movimenti, espressione grafico/pittorica/ plastica, musicale e ritmica) fino ad arrivare alla comunicazione per mezzo del linguaggio verbale.

La globalità dei linguaggi si basa sulla comunicazione a livello ritmico, tattile, visivo, motorio e consente un'effettiva coscienza di sé poggiando sulla inscindibilità del corpo dalla mente. Affinché ciò si verifichi è necessario l'approccio interdisciplinare nel vissuto corporeo espressivo globale in cui movimento, voce, tono muscolare, uso della dita, delle braccia, del corpo favoriscano la crescita della persona e il suo rapporto con la realtà mediante l'acquisizione del proprio schema corporeo, dell'orientamento spaziale e temporale, della interiorizzazione dell'essenza delle forme." (da S. Guerra Lisi, R. Aristei, S. Martinelli, "Continuità 2", Borla 1992 )

 
Allegati per la pagina "Globalità dei linguaggi "
 

1.Bibliografia
 
Link segnalati per la pagina "Globalità dei linguaggi"
 

 

1. Sito web GDL Globalità dei linguaggi
http://www.centrogdl.org/scuole.html

 


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